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  1. #1
    Postatore Epico L'avatar di Arte1misia
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    Manifestazione contro la violenza sulle donne

    MANIFESTAZIONE NAZIONALE

    CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE


    Care amiche
    è necessario e urgente organizzare quanto prima una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne.

    La vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per ‘amore’ di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne.

    I numeri, lo sappiamo tutte, sono impressionanti:

    - Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita.

    - La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare

    - Oltre il 94% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime:

    - Un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni.

    - Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo ‘qualcosa che è accaduto’. (dati Istat)

    La violenza sulle donne è accettata storicamente e socialmente. Viene inflitta senza differenza di età, colore della pelle o status ed è il peggiore crimine contro l’umanità. Quello di una parte contro l’altra. La politica e le istituzioni d’altro canto continuano a ignorare il tema pubblicamente.

    Senza una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo, non sarà possibile attivare un nuovo patto di convivenza tra uomini e donne che tanto gioverebbe alla parola civiltà.

    Una grande manifestazione nazionale dove tutte le donne possano scendere di nuovo in piazza a fianco delle donne vittime di violenza e per i diritti delle donne, può e deve riportare il tema al centro del dibattito culturale e politico.

    Ma è importante sapere quante siamo, perché per farci sentire dovremo essere in molte.

    Vi preghiamo di sottoscrivere e di diffondere il più possibile questo appello inoltrando il link del sito ad amiche e associazioni.

    Vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti sul sito.

    Un caro saluto a tutte

    http://www.controviolenzadonne.org




    io vorrei partecipare al corteo
    perchè
    dobbiamo ricominciare a protestare in piazza ma per le cose importanti!!!




    Il Corteo è di donne. In fondo al corteo sfileranno organizzazioni, collettivi, gruppi e associazioni che hanno aderito scegliendo altre modalità.

    Il Corteo partirà alle ore 14:00 da Piazza della Repubblica lungo il seguente percorso:

    VIA EINAUDI
    PIAZZA DEI CINQUECENTO
    VIA CAVOUR
    LARGO RICCI
    VIA DEI FORI IMPERIALI
    PIAZZA VENEZIA
    VIA DELLE BOTTEGHE OSCURE
    LARGO DI TORRE ARGENTINA
    CORSO VITTORIO EMANUELE
    VIA DELLA CUCCAGNA
    PIAZZA NAVONA

    Nicoletta
    Odio essere bipolare. È fantastico!
    via largofactotum su tumblr

    su anobii http://www.anobii.com/nicoletta/books

    La forza non viene dal vigore fisico. Viene da una volontà indomabile.
    M. Gandhi
    Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre.
    M. K. Gandhi



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  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    io non potrò esserci ma so che ci sarà una delegazione dell'associazione di volontariato di cui faccio parte e che appunto segue le donne maltrattate.

    informatevi anche presso le vostre zone: in quel weekend ci saranno verie manifestazioni in giro per l'italia su questo tema perchè il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza alle donne indetta dall'ONU.
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
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  3. #3
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    Buon consilgio Luisa, hai proprio ragione che da Trieste sono 600 km abbondanti
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  4. #4
    jjonathan
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    io sono un po' perplesso sulle "manifestazioni" perchè credo che se non c'è anche qualche iniziativa più "conreta" servano a ben poco

  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Citazione Originalmente inviato da jjonathan Visualizza messaggio
    io sono un po' perplesso sulle "manifestazioni" perchè credo che se non c'è anche qualche iniziativa più "conreta" servano a ben poco
    in realtà di azioni concrete si cerca di metterne in atto: incontri con ministri e con esponenti politici vicini a questi problemi per proposte di legge; creazione di una rete nazionale; proposta di legge da parte di associazioni di avvocati; ricerche nei vari centri come quello della Mangiagalli,....

    peccato che nessuno ne parli mai se non si riempie una piazza con migliaia di persone

    le manifestazioni (che in questo caso sono di varia natura, non solamente quelle in piazza per *protestare*) in occasione del 25 Novembre servono a sensibilizzare la cittadinanza su questo aspetto. cosa non facile e su cui c'è ancora un sacco da lavorare
    Ultima modifica di LuisaMiao : 17-11-2007 alle ore 22.55.25
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  6. #6
    jjonathan
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    Citazione Originalmente inviato da LuisaMiao Visualizza messaggio
    in realtà di azioni concrete si cerca di metterne in atto: incontri con ministri e con esponenti politici vicini a questi problemi per proposte di legge; creazione di una rete nazionale; proposta di legge da parte di associazioni di avvocati; ricerche nei vari centri come quello della Mangiagalli,....

    peccato che nessuno ne parli mai se non si riempie una piazza con migliaia di persone

    le manifestazioni (che in questo caso sono di varia natura, non solamente quelle in piazza per *protestare*) in occasione del 25 Novembre servono a sensibilizzare la cittadinanza su questo aspetto. cosa non facile e su cui c'è ancora un sacco da lavorare

    si, esatto, serve a mettere in evidenza il problema

  7. #7
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    dal Corriere:

    «100mila» donne contro la violenza
    Contestate Prestigiacomo e Carfagna. Alle ministre Melandri e Pollastrini: «Vergogna, vendute»

    Donne in piazza oggi a Roma contro la paura. In 100 mila - secondo gli organizzatori - per dire no alla violenza alle donne. Una piaga diffusa soprattutto dentro alle mura domestiche e che rappresenta la prima causa di morte femminile. Un corteo multicolore affollato anche da islamiche e rom. Variopinto da striscioni e scandito da slogan contro il «pacchetto sicurezza» approvato qualche settimana fa dal governo ma anche contro le azzurre Prestigiacomo e Carfagna, allontanate dal corteo come pure due cronisti uomini. Le ultime costrette a «lasciare» sono state le ministre Livia Turco e Giovanna Melandri: duramente contestate in piazza Navona da un gruppo di partecipanti (al grido di «Vergogna, vendute») hanno abbandonato il palco dove avrebbero dovuto effettuare un collegamento in diretta tv con La Sette.

    GLI SLOGAN CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA - Tra gli slogan contro il pacchetto sicurezza «Se la violenza è in casa che ci faccio con più polizia?» recita uno. «Non ci stiamo in un pacchetto violenza, vogliamo cultura del rispetto» si legge in un altro. «Se la violenza è sotto al tetto cosa faccio con questo pacchetto?» chiede un altro. «Vogliamo denunciare che con la scusa della violenza, il tragico episodio della Reggiani è stato strumentalizzato dal governo per dare vita a un pacchetto sicurezza xenofobo e razzista - spiega Monica Pepe, una delle organizzatrici -. A nostro avviso ci vuole un cambiamento culturale nella battaglia contro la violenza non servono i provvedimenti repressivi e inutili».
    PRESTIGIACOMO E CARFAGNA CONTESTATE - Nel mirino delle manifestanti anche le azzurre Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna presenti alla manifestazione organizzata dal cartello di associazioni femministe Controviolenzadonne: «Fuori i fascisti da questo corteo» è lo slogan scandito contro le due parlamentari di Forza Italia. Le due deputate, fortemente contestate, si sono difese spiegando che: «la violenza sulle donne non può e non deve avere colore politico». L'ex ministro per le Pari opportunità si difende da chi le dice «potevi venire con i tacchi a spillo» dicendo che è stato sotto il suo ministero che sono state varate le prime norme antiviolenza, e poi «in Parlamento c'è sempre stato un fronte trasversale tra donne».
    Unapartecipante al corteo di Roma contro la violenza sulle donne (Eidon)

    VIA I CRONISTI UOMINI - Atttaccati anche gli uomini. Due cronisti maschi di agenzie di stampa e un fotografo sono stati allontanati a spintoni dal corteo: «Siete uomini uscite da questo corteo» sono stati apostrofati i cronisti che hanno replicato: «Siamo qui per lavorare e per informare i cittadini delle vostre proteste». In loro difesa è intervenuta Livia Turco, presente tra le manifestanti: «Il dissenso nei confronti dell'onorevole Prestigiacomo è stato espresso solo da una minoranza esigua» ha spiegato il ministro della salute Livia Turco «spero vivamente che Prestigiacomo torni a sfilare insieme a noi».

    COMMOSSA DIACIA MARAINI - Stessa speranza da parte di Dacia Maraini, presente al corteo: «Sono contraria a cacciare chiunque da un corteo, anche gli uomini su questo tema possono essere nostri alleati». A parte questi episodi, la scrittrice si è detta commossa: «Era dagli anni '70 che non si vedeva una manifestazione di questo tipo e con questa partecipazione. La violenza è un problema sentito da tutte le donne - ha proseguito - si tratta di una questione culturale: bisogna agire su questo aspetto».

