• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 21
  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di Bansheee
    Data registrazione
    24-07-2005
    Residenza
    Quartu S.Elena (CA)
    Messaggi
    466

    Autismo...quali trattamenti

    Salve a tutti... mi sono laureata a marzo (laurea quinq indirizzo sviluppo) e sto facendo tirocinio in una struttura ad indirizzo psicoanalitico... Una mia collega fa il tiroc con i bambini autistici in una struttura ospedaliera della mia città dove si utilizza un approccio esclusivamente cognitivo-comportamentale... Mi è capitato più volte di parlare con persone che seguono questo approccio e ho avuto la netta sensazione che lo considerassero l'unico veramente efficace per il trattamento dell'autismo o comunque dei disturbi pervasivi dello sviluppo, tant'è che credevo fosse l'unico o perlomeno il più usato. Da poco una delle mie docenti mi ha parlato invece di autismo in termini completamente diversi. Lei è una psicoanalista e ha lavorato spesso con bambini autistici. Mi ha parlato in particolare di una sua paziente, in una maniera in cui, essendo stata sempre e solo a contatto con ideologie di tipo cognitivo-comportamentale (anche per via dell'approccio seguito dalla mia docente di tesi) non avevo mai sentito parlare...ovvero ha parlato di relazione, mentre fino ad ora ho sempre visto trattare i bambini autistici come piccole macchine, partendo dal presupposto che si comportano e ragionano come tali (il bambino autistico è considerato un piccolo "comportamentista"). Ora mi chiedo, è ragionevole puntare sulla relazione col bambino autistico o è un'idealizzazione? Mi piacerebbe capire meglio come si tratta con un bb autistico secondo la psicoanalisi e ovviamente le opinioni di chi ne sa più di me... Vi ringrazio per l'attenzione e attendo numerose le vostre risposte e interventi.

    Bansheee
    Volava alto la figlia del vento con nastri rosa sui capelli..volava alto, oltre le stanze, oltre i respiri..sospiri, affannosi nel buio..buio di notte, buio di giorno..luce tremenda..spalanca le ali angelo dai lunghi capelli e vola, vola alto ancora una volta..

    http://lafatadelmale2007.spaces.live.com/

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
    Data registrazione
    19-11-2004
    Residenza
    modena
    Messaggi
    1,268
    io ne so poco, ma so che ad esempio a torino all'istituto adler utilizzano tanto le tecniche della psicomotricità con l'autismo con ottimi risultati...
    prova a informarti su questo anche

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di poldina82
    Data registrazione
    26-01-2007
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    135
    Ciao, ho fatto tirocinio e lavoro tutt'ora in una struttura dove si seguono i bambini autistici con il metodo cognitivo-comportamentale, in particolare il TEACCH. utilizzare questo metodo non vuol dire affatto non considerare la relazione, anzi! forse è un odo diverso di intendere la relazione rispetto alla psicanalisi. per quanto ne so io la psicanalisi ritiene che l'origine dell'autismo sia dovuta ad un cattivo rapporto del bambino con la madre ed agisce di conseguenza (facendo non pochi danni secondo la mia esperienza!). se vuoi saperne di più sul teacch o altro fammi sapere, sono a tua disposizione!
    Polda82

  4. #4
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Albino (BG)
    Messaggi
    4,192
    Blog Entries
    281
    per quanto ne so io la psicanalisi ritiene che l'origine dell'autismo sia dovuta ad un cattivo rapporto del bambino con la madre ed agisce di conseguenza (facendo non pochi danni secondo la mia esperienza!).
    Non esattamente. Nella visione che mi sembra più interessante si ipotizza che una serie di traumi vissuti dalla madre modifichino l'espressione genica nel feto in fasi cruciali dello sviluppo, portando alla nascita di un bambino con difficoltà nella regolazione e nella comunicazione. Questo rende più difficile la costruzione di una relazione con la madre, e peggiora la situazione.
    Benché gli approcci cognitivo-comportamentali siano certamente tra i più noti ed utilizzati, ti segnalo però che anche metodi di ispirazione psicoanalitica sono in grado di ottenere ottimi risultati.
    Ad esempio il metodo "Floor-Time", ideato da Greenspan (vedi, ad es.: "Bambini con bisogni speciali" Volume 1 e Volume secondo .

    Se leggi l'inglese: Floortime Foundation

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  5. #5
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    1,975
    Sto leggendo questo saggio, una lettura dell'autismo in chiave strettamente psicoanalitica (con riferimenti alle attività di istituzioni nate in Francia 30 e più anni fa), te lo consiglio:

    http://www.libreriauniversitaria.it/.../9788834014981

    A presto,
    ikaro

    P.S. Ovviamente in questo saggio non troverai nulla di simile a quel che dice Poldina
    Ultima modifica di ikaro78 : 15-10-2007 alle ore 22.48.59

  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di poldina82
    Data registrazione
    26-01-2007
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    135
    Originariamente postato da willy61
    Non esattamente. Nella visione che mi sembra più interessante si ipotizza che una serie di traumi vissuti dalla madre modifichino l'espressione genica nel feto in fasi cruciali dello sviluppo, portando alla nascita di un bambino con difficoltà nella regolazione e nella comunicazione. Questo rende più difficile la costruzione di una relazione con la madre, e peggiora la situazione.

    Guglielmo

    Ho scritto quelle cose sulla psicoanalisi perchè, oltre ad essere ciò che ho studiato all'università, seguo una bambina che prima di arrivare nel centro dove lavoro ha fatto un trattamento di tipo psicoanalitico; la madre quando è arrivata da noi era disperata in quanto la dottoressa che la seguiva l'ha a dir poco colpevolizzata per l'autismo della figlia dicendole che era colpa sua perchè non si era occupata abbastanza della bambina (e non è l'unica storia di questo genere che ho sentito!) se poi sbaglio e la teoria non è questa sarò felice di ricredermi e di approfondire il discorso!

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di Bansheee
    Data registrazione
    24-07-2005
    Residenza
    Quartu S.Elena (CA)
    Messaggi
    466
    Grazie ragazzi..mi siete stati di grande aiuto :-) ovviamente sono graditi altri interventi e magari esperienze personali..

    Grazie ancora..

    Bansheee
    Volava alto la figlia del vento con nastri rosa sui capelli..volava alto, oltre le stanze, oltre i respiri..sospiri, affannosi nel buio..buio di notte, buio di giorno..luce tremenda..spalanca le ali angelo dai lunghi capelli e vola, vola alto ancora una volta..

    http://lafatadelmale2007.spaces.live.com/

  8. #8
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Albino (BG)
    Messaggi
    4,192
    Blog Entries
    281
    Ciao Poldina

    La questione è abbastanza complicata, secondo me. Quel che hai a disposizione, in effetti, è il resoconto della madre. Cioè quel che lei ha capito di quanto la psicoanalista le ha detto.
    Nota bene: non ho alcuna intenzione di difendere "a priori" la terapeuta che ha seguito quella madre ma so abbastanza bene quanto sia - a volte - facile trasformare un'affermazione che riguarda l'inconscio ed il simbolico in una che riguarda il cosciente e il comportamento. Ma qui avrei bisogno di Ikaro e Gieko.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  9. #9
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    18-12-2006
    Messaggi
    126
    Originariamente postato da poldina82
    Ho scritto quelle cose sulla psicoanalisi perchè, oltre ad essere ciò che ho studiato all'università, seguo una bambina che prima di arrivare nel centro dove lavoro ha fatto un trattamento di tipo psicoanalitico; la madre quando è arrivata da noi era disperata in quanto la dottoressa che la seguiva l'ha a dir poco colpevolizzata per l'autismo della figlia dicendole che era colpa sua perchè non si era occupata abbastanza della bambina (e non è l'unica storia di questo genere che ho sentito!) se poi sbaglio e la teoria non è questa sarò felice di ricredermi e di approfondire il discorso!


