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  1. #1
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato

    [Racconto lungo] Risen.

    Facoltà di Economia
    Ore 7:00

    E’ una splendida giornata assolata, il sole splende caldo e forte perforando la cappa di nubi bianche che coprono un po’ il cielo.
    La Volante arriva velocemente, dalla vettura blu e bianca esce un poliziotto alto, sulla trentina, 1.80 con i capelli biondi a spazzola e il pizzetto.
    Ha ancora in mano il suo bicchierino di caffé bollente che trangugia in un momento: la giornata è iniziata con un cadavere ritrovato in uno dei bagni.
    Uno dei bidelli, l’uomo che ha trovato il corpo è circondato da colleghi, mentre parla animatamente. E’ sulla 40° vestito con una camicia a mezze maniche, corporatura robusta, calvo sul metro e sessanta. E’ molto scioccato, versa in uno stato d’evidente agitazione. Il poliziotto intanto s’incammina e dopo le presentazioni di rito, i due parlottano su cosa è accaduto.


    …nella sala dei laboratori d’informatica tutto è rimasto fermo e l’accesso è stato vietato, con tutto il personale che a mano a mano che arrivava veniva bloccato. Una sola figura, un ragazzo alto, evidentemente uno studente vestito con giacchetta e pantaloni di jeans, una maglietta aderente nera, scarpe di tela scurissime.
    - Davvero un bel modo di iniziare la giornata eh?- il suo tono è sarcastico, mentre guarda verso il piano di sopra.
    - Il modo migliore per passare inosservati, per non dare nell’occhio… per non lasciare traccia alcuna…- ancora più sarcastico.
    La figura si avvicina alla porta aperta e guarda il corpo.
    - Ma neanche bello sistemato…no…tutto sporco di sangue, col collo giustamente girato all’Esorcista e quella scopa nel petto era davvero necessaria eh si…- dice questo, mentre si scrocca le nocche. E’ arrabbiato.
    - Ora posso capire che si muore una volta sola e come viene viene, ma… si poteva fare di meglio no?… un po’ più di classe, uhm? – lo guarda con un’espressione indecifrabile, mentre il tono si fa via via più accomodante, quasi ilare.
    - E adesso come lo spiego questo massacro? Chi accidenti mi ascolterà? E anche volendo, che accidenti potrei raccontare?
    La frittata e fatta e non si torna indietro da questo… non si torna indietro mai…non si torna proprio più…anche se ora sono qui… e non ha senso scappare perché non potrei…perché sono finito…perché ora arriveranno e vorranno sapere la verità.
    Non so davvero come affrontarli ora…non so come affrontare IO questa situazione...- inspira profondamente e facendo pochi passi gira l’angolo, stando attento istintivamente a non mettere i piedi sulla pozza di sangue, verso la porta dell’aula laboratorio. La porta è aperta e si siede pigramente attendendo l’inevitabile.


    Il poliziotto assieme al bidello entra per l’ingresso dell’aula magna vecchia, girano a destra con il bidello che fa strada e scendono le scale, la prima rampa, il giro, e la seconda rampa. Scendono e si trovano tra la biblioteca e una delle aule d’informatica, procedendo a destra dell’aula s’incamminano verso un'altra sala biblioteca, nel corridoio dove c’è un'altra aula laboratorio aperta, e poco oltre sulla sinistra il bagno.
    - Il…picciotto è li…-biascica , seguito dopo poco da un altro agente più anziano e dai colleghi del bidello.
    Il poliziotto entra nel bagno e vede il cadavere... intanto il ragazzo esce dall’aula e si muove silenziosamente alle spalle degli altri.
    - Coraggio, mi ci devo abituare… e poi non ha senso evitarlo…- pensa tra sé, quando sorpassa i bidelli e si trova alle spalle del poliziotto.
    - Qualcuno conosce la vittima?- chiede.
    - Angelo Bentivoglio… studente d’economia, nessun amico particolare, nessun nemico…tranne il suo assassino ovviamente- cantilena il ragazzo dondolandosi sui piedi…
    Il poliziotto si scosta, mentre i bidelli si affacciano: vedono un ragazzo alto, con maglietta e pantaloni di jeans e una maglietta nera attillata...il viso contorto dallo spavento, il collo spezzato, un pezzo di manico di scopa piantato all’altezza del cuore… per terra si trova il portafogli e affiora la sua carta d’identità in mezzo alla pozza di sangue, dove risulta chiamarsi Angelo Bentivoglio. …la figura si massaggia all’altezza del petto e poi la gola… il corpo aveva un piede dentro il water, e un abbraccio incastrato tra il lavandino e il rubinetto, come appeso mentre il sangue colava dalla ferita del petto.
    - Spero proprio che lei trovi chi mi ha ridotto cosi…perché devo sapere…come…perché…non avrò pace finché non saprò tutto…- pensa la figura, mentre uno dei bidelli lo trapassa attraversandolo, un’espressione di dolore, di fastidio, mentre la figura del ragazzo diventa trasparente.
    -…Fa male…- sussurra gemendo.