    NAPOLITANO: APPROVARE SUBITO LA LEGGE - A livello politico da registrare l'intervento di Napolitano. Il presidente della Repubblica ha auspicato che la proposta di legge per tutelare le donne venga approvata al più presto in Parlamento. In una lettera inviata al ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini per la Giornata internazionale Onu contro la violenza alle donne (domenica 25), il capo dello Stato ha anche sostenuto che si debba cominciare dalle scuole ad educare a rispettare i diritti delle persone.

    POLLASTRINI: IN GIOCO I DIRITTI UMANI - A Napolitano è andata la personale riconscenza del ministro Pollastrini che parla di «strage delle innocenti» e risponde al messaggio del presidente della Repubblica, sottolineando come quella della violenza sulle donne sia una «emergenza culturale, prima di tutto». «Tutte le cifre e le statistiche ci danno la prova di un'emergenza drammatica» ha detto. L'Italia «deve conoscere, al pari di Spagna, Francia e altri grandi paesi, un vero Piano Integrato d'Azione contro la Violenza sulle Donne. Servono risorse, e i venti milioni della Finanziaria del 2008 sono un primo segno positivo. Ma servono anche campagne di formazione e di informazione. Serve dare valore alle Case delle donne, ai Centri antiviolenza e a una rete diffusa di servizi sociali».

    TURCO: «PRESTO SPORTELLI DEDICATI»- «La violenza contro le donne rende più incivile, fragile, insicuro il nostro paese» denuncia il ministro della salute in un messaggio di adesione inviato alle organizzatrici della manifestazione. «I dati sulla violenza contro le donne si ripetono, anno dopo anno, drammatici, indecenti - sottolinea la Turco che annuncia di voler combattere il fenomeno «a partire dall'informazione e dall'educazione nelle scuole, alla formazione di tutti gli operatori, prevedendo l'apertura di uno Sportello dedicato in ogni Pronto Soccorso e di Centri Regionali di riferimento, aperti per 24 ore».

    BINDI: TOLLERANZA ZERO - Contro la violenza sulle donne il ministro della Famiglia Rosy Bindi invoca la «tolleranza zero», una rapida approvazione delle «norme del disegno di legge sulla violenza stralciate dalla Commissione Giustizia, ma anche - conclude - approvare presto tutto il complesso della proposta di legge e realizzare quella rete di servizi territoriali indispensabile a sostenere le donne, le madri, le bambine, le ragazze che subiscono violenze, abusi e maltrattamenti. E’ un obiettivo di civiltà cui non possiamo rinunciare».
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  8. #8
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    copio-incollo l'articolo del tgcom anche se so che può essere di parte perchè vorrei capire una cosa:

    24/11/2007
    Violenza donne,"100mila in corteo"
    Contestate Turco,Melandri e Pollastrini
    Le organizzatrici della manifestazione contro la violenza sulle donne a Roma dicono di aver raggiunto le 100mila presenze. Le ministre Livia Turco, Giovanna Melandri e Barbara Pollastrini, sono state duramente contestate e invitate ad abbandonare il palco. Al grido di 'fuori i fascisti da questo corteo' anche Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna di Forza Italia hanno subito la contestazione. Solidarietà dal mondo politico.

    Verso le 18 il corteo è arrivato in piazza Navona dove era stato allestito il palco per la diretta televisiva. La ministra delle Pari opportunità Barbara Pollastrini stava terminando il suo intervento. Scesa dal palco è stato contestata dalla piazza, anche dalle organizzatrici che lamentavano come la loro piattaforma "chiara e precisa" non trovi corrispondenza nelle politiche del governo. Qualche voce più alta, a volte fuori luogo, alle quali la Pollastrini ha cercato di replicare con toni pacati, difendendo anche alcuni dei provvedimenti contenuti nel pacchetto sicurezza.

    Poco dopo sul palco sono salite le ministre dello Sport, Giovanna Melandri e della Salute Livia Turco che ha partecipato a tutto il corteo, fin dalla sua partenza. Al grido di "Vergogna, vergogna", "Vendute", fuori dalla piazza sono state costrette a lasciare il palco e la diretta televisiva è stato cosi' interrotta. Di fronte al palco qualcuna unisce le mani a triangolo, rispolverando simbologie degli anni '70.

