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  1. #1
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Bush, la sanità americana e la nostra

    Da "L'Unità" di oggi, 4 ottobre 2007

    Come annunciato, George W. Bush ha posto il veto sulla legge che estendere l'assistenza sanitaria ai bambini poveri. approvata dal congresso a maggioranza democratica. La quarta volta dal suo insediamento nel 2001 che Bush usa questa prerogativa presidenziale.

    Ecco quel che ne pensa Le Monde

    Ed ecco un'interessante tesi di una dottoressa canadese sulle differenze tra il sistema sanitario canadese e quello statunitense: http://www.collectionscanada.ca/obj/...04/mq23686.pdf

    E da noi? Come vi sembra il nostro sistema sanitario? Cosa riterreste utile modificare e cosa no? E come?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    qui troppi sprechi, troppa burocrazia, troppa poca efficenza, sopratutto per settori strategici. faccio un esempio?
    neuropsichiatria infantile.
    mettiamola in forma di leggenda cosicchè io non debba riferirmi a cose o persone, ma in quel famoso reparto, gli assistenti sociali, non facevano un beato...., il primario, psichiatra, arrivava alle 10 per andarsene via alle 12, poi si dilungava in infinte passegiate......
    d'altro canto pensiamo a come potenziare alcune strutture per alcune malattie che qui in italia non sono ancora Riconosciute.
    alzaimer, demenza, osservatori sui giovani, sentivo per radio, che in italia mancano strutture per chi viene colpito da ictus, mi sembra che i pazienti debbano essere tenuti sotto stretta osservazione per un periodo di 48 ore o forse più, scusate la scarsa precisione, ma l'avevo sentita verso maggio questa notizia su radio rai, radio1,e in america hanno delel strutture che afferiscono ai pronto soccorso con personale solo per questa cosa che si occupano solo di questo. In italia ora non ricoverano più, perchè sappiamo dei tagli ai posti letto e la facilità dei day hospital, però ciò che voglio far capire sostanzialmente è questo: riorganizzare sotto il piano dell'efficenza e della prevenzione tutto il sistema sanitario nazionale.
    scusate l'impressionismo del mio intervento, prometto che se riesco a trovare quella notizia la posterò qui!
    nel frattempo...........


    花は桜木人は武士
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  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di estela84
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    22-05-2007
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    toscana!
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    a me questo argomento fa un po'paura! xkè riguarda tutti noi! a me spaventa la superficialità con cui ti trattano specialmente al pronto soccorso, mandandoti via senza accurarsi ke nn ci sia davvero niente, e poi uno muore x emorragia interna..mi terrorizza!mio fratello stà facendo medicina, e mi ha detto ke spesso il pronto soccorso è inefficace xkè ci mettono persone appena entrate nel campo, senza esperienza quindi, ke spesso si trovano ad affrontare + cose insieme senza essere affiancate da esperti, mentre invee all'estero c'è una "cultura del pronto soccorso" ke qui in italia nn esiste. Inoltre penso ke purtroppo vi sia sempre una visuale organicista, ke nn sempre va bene..all'ospedale nella mia città, c'è una stanzina piccola piccola di psicosomatica, cosa ke secondo me andrebbe sviluppata!ma mi rendo conto ke nn rientra nell'ottica medica, ke tiene presente l'organo malato e nn l'insieme di fattori corpo e mente, ke nn sono affatto da sottovalutare..ma sono spesso sminuiti xkè è una teoria ancora troppo poco diffusa, nn convenzionale, sembra ancora mistica!..te willy kiedi come modificare..beh..al solito è un bel problema..nel senso ke dietro qste cose ci sn i soldi e il potere..io penso come già dissi in un altro thread, ke l'unica cosa concreta ke possiamo fare è quella di diventare noi ottimi professionisti, nn tanto di mirare ad una posizione, ma alla nostra piena realizzazione personale, affrontando tutte le sfide ma ricordandoci sempre ke il nostro scopo ultimo è quello di essere felici di noi stessi, altrimenti tutto ciò ke facciamo diventerà pesante, e può darsi ke andremo incontro al burn out, altro problema dei medici.....x cui semplicemente fare ciò ke abbiamo deciso di fare, farlo al meglio sfidandoci ogni giorno di più, e trasmettere questa cosa a ki ci stà intorno, anke se ad alcuni sembrerà nn interessare!

  4. #4
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    ne approfitto:
    a mia sorella hanno diagnosticato una normale congiunivite e aveva le ulcere agli occhi, una grave patologia con cui adesso rischia l'occhio.
    stessa cosa per mia nonna , una cataratta per loro, una maculopatia pe noi, e rischiava anche lì l'occhio.
    non aggiungo altro..................


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  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di Andrea1975
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    05-07-2007
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    Questione complessa quella della sanità: il rapporto tra pubblico e privato poi rappresenta a mio avviso il nodo gordiano.
    Sembra ovvio pensare che una struttura privata sia più efficente, pulita, efficace e cordiale; anche perchè altrimenti non avrebbe senso pagare un extra per avere lo stesso tipo di servizio; dico pagare un extra perchè, volenti o no, il SSN lo paghiamo tutti.
    Quindi chi impianta una struttura privata sa che deve offrire un servizio migliore, altrimenti resterebbe senza utenti.
    Ma migliore di cosa? Migliore della struttura pubblica. Quindi tanto più il servizio offerto dalle strutture pubbliche sarà pessimo, tanto più sarà semplice il compito dell'offerta privata. Cosa succede poi se chi offre il servizio privato è la stessa persona che opera nel pubblico?

