• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 8 di 8

Discussione: Franco Basaglia

  1. #1
    Nos*
    Ospite non registrato

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
    Data registrazione
    15-11-2004
    Residenza
    nell'orbita di Anarres
    Messaggi
    3,359
    Nos
    io nella città in cui Lui inaugurò un modo umano di fare psichiatria ci vivo e lavoro, anche all'interno di strutture. Anni luce avanti rispetto ad altre realtà in cui ho vissuto ed operato.
    Per chi volesse approfondire Qui

    " E se scruti a lungo un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te" Nietzsche


    dai un'occhiata a questo sito www.altrapsicologia.it

    per usufruire del servizio contattare la scrivente per pattuire il compenso

  3. #3
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Albino (BG)
    Messaggi
    4,192
    Blog Entries
    281
    Antonio, secondo me non ha fatto bene. Ha fatto benissimo.
    Mio padre, nel 1962, andò al Manicomio di Aversa, dove stava ricoverato suo cugino. Lo andò a prendere per riportarlo a casa sua. Lo trovò nudo, in una stanza coperta di feci, denutrito e molto più "pazzo" di quando era sparito di casa dieci anni prima.
    Ho visto gente che della follia non aveva nulla, persone che avevano solo il difetto di essere bocche da sfamare di troppo, donne che volevano solamente vivere, anarchici o comunisti che davano fastidio ad un sindaco o ad un prete, raccontare di come una mattina si fossero presentati alla loro porta uno psichiatra sconosciuto, a volte il medico condotto e due carabinieri (quelli non mancavano mai e andavano sempre a due a due) per prenderli e portarli in un manicomio dal quale non sarebbero mai più usciti.
    Ho seguito per due anni persone che in manicomio c'erano finite. Alcuni schizofrenici lo erano da prima. Altri lo sono diventati lì.
    La questione forte, quella che nessuno vuole davvero affrontare è quale diritto si riconosce alle persone, in quanto tali, di vivere come possono, sanno e riescono. Qui e adesso. Quali lavori, quali strutture - anche sociali, anche di cultura e di piacere, anche di cura - fornire a chi vive in un mondo che è - o appare - assai diverso da quello nel quale viviamo noi? E dovrebbero essere i Comuni, in base alla riforma dela legge sull'assistenza sanitaria, a occuparsi di questi aspetti. Ma questi aspetti costano. Costano in termini economici e costano - probabilmente anche di più - in termini di consapevolezza. E te lo vedi un sindaco a istituire una tassa di scopo per la cura e la prevenzione dei disturbi psichici? Ce li vedi gli imprenditori a costruire ambienti di lavoro decenti e a trattare le persone da persone e non da macchine di produzione?
    Io no. Io vedo che è più facile invocare il "ritorno dei manicomi". Con tutto il dovuto "politically correct": li chiamiamo "case di cura", o "residenze per persone in difficoltà". Le parole fanno più paura della realtà, ormai. Tanto che "follia" è - oggi più di ieri - una parola impronunciabile.
    Io sono per rivendicare anche il diritto ad essere pazzi. Perché un po' pazzo, come tutti del resto - lo sono pure io.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  4. #4
    Partecipante Figo L'avatar di karen1986
    Data registrazione
    05-09-2006
    Residenza
    Prov. NA
    Messaggi
    920
    Originariamente postato da willy61
    Antonio, secondo me non ha fatto bene. Ha fatto benissimo.
    Mio padre, nel 1962, andò al Manicomio di Aversa, dove stava ricoverato suo cugino. Lo andò a prendere per riportarlo a casa sua. Lo trovò nudo, in una stanza coperta di feci, denutrito e molto più "pazzo" di quando era sparito di casa dieci anni prima.
    Ho visto gente che della follia non aveva nulla, persone che avevano solo il difetto di essere bocche da sfamare di troppo, donne che volevano solamente vivere, anarchici o comunisti che davano fastidio ad un sindaco o ad un prete, raccontare di come una mattina si fossero presentati alla loro porta uno psichiatra sconosciuto, a volte il medico condotto e due carabinieri (quelli non mancavano mai e andavano sempre a due a due) per prenderli e portarli in un manicomio dal quale non sarebbero mai più usciti.
    Ho seguito per due anni persone che in manicomio c'erano finite. Alcuni schizofrenici lo erano da prima. Altri lo sono diventati lì.
    La questione forte, quella che nessuno vuole davvero affrontare è quale diritto si riconosce alle persone, in quanto tali, di vivere come possono, sanno e riescono. Qui e adesso. Quali lavori, quali strutture - anche sociali, anche di cultura e di piacere, anche di cura - fornire a chi vive in un mondo che è - o appare - assai diverso da quello nel quale viviamo noi? E dovrebbero essere i Comuni, in base alla riforma dela legge sull'assistenza sanitaria, a occuparsi di questi aspetti. Ma questi aspetti costano. Costano in termini economici e costano - probabilmente anche di più - in termini di consapevolezza. E te lo vedi un sindaco a istituire una tassa di scopo per la cura e la prevenzione dei disturbi psichici? Ce li vedi gli imprenditori a costruire ambienti di lavoro decenti e a trattare le persone da persone e non da macchine di produzione?
    Io no. Io vedo che è più facile invocare il "ritorno dei manicomi". Con tutto il dovuto "politically correct": li chiamiamo "case di cura", o "residenze per persone in difficoltà". Le parole fanno più paura della realtà, ormai. Tanto che "follia" è - oggi più di ieri - una parola impronunciabile.
    Io sono per rivendicare anche il diritto ad essere pazzi. Perché un po' pazzo, come tutti del resto - lo sono pure io.

