• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 13 di 13
  1. #1

    ne psicologo ne medico pero' psicoterapeuta com è possibile!

    un mia amica mi ha detto ieri che è in cura da una psicoterapeuta che non è psicologa ne medico(bensi è laureata in sociologia),perche dice che fino a qualche anno fa per frequentare le scuole di psicoterapia non era necessario possedere la laurea in psicologia o medicina.vi risulta?e se si da quando è cambiata la normativa?
    Ultima modifica di lavorointerinal : 06-11-2007 alle ore 21.57.53

  2. #2
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    1,975
    Possibile, fino al 1989!

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di Popino79
    Data registrazione
    08-02-2005
    Residenza
    Cagliari
    Messaggi
    174
    Esattamente. Come molti dei nostri docenti non sono psicologi (specie ordinari o straordinari). Molti terapeuti sono antropologi, altri sociologi, altri pedagogisti. Poi le cose sono cambiate, dal 1989


    Amatevi, ma non tramutate l'amore in un legame. Lasciate piuttosto che sia un mare in movimento tra le sponde opposte delle vostre anime. Colmate a vicenda le vostre coppe, ma non bevete da una sola coppa, scambiatevi il pane, ma non mangiate da un solo pane. Cantate e danzate insieme e insieme siate felici, ma permettete a ciascuno di voi d'essere solo
    Kahlil Gibran

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960
    Citazione Originalmente inviato da lavorointerinal Visualizza messaggio
    un mia amica mi ha detto ieri che è in cura da una psicoterapeuta che non è psicologa ne medico(bensi è laureata in sociologia),perche dice che fino a qualche anno fa per frequentare le scuole di psicoterapia non era necessario possedere la laurea in psicologia o medicina.vi risulta?e se si da quando è cambiata la normativa?
    Sfortunatamente, cio' è possibile, perchè prima che entrasse in vigore la Legge '89, tra gli "psicoterapeuti", c'erano un altissimo numero di laureati in altre materie, come sociologia, specializzazione antropologia; filosofi, laureati in lettere antiche e moderne e,persino in matematica.
    Poichè con la Sanatoria, fu loro possibile essere riconosciuti come tale, la maggior parte di essi, si affretto' a rientrarvi nei tempi previsti, certificando di aver operato per almeno 10 anni quanto meno nel campo delle "materie psicologiche" e/o di aver continuativamente svolto l'attivita' psicoterapeutica per tale periodo.
    Speriamo che con il tempo, questa anomalia della Legge, venga a cadere, data l'obbligatorieta' invece per noi e per i medici di dimostrare di aver adempiuto un determinato percorso di laurea, sostenuto un eds e frequentato una Scuola di Sp Univ o uff riconosciuta per poter esercitare cio' che essi fanno tranquillamente.
    Viceversa, i Docenti, possono avere basi diverse per quanto riguarda quelli in campo da decenni nella ns Facolta'.
    Quindi, è possibile, purtroppo. E, ancora una volta, siamo di fronte ad una anomalia legislativa che richiederebbe di essere adeguatamente modificata, obbligando ad es., tali "psicoterapeuti" a sostenere un normale eds di psicologia e se non ne fossero in grado, poichè spesso avere qs tipo di conoscenze psicoterapeutiche, vincolate il piu' delle volte ad uno o due modelli di riferimento, non ha un suo corrispettivo in adeguate conoscenze psicologiche di base ( e tanto meno mediche), obbligarli a completare un percorso di studi in tal saenso, conseguendo l'adeguata laurea.
    Gaia
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  5. #5
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312
    Cara gennyblue, io non ci vedo tutti questi "purtroppo". Ci sono diversi psicoterapeuti più che rispettabili, alcuni addirittura autori di riferimento, che non hanno la laurea in psicologia (come è vero che ci sono psicoterapeuti con laurea in psicologia che non sono di certo un esempio di professionalità, per non parlare degli psichiatri che sono automaticamente psicoterapeuti senza aver fatto un minimo training psicoterapeutico). Mi chiedo se è veramente l'etichetta a fare lo psicoterapeuta o se siano altri fattori. Mi sembrerebbe assurdo, quindi, far fare l'esame di stato o addirittura far riprendere il corso di laurea a chi magari pratica da 20 o 30 anni non avendo frequentato psicologia. Alla fine ogni psicoterapeuta ha un solo modello di riferimento - e giustamente, se no le fondamenta epistemiche dell'intervento clinico andrebbero a rotoli -, al massimo sono i procedimenti tecnici che variano.

    Un saluto
    gieko

  6. #6
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Albino (BG)
    Messaggi
    4,192
    Blog Entries
    281
    Già, Gieko. Basterebbe ricordare alcuni nomi, che sono tra gli autori che oggi studiamo a scuola per diventare "come loro":

    Una breve lista di chi non ha mai studiato psicologia....

    Freud, Sigmund: neurologo
    Ferenczi, Sandòr: medico psichiatra
    Padre Agostino Gemelli: medico
    Cesare Musatti: Filosofo
    Emilio Servadio: Laurea in legge
    Lou Andreas Salomé: nessun titolo di studio
    Karen Horney: medico
    Erich Fromm: sociologo
    Frieda Fromm-Reichmann: medico psichiatra
    Franz Alexander: medico e filosofo
    Maria Torok: nessun titolo di studio
    Michael Balint: medico
    Bruno Bettelheim: filosofo
    Cornelius Castoriadis: economista
    Janine Chasseguet-Smirgel: Scienze politiche
    Nancy Chodorow: sociologa
    Erik Erickson: Accademia d'arte
    Ronald Fairbairn: Sacerdote e dottore in teologia
    Edith Jacobson: medico pediatra
    Karl Kenenji: Filologia classica
    Melanie Klein: nessun titolo di studio
    Jean Laplanche: filosofo
    Julia Kristeva: filosofa
    Donald Winnicott: pediatra
    Géza Roheim: Antropologo


    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  7. #7
    jjonathan
    Ospite non registrato
    TEORICAMENTE io non la vedo una cosa negativa che persone provenienti da saperi diversi possano fare "psicoterapia" perchè il confronto tra saperi diversi è sempre un arricchimento. Diventa un problema se ognuno pensa che il proprio ambito di provenienza sia il privilegiato, quando invece osservano aspetti diversi della realtà.


    PERO' Per quanto riguarda l'elenco citato da Willy, bisogna notare che erano altri tempi e non era ancora stato fatto l'Ordine degli Psicologi (1989). Secondo me, poi, bisogna fare una distinzione tra la "psicologia" ("studio della psiche", che può essere fatta da diverse discoipline e quindi diverse prospettive) dalla "psicoterapia" (in cui si "applica" quel che si è studiato, allora diventa più complicato e bisogna "fare" oltre che "studiare")
    Ultima modifica di jjonathan : 19-02-2008 alle ore 20.29.31

  8. #8
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312
    Citazione Originalmente inviato da jjonathan Visualizza messaggio
    PERO' Per quanto riguarda l'elenco citato da Willy, bisogna notare che erano altri tempi e non era ancora stato fatto l'Ordine degli Psicologi (1989). Secondo me, poi, bisogna fare una distinzione tra la "psicologia" ("studio della psiche", che può essere fatta da diverse discoipline e quindi diverse prospettive) dalla "psicoterapia" (in cui si "applica" quel che si è studiato, allora diventa più complicato e bisogna "fare" oltre che "studiare")
    Siamo d'accordo, oggigiorno c'è l'albo, l'ammissione alle scuole di psicoterapia solo se psicologi o medici, etc. etc. E' un dato di fatto che non contesto. Solo mi sembra un po' semplicistico pensare che solo chi ha fatto i suddetti percorsi possa occuparsi di psicoterapia, se non altro perchè essere psicoterapeuta significa, almeno per me, soprattutto aver fatto un percorso di formazione lungo e complesso, indipendentemente dagli studi effettuati.
    Per inciso le persone elencate da willy (e l'elenco si potrebbe allungare di molto) sono psicoanalisti, quindi clinici, aggiungerei notevoli.