    Il fantasma si passa le mani sopra il volto, entrando nel bagno…ora lo sente in modo diverso…è il SUO bagno…il suo sangue, la sua carne…anche la sua anima ora è la dentro…l’agitazione, la paura, la morte... tutte cose che lo legano a quel posto, che lo fanno sentire “ a Casa”.
    - Non posso certo dire “perché proprio a me?!” …sono solo al mondo.- mormora tra se e se…si guarda allo specchio.
    Il suo volto è scarno, magro come un chiodo, pelle e ossa, capelli cortissimi corvini.
    - A pensarci bene sembravo un morto pure prima…- si volta di nuovo.
    Il poliziotto col pizzetto stende il verbale delle testimonianze, mentre quello più anziano chiama gli esperti per le analisi: un delitto è stato compiuto e il loro compito e scoprire chi, come e perché. Le stesse domande di Angelo.
    - Tra un paio d’ore dovremmo avere finito tutto…prima di allora nessuno deve avvicinarsi al bagno- sentenzia il poliziotto anziano.
    - Le lezioni qui iniziano alle 10…non ci sarà nessuno qui prima, abbiamo chiuso l’entrata dall’altro lato. Povero ragazzo…- dice un secondo bidello.
    - Se solo ricordassi com’è successo…che ci facevo qui? A che ora è successo? Perché non ricordo niente di tutto questo?- pensa Angelo.

    Passano un paio d’ore, la scientifica ha esaminato la scena del delitto e caricano via il cadavere per l’autopsia.
    Angelo è davanti a loro mentre una fitta di rimpianto e nostalgia lo assale. Adesso…deve dire addio al suo stesso corpo.
    Non lo rivedrà più probabilmente e poi…che cosa se ne potrebbe fare oramai?
    -19 anni …19 anni del mio io, del mio essere…e ora è tutto finito…mi sento ancora più solo adesso…- sussurra in un angolino del bagno, seduto sopra il water. Piange.
    Sente da lontano un vociare, la notizia si è sparsa e le lezioni sono iniziate.
    - Che cosa faccio adesso? Non ricordo più niente…ho un vuoto dentro…dentro il cuore, dentro la testa. Non ricordo manco che dovevo fare…non ricordo più nessuno.- pensa.
    - Non resta che aspettare che tutto finisca ancora… dopo la morte tutto sparisce no? – sente dentro la sua testa.
    Angelo si tasta la testa, si sente impazzire. Si alza, passeggia su e giù e sente ondate d’orrore e follia generarsi nella sua mente.
    - Sei morto… morto…morto…finito, distrutto e non saprai mai perché, sei cibo per vermi e pure il tuo corpo se n’è andato. Sei rimasto solo per vedere come il mondo va avanti senza dite.- insiste la voce dentro la sua testa.
    - Io… io non voglio sparire…non ho finito…va al diavolo brutto bastardo!- urla dando un pugno allo specchio.
    Come da aspettarsi, nonostante la violenza non succede niente. Nessun rumore, nessun dolore, nessuno spostamento d’aria.
    Non è mai successo nulla che nessuno possa percepire… o quasi. Dove prima lo specchio era appannato, la figura delle nocche è ora in rilievo sullo specchio. Angelo lo nota, è la sua ancora di salvezza e non la molla.
    - Allora qualcosa posso fare…posso ancora interagire…devo solo capire il modo…-ansima per la tensione della scoperta.