    Discorso a parte merita il sistema americano che si regge sostanzialmente sulle assicurazioni private. Sarà deformazione professionale ma mi ha sempre incuriosito, in termini aziendali e umani, il potere che il datore di lavoro possiede nel momento in cui è colui che elargisce la tutela e il mantenimento della salute del lavoratore e della sua famiglia. Infatti l'assicurazione è un benefit praticamente scontato tra i lavoratori americani; perdere il lavoro quindi non è solo perdere la continuità reddituale ma anche perdere la tutela medica per sè e per la propria famiglia. Il lavoratore di mezza età, senza particolari velleità lavorative (l'uomo medio per capirci) ppotrebbe percepire la perdita di lavoro come una catastrofe economica ancora più pesante di quello che può valere per un lavoratore italiano. Credo che questo dia un potere straordinario al datore di lavoro.

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    22-06-2006
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    dunque per il cittadino le cose stanno così:si rincontrano significative differenze in termini di spesa pro-capite. Nel 2003 il cittadino americano spendeva nella salute 5.635 dollari l’anno, contro i 2.968 dollari di un cittadino europeo. In Italia, la spesa pro capite risultava pari a 2.258 dollari l’anno, in Germania a 2.996 dollari, in Francia a 2.903 dollari.
    Per gli stati cosi, Negli Stati Uniti e in Svizzera la spesa sanitaria complessiva è molto elevata, pari nel 2003 rispettivamente al 15% e al 11,5% del prodotto interno lordo (OECD Health Data 2005, fig. 1). Nell’Unione Europea, nello stesso anno si registrava un’incidenza pari al 9,3%, l'8,4% in Italia.
    quindi spendono nche loro di più.
    fonte: http://www.newwelfare.org/?p=69&page=4

    Tra le possibili ragioni degli alti costi della Sanità americana, ci sono anche la mancanza di competitività del sistema sanitario e lo smisurato potere dei fornitori di cure mediche. Infatti, la storica forza di quest’ultimi all’interno delle strutture delle assicurazioni sanitarie, sia pubbliche che private, ha dato vita a speculazioni e a rimborsi vantaggiosi, sia da parte degli ospedali che da parte dei medici, che sono stati in grado di ottenere onorari molto più elevati rispetto agli altri paesi.
    Per arginare il problema, negli anni Settanta e Ottanta sono sorte negli Stati Uniti le Managed Care Organisations, agenzie specializzate nella gestione dei servizi sanitari, il cui obiettivo fondamentale è il contenimento dei costi delle prestazioni attraverso una fusione del ruolo di finanziatore con quello di fornitore di servizi. In questo caso, gli iscritti alla rete di managed care sono indirizzati a fruire servizi prestati nelle strutture sanitarie facenti parte di queste organizzazioni, ma è preservata la libertà di scelta dell’iscritto, che può ricorrere a servizi esterni alla rete dietro però pagamento di una franchigia.
    D’altro lato, occorre riconoscere che, se si prescinde dalle criticità rappresentate dal fatto che ampie fasce di popolazione non hanno accesso alla sanità, il sistema americano si colloca al primo posto al mondo in termini di qualità delle prestazioni (Docteur et al., 2003). Lo stesso impiego di nuove e costose tecnologie, quando necessarie, contribuisce ad avere diagnosi precoci e a migliorare la qualità delle cure.
    La maggioranza dei Paesi avanzati tende a non regolamentare, nel rispetto della legge del libero mercato, le prestazioni offerte dalle assicurazioni private. Tuttavia, alcuni organismi di vigilanza sono molto attenti nel controllo della trasparenza e della completezza delle informazioni incluse nei prospetti di polizza al fine di consentire all’assicurato di valutare correttamente le diverse offerte sul mercato.
    L’assicurazione è sovente considerata causa di problemi di equità, sia perché l’accesso dipende fondamentalmente dalla capacità finanziaria dell’individuo sia perché sono previste nelle condizioni di polizza limitazioni nel livello e nella tipologia delle prestazioni offerte.
    http://www.newwelfare.org/?p=69&page=14

    separo i due interventi in modo tale da renderli più leggibili........


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  7. #7
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    consiglio vivamente anche questo link:
    http://www.scribd.com/doc/345136/Com...ericana-Turner
    in pratica:
    le tasse vanno a coprire i finanziamenti per i programmi pubblici, con una condivisione dei costi , in taluni casi, di chi ne beneficia del servizio erogato, tipo ticket in italia diciamo, con le dovute cautele.
    poi c'è chi ha delle assicurazioni private, coperte dal dipendente e dal datore di lavoro insieme.
    Poi ci sono organizzazioni filantropiche tipo chiese e centri di carità che finanziano ospedali cliniche e altri centri di cura


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  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    per la classe povera, chi non rientra in quanto ho detto sopra sono previsti 2 tipi di programmi: medicare e medicaid.
    la prima è per i disabili e over 65 la seconda per la cosidetta classe povera.
    insieme i 2 programmi forniscono servizi a 107 milioni di persone.
    nel 2006 il 67% degli americani, circa 201 milioni di persone era coperta da assicurazioni private , il 60% riceveva la copertura attrverso il posto di lavoro, il premio medio per famiglia di 1 assicuraz legata al posto di lavoro è 12.000

    i non assicurati come fanno?
    ricevono cure mediche attraverso pronto soccorso e strutture ospedaliere pubbliche

    programmi sanitari basati tra collaborazione tra privato e pubblico

    ppagemnti a medici con tariffe ridotte

    cure fornite da cliniche operanti in farmacie o altre strutture

    Quindi che dir si voglia non essere assicurati non significa non avere accessuo a nessun tipo di cura medica, però si ha un'attesa maggiore risp agli assicurati e una forma di subordinazione inoltre si può vivere le stress di acer paura di ammalