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Visualizzazione risultati 1 fino 4 di 4
  1. #1
    theduke84
    Ospite non registrato

    Quantificazione e classificazione delle capacità intellettive

    Ciao a tutti!
    Uno dei temi che mi affascina di più è la misurazione e la "classicazione" dell'intelligenza ( o delle intelligenze ). Mi pare, però, che sia anche un tema che generalmente dia luogo a diverse dispute e controversie...soprattuto se si considera che non esiste una definizione universalmente accettata di "intelligenza"
    Voi cosa ne pensate? Cos'è secondo voi "l'intelligenza"? E' una sola o ce ne sono diverse? I metodi psicometrici - come i test del QI - sono adatti per valutare questa particolare funzione cognitiva? E' possibile potenziare e sviluppare le capacità intellettive, oppure la genetica gioca un ruolo estremamente vincolante?
    Questi sono i primi spunti di riflessione che mi vengono in mente, ma sono interessato a qualunque considerazione su questo argomento

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di ziogargamella
    Data registrazione
    07-11-2007
    Residenza
    milano
    Messaggi
    1,390
    in merito alla intelligenza/intelligenze ci sono milioni di articoli che puoi leggere e testi a cui fare riferimento, è un dibattito molto antico nella storia della psicologia.
    Per quanto riguarda la possibilità di un valore quantitativo come strumento principe viene come ben saprai utilizzata la wais, che ha il pregio di avere subtest che valutano sia ambiti legati al ragionamento verbale e alle conoscenze di cultura generale legate in gran parte all'infanzia e pertanto legate ad un ambiente socioculturale piu o meno favorevole, tanto prove di performance che esulano da conoscenze precedente apprese e pertanto legate solo a processi di ragionamento logico.
    E' chiaramente uno strumento testistico, e come tale va sempre preso con le pinze e non come se fosse l'ave maria. In quanto strumento testistico come saprai sono infatti mille e piu le variabili che possono determinare un risultato piuttosto che un altro, prima tra tutte una scarsa conoscenza dello strumento che non è un semplice test neuropsicologico che somministri ma uno strumento piu complesso che richiede una preparazione certamente maggiore.
    A mio modesto parere, ma credo non solo mio, l'intelligenza pura non la potrai mai misurare. In primis perchè non può essere definita, ed in secondo luogo perchè nel momento in cui vorremmo valutarla dovremmo far riferimento ad aspetti comunque concreti e tangibili. Se poi consideriamo che il substrato culturale, la lingua, le esperienze di vita, giocano un ruolo importante per i risultati del test, capisci come tutto letto in termini "filosofici" possa diventare artificioso.
    Ultima modifica di ziogargamella : 14-12-2007 alle ore 20.46.01

  3. #3

    Riferimento: Quantificazione e classificazione delle capacità intellettive

    Secondo me, le facoltà che rientrano nell’ambito specifico dell’intelligenza sono:

    1. Rapidità in ogni attività mentale senza perdite di qualsiasi genere in efficienza o in efficacia dei risultati
    2. Versatilità
    3. Capacità di attenzione
    4. Capacità di “tenere a mente” le cose, memoria di breve termine - memoria “di lavoro” -, buon utilizzo della stessa
    5. Capacità di ritenzione delle informazioni
    6. Capacità di ricavare la più grande quantità possibile di informazioni corrette da ogni singolo stimolo o insieme di stimoli
    provenienti dal mondo esterno e/o dalla propria mente, emotività ecc.
    7. Capacità di individuare collegamenti e differenze tra le - ossia anche "con delle" - cose aldilà della loro dimensione ontologica e temporale, e di rilevare i contrasti
    8. Capacità di richiamo corretto e completo delle informazioni desiderate, e richiamo continuo, corretto e completo delle informazioni correlate alle cose, corredato da un continuo raffronto con le informazioni ottenute recentemente
    9. Capacità di utilizzare le proprie informazioni in maniera tale da ricavarne sempre le strategie migliori per il soddisfacimento degli scopi
    10. Capacità di inventare correttamente strategie nuove al fine di ottenere le risoluzioni dei problemi o al fine di migliorare il soddisfacimento degli scopi
    11. Capacità di creare nuove idee che siano all’effettivo produttive/costruttive/migliorative
    12. Capacità di improvvisazione
    13. Capacità di ragionare correttamente, efficacemente