    Saluti
    gieko

  9. #9
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    1,975
    Per inciso le persone elencate da willy (e l'elenco si potrebbe allungare di molto) sono psicoanalisti, quindi clinici, aggiungerei notevoli.
    Io aggiungerei, sapendo di rischiare la pubblica gogna, che una formazione in psicologia o medicina è del tutto ininfluente rispetto alla formazione e alla pratica della psicoanalisi...

  10. #10
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di el loco
    Data registrazione
    24-08-2004
    Residenza
    Lecce - Milano - Parma- Figline
    Messaggi
    1,032
    Blog Entries
    8
    Diciamo che non sono mi trovi in accordo completo. Vero è che è possibile, non pe rleggi o che, vero è però che si tratta di un percorso lungo. Solo questo. Un percorso che merita radici, credo. Non credo alle fulminazioni sulla via di Damasco, autostrda a o statale che sia. Credo più ad un lungo percorso. Almeno credo.
    "... per favore Dio, per favore Knut Hamsun, non abbandonatemi adesso." (J. Fante)



    http://youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY

  11. #11
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960
    Citazione Originalmente inviato da jjonathan Visualizza messaggio
    TEORICAMENTE io non la vedo una cosa negativa che persone provenienti da saperi diversi possano fare "psicoterapia" perchè il confronto tra saperi diversi è sempre un arricchimento. Diventa un problema se ognuno pensa che il proprio ambito di provenienza sia il privilegiato, quando invece osservano aspetti diversi della realtà.


    PERO' Per quanto riguarda l'elenco citato da Willy, bisogna notare che erano altri tempi e non era ancora stato fatto l'Ordine degli Psicologi (1989). Secondo me, poi, bisogna fare una distinzione tra la "psicologia" ("studio della psiche", che può essere fatta da diverse discoipline e quindi diverse prospettive) dalla "psicoterapia" (in cui si "applica" quel che si è studiato, allora diventa più complicato e bisogna "fare" oltre che "studiare")
    Noto che tu hai colto il vero problema consistente nel fatto che chi non ha fatto adeguati studi di base, e qui devo notare che per la maggior parte sono stati citati psicoanalisti, ha molto spesso nel suo "saper fare" una visione alquanto scotomizzata dell'individuo che si propone di aiutare in base ad un modello teorico e metodologico. E se tra gli autori citati di cui non era certo necessario fare un elenco perchè ben conosciuti, posso dire che c'è un errore notevole, riguardante ad es., Ronald Fairbain: egli studio' dapprima storia e segui' studi ecclesiastici con particoare riguardo alla Grecia Ellenistica ma, quando decise durante la guerra di Palestina, di diventare uno psicoterapeuta, si laureo' dapprma in medicina, consegui' qd la specializzazione in psichiatria e si sottopose, volendo diventare uno psicoanalista, ad una analisi didattica, come ben riportato da Sutherland, Rinsley ed alt. Winnicott, nasce a sua volta come pediatra, ma consegue specializz in psichiatria e si sottopone ad analisi didattica dapprima con la Klein poi da alta analista, nel corso dell'esercio della sua attivita'.
    Stiamo attenti a non scotomizzare ed omettere anche vari dati non comodi dalle risposte.
    D'altro canto, è vero che le persone indicate, tra cui S .freud, hanno avutro un valore innegabile nella storia della psicoanalisi e visione antropologica dell'uoma in senso psicoanalitico, dove si nota tra l'altro l'omissione di Kardiner, è altrettanto vero che i loro erano tempi diversi.
    Cosi' come è vero che una pratica di 30 anni, in qualsiasi campo psicoterapeutico, non esenta certo da rischi di incorrere in una "malpratice" del proprio operato.
    Rischio comune anche ai laureati in psicologia ma come dimostrato da molte esperienze e testimonianze e studi vari, piu' comuni e a rischio di produrre effetti iatrogeni anzichè curativi da veterani del settori, a volte piuttosto privi della flessibilita' mentale e metodologica rischiesta da casi attuali rispetto a quelli di cui hanno fatto esperienza nel corso della loro trentennale, quarantennale esperienza.
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  12. #12
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312
    Citazione Originalmente inviato da gennyblue Visualizza messaggio
    Noto che tu hai colto il vero problema consistente nel fatto che chi non ha fatto adeguati studi di base, e qui devo notare che per la maggior parte sono stati citati psicoanalisti, ha molto spesso nel suo "saper fare" una visione alquanto scotomizzata dell'individuo che si propone di aiutare in base ad un modello teorico e metodologico.
    Siamo d'accordo ma credo che il vero punto sia se non sia "l'aiutare in base ad un modello teorico e metodologico" anzichè farne a meno (cosa peraltro impossibile, che un modello lo posseggono tutti) o ricorrere ad un eclettismo che non ha fontamenti epistemici e può diventare contraddittorio. Credo che su questo punto la formazione universitaria contribuisca ben poco, mentre questo sarebbe il compito della specializzazione o, come dice el loco, di un percorso lungo e ben radicato.