    Un paio di studenti parlottano tra loro di quello che si è scoperto dall’omicidio. Un ragazzo e una ragazza dell’ultimo anno.
    - Capisci? Tza Tza gli ha scricchiato il collo e gli ha appizzato la scopa in petto…marooo- dice il ragazzone alto grande e grosso facendo gesti con le mani e scuotendo la testa.
    - Ahiaaa!…ma è mai possibile che dobbiamo stare qui con un morto ammazzato?- dice lei tutta col viso tirato e schifato.
    - No, no, lo hanno portato via. Hanno ripulito il tutto. Sostengono che è stato ammazzato a mezzanotte grossomodo.
    Ora mi domando, ma che accidenti ci fai qui in un bagno a mezzanotte?! Si vede che avevi da fare cose poco normali!-
    - Non è detto, scusa, magari lo hanno portato qui, e poi…-
    - See! E secondo te portano uno dentro l’università chiusa e richiusa, dopo i controlli solo per lasciare un morto ammazzato cosi? Ma come ragioni?!- sbotta impaziente.
    - Ohh ma che ne so…t’immagini che ora spunta il fantasma di questo. Maroo che pauraaa- fa la scena di abbracciarlo tutta impaurita, mentre quello la guarda.
    -Mah!- mentre si lascia abbracciare.
    - E’ bello essere popolari…veramente, da tante soddisfazioni.- dice Angelo appoggiato al muro, con lo sguardo basso.
    -Ma tu sapevi chi era? Indovina!- fa il ragazzo.
    -No, chi era? Non mi dire che lo conoscevamo!
    -Angelo…Bentivoglio, la matricola…quello che pensavamo fosse raccomandato a sentirlo? Mischino… - sussurra il ragazzo.
    - Ma dai…se ne stava sempre da solo in disparte…asociale al massimo. Non postava manco sparato nel forum, eppure a casa aveva internet, anche se diceva che lui “ aveva ben altro da fare”. Marò quante arie…però mi fa pena dai, non meritava mica di finire cosi…-
    - Pare pure che vivesse solo, nessun parente niente di niente. Il pomeriggio lavorava in un Call center tutti i giorni. Quello lavorava e ci credo che studiasse cosi: da solo come se li permetteva gli studi senza borsa di studio? Non c’è la faceva manco ammazzato…appunto!- ridacchia per la sua battuta.
    - Ma quanto sei spiritoso…però…quello che dite è vero…inizio a ricordare... poco a poco.- sussurra l'entità.


    12 ore prima.
    Call Phone Magnus Opus
    Postazione di Angelo Bentivoglio.

