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Visualizzazione risultati 1 fino 5 di 5
  1. #1
    Partecipante
    Data registrazione
    07-10-2007
    Messaggi
    33

    Aiuto per un caso clinico

    Vi chiedo aiuto per un caso che mi si è proposto.
    Un uomo di 37 anni, con un buon lavoro, sposato da 4 anni, senza figli.
    Gli è morta la madre quando aveva 24 anni, ha sofferto molto in seguito alla sua morte. Dopo la morte della madre, ha allontanato piano piano la sua fidanzata, con la quale stava da 13 anni, e si sono lasciato. Poi dopo anni si è fidanzato con un'altra ragazza e poi si sono sposati.

    Quest'estate a lavoro conosce un'altra ragazza sposata e ha una figlia,il marito ha avuto molti problemi di salute è in uno stato vegetativo da anni, per cui lei ha cresciuto la figlia da sola.

    Iniziano a conscersi a lavoro, inizia un tipo di amicizia speciale, sono molto legati, molto intimi. Ma lui non ha mai tradito sua moglie.

    Però lui non riesce a staccarsi da lei, ma nonostante tutto sostiene che non sia una donna per lui. Però quando lei è triste lui si rattrista, vuole starle accanto e cercare di aiutarla. Prova un forte senso di protezione verso di lei.

    è molto confuso, triste, non sa cosa gli stia succendendo.......AIUTATEMI!

  2. #2
    Neofita L'avatar di cisottina
    Data registrazione
    13-06-2007
    Residenza
    vicenza
    Messaggi
    6
    Ciao Giorgina,
    provo a dirti la mia...
    non vivere questo caso come un rebus da risolvere; rischi di non venirne mai a capo e poi...non spetta a te la decisione finale.
    Piuttosto, avvicinati a quest'uomo con umiltà, mettendo da parte l'onnipotenza terapeutica (non esiste!). Offrigli ascolto, apertura, disponibilità a "stare con lui" dentro la sua confusione.
    Non fargli sentire che ti senti minacciata da quello che sta vivendo: ricordati che se tu sei in ansia lui lo è più di te...se tu sei spaventata lui lo è più di te!
    Accompagnalo nell'esplorazione dei suoi sentimenti, aiutalo a dare un nome a ciò che sente e a discriminare le emozioni che appartengono alla relazione con la moglie, con l' lAltra o a nessuna delle due, magari solo ad un passato lontano.
    Forse ha solo bisogno di non sentirsi abbandonato a sè stesso.
    Non ho ricette magiche da darti e tanto meno lezioni da esperti.
    Lasciati guidare anche dal tuo intuito, a volte può essere più efficace di tante teorie.
    In bocca al lupo!
    Se hai altri dubbi....sono qui.
    ciao

  3. #3
    Neofita
    Data registrazione
    09-01-2005
    Residenza
    militello rosmarino
    Messaggi
    8
    probabilmente questa donna sola, che cresce i figli senza l'aiuto del marito, lo induce a rispecchiarsi, come vedesse in lei quel figlio che è rimasto solo ed ha dovuto "farcela" senza la presenza della madre, la cui dipartita, come lui stesso afferma, ha lasciato un vuoto incolmabile, tanto da non averlo saputo riempire con le donne con cui ha avuto delle relazioni. e tanto da spingerlo a sentire un bisogno di protezione verso questa donna: in realtà che stia cercando di consolare se stesso?
    prova a fargli capire questo, vedi come reagisce.

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di ziogargamella
    Data registrazione
    07-11-2007
    Residenza
    milano
    Messaggi
    1,390
    Citazione Originalmente inviato da giorgigna2 Visualizza messaggio
    Vi chiedo aiuto per un caso che mi si è proposto.
    Un uomo di 37 anni, con un buon lavoro, sposato da 4 anni, senza figli.
    Gli è morta la madre quando aveva 24 anni, ha sofferto molto in seguito alla sua morte. Dopo la morte della madre, ha allontanato piano piano la sua fidanzata, con la quale stava da 13 anni, e si sono lasciato. Poi dopo anni si è fidanzato con un'altra ragazza e poi si sono sposati.

    Quest'estate a lavoro conosce un'altra ragazza sposata e ha una figlia,il marito ha avuto molti problemi di salute è in uno stato vegetativo da anni, per cui lei ha cresciuto la figlia da sola.

    Iniziano a conscersi a lavoro, inizia un tipo di amicizia speciale, sono molto legati, molto intimi. Ma lui non ha mai tradito sua moglie.

    Però lui non riesce a staccarsi da lei, ma nonostante tutto sostiene che non sia una donna per lui. Però quando lei è triste lui si rattrista, vuole starle accanto e cercare di aiutarla. Prova un forte senso di protezione verso di lei.

    è molto confuso, triste, non sa cosa gli stia succendendo.......AIUTATEMI!

    Ciao
    cosi esposto non mi sembra un "caso clinico" nel senso stretto del termine. E' presente però una sofferenza che il tuo cliente vive dal momento che è un uomo sposato e allo stesso tempo vive questo rapporto di esclusività, intimità con un'altra donna, che tuttavia non lo porta al tradimento.
    Sembrerebbe tutto nella norma dunque, se escludiamo il fatto che lui come tu riporti si sente molto triste e confuso e non sa cosa gli stia succedendo.
    Prova a approfondire il perchè di questa tristezza e di questo smarrimento; se sa che non è donna per lui, perchè vive questo sentimento di disagio?Forse perchè crede di essere nel torto con la moglie dal momento che condivide qualcosa di intimo con un'altra donna? Perchè ha paura che potrà arrivare al tradimento? Perchè ha paura di mettere in crisi il suo matrimonio se la moglie lo verrà a scoprire? Perchè ritiene che quanto lui stesso dice "non è donna per me" è solo un modo per prendersi delle distanze "cognitive" quando invece le emozioni e i sentimenti lo portano da lei?
    Come han detto sopra di me affronta la questione con calma e con tranquillità, dal momento che non sei tu a dover dare delle risposte. Tu devi solo aiutarlo nella comprensione dei suoi stati interni. Perciò focalizzati e fai focalizzare questa persona su quello che vive, sui suoi sentimenti, sui colori, sulle sfumature, sulle reazioni viscerali, neurovegetative, che ha, che vive, e che "subisce", a seconda dei livelli, nei confronti di sua moglie e nei confronti di quest'altra donna. E' anche possibile che nei confronti di questa donna abbia solo un affetto legato al fatto che ha un marito in stato vegetativo, e che questa situazione in lui faccia risuonare i momenti tristi legati alla perdita della madre, se come dici tu ha sofferto molto per questa perdita. Ora certo è normale soffrire per la perdita di una persona cara. Bisognerebbe capire fino a che punto la sofferenza per la perdita della madre a distanza di 13 anni sia stata elaborata, trasformandosi da sofferenza che disorienta, che non ha senso, a sofferenza buona, che indica un cammino, che orienta, a cui è stato dato un senso, che può essere quindi elaborata e rivissuta in tranquillità.
    Le risposte possono essere molteplici, tu non devi dare risposte, ma solo offrire uno strumento, cioè tu stessa, che gli faccia aprire delle possibili strade da percorrere.

  5. #5
    Partecipante
    Data registrazione
    07-10-2007
    Messaggi
    33
    Grazie mille........so che non sono io a dare risposte........volevo aggiungere, sua moglie è a conoscenza di questa amica speciale, lo ha saputo da lui!

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