    Livia Turco: "Grave sbaglio"
    "E' uno sbaglio grave che va contro la forza delle donne". Cosi' il ministro della Salute Livia Turco ha commentato le contestazioni di alcune manifestanti al grido di 'vergogna vergogna'. "Soprattutto - ha aggiunto il ministro - ciò danneggia le migliaia e migliaia di donne che ho visto e che chiedono unità, perché sanno che la forza delle donne deriva dall'unità. Io ho fatto tutto il corteo e sono stata applaudita, quindi - ha concluso Turco - ci vuole unità".

    Carfagna: "Il nostro impegno continua"
    "Io, Stefania Prestigiacomo e Gloria Porcella, responsabile Azzurro Donna Lazio, siamo state aggredite verbalmente e fisicamente durante il corteo di Roma contro la violenza sulle donne. E' inaccettabile e dimostra come anche su temi che dovrebbero unire tutte le donne, si fomenta l'odio ideologico di parte. Non eravamo in delegazione, non avevamo bandiere di partito e non avevamo 'annunciato' la nostra presenza: eravamo li' come tante altre per dire no alla violenza sulle donne".

    Lo afferma in una nota la deputata di Forza Italia, Mara Carfagna, responsabile nazionale di Azzurro Donna. "Ci spiace sottolineare come siano emersi atteggiamenti e slogan che ci ricordano tempi bui, una intolleranza che non aiuta le donne e dimostra la scarsa cultura democratica di certa sinistra. L'appello bipartisan di ieri della ministra Pollastrini per contrastare in Parlamento e nel paese le violenze sulle donne, e' caduto nel vuoto ed anzi e' stato contraddetto nel giro di 24 ore", sottolinea la Carfagna. Conclude la deputata di FI: "Nonostante le intimidazioni, l'impegno di Forza Italia e di Azzurro Donna contro ogni forma di violenza sulle donne, andra' avanti con rinnovato vigore".

    allora:le donne hanno detto "fuori i fascisti",ma che vuol dire?che quelli più a sinistra possono restare?proprio quelli che con l'indulto hanno fatto liberare gli stupratori o altri responsabili di altri tipi di violenza ugualmente gravi e non le/ci hanno protetto?
    non ho proprio capito come possono pensare di risolvere la situazione in questo modo,qualcuno mi faccia luce perchè non capisco la logica

    UNBELIEVABLE..I was surprised..I was surprised..I'm still surprised
    17 Luglio 2011, Udine
    We're gonna try to remember this picture right here in my mind,when I close my eyes tonight on that pillow..when I look up in the sky,I thank God of what I had here..I'll be thinking of this!
    We're gonna record this moment in time..the night we laid up in the sky of San Siro..at the end of It

    29 Giugno 2013, Milano
    Jon Bon Jovi

  9. #9
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    da repubblica.it

    "Il giorno in cui ho smesso di avere paura..."
    Donne in marcia contro la violenza
    Il corteo in coincidenza con la giornata mondiale. I dati: un milione e 150 mila vittime in un anno, il 70 % in casa
    Il sottosegretario Linguiti: "Sbagliato escludere gli uomini. Bisogna intervenire sui modelli culturali"
    di CLAUDIA FUSANI

    ROMA - La voce di donna arriva per telefono, sono le sette di sera, in lontananza i rumori chi dovrà occuparsi della cena nella casa accoglienza del centro antiviolenza di Imola: "Non sono stati gli schiaffi, forse a quelli mi ci ero abituata. E neppure le botte, la violenza, quel fare sempre quello che voleva lui. Io ho detto basta quando mi trascinava davanti allo specchio e mi urlava: 'Guardati, fai schifo, sei una nullità'. Ecco, il mio riscatto comincia da lì, non dalle botte ma dall'umiliazione...".

    Un'altra voce di donna, questa volta "protetta" in uno dei quattro centri antiviolenza Differenza donna di Roma: "Ci ho messo sette anni, sette anni di violenza davanti agli occhi dei miei figli. Poi quando ho detto basta è stato un basta deciso, difficile, drammatico, puoi immaginare cosa significa scappare via da casa tua sapendo che non la vedrai mai più, che non vedrai più le tue cose, e portare con te i bambini, piccoli, ma grandi abbastanza per avere i loro giochi e la loro camera... Ecco, è successo che un giorno, dopo sette anni, ho detto addio a tutto questo... e bentornata a me stessa".

    Nel centro Roberta Lanzino di Cosenza vivono cinque donne, una è mamma di due bambini, anche loro vivono qua. Sono tutte italiane, tutte della provincia di Cosenza , hanno dai 35 ai 55 anni. Tra poco potrebbe arrivare una nuova ospite, una studentessa. In loro nome parla la responsabile Antonella Veltri: "Hanno impiegato mesi e anni per arrivare fin qui e quando lo hanno fatto è stato per disperazione assoluta. Oltre alle violenze fisiche e psicologiche qui devono combattere anche la cultura mafiosa. E' un'altra forma di violenza". Che andrebbe aggiunta ai tanti tipi di violenza che le donne possono subire.

    Cifre da paura - Voci senza nome. Paura, vergogna, motivi di sicurezza: è terribilmente rischioso in Italia, oggi, anno 2007, dire no a un marito o a un convivente violento, ribellarsi e scappare via, cercare di recuperare la propria autonomia. Provare a smettere di avere paura. Sono voci di donne senza nome che accettano di parlare solo perché "più se ne parla e meno paura ci sarà in giro". Perché, forse, se avesse trovato il coraggio Barbara Spaccino, incinta del terzo figlio, uccisa dal marito, sarebbe ancora viva. E così Hina, la ragazza pakistana uccisa dal padre perché vestiva minigonne e non voleva il velo. E poi Anna, Paola violentata a Torre del Lago, Sara stuprata a Torino da un amico, Carla a Bologna. Anche Mez, la dolce ragazza inglese sgozzata in camera da letto a Perugia ancora non si sa da chi. Sono solo alcuni dei nomi di quel milione e 150 mila di donne vittime in Italia negli ultimi dodici mesi di violenze e abusi, il 22 per cento in più dell'anno scorso, il 5,4 per cento del totale delle donne. Alcuni - nomi - delle 180 morte per le violenze subìte, una ogni due giorni; di quel 3,5% vittima di violenza sesssuale, di quel 2,7che ha subìto violenza fisica e di quelle 74 mila stuprate o quasi.

    La giornata contro la violenza sulle donne - "La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini" è scritto nello striscione che oggi apre, vigilia della giornata mondiale, la marcia delle donne contro la violenza e in nome della propria autodifesa. Manifestazione (raduno piazza della Repubblica, ore 14; info: www. controviolenzadonne. org) partita dal basso, senza cappelli politici, grazie alla forza di mobilitazione di collettivi femministi come Amatrix, Libellule, Feramenta, Assemblea femminile via dei Volsci 22 e degli oltre settanta Centri antiviolenza sparsi in tutta Italia. Una manifestazione nata e cresciuta - hanno aderito il ministero delle Pari Opportunità, della Famiglia e della Sanità e oltre 400 organizzazioni tra cui Amnesty, Arci, Cgil, Udi, le donne del Prc - proprio perché quella massa di cifre e percentuali messi a disposizione quest'anno per la prima volta dall'Istat su richiesta del ministro Pollastrini non diventino solo statistiche. Ma restino volti e storie. Di dolore e, soprattutto, di riscatto.

    Gli esclusi, cioè gli uomini - La manifestazione è sessista e le organizzatrici hanno deciso di tenere fuori gli uomini. Le polemiche si sono sprecate in questi giorni. "Non sono d'accordo, è una scelta sbagliata, che non condivido e non comprendo perché proprio in questo tema, nel momento in cui le cifre e i dati ci dimostrano che bisogna intervenire sui modelli culturali e sulla incultura patriarcale, è sbagliato tenere fuori una delle due parti interessate" sottolinea il sottosegretario alle Pari Opportunità Donatella Linguiti. Comunque il corteo sarà grande. E da qualche parte - si novella- gli uomini troveranno posto. Magari in fondo, magari ultimi ma ci saranno.

    Il manifesto della manifestazione

    "Il potere di ricatto delle famiglie" - Il 69, 7 per cento delle violenze avviene all'interno delle mura domestiche. Ma solo il 18,2% delle donne che ha subìto violenza in famiglia la considera un reato e solo il 7,2% la denuncia. Bisogna soffermarsi su queste cifre prima di "entrare" nel centro Roberta Lanzino di Cosenza. "L'80 per cento delle nostre ospiti non è autonoma dal punto di vista economico e il ricatto che può fare la famiglia è tale che sei su dieci rinunciano ad arrivare fin da noi, a fare questo passo" racconta Antonella Veltri responsabile del centro. Una signora ha saltato cinque colloqui. Si è fatta viva la prima volta un anno fa. La non cultura mafiosa aggiunge violenza a violenza. "Il potere di ricatto delle famiglie è altissimo e tocca una gamma svariata, dalla solitudine all'infamia, dal 'non vedrai più i tuoi figlì al 'nessuno al paese ti rivolgerà più la parola'". Una volta vinta la minaccia della famiglia, il passo successivo è "farsi credere": "Molte donne, prima di arrivare da noi per un colloquio, sono andate dal maresciallo disperate, gonfie, con i lividi, col referto medico, a una era stato sbattuto in testa l'oblò divelto dalla lavatrice... beh, si sono sentite rispondere 'Signora ci pensi bene, forse è meglio che si tenga suo marito...'". Nei centri si entra solo se c'è volontà di farlo "ma anche quando hanno trovato la forza di arrivare sin qua, il 10 per cento a un certo punto abbandona: la pressione da parte della famiglia o del marito è tale per cui non ce la fanno. Ci lasciano e di loro non sappiamo più nulla". Le altre, a cui la disperazione fa fare quello che non avrebbero mai immaginato - lasciare la famiglia - cominciano un faticosissimo ma meraviglioso viaggio "verso la consapevolezza, l'autostima, la propria autonomia. Il riscatto. Cerchiamo di insegnare loro un mestiere o di valorizzare quello che già sanno fare, troviamo una casa, una stanza, soprattutto le accompagniamo verso la separazione e il divorzio prima, il processo penale poi, un altro appuntamento a cui si arriva con molta difficoltà perché non ci sono pene per i mariti violenti".

    "Dopo sette anni ho smesso di avere paura" - Maria, nome di fantasia, ha 30 anni. Mancano pochi minuti alle quattro e deve scappare a prendere i suoi figli a scuola, "sperando di non trovare lui che mi aspetta da qualche parte". Parla da uno dei centri Differenza Donna di Roma. "Sono riuscita a dire basta in modo deciso dopo sette anni di botte, insulti, umiliazioni, paura. Ma quando ho deciso è stato un basta definitivo. Non saprei dire cosa e quando: è successo che un giorno davanti a me non avevo altra via se non quella di andarmene. All'improvviso ho smesso di avere paura. Così ho guardato per l'ultima volta la mia casa e le mie cose che non avrei più rivisto, ho preso i miei due figli e sono venuta qua. Due, tre mesi prima avevo trovato il coraggio, aiutata dall'assistente sociale, di prendere il telefono, fare quella telefon0326ata e chiedere aiuto. La cosa più difficile era proprio raccontare quello che mi succedeva, far capire come era lui, il mio ex marito, come poteva cambiare all'improvviso dentro le mura di casa. La paura più grande, a quel punto, era quella di non essere creduta". Con l'assistenza del centro Maria ha potuto fare tre denunce penali e ha cominciato a ricostruire se stessa "perché ero distrutta. I miei figli sanno tutto, o meglio sapevano già perché hanno sempre visto tutto. Diciamo che adesso sanno dove è il bene e dove è il male e hanno imparato a rispettarmi di nuovo e a riconoscermi autorevolezza". Maria potrà stare qui sei mesi- un anno. "Durante il giorno lavoro come donna delle pulizie, qualche ora per non far mancare nulla ai miei bambini. Prima non lavoravo. Devo cominciare a guardarmi intorno perché tra sei mesi, un anno, dovrò fare da sola ed essere autosufficiente. Per me, per i miei figli, per la mia nuova vita".

    Un problema culturale - Sabrina Frasca, responsabile di un centro Differenza donna, spiega che sarebbe "fondamentale, a livello generale e nell'interesse di tutti, poter lavorare e mettere in discussione il modello culturale patriarcale nel rapporto uomo- donna", non solo tra marito e moglie ma anche tra padre e figlia o tra superiore e dipendente, "ovunque ci sia una relazione donna-uomo in rapporto di autorità". "Solo così - aggiunge - si può sperare, in un tempo medio lungo, di poter correggere le statistiche disperate sulla violenza del partner e dentro le mura di casa". Alla cooperativa Trama di terre, in Romagna, le ospiti sono quasi tutte straniere, per l'esattezza nove mamme e dieci bambini. Le nazionalità coprono mezzo atlante geografico: Russia, Tunisia, Marocco, Angola, Pakistan, Romania, Armenia. Sono mogli-bambine di matrimoni combinati che poi una volta in Italia scappano dalla casa-prigione; ci sono ragazze cacciate di casa perché incinte; una ragazza rom di 23 anni abbandonata dal marito con due figli. "E' qui da pochi giorni - racconta Tiziana Dal Pra, responsabile del centro - ci guarda e ripete: da noi se una donna parla troppo il marito la picchia". Arriva al telefono Anna, un altro nome di fantasia, 32 anni, straniera, arrivata in Italia tre anni fa, primo approdo Bologna, una bimba - allora - di di cinque mesi: "Ho trovato lavoro come commessa. Tra poco andrò a vivere con mia figlia in una casa che divido con un'altra donna che ho conosciuto nel centro. Ora mi guardo allo specchio e sono fiera di me". Prima c'era stata una storia di violenze, botte e umiliazioni infinte. Anna era la "prima" voce parlante di questo viaggio nel dolore e nel riscatto: "Mio marito vedeva la tivù qui in Italia, vedeva le donne in tivù poi si girava verso di me e mi diceva che facevo schifo, che ero una nullità, che non avrei mai combinato nulla nella mia vita, mi trascinava davanti allo specchio e mi diceva 'ma guarda come sei diventata'. Adesso io ho un lavoro, tra poco avrò una casa mia, saprò crescere mia figlia e insegnarle ad avere rispetto di sé".

    Oggi saranno tutte in marcia, a Roma. Anna, Maria, i loro figli e le altre avranno un cartello, uno striscione tradotto in tutte le lingue: "La violenza non ha né cultura né religione né nazionalità. Ha solo un sesso".
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  10. #10
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    [COLOR="Green"]allora:le donne hanno detto "fuori i fascisti",ma che vuol dire?che quelli più a sinistra possono restare?proprio quelli che con l'indulto hanno fatto liberare gli stupratori o altri responsabili di altri tipi di violenza ugualmente gravi e non le/ci hanno protetto?
    non ho proprio capito come possono pensare di risolvere la situazione in questo modo,qualcuno mi faccia luce perchè non capisco la logica
    allora, premettendo che la sfilata di oggi era per tutte le donne senza distinzione di bandiera/colore/religione/...
    provo a riportare un motivo per la reazione di alcune donne (come dice l'articolo, solo alcune donne l'hanno contestata non la manifestazione in toto né l'organizzazione che anzi ha auspicato rimanesse).
    quando la Prestigiacomo era il Ministro delle Pari Opportunità è stata varie volte invitate al tavolo dei lavori da parte della Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza: la presenza di un ministro è importante per vari motivi, ma quello delle Pari Opportunità è fondamentale per il tipo di lavoro che la Rete cerca di portare avanti. Bene, lei non solo non si è mai presentata ma ha anche manifestato *fastidio * dicendo che le leggi le devono fare i politici e non i Centri Antiviolenza.... e questo non solo fa arrabbiare (anche perchè anche i liberi cittadini possono, seguendo l'iter giusto, presentare una proposta di legge) soprattutto perchè chi lavora nei Centri Antiviolenza è quasi alla totalità volontario, mentre il Ministro è pagato per fare un lavoro.
    Io penso che la contestazione era su questo aspetto, non tanto su quello politico ed ideologico.

    PS: e con questo non voglio assolutamente giustificare la contestazione della sua presenza anche se penso che invece di manifestare oggi poteva fare di più quando era ministro.
    Ultima modifica di LuisaMiao : 24-11-2007 alle ore 19.41.25
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  11. #11
    Partecipante Esperto L'avatar di nuryel78
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    Dunque. Sono quasi sicura che le manifestazioni servano, in effetti, a qualcosa, quando organizzate seriamente e per fini nobili: pensiamo a quelle contro il vietnam, o quelle di ghandi, o quelle dei monaci buddisti in birmania, degli studenti in marocco, eccetera....quindi, ben venga pure questa, a favore di un problema di cui non si parlamai abbastanza.

    ma una cosa mi pare intollerabile: cioè che si caccino la turco, la prestigiacomo e non mi ricordo chi altro. che si caccino cioè persone che in quanto donne hanno tutto il diritto di partecipare, e che in quanto politiche esprimono la loro posizione. non capisco poi come si possa fare una manifestaizone contro la violenza...e poi esercitare una violenza, cioè costringere delle persone ad abbandonare la piazza o il palco. un gesto così cretino, ma così cretino, da essere davvero inqualificabile.

  12. #12
    Styrofoam Crown L'avatar di Grace
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    poi c'è un'altra cosa che ieri non ho fatto in tempo a scrivere:perchè cacciare via i giornalisti solo perchè uomini?la violenza sulle donne si combatte convincendo non solo le donne ma anche e soprattutto loro a cambiare.proprio non capisco questo modo di fare,poteva essere una manifestazione anche utile (sebbene io non riponga molta fiducia in questo genere di cose),ma si è sporcata con queste cose,e purtroppo verranno ricordati più questi particolari negativi che l'ntenzione positiva.

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  13. #13
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    poi c'è un'altra cosa che ieri non ho fatto in tempo a scrivere:perchè cacciare via i giornalisti solo perchè uomini?la violenza sulle donne si combatte convincendo non solo le donne ma anche e soprattutto loro a cambiare.
    in effetti anch'io non ho compreso questa reazione...
    ma c'è una cosa da dire: un 150 mila persone il gruppo di idioti si trova sempre. e come al solito ci si focalizza su questi episodi e molto meno sui cartelli e i loro contenuti. per fare un esempio questo è il comunicato stampa di Usciamo dal Silenzio:

    Comunicato stampa sulla manifestazione di Roma

    Una grande manifestazione contro la violenza maschile sulle donne ha attraversato oggi le strade di Roma dismostrando l'urgenzo di una parola della politica e della societa' per fermarla.
    Usciamo dal silenzio, che ha lavorato perche' questa manifestazione fosse aperta e plurale, giudica questa giornata un grande successo del movimento delle donne di tutta Italia, di tante associazioni, gruppi, movimenti, nazionalita' e generazioni.Tutto questo non puo' essere oscurato dai comportamenti di alcune che hanno escluso parlamentari, donne della politica e giornalisti dal corteo.
    Uds
    poteva essere una manifestazione anche utile (sebbene io non riponga molta fiducia in questo genere di cose)
    puoi spiegare in che senso non riponi fiducia in una manifestazione di piazza? grazie
    Ultima modifica di LuisaMiao : 25-11-2007 alle ore 14.32.09
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  14. #14
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    nel senso che molto spesso mi sembra che queste cose non portino a nulla,poi ci sono sempre le eccezioni,ovviamente (vedi quando ci sono dei mega scioperi dei trasporti,si blocca tutto e allora risolvono qualcosa)
    cioè non è inutile per me la cosa in sè,ma spesso non vedo risultati,non so se mi son spiegata bene

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  15. #15
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    credo di aver capito.
    ma credo che in parte dipenda anche dal tipo di risultato che si vuole ottenere. in questo caso, non certo la risoluzione del problema, né un cambio radicale di un concetto di uomo o di donna...
    il risultato è di parlare di questo tema, la violenza alle donne fatta in casa e non chissa dove e da chissa chi. quest'anno l'attenzione sulla data del 25 novembre è stata alta anche grazie a questa manifestazione, le iniziative di informazione alla popolazione sono state numerose e con partecipazione (molte cose si son svolte ieri dato che era sabato e i primi dati sono di affluenza e intereesse). questo sicuramente è un primo obiettivo: dare informazioni giuste e non manipolate, dare i dati e far vedere cosa fanno i Centri Antiviolenza e le Case delle Donne. i servizi ai TG e sui giornali sono stati numerosi, una volta tanto!
    il secondo risultato è stato di far vedere il numero delle donne e uomini (sì, anche gli uomini che secondo me avevano tutto il diritto del mondo di stare lì e manifestare) impegnati in questo, che se ne interessano e che vorrebbero vedere azioni concrete dal Governo e non "il pacchetto sicurezza" che nulla fa in caso di violenza domestica.
    e si spera, ma per valutare questo ci vuole tempo, che ci sia la volontà di ascoltare chi in quest ocampo opera tutti i giorni da anni per prendere provvedimenti.
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