    - Sì signora, grazie alla nuova offerta lo scatto alla risposta è tranquillamente ignorato, ci può scommettere. Si, il collegamento internet e il modem apposito saranno spediti mezzo pacco postale assieme al libretto d’istruzioni. Riceverà una mail con i nostri ringraziamenti per aver scelto la linea Magnus Opus! Magnus Opus, noi promettiamo l’integrazione perfetta tra utente e macchina.
    I portatori di handicap non hanno nulla da temere con noi. Le ricordo di attivare quanto prima
    la Magnus Opus Card per poter parlare gratuitamente per due ore al mese con un numero di sua scelta. Per tutti i nuovi abbonati e il costo d’attivazione sono scontati del 50%. Sono lieto di esserle stato d’aiuto, grazie e buona serata!- dice Angelo con voce suadente con la cuffia-microfono di dotazione.
    Sono le ore 21.00 il suo turno scade adesso.
    - E ora a casina bella…di corsa che ho una fame nera e devo cucinare-, pensa tra sé e sé.
    - Ehi Angelo…visto che stai uscendo puoi passare questi fogli nella segreteria? – dice un suo collega.
    - D’accordo, con questo ho chiuso, però ci ritroviamo domani- sbuffa.
    Angelo s’incammina in una stanza laterale con una carpetta fucsia in mano. Porta una divisa rosso tenue con un cappellino a forma di barchetta. La multinazionale Magnus Opus pretende un’uniforme diversa e standardizzata per ogni suo settore: telefonia, falegnameria, avvocati, commercialisti…per tutto.
    Angelo si trova davanti alla porta e bussa tre volte, segnale convenuto per ragioni di sicurezza. Bussare un numero di volte diverso indica pericolo, e inviterebbe pertanto la segreteria ad avviare immediatamente un allarme alla stazione di Polizia.
    -Avanti - si sente dietro la porta, una voce femminile.
    - Con permesso, dovrei consegnarle questa carpetta contenente i fascicoli degli abbonamenti dello scorso mese.- risponde Angelo freddo e distaccato.
    - Bene…Signor Bentivoglio, perché non si siede un attimo? Non le andrebbe di farmi compagnia?- l’invito proveniva dalla segretaria personale del direttore, una donna dal sorriso smagliante, in tallire rosso tenue, occhi verdi, fisico asciutto e atletico con una coda di cavallo anch’essa rossa, naturale.
    - Il mio turno è finito, non sono pagato per attardarmi negli uffici oltre il mio orario d’ufficio- risponde freddo Angelo, non degnando di uno sguardo la donna.
    - Angelo…Angelo, Angelo, Angelo… sei ancora seccato con me vedo…suvvia, era uno scherzo innocente no?- risponde lei provocante e maliziosa sussurrandogli a tre centimetri dall’orecchio, facendo strusciare in un largo movimento di capo, la sua coda rossa sul viso d’Angelo.
    - Mettere una puntina da disegno sulla sedia è uno scherzo. Non denunciarmi per molestie sessuali e Mobbing. Sappiamo entrambi che nel caso mi licenziassi faresti scattare la denuncia assieme ai tuoi dannati presunti “testimoni”, come mi hai cosi gentilmente avvisato la scorsa volta.
    E francamente…preferisco lavorare qui ben pagato che stare in prigione. Ma questo non cambierà mai e poi mai, che sei una strega, maledetta viscida e perfida.- guardandola negli occhi.
    Lei sorrise. – Il dolce piacere di avere un uomo in pugno, anche se nel tuo caso un patetico ragazzino mi allieta, povero stupido. Io posso farlo capisci? La differenza tra chi ha potere e chi no…sta in chi può usarlo e chi no. Nient’altro.- gli risponde facendo scuotere ancora i suoi capelli sul viso di Angelo.
    Era il turno di Angelo sorridere.
    - La differenza tra chi deve vendere il proprio corpo per vivere e chi per avere un lusso, l’ho proprio qui davanti. E preferisco di gran lunga la prima, se costretto a scegliere.- sorridendo dolcemente.
    - Questa è la tua debolezza e la tua imbecillità. Io posso avere molto di più. Sei solo un castrato senza spina dorsale ne attributi- sciorinando insulti dopo insulti.
    Angelo si gira dandole le spalle – E’ divertente per me pensare a quante cose puoi fare e smuovere…senza ottenere questo piccolo stupido…vero?- richiudendo la porta alle sue spalle senza aspettare alcuna risposta.

    Facoltà di Ingegneria

    Ore 9:00

    -Comincio ora… a ricordare qualcosa… ma non come sono morto, è ancora tutto cosi confuso- pensa Angelo.
    - Non scoprirai mai la verità…sarai attanagliato sempre da paure e incubi, ricordi perduti che riaffioreranno in modo confuso…sei destinato alla fine, è tutto inutile…- sente ancora dentro la sua testa la voce oscura e gracchiante che lo tormenta.
    - Ma perché …questo tormento…- scuote il capo in preda a sofferenza.
    - E’ la tua Ombra che senti mio giovane amico: sei sempre e soltanto tu.
    Ora che sei nell’evidenza dell’eternità, la coscienza è libera e tanto lo Spirito che il male interiore è libero di manifestarsi.
    La prima entra in noi e ci vivifica, la seconda invece proviene da noi e ci distrugge. – un uomo di media statura vestito con un completo simile ad un Armani tutto bianco, con occhi azzurri e lunghissimi capelli biondi aveva parlato.
    Era davanti ad Angelo che rimase come impietrito ad ascoltarlo mentre il vociare nella sua testa si faceva sempre più confuso, più distante.
    - Ma tu chi sei? Che…?- cerca di riprendersi.
    - Chiamami A. Per ora sarà sufficiente. Sarò il tuo punto di riferimento qualora avrai bisogno di risposte, per almeno 40 giorni.
    Tale è la Legge: passato questo termine ti sarai potuto "depurare" dalla tua vecchia vita e potrai andare oltre... o meno.
    Sarà una tua scelta.- prosegue cortese la figura vestita di bianco.
    - A…? Ascoltami… mi puoi dire che mi è successo? Perché mi sento cosi…che purificazione è necessaria?- dice ancora più confuso mentre tutta la sua attenzione è rivolta alla figura.
    - Sii paziente e tutto ti sarà chiaro.
    La prima cosa che avrai notato è la più ovvia ma anche la più complessa: sei morto.
    Questa non è la fine: è un inizio, un passaggio.
    Cosi come tu ti senti, cosi ti vedi ora.
    E’ l'immagine di te che è sopravvissuta alla morte.
    La purificazione è dovuta al tuo stato confusionale, quanto mai comprensibile visto la tua morte violenta.
    Hai perduto i sensi, ti sei estraniato da tutto e tutti per un certo lasso di tempo. Ma ti sei ripreso.
    Tra 40 giorni avrai del tutto ripreso contatto con la tua Essenza e in tal modo potrai decidere il tuo futuro in piena coscienza.
    Sei ancora stordito vero?- dice con tono comprensivo.
    Angelo si guarda attorno per un attimo e vede il ritmo incalzante della vita: i ragazzi che passeggiano la vita che prosegue come prima senza di lui e la cosa gli da un profondo senso di tristezza: non era poi cosi fondamentale per il mondo…si stupisce di aver pensato prima cosi tanto, a livello inconscio, a questi particolari. I suoni, gli odori, gli sembrano tutti come risvegliati anche se distanti.
    - Ascoltami…”A” , a cosa ti riferivi riguardo…la mia Ombra? Perché non ricordo niente? Questa Essenza di cui parli di che si tratta? Ma soprattutto, puoi aiutarmi a scoprire chi è stato il mio assassino??- piazzandosi davanti a lui.
    - Andando con ordine: la tua Ombra non è altro che l’insieme, il costrutto della tua parte oscura, il tuo male di vivere, le tue paure e i tuoi odi.
    E’ una parte di te scissa e rimossa dal tuo io cosciente.
    Stai iniziando una lotta con te stesso.
    La tua Ombra, ha cosi tolto a te i ricordi che non ti senti in grado di affrontare…per ora.
    L’Essenza di cui ti parlo è il modo in cui lo Spirito della Vita prende forma in te , per come glielo permetti.
    E’ la nostra sorgente di Esistenza, pura e incontaminata mentre l’Ombra è la nostra interferenza, il nostro Non Essere.
    Noi chiamiamo Eidolon il nostro Io purificato, il mezzo con cui comunichiamo con la Sorgente, quando la nostra Essenza è pura per come è, siamo in pace e liberi, senza interferenze, e non sarebbe male che realizzassi pienamente la tua natura.
    Ricordati: in campo di Io e Ombra sei sempre tu. Non puoi fuggire da te stesso ora che sei morto, capisci?
    Devi affrontarti …l’alternativa è morire di nuovo, …e morire davvero, per sempre.
    E' la scelta di vivere o morire. Ricorderai tutto a tempo debito.-
    Angelo scuote il capo, non riesce a crede a una sola parola di questi discorsi.
    - Quindi mi stai dicendo che la mia esistenza dipende da come e quanto io mi “purifico”? Per piacere! Sono sopravvissuto alla morte e sono ancora qui…non sono mai stato credente in niente in questo mondo.
    Esiste un altro piano di realtà? Si certo, ma mi rifiuto di credere in ogni altra cosa, da te mi sento dire che dovrei diventare un burattino? Da te, il primo che passa, che vieni a dirmi chi sono e cosa devo fare? Ma piantala!- ruggisce Angelo, mentre sente una vampata di calore attraversargli in modo inquietante la testa...la presenza che prima sentiva dentro la testa è come se si acquietasse e approvasse ogni sua parola.
    - Sono venuto qui per darti delle informazioni che necessitavi: quello che vorrai fare dopo dipende solo da te. Se non hai bisogno di altro me ne andrò lasciandoti “in pace”, come preferisci, ma tieni conto di una cosa: anche se ora non li percepisci, ci sono guardiani qui. Se cercherai di interferire oltre il lecito tra i “vivi” verrai fermato e impedito. Stai attento quindi. – il tono della misteriosa figura bianca rimane indifferente alle sue parole e veloce nel ragguagliarlo.
    - Se davvero mi volevi aiutare mi avresti detto chi mi ha ucciso!- sbotta Angelo cacciandolo via con un gesto impaziente della mano.
    Fatto questo, la figura pronuncia una breve parola e un cerchio nell’aria risplende, una pozza di colore scuro in cui la figura si tuffa senza esitazione scomparendo, assieme alla pozza in un batter di ciglia. E Angelo rimase ancora una volta solo nel suo obliò.
    E cosi, ancora una volta rimase solo.

    - Forse la cosa migliore da fare…è ricostruire al contrario… più di ogni altra cosa mi manca il mio corpo…ecco cosa vorrei, tornare in contatto col mio cervello, capire…se solo potessi…- pensa ad alta voce.
    Una figura incappucciata, alta e dallo sguardo cupo, con profondi occhi marroni, avvolti in un saio compare dal nulla, a fianco di Angelo.
    - Non servirebbe a nulla.- Angelo si volta.
    - Ma è di moda prendere le persone alle spalle qui? Chi sei? Il socio di “A” ?- esclama sorpreso.
    - No…io non sono un Angelo, io sono l’Abele, il capo dei morti di questo posto.
    Sei nel mio territorio ora, e voglio che tu sappia le regole per vivere in pace il tempo che rimarrai qui, quindi, forse, per sempre. – il suo tono è secco e autoritario, capace di intimidire Angelo.
    - Non dargli retta, quello almeno faceva finta di fare il buono, questo è tutto matto…attaccalo, fagli vedere subito che non ti fai mettere sotto!- ringhia la voce dentro la sua testa.
    - I morti hanno regole dici? – Angelo ha paura della nuova figura e la sua voglia di violenza lo tenta. La voce della ragione però prende il sopravvento: almeno vuole scoprire quanto può da questa figura.
    - IO sono la legge qui. Sono il fantasma più antico, il primo morto , a paragone di tutti gli altri presenti.
    E’ da secoli che sono qui.
    Noi del Circolo siamo al potere qui, e tu, ragazzino da due soldi NON ne farai parte, non vogliamo nessuno della Magnus Opus tra noi.- continua ancora più minaccioso. – Ci danno fin troppi problemi quelli.
    Desiderano pure mettere scompiglio nel NOSTRO mondo, tra i morti?! – domanda furioso.
    Angelo cerca di mettere insieme le idee nella sua testa di quanto dice il tizio incappucciato.
    - Ma guarda...il Circolo dei fantasmi... suona cosi noioso a morte come sembra?!- ironizza con quanto sarcasmo trova in sé.
    La figura spettrale per tutta risposta lo guarda con disprezzo. – Prima lezione…MAI FARMI ARRABBIARE!- un raggio come un fulmine nero parte dalla sua mano e scariche di dolore e debolezza si attanagliano contro Angelo, facendo evaporare sempre di più la sua forma, sino alla dissoluzione, in pochissimi secondi.

    Un sogno?