    Buona vita

    Guglielmo
    Ti quoto in pieno...
    Certo che è difficile per una famiglia, sopratutto se non in buone condizioni economiche e una cultura medio alta, accollarsi le spese e i problemi che i loro cari "folli" inevitabilmente portano.
    Io credo che non potrei mai permettere ad una persona a me cara di vivere in un manicomio o "casa di cura" ma... insomma... trovarsi nei panni di chi compie queste scelte non deve essere facile!
    ( @ @ )
    ....o00o.(_).o00o...
    !!!ciao!!!

    (¯`·._.• Il mio blog •._.·´¯)


  5. #5
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Albino (BG)
    Messaggi
    4,192
    Blog Entries
    281
    Io credo che non potrei mai permettere ad una persona a me cara di vivere in un manicomio o "casa di cura" ma... insomma... trovarsi nei panni di chi compie queste scelte non deve essere facile!
    E qui c'è tutto lo spazio che dovrebbe essere occupato dalla "politica". Solo che, adesso, la politica non è la "cura della città". E' le polemiche sulla "casta", la separazione tra finanza e impresa, è l'amministrazione pura e semplice dell'esistente.
    Ma anche in questo terreno (come su quello delle case, della cura dell'infanzia, dell'ambiente di lavoro, dei trasporti...) che si giocano le modalità di essere "cittadini" e non "utenti" o "conusmatori".
    E sarebbe anche compito nostro cercare di pensare a qual'è o quale può essere il ruolo "politico" degli psicologi, dove per politico non intendo "a quale carrozzone ci attacchiamo", ma come vogliamo che sia la città nella quale viviamo. La politica come cura della polis, incluse le relazioni.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  6. #6
    Nos*
    Ospite non registrato

    Incredibile

    Secondo te Guglielmo esistono altri Basaglia attualmente?Dalla promulgazione della legge ad ora, nei Manicomi, le cose sono davvero migliorate?Di quanto?Dalla sua morte esiste ancora un modo umano di fare Psichiatria?In pratica, si sta continuando sulla sua linea, oppure si cerca di riaprire le case di cura..e seppellire il suo operato ?Secondo te..la psichiatria è davvero un'industria di morte?Ci sono prove che lo attesterebbero?
    Ultima modifica di Nos* : 19-10-2007 alle ore 19.26.39

  7. #7
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    11-10-2002
    Messaggi
    130
    Si esistono ancora servizi che credono nella nuova politica di fare psichiatria..Molto è cambiato dal 1978 (legge 180)! E' cambiato anche la follia. Non esistono più vecchie forme di catatonia, ci sono patologie nuove come i borderline difficili da curare. Era facile essere ricoverati un tempo (non tanto lontano per la verità) . io ho lavorato nel manicomio ed ho visto le persone rifiorire con la legge 180. SI E' STATA GIUSTISSIMA. Poi si sa ci vogliono i mezzi per seguire questo sistema fatto di visite domiciliari, comunità, centri diurni,assistenza sociale, sussidi....) Comunque dignità, libertà, alto rispetto per questo tipo di sofferenza che il rapporto umano riesce a sollevare. Gabry
    Ultima modifica di Gabry : 20-10-2007 alle ore 08.43.18

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di PsykoSamu
    Data registrazione
    30-11-2005
    Residenza
    Piemonte
    Messaggi
    1,011
    Blog Entries
    3
    Consiglio un libro in merito al dibattito:

    "L'istituzione negata_Rapporto di un ospedale psichiatrico"
    A cura di Franco Basaglia
    "Voi non avrete mai altri diritti, all'infuori di quelli che avrete saputo conquistarvi"
    Anna Maria Mozzoni, 1892

Privacy Policy