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  1. #1
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di PsykoSamu
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    Class Action anche in Italia

    Come da titolo: il Senato ha approvato la finanziaria e con essa arriva finalmente la class action anche in Italia. Era veramente ora! Adesso per i consumatori sarà possibile non solo fare cause collettive, ma anche appellarsi a sentenze già pronunciate nei confronti delle aziende.
    Povera Confindustria... minacciata dai consumatori
    "Voi non avrete mai altri diritti, all'infuori di quelli che avrete saputo conquistarvi"
    Anna Maria Mozzoni, 1892

  2. #2
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Chiaraaaaaa
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    ogni tanto la civiltà fa capolino i questo Paese

    spero, inoltre, che arrivi, finalemente, il momento per avviare un discorso serio sul consumo critico a livello sistemico, che non sia quindi più un fatto isolato ed estemporaneo, perchè il consumo è una grossa arma nelle mani dei consumatori... strano ma è così!

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di PsykoSamu
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    Citazione Originalmente inviato da Chiaraaaaaa Visualizza messaggio
    ogni tanto la civiltà fa capolino i questo Paese
    Sì, la possibilità di fare una causa collettiva invece di una singola, privata e costosissima è una rivoluzione!
    "Voi non avrete mai altri diritti, all'infuori di quelli che avrete saputo conquistarvi"
    Anna Maria Mozzoni, 1892

  4. #4
    Super Postatore Spaziale L'avatar di francesca.it
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    Class action - Diversi punti di vista

    Ottimo che le class action arrivino anche in Italia, finalmente potremo tutelarci in modo più efficace; infatti se regolamentato e svolto correttamente potrebbe costituire un valido strumento per i cittadini.
    Ho raccolto degli articoli inerenti alla class action con diverse valutazioni e differenti punti di vista a riguardo; visti gli alti interessi in gioco non tutti potevano essere d’accordo.



    La Finanziaria introduce la possibilità, per i consumatori, di chiedere collettivamente un risarcimento danni
    Fra le novità, l'assunzione per i contratti a termine, e un limite agli stipendi dei dirigenti pubblici


    Arriva la class action, arma dei consumatori
    Tetto per manager e stabilizzazione precari


    ROMA - La "class action", ossia l'azione collettiva risarcitoria, entra nell'ordinamento italiano.
    L'aula del Senato ha approvato un emendamento alla Finanziaria, presentato da Roberto Manzione e Willer Bordon, che "istituisce e disciplina" il nuovo strumento per la tutela dei consumatori e utenti. Come negli Stati Uniti, anche in Italia potrà verificarsi un caso come quello di Erin Brockovich, e i consumatori potranno chiedere collettivamente un risarcimento danni. La class action è una delle novità della manovra insieme - fra gli altri provvedimenti - insieme al tetto agli stipendi dei manager pubblici, alla stabilizzazione dei precari nel pubblico impiego, alla norma che prevede che gli stipendi dei conduttori Rai dovranno essere resi pubblici e consegnati alla commissione di Vigilanza.

    La class action. Potranno promuovere l'azione risarcitoria le associazioni di consumatori riconosciute dal Consiglio nazionale dei consumatori e utenti presso il ministero dello Sviluppo economico, e anche altre associazioni individuate con decreto del ministro della Giustizia. La platea potrà essere allargata anche alle associazioni degli investitori. Le associazioni possono chiedere la condanna al risarcimento e la restituzione delle somme direttamente ai singoli consumatori interessati, in conseguenza di atti illeciti commessi "nell'ambito di contratti per adesione" e che l'utente non può discutere e modificare, di pratiche commerciali illecite o di "comportamenti anticoncorrenziali". Nel caso in cui in cui sia riconosciuto il torto, anche parziale, del soggetto chiamato a rispondere, questi è condannato al pagamento delle spese legali.

    Tetto stipendi manager. Lo stipendio dei manager pubblici non può superare quello del primo presidente della Cassazione (274.000 euro). Da questo limite sono esclusi 25 top manager, che saranno decisi da presidenza del Consiglio, Banca d'Italia, Authority di settore. La norma non si applica agli artisti Rai che hanno contratti di prestazione d'opera. I contratti in essere di tipo privatistico sono esclusi dal taglio fini alla scadenza naturale del contratto. Per i contratti in essere di diritto pubblico è previsto un taglio graduale che in 4 anni porti gli stipendi entro la soglia fissata.

    Stabilizzazione precari. Assunzione a tempo indeterminato per i precari della pubblica amministrazione con 3 anni di anzianità, e che sono entrati tramite "procedure selettive di natura concorsuale". Escluso "il personale di diretta collaborazione degli organi politici" (i portaborse). Per i co.co.co, in sede di concorso, verrà riconosciuto in termini di punteggio il servizio prestato presso le pubbliche amministrazioni per almeno tre anni, anche non continuativi, nei cinque anni precedenti alla data del 28 settembre 2007.