    Angelo si ritrova in classe. Si è addormentato davanti al suo computer, e scrolla il capo come se nulla fosse. Sta facendo un esame di Statistica e ha 5 minuti di tempo per calcolare tutti gli indici derivati e non può usare lo schema riassuntivo che gli fornisce Excel. Deve dimostrare il suo valore a tutti i costi…
    I 5 minuti passano in fretta e la professoressa passa a controllare i vari computer.
    Gira i monitor e il primo studente mostra la home page di un sito porno, mentre tutti gli altri sghignazzano, la professoressa passa avanti, mentre Angelo scuote la testa: quell’imbecille è un raccomandato della malora , meglio finire di fare i calcoli e abbinare le celle corrette…
    La professoressa passa a una ragazza che fa la faccia triste e mostra un gioco: campo minato.
    - Uffa è colpa sua prof, mi ha distratto e ha sbagliato..- sbuffa e fa le boccacce come una bambina d’asilo.
    Al terzo banco, la prof passa direttamente avanti mentre un ragazzo e una ragazza sono girato e pomiciano emettendo grugniti e gemiti inequivocabili. Passa all’altra fila e ora tocca ad Angelo: gli manca solo il tasto Invio per far fare all’ultima cella la formula, è contento. Il suo voto sarà senza dubbio il migliore, è l’unico che ha anche solo fatto il compito!
    -Male male male…Bentivoglio, tutto qui? Non hai finito il compito, ma come si deve fare con te? TU signorino, non fai mai abbastanza, non stai facendo altro che perdere tempo a tutti quanti, con le tue sciocche domande durante le lezioni, la tua aria da saputello…e non hai nemmeno finito un compito! Bene, 17…tutti gli altri 30! Loro si che sanno come ci si comporta! – la professoressa lo guarda con gli occhi truci e ringhia nei suoi confronti mentre i suoi occhi si fanno rossi, come pure gli occhi degli altri, persino la coppietta semi svestita si gira verso di lui digrignando i denti.
    - IO HO DEI GENITORI , bello, non devo muovere un dito che me la compro la laurea! – porge dal portafoglio una banconota da 500€ davanti a tutti, e gli altri alunni applaudono.
    - Io sono la cocca della prof, lei mi ADORA e fa tutto quello che dico io chiaro!? – Mentre la prof la guarda amorevolmente e annuisce come una cagnolina ubbidiente.
    - Noi abbiamo una vita privata e intima, tu sei solo brutto e non ti si fila nessuno! Scommetto che sei VERGINE! – Tutti ridono mentre il panico, l’umiliazione, le risate si mescolano nella testa di Angelo che si sente sommergere ed andare sempre più a picco…
    Si sente svanire come prima, lentamente, trasparente sino all'incosistenza. Le pareti, la stanza, sono scomparse per fare posto soltanto a quegli occhi rossi. Angelo si rende conto che sta per svanire ancora una volta...e ha paura.
    - State ZITTI!!- si alza e inizia a guardare tutti uno per uno, con la scena che riprende consistenza e colore.
    - Tu sei vivo solo per i soldi di tuo padre, non sai fare niente e appena ti capiterà la PRIMA difficoltà in vita tua ti farai incastrare e perderai TUTTO, soldi, amici fasulli, dignità e sei cosi viziato non ti basterà mai quello che potrai comprarti.
    Non potrai andare avanti perché non sai CAMPARE, non sai cosa significa vivere del proprio lavoro alla tua età e mantenerti. IO SI....- dopo tanto tempo, tutto quello che voleva dire in faccia ai suoi colleghi viene fuori come un eruzione lavica.
    - E tu idiota che non sei altro, bella carriera farai facendo la scema con tutti. Se ti và bene, farai la segretaria/amante del primo maiale grasso e viscido che ti metterà le mani addosso, incapace come sei non potrai fare altro , schiava e succube che non sei altro.
    IO ho affrontato FALSE calunnie di molestie sessuali, e non mi faccio mettere sotto facilmente, vado a testa alta in quello che faccio PERCHE’ SONO UN PROFESSIONISTA! – scandisce le ultime parole per dedicarsi, senza degnarla di uno sguardo, alla coppietta.
    - Si sono vergine e martire , come volete voi, ma ci stò mille volte meglio di fare i buffoni da Grande Fratello.
    E poi, bella coppia! Una bagascia che la dà a tutti per passare il tempo e un cornuto pervertito contento di avere una facile come te solo per non pagare le prostitute! Campate di apparenze ma siete marci sino al midollo: tutti vi prendono in giro come e peggio di me, ma fate finta di niente!- urla infiammandosi per la rabbia e la pressione, ma ora vuole dare la stoccata definitiva all’"insegnante da strapazzo".
    - Sai una cosa? Io ho già un lavoro, lavoro 3 volte te che non sai nemmeno cosa sia la “Ricerca” , mentre stai qua a farti prendere in giro da 4 dementi senza spina dorsale.
    Sei patetica, non sai cosa sia la serietà e la competenza, nè l'AMBIZIONE, raccomandata che non sei altro! – conclude.
    Ora li guarda tutti, uno ad uno, ansimante, sudato fradicio, guardandoli a testa alta, uno dopo l’altro, mentre le loro figure perdono la luce rossa negli occhi e calano lo sguardo…la scena sfuma, rapidamente.