    Per patologie come l'autismo (e molte altre) le ipotesi eziologiche + accreditate (non solo in ambito psicoanalitico) fanno riferimento al cosiddetto modello "diatesi-stress". Esso prevede la presenza di una vulnerabilità di origine genetico-biologica, la quale però da sola non è sufficente a spiegare la malattia, è infatti necessario che essa si incontri con particolari contingenze ambientali che fanno sì che la vulnerabilità si traduca in malattia. Sulle contingenze ambientali poi ogni autore fa le proprie ipotesi, ma ti posso assicurare che in nessuno di orientamento psicoanalitico troverai l'idea che l'autismo sia semplicemente "colpa della madre", sarebbe un pò semplicistico.
    Comunque non escludo che qualche professionista, forse non molto professionista, abbia interpretato la teoria in un modo così banale

  10. #10
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312
    Caro willy, visto che ci chiami in causa, dico la mia su quanto hai affermato, premettendo che di autismo non so praticamente nulla. Mi sembra però un buono spunto la cosa che dici:

    "so abbastanza bene quanto sia - a volte - facile trasformare un'affermazione che riguarda l'inconscio ed il simbolico in una che riguarda il cosciente e il comportamento"

    Non sono d'accordo con questa affermazione che mi sembra avere due implicazioni. In primo luogo porta a concepire il paziente come eternamente impegnato nella resistenza e nella distorsione degli "utili" insight che l'analista gli pone. Non credo che questo sia vero: quando le interpretazioni sono "corrette" (es. date nel tempo e nel modo giusto per quel paziente in quel momento) le difese si allentano e si ha un momento di apertura (che poi questa implichi anche una nuova chiusura è ovvio, ma avviene a livello diverso). Concettualizzare la resistenza in questo modo mi rimanda ad una concezione di "lavoro contro" l'analisi, l'analista e sè stessi che non credo esaustiva nè generalizzabile.
    Il secondo punto è che la tua affermazione mi fa pensare che l'analista parta da una posizione di "sapere superiore" per cui impone le proprie interpretazioni (magari in base a schemi teorici...). Non dico che l'analista non debba avere in testa ipotesi e chiavi di lettura, ci mancherebbe, ma se la persona dell'esempio non ha colto la lettura che le è stata data è, a mio modesto parere, perchè le è stata imposta una cosa che è errata e/o calata dall'alto senza che il paziente abbia i mezzi per potersela "prendere". Come dice Ferro "la mente dell'analista è come una cucina dove si fanno esperimenti e cibi non cotti, ma al cliente va servito solo un piatto preparato e che sia mangiabile".
    Evidentemente questa madre si è sentita colpevolizzata, quindi qualcosa non ha funzionato e l'analista non è riuscito a gestirlo: altrochè trasformare il simbolico in comportamento, altrochè resistenza. Secondo me, questa madre ha capito benissimo che le si stava dando addosso e ha fatto giustamente quello che faremmo tutti: se n'è andata.

    Per vegeta: ribadisco la mia ignoranza in materia di autismo, ma ho sempre avuto l'impressione che, all'interno almeno di una certa corrente - vedi relazioni d'oggetto - soprattutto le patologie precoci e gravi siano, seppure con spiegazioni complesse, riconducibili alla figura materna. "Madre freezer, madre anaffettiva, madre schizofrenogena, madre invischiante, madre edipica" etc., sono termini che possono proprio far pensare che comunque una "colpa" materna cui riparare ci sia... Facile a questo punto che si finisca per far sentire una madre in "colpa", magari colludendo o creando "bastioni" in cui l'analista e la sua storia soggettiva ci sono dentro in toto.