    Citazione Originalmente inviato da gennyblue Visualizza messaggio
    Cosi' come è vero che una pratica di 30 anni, in qualsiasi campo psicoterapeutico, non esenta certo da rischi di incorrere in una "malpratice" del proprio operato.
    Rischio comune anche ai laureati in psicologia ma come dimostrato da molte esperienze e testimonianze e studi vari, piu' comuni e a rischio di produrre effetti iatrogeni anzichè curativi da veterani del settori, a volte piuttosto privi della flessibilita' mentale e metodologica rischiesta da casi attuali rispetto a quelli di cui hanno fatto esperienza nel corso della loro trentennale, quarantennale esperienza.
    Concordo anche su questo punto ma, anche qui, è questione di non aver studiato psicologia o di una visione teorica e clinica radicata in una cultura ad esempio di stampo positivista, in una formazione che non contemplava il ruolo attivo del paziente, che si rifaceva ad una visione "riparatoria" ed "ortopedica" della terapia (cosa molto comune anche in molti orientamenti attuali, a mio modesto parere...)?
    gieko

  13. #13
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960
    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Siamo d'accordo ma credo che il vero punto sia se non sia "l'aiutare in base ad un modello teorico e metodologico" anzichè farne a meno (cosa peraltro impossibile, che un modello lo posseggono tutti) o ricorrere ad un eclettismo che non ha fontamenti epistemici e può diventare contraddittorio. Credo che su questo punto la formazione universitaria contribuisca ben poco, mentre questo sarebbe il compito della specializzazione o, come dice el loco, di un percorso lungo e ben radicato.



    Concordo anche su questo punto ma, anche qui, è questione di non aver studiato psicologia o di una visione teorica e clinica radicata in una cultura ad esempio di stampo positivista, in una formazione che non contemplava il ruolo attivo del paziente, che si rifaceva ad una visione "riparatoria" ed "ortopedica" della terapia (cosa molto comune anche in molti orientamenti attuali, a mio modesto parere...)?
    Infatti, io non ritengo che non si debba avere un proprio modello teorico e metodologico di riferimento nella propria pratica, poichè come giustamente affermi tu, tutti ce l'hanno e dire il contrario sarebbe un'assurdita' o, quantomeno non essere consapevoli del "modello" che si sta utilizzando, ma che certi psicoterapeuti, soprattutto di vecchio stampo e/o matrice teorica e metodologica, spesso, rimangono nel loro "agire", come cristallizzati all'interno delle griglie di tali modelli e tendono, purtroppo a farci entrare talvota "a forza" il malessere del proprio paziente che se non risponde adeguatamente a questo tipo di lettura interpretativa (termine generico e non prettamente psicoanalitico), si trova spesso a venir anche penalizzato in vario modo.
    E questo era certamente molto diffuso in passato, come dici tu all'interno di certi tipi di visioni, ma e lo avevo anche gia' detto, è senz'altro presente in certe astruse teorie e metodologie attuali, che purtroppo a quei modelli, sembrerebbero, in linea di massima, rifarsi. Siamo poi tutti consapevoli che per operare efficacentemente in questo delicato settore, sia neessario un lavoro ed un percorso personale che a volte, puo' anche non essere sufficiente, e una adeguata specializzazione.
    Mi fa picere che tu riesca a comprendere il mio pensiero e ad esprimere in modo sempre chiaro il tuo.
    Gaia
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 20-02-2008 alle ore 14.46.07
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

Privacy Policy