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Visualizzazione risultati 1 fino 13 di 13
  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
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    28-07-2004
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    Psicologa non abilitata: ma c'è qualcosa che è consentito fare?

    Ho letto qualcosa in vecchi thread, ma non sono sicura di aver capito perfettamente se nell'attesa dell'EDS (e precisamente durante il tirocinio post-lauream) è possibile fare piccolissime consulenze o avviare qualche mini progetto per qualche ente-scuola-associazione-cooperativa con ritenuta d'acconto.
    Bisogna per forza essere abilitati prima di intraprendere qualche esperienza lavorativa supplementare al tirocinio post-lauream?

    Chiedo questo perchè mi è stata richiesta da una scuola una consulenza per una ragazzina problematica di 12 anni (mia sorella frequenta questa scuola e han chiesto proprio di me), che potrebbe soffrire di anoressia. Per ora una professoressa ha detto che vorrebbe parlare con me, ma non escludo che poi mi chieda di vedere la ragazzina nel contesto scolastico. Io, se fossi abilitata, potrei vederla per qualche colloquio (ed eventualmente vedere anche i genitori) e poi inviarla eventualmente ad un terapeuta o altro professionista, ma in questa condizione, come mi muovo?????
    E' sicuramente un'occasione, ma ho paura di agire nel modo scorretto, sia legalmente-professionalmente parlando, sia personalmente parlando, visto che sono orientata alla clinica adulti.
    Grazie a tutti!

  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di Miyu
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    27-06-2002
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    roma
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    100
    io credo che non sia consentito far nulla neanche con l'abilitazione! per fare consulenza devi essere una psicoterapeuta....
    EVERY TIME I RISE I SEE YOU FALLEN
    CAN'T YOU FIND ME SPACE INSIDE YOUR BLEEDING HEART??

    me stessa e l'inconscio

  3. #3
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
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    28-07-2004
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    In prov. di Novara
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    587
    No beh Miyu fino a tanto no: le consulenze psicologiche sono alla base del nostro lavoro di Psicologo clinico! Differenziamo sempre il lavoro di Psicologo Clinico e di Psicoterapeuta: possiamo fare consulenze, psicodiagnosi, prevenzione, riabilitazione e altro, tranne ovviamente psicoterapia!!! Altrimenti senza la benedetta specializzazione in Psicoterapia non potremmo davvero fare nulla che non sia la commessa rassegnata di cui si parla nella famosa discussione di OPS!!!
    Ultima modifica di ama77 : 07-12-2007 alle ore 14.30.12

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di lisaanna
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    23-08-2005
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    trieste
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    215
    Ciao Ama! si forse credo che per quello che ti chiedono devi essere abilitata...nel senso che devi comunque essere psicologa, magari non pe forza iscritta all'albo ma altrimenti senza esame non credo possiamo fare nemmeno consulenze di questo tipo in quanto no nsiamo psicologi!comunque informati bene su tutto, perchè soprattutto a scuola la faccenda è molto delicata, come rischiava di capitare a una ragazza che conosco che nell'ambito di un progetto che protava avnati a scuola è stata avvicinata da uan ragazza..con tuto che era già iscritta all'albo no navrebbe potuto e dovuto far niente con qsta ragazza se non ne fossero stati al corente i genitori..è "pericoloso"poi se qsta ragazza comincia a parlarti di tutti i suoi problemi e maari emergono anche complicazioni che vanno sul penale(abusi di qsiasi tipo, te la faccio esagerata la storia per capirsi, non sarà il tuo caso)avresti l'obbligo di denunciare..qdi ti troveresti senza rendertene conto in un pasticcio!!

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di isottaII
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    07-11-2004
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    95
    lo psicologo può fare tanto, ma deve farlo tutelando se stesso e l'utenza. Occorre essere abilitati e iscritti all'albo (anche assicurati sarebbe il top!)
    Entrare in contatto con un paziente, sopratutto su richiesta di un'istituzione o di un suo rappresentante, perlopiù con un minore con una possibile problematica complessa come l'anoressia richiede delicatezza, attenzione, e scusatemi un pò di esperienza...sul come sapersi muovere con la persona e nell'ambito famiglia-istituzione. Purtroppo è facile x chi ci conosce chiedere consulenze come se fossero semplici chiaccherate da fare davanti ad un drink!! la tentazione è tanta, xchè ci si sente gratificati e xchè si ha voglia di buttarsi nella professione..ma pensiamo sempre anche alla RESPONSABILITA che il nostro lavoro comporta ed alla quale non ci si può mai sottrarre...

  6. #6
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
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    28-07-2004
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    In prov. di Novara
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    Grazie lisaanna e grazie isotta. Condivido tutto quello che dite ed infatti sono i miei principali dubbi.

    Vorrei aggiungere solo una considerazione: la realtà in cui vivo è quella di un piccolo paese, dove la Psicologia ancora lotta per acquistare un ruolo ed un riconoscimento da parte della gente comune (faccio tirocinio in una ASL e molti pazienti si nascondono per non far sapere che vanno dallo "strizzacervelli")...in molte scuole da noi, la figura dello Psicologo scolastico è utopica e completamente sconosciuta, perciò basta sapere che uno è Psicologo (o laureato in Psicologia come nel mio caso) per chiedere consigli e consulenze quando capitano situazioni come quella che ho descritto, tra l'altro non direttamente individuata dai professori, ma segnalata ad essi dai compagni di classe della ragazzina...in questa situazione, i dubbi su un mio possibile intervento, nascono proprio perchè ho paura che se non lo faccio io in qualche modo, si va avanti chiudendo gli occhi e facendo finta di nulla...

  7. #7
    Partecipante Affezionato L'avatar di isottaII
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    07-11-2004
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    95
    ...il mio studio privato sorge in un paesino di neanche 10.000 abitanti, dove lo psicologo è ancora quasi un santone...ma dove la gente si stà abituando a conoscere e capire chi siamo e cosa possiamo fare...e sopratutto come è giusto che lo facciamo. Loro non lo sanno che un intervento improvvisato non avrà buoni esiti, che occorre una logica e una pianificazione che non lascia spazio alle "inaspettabili" emergenze... non xchè certe situazioni come quella che descrivi non necessitino di intervento immediato, ma xchè non seguendo le regole di base si perde il controllo e il potere di intervento sulla situazione, e si rischia di peggiorarla. In posti cosi purtroppo a volte è meglio attendere il riconoscimento del nostro ruolo da parte di chi chiede aiuto affinchè si possa veramente essere di aiuto. Se ti può consolare anche a me spesso sono arrivate richieste di intervento come la tua...situazioni trascurate da una vita dove l'urgenza metteva tutti in subbuglio solo quando l'evidenza era lampante..e sono quelle le situazioni dove devi entrare imponendo tu una procedura...persone che ti chedono di andare a casa a vedere il figlio, il cugino, la zia xchè sono depressi da un'eternità ma se non vanno al cim o da un privato è meglio cosi magari passa e nessuno mai lo saprà (andare a casa..altra cosa da non fare MAIIII!!)...capisco che tu colga il bisogno della ragazza, ma guarda bene prima il contesto e scegli la cosa migliore da fare in funzione del tutto...

  8. #8
    Ciao IsottaII, forse esco un po' dal "contesto iniziale" del discorso ma mi interessava portare avanti la tua affermazione sul fatto di esercitare in un "piccolo" paese... Io esercito in una cittadina di medie dimensioni, quasi 100.000 ab. ma la proporzione psicologi/pazienti risulta piuttosto sfavorevole per riuscire a ritagliarsi adeguato spazio professionale senza svendersi troppo...
    Per cui stavo proprio pensando di volgere lo sguardo anche verso "altri lidi".
    Tu come ti sei mossa per iniziare in quella realtà?
    Sarebbero graditi consigli e indicazioni.
    Grazie.
    Saluti.
    Dr.G

  9. #9
    Partecipante Affezionato L'avatar di Glendaks
    Data registrazione
    08-05-2006
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    60
    Se non si è abilitati non si è psicologi ma laureati in psicologia!!!
    L'educatrice o l'operatrice la potresti fare!

  10. #10
    atenanike
    Ospite non registrato
    Stai attenta Ama,per vedere la ragazzina dovresti collaborare con la scuola,per esempio fare il tirocinio li,e devi avere la tutor che ti segue.Una mia amica prina dell'EDS ha fatto lo sportello d'ascolto in una scuola,e parlava con i ragazzi che volontariamnete si rivolgevano allo sportello,ma tu da esterna non hai titoli per una cosa del genere e nemmeno competenze,rischia la scuola e anche tu!Lo psicologo dovrebbe averlo la scuola,non chiamare la sorella di un'alunna appena laureata,senza esperienza.Se la prof.ti vuole incontrare per parlare della ragazza,credo che ci sia anche violazione della privacy,proprio perchè tu sei solo laureta,non sei iscritta all'albo,non sei una persona qualificata(come ruoo intendo),e senza il consenso dei genitori non puoi parlare con la bambina.

  11. #11
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
    Data registrazione
    28-07-2004
    Residenza
    In prov. di Novara
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    Sì grazie atenanike, erano proprio le conclusioni a cui ero giunta io.
    A quanto ne so, la prof si è mossa da sola (riservandosi però la possibilità di chiamarmi per avere un consiglio...) chiamando i genitori e parlando loro un po' della situazione della figlia, ma non so come si è evoluta la cosa.
    Io intanto ho proprio deciso di presentare un progetto in questa scuola per l'apertura di uno sportello di ascolto per il prossimo anno accademico, rivolto a studenti, insegnanti e genitori (mi sto informando su qualche corso nel frattempo che mi possa fornire maggiori competenze e sto leggendo materiale utile). Così ne approfitto per fare esperienza io, per guadagnare qualcosa e per prestare consulenza a chi ne sente il bisogno, visto che la scuola è molto grande (medie in varie sezioni e due diversi licei) e credo non debba sottovalutare l'importanza dell'aspetto psicologico di chi la frequenta o vi insegna. L'esame di stato lo farò a maggio e quindi non manca molto all'abilitazione (per fortuna!!! Sempre che non me la stia gufando però ). Poi almeno sarò un po' più serena nel mio agire (si spera!).
    Buon anno, ciao!

  12. #12
    atenanike
    Ospite non registrato
    Ciao ama,hai avuto una bella idea,ti auguro che vada in porto!Furba la prof...voleva una tuo consiglio ,a titolo gratuito naturalmente!Magari sapeva che non essendo ancora abilitata non potevi dare una consulenza vera e propria!Non le è saltato in mente di contattare una psicologa tramite la scuola e di pagarla???Ha pensato di fare tutto lei,che magari è laureata in matematico o lettere?Siamo sempre alle solite!
    Spero proprio che il tuo progetto venga accettato,comunque insisti,facci saper come va!Auguri per tutto!

  13. #13
    Partecipante Affezionato L'avatar di isottaII
    Data registrazione
    07-11-2004
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    95
    Ciao dottorghiro...che dirti, io ho usato alcune vie classiche...e altre meno...le vie classiche sono stete contatti con medici di base, pubblicità con biglietti da visita.....la meno classica l'aver fondato un'associazione di promozione sociale con alcuni colleghi attraverso la quale promuoviamo progetti nel territorio e in altre due regioni, si chiama Emoveo...stiamo anche preparando il sito...associazioneemoveo.it..se vuoi a giorni lo rendiamo visibile. Per il resto un pò di pubblicità su internet...e tanta pazienza....lo studio ci mette un pò a decollare...e sopratutto non può essere la tua entrata economica unica e principale...senno da qui che decolla fai la fame! Io prima ho lavorato un anno x mettere via i soldi e resistere all'onda d'urto del lanchi nel mondo del lavoro come psicologa...ho resistito, ma si è sempre in bilico...bisogna tenere duro, avere 1000 iniziative, correre sempre tra enti e servizi x stare aggiornati e cogliere le possibilità....da 3 anni non vedo vacanze piu lunghe di 3 giorni di seguito...ma conto che prima o poi mi stabilizzerò!!! E' un tentativo...visti i tempi che corrono penso che tutte le vie siano difficili!! In bocca al lupo!

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