    Un saluto
    gieko

  11. #11
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    18-12-2006
    Messaggi
    126
    Per Gieko : mi sa che non ci siamo capiti !
    Non ho detto che qualche "colpa" materna non c'è......ho semplicemente sottilineato come questa da sola non sia sufficente a produrre una malattia che è sempre il prodotto dell'incontro tra un certo temperamento e particolari contingenze ambientali
    Non sono un esperto di autismo neanche io ma in letteratura per questo disturbo (così come per la schizofrenia o il dist schizoide/schizotipico della personalità ) si osserva spesso la presenza di un tratto del temperamento noto come : "ipersensibilità nei confronti delle stimolazioni"(ossia una soglia troppo bassa per l'eccesso di stimoli) che faciliterebbe la scelta di una difesa estrema come il "ritiro in fantasia" per far fronte a contingenze ambientali sfavorevoli (o come dici tu a una madre anafettiva o schizofrenogenica ).

    In un sogg con un temperamento estroverso forse l'incontro con una madre anaffettiva avrebbe prodotto un dist borderline o qualcosa'altro

    In questo senso volevo dire che la spiegazione "è colpa della madre" è piuttosto semplicistica
    Spero di essermi fatto capire!

  12. #12
    Partecipante Assiduo L'avatar di poldina82
    Data registrazione
    26-01-2007
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    135
    Originariamente postato da gieko
    [
    ma ho sempre avuto l'impressione che, all'interno almeno di una certa corrente - vedi relazioni d'oggetto - soprattutto le patologie precoci e gravi siano, seppure con spiegazioni complesse, riconducibili alla figura materna. "Madre freezer, madre anaffettiva, madre schizofrenogena, madre invischiante, madre edipica" etc., sono termini che possono proprio far pensare che comunque una "colpa" materna cui riparare ci sia... Facile a questo punto che si finisca per far sentire una madre in "colpa", magari colludendo o creando "bastioni" in cui l'analista e la sua storia soggettiva ci sono dentro in toto.

    Un saluto [/B]
    Era a questo che mi riferivo!

    Un saluto a tutti

  13. #13
    Partecipante Esperto L'avatar di LePleiadi
    Data registrazione
    21-11-2006
    Messaggi
    324
    Originariamente postato da willy61
    Non esattamente. Nella visione che mi sembra più interessante si ipotizza che una serie di traumi vissuti dalla madre modifichino l'espressione genica nel feto in fasi cruciali dello sviluppo, portando alla nascita di un bambino con difficoltà nella regolazione e nella comunicazione. Questo rende più difficile la costruzione di una relazione con la madre, e peggiora la situazione.
    Benché gli approcci cognitivo-comportamentali siano certamente tra i più noti ed utilizzati, ti segnalo però che anche metodi di ispirazione psicoanalitica sono in grado di ottenere ottimi risultati.
    Ad esempio il metodo "Floor-Time", ideato da Greenspan (vedi, ad es.: "Bambini con bisogni speciali" Volume 1 e Volume secondo .

    Se leggi l'inglese: Floortime Foundation

    Buona vita

    Guglielmo

    Mi pare un esagerato.
    E poi i bambini autistici costruiscono una relazione buona con il caregiver, anche se ovviamente il tipo d'interazione è differente rispetto ai bimbi normali.
    E lo dico perchè con l'autismo ci lavoro.

  14. #14
    Partecipante Esperto L'avatar di LePleiadi
    Data registrazione
    21-11-2006
    Messaggi
    324
    E aggiungo tutte le mamme e papà dei miei bimbi autistici sono splendide, le stimo per tutto quello che fanno.

  15. #15
    Partecipante L'avatar di **kioko**
    Data registrazione
    23-02-2005
    Messaggi
    43
    Quali sarebbero le prove scientifiche a favore dell'ipotesi per cui "una serie di traumi vissuti dalla madre modificano l'espressione genica nel feto in fasi cruciali dello sviluppo, portando alla nascita di un bambino con difficoltà nella regolazione e nella comunicazione" ?!

    Nel 1969 durante la prima assemblea della National Society for Autistic Children (oggi Autism Society of America)
    Leo Kanner ha pubblicamente "assolto"i genitori dall'essere causa, a qualsiasi livello, dello sviluppo della sindrome autistica nei loro figli.

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo

Privacy Policy