    Un individuo è più intelligente di un altro se dimostra una maggiore propensione in una o più (meglio se in tutte) di queste facoltà. “Versatilità” è una facoltà chiave: ci dice che un individuo è tanto più intelligente quanti più sono gli ambiti in cui riesce ad avere grandi risultati con le altre facoltà. Con la parola “migliore” si vuole intendere anche “secondo l’opinione del soggetto che sta esercitando le facoltà”, le parole “costruttivo” e “produttivo” si riferiscono ad un punto di vista oggettivo mentre la parola “corretto” è relativa ad un punto di vista oggettivo e verificabile intersoggettivamente.

    Come esempio di “capacità di attenzione” quale io voglio intenderla, vale non solo una cosa banale come il rendersi conto di tutto ciò che si trova nel proprio campo visivo cogliendone i dettagli, ma anche, per esempio, l’avere uno sguardo d’insieme di una data situazione e rendersi conto, magari, che essa si è già presentata o quasi, o il cogliere la stranezza nascosta di una parola o di una frase in un dato contesto e/o in un dato testo. Insomma, con “capacità di attenzione” mi riferisco alla facoltà di applicare l’”attenzione” in tutte le sue forme possibili e immaginabili.

    Nel punto 4, “Capacità di tenere a mente…”, ho menzionato la memoria di breve termine… so che quest’ultima in tutti gli esseri umani finora esaminati limita il proprio arco d’azione agli ultimi 20 secondi. Tuttavia, io sto cercando di dare una descrizione delle facoltà riguardanti l'intelligenza più generale possibile; quindi, quando scrivo "memoria di lavoro" voglio intendere anche una possibile memoria di breve termine che permetta di ricordare cose che si situino oltre i 20 secondi nel passato. Dunque, se si immagina un essere umano/raziocinante che a parità di efficienza da parte sua per quanto riguarda le altre facoltà (nella misura in cui queste sono indipendenti dalla memoria di breve termine) ha una memoria di lavoro che si estende apprezzabilmente più all’indietro di 20 secondi nel tempo, anche se magari non con precisione e completezza maggiori di quanto è possibile fare per un essere umano normale all’interno dei 20 secondi, tale individuo dotato di tale straordinaria memoria sarebbe più intelligente di tutti gli esseri umani oggi esistenti che gli siano pari nelle altre facoltà (ed è possibile immaginare individui ancora più intelligenti che oltre ad avere una memoria di lavoro più estesa nel tempo ce l’abbiano anche più precisa e completa).

    Infine, nella sequela di facoltà che ho esposto c’è in effetti una certa ridondanza; ad esempio, nel punto 10 il “correttamente” implicherà sempre un qualche tipo di utilizzo di una qualche informazione (magari una che solitamente si dà talmente per scontato che non la consideriamo neppure), quindi alla fine quel punto si riduce a quello precedente, “capacità di utilizzare…”. L’elencazione come l’ho fatta la lascio tuttavia così per essere più chiaro possibile.
    Ultima modifica di Folkner89 : 30-05-2010 alle ore 15.59.34

  4. #4

    Riferimento: Quantificazione e classificazione delle capacità intellettive

    Ciao a tutti! un modello molto interessante e basato su chiara evidenza scientifica e' senz'altro il CHC (Cattel-Horn-Carroll). Ci sono tantissimi articoli da poter consultare e le ultime versioni della WAIS (la IV) sono basate su qs modello.
    per cominciare vi consiglio di leggervi le info che trovate qui
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    Ciao!
    Sara

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