    Casa di Angelo
    11:00 a.m

    La figura d’Angelo, ricompare rapidamente a casa sua, davanti al ritratto di sua madre.
    Il padre non l’ha mai conosciuto, e la madre ha subito un incidente d’auto. Gli è rimasta la foto, e sino a 18 anni è rimasto in un orfanotrofio, dalle suore. Quella foto incorniciata, con lui piccolino in braccio a lei, è il suo bene più prezioso. E’ lì la sua casa.
    …intanto la voce nella sua testa è più flebile, confusa e riesce a non darci peso.
    - A…puoi sentirmi? Vorrei parlare con te… per favore…- si guarda, più solido di prima, ma ancora tremendamente pallido.
    Passa a malapena un secondo, che ricompare l’Angelo.
    - Vedo che hai fatto diversi progressi dal nostro ultimo incontro…. – la voce è distante, ma più amica di come si sono lasciati.
    - Io… ho avuto un incubo…come sono finito qui? Chi era quello che…mi ha...ucciso? Cioè…- è confuso.
    - Lui è l’Abele…tiene in riga i morti, ma lo fa con eccessivo zelo. Si è pentito del suo gesto, non credere. Ti porge le sue scuse, ma è troppo orgoglioso per venire di persona a scusarsi.
    In compenso, ti ha fatto un dono. Ha convinto con le sue influenze nel mondo dei vivi, a predisporre che il tuo corpo venga rubato e conservato…in modo “Migliore”.
    Non è un regalo da poco…sii gentile con lui.- ora la voce è quasi fraterna…e gli si avvicina.
    - Rubare il mio cadavere? Angelo- istintivamente lo chiama cosi, “A” come Angelo, a memoria di come l’aveva classificato l’Abele.
    -…scusa per prima…io…non mi piace essere morto. Neanche un po’. – le sue difese sono a terra, ancora esausto interiormente per la prova affrontata.
    - Lo so… ti ho visto, ero li nel Labirinto… ogni volta che un anima affronta le sue prove è li che viene attratta… nel Labiritno dell’Inferno.
    Ero li, assieme a te, a vedere cosa ti succedeva.
    Non potevo intervenire, ma confidavo in te. Non ho sbagliato, sul tuo conto. – sembra quasi commosso, anche se non sembra proprio l’emozione più precisa per identificare il suo stato.
    - Beh… senti…io …sento qualcosa che mi spinge…sempre più a fondo…non solo nell’animo…io…mi puoi spiegare con calma cosa succede? Per favore…- abbassa il capo, si sente un po’ umiliato per chiedere un favore a uno sconosciuto, lui che non chiede mai niente a nessuno.
    - E’ mio dovere assecondare i tuoi desideri e bisogni, sebbene entro i giusti limiti. Tu sei stato finora solo nei pressi della tua morte fisica, e ora qui, dove ci sono le tue Catene. La casa, la foto di tua madre…queste cose sono le tue Ancore, le tue Catene che ti tengono legate a questo mondo.
    Ma tu sei parte di un altro mondo ora…lascia che te lo mostri...- spiega, è fù questo l'inizio del viaggio verso la Terra Grigia, il mondo dei morti illuminato per l'eternità dal Sole di Mezzanotte, fra la Vita e la Morte.
    Ultima modifica di Angelus_Laguna : 09-10-2007 alle ore 22.44.19

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di semplificatore
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    Prometto di leggere appena ho un attimo.
    "......c'è chi un giorno invece ha sofferto / e allora ha detto: io parto
    / ma dove vado se parto? / sempre ammesso che parto: ciao! ....
    "
    (da "E la vita e la vita" di Cochi e Renato, 1974)


    Clicca qui e godi con le foto di Semplificatore su Flickr

    http://it.youtube.com/user/accrocchio70

  3. #3
    Angelus_Laguna
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    e meno male, se non leggi tu qua commenti zero sigh x.x

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    Angelus, prometto anche io purtroppo devo stamparmelo perchè ho sempre troppo poco tempo per il pc...
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    [thanks to Angelus, fondatore della setta]

  5. #5
    Angelus_Laguna
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    gracie *_*

  6. #6
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    Letto! Molto interessante
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