    Stipendi conduttori Rai. Gli stipendi dei conduttori Rai, compresi quelli di trasmissioni giornalistiche, dovranno essere resi pubblici e consegnati alla commissione di Vigilanza. Lo prevede un emendamento di Francesco Storace alla Finanziaria che è stato approvato dall'assemblea di Palazzo Madama, con il parere favorevole del governo.

    Articolo tratto dal sito del quotidiano: “La Repubblica” del 15 novembre 2007.
    Il link: http://newscontrol.repubblica.it/ite...tabilizzazione



    Class action: Bersani, consumatore Non sarà più solo

    “La norma sulla class action è un passo avantiperché il consumatore è un cittadino e davanti a un torto non può essere lasciato solo, né può star zitto e subire”.
    Così il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, commenta l’articolo, approvato ieri in Senato, che introduce l’azione collettiva dei consumatori nella Finanziaria. Quanto alle preoccupazioni espresse dalle imprese, Bersani precisa che “la norma può essere perfezionata sia attraverso un attento esame in un apposito regolamento governativo di chi abbia diritto ad attivare la procedura e di quando ne abbia diritto, sia prevedendo un filtro giurisdizionale in Camera di consiglio, vale a dire a porte chiuse, per verificare la titolarità di chi promuove la procedura e il fatto che la procedura stessa non abbia presupposti palesemente infondati e temerari”.
    Confermato che ritocchi alla norma verranno proposti per evitare ‘pratiche distorsive’, il ministro osserva che “così come una buona impresa ha interesse ad avere di fronte un consumatore consapevole, così un cittadino-consumatore ha interesse a che venga preservata la reputazione di una buona impresa. In sostanza, tutti dobbiamo riconoscere che c’è un interesse sia del consumatore sia dell’impresa a un mercato che è caratterizzato da un nuovo civismo. Del resto in tutta Europa il problema si è posto”. La Commissione europea, ha precisato Bersani, “ha annunciato iniziative e in una dozzina di Paesi europei le norme sull’azione collettiva sono state variamente introdotte o sono in via di elaborazione. Non vedo perché l’Italia non dovrebbe avere la capacità e l’orgoglio di essere in prima fila nella discussione sulla tutela dei consumatori e sulla qualificazione del mercato”.

    Articolo tratto dal sito del quotidiano: “La Repubblica” del 16 novembre 2007.
    Il link: http://newscontrol.repubblica.it/ite...-sara-piu-solo



    MONTEZEMOLO: «PROVVEDIMENTO ALL'AMATRICIANA»

    La class action divide i consumatori
    Codacons: una schifezza, per chiudere un procedimento necessari nove processi. Ma per gli altri è una vittoria

    ROMA - «Purtroppo l'Italia avrà la class action all'italiana, ossia una schifezza». Il Codacons prende le distanze dalle altre associazioni dei consumatori, che giovedì avevano applaudito l'approvazione della class action da parte del Senato. Secondo il Codacons, «ben lungi dall'essere un'azione collettiva dei consumatori simile a quella americana, il Senato ha approvato un pastrocchio. Non c'è danno punitivo e i consumatori potranno avere un risarcimento solo se giovani, visto che dovranno aspettare almeno 20 anni prima di poter avere una liquidazione dei danni».
    NOVE PROCESSI - Secondo il Codacons, infatti, sarebbero almeno tre i giudizi, con almeno tre gradi l'uno, per un totale di nove processi, per chiudere un procedimento. «Evidentemente il Parlamento è in mano alle lobby economiche, alle banche, alle assicurazioni, alle compagnie telefoniche. Una sconfitta per il Paese e per i consumatori».
    ADUC: UNA BUFALA - Conferma i giudizi negativi anche l'Aduc: «E' una bufala. I cittadini che volessero costituirsi in associazione per la tutela dei loro diritti non potrebbero farlo. Per esempio i danneggiati Parmalat non potrebbero ricorrere in quanto tali - sostiene il segretario dell'Aduc, Primo Mastrantoni - «Infatti ci si potrà rivolgere alle associazioni di consumatori che devono essere riconosciute dal governo e ne prendono le sovvenzioni, e quei nuovi soggetti che il governo riterrà degni di promuovere l'azione. Insomma più che una azione giudiziaria collettiva avremo una azione giudiziaria controllata».
    LA SVOLTA - Da notare che questa svolta, comunque storica, nei rapporti fra consumatori e aziende arrivi da un errore di voto del senatore di Forza Italia, che dopo essersi accorto dell'esito della votazione si è messo a piangere in aula.
    MONTEZEMOLO: LEGGE ALL'AMATRICIANA - Alle voci contrarie dei consumatori si aggiungono le opinioni altrettanto negative, ma per motivi opposti, di Confindustria che considera la norma un «atto ostile» alle aziende. La confederazione degli industriali teme che il provvedimento costituisca «un nuovo pesante disincentivo a investire nel nostro paese». E per il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, «è triste doverlo dire, ma per equilibri e galleggiamenti politici si è approvato un provvedimento all'amatriciana».Il leader degli industriali parla di un provvedimento «sbagliato, rozzo, che creerà grandissimi, ulteriori problemi alle imprese e ai lavoratori».
    BERSANI: NORMA DA MIGLIORARE - Alle preoccupazioni di Montezemolo risponde il ministro Bersani: la norma, ha detto il responsabile del dicastero dello Sviluppo economico, «è un passo avanti perché il consumatore è un cittadino e davanti a un torto non può essere lasciato solo, né può star zitto e subire». Ma, spiega il ministro, «la norma può essere perfezionata sia attraverso un attento esame in un apposito regolamento governativo di chi abbia diritto ad attivare la procedura e di quando ne abbia diritto; sia prevedendo un filtro giurisdizionale in camera di consiglio, vale a dire a porte chiuse, per verificare la titolarità di chi promuove la procedura e il fatto che la procedura stessa non abbia presupposti palesemente infondati e temerari».
    UNA VITTORIA – Non tutte le associazioni sono però convinte che la normativa sia così pessima. Anzi la stragrande maggioranza delle organizzazioni dei consumatori la considera una vittoria. Come Cittadinanzattiva o Legambiente. Mentre il presidente di Adiconsum, Paolo Landi, definisce «artificiosi» i timori espressi da Confindustria e sottolinea che «l'azione collettiva non esiste soltanto negli Stati Uniti, ma anche in altri Paesi europei, quali Portogallo, Francia, Spagna, Inghilterra e, con procedure sostanzialmente simili, anche in altri Paesi. Ciò - rileva Landi in una nota - non ha impedito né ostacolato investimenti stranieri in questi Paesi o provocato azioni temerarie da parte delle associazioni consumatori». L'azione giuridica individuale, aggiunge Landi, «non tutela il consumatore. Vale un esempio: la vicenda dei bond. Sono state circa mezzo milione le vittime tra Parmalat, Cirio e Argentina, ma solo pochissimi consumatori sono ricorsi al giudice».
    CIVILTA’ GIURIDICA - Anche il leader dell'Adusbef, Elio Lannutti, respinge le critiche di Confindustria sulla class action: «Confindustria sbaglia perché con uno strumento come questo si cacceranno i truffatori e rimarranno le imprese più virtuose», aggiunge Lannutti, sottolineando come la class action sia «uno strumento di civiltà giuridica che rafforzerà le aziende più serie».

    Articolo tratto dal sito del quotidiano: “Il Corriere della sera” del 16 novembre 2007.
    Il link: http://www.corriere.it/economia/07_n...cciatura.shtml
    Ultima modifica di francesca.it : 26-11-2007 alle ore 20.12.10
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  5. #5
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    Certo, i punti di vista in gioco sono molteplici, ma per una volta è lodevole che venga data maggior tutela al consumatore. Sarò cinica, ma vedere Montezemolo che piange miseria, mi fornisce un'ulteriore conferma della bontà della class action
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  6. #6
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    Va benissimo così, ma la domanda è: leggono i testi prima di firmarli?
    A quanto pare no

    L'ERRORE E LE LACRIME - L'emendamento sarebbe passato per un voto sbagliato del senatore di FI, Roberto Antonione. Un errore che ha salvato la maggioranza a Palazzo Madama. Antonione, secondo quanto risulta dai tabulati, ha votato per errore con l'Unione a favore dell'emendamento: la norma è passato con 158 voti a favore. Sempre secondo i tabulati, erano presenti in aula ma non hanno votato, i senatori Dini, Barbieri, Turigliatto e Saporito. Si sono astenuti invece Giulio Andreotti e Ferdinando Rossi. L'astensione in Senato equivale a voto contrario. «Eravamo pari - ha detto lasciando l'aula il senatore forzista Maurizio Sacconi - senza quel voto la maggioranza avrebbe avuto un numero in meno e noi uno in più e sarebbe cambiato tutto». «Sarebbe successa l'ira di Dio», ha chiosato il senatore di FI Gaetano Quagliariello. Subito dopo Antonione è scoppiato in lacrime, consolato dai colleghi del suo gruppo. Lapidario il leghista Roberto Calderoli: «Hanno vinto per un ennesimo colpo del fattore c...».
    "Voi non avrete mai altri diritti, all'infuori di quelli che avrete saputo conquistarvi"
    Anna Maria Mozzoni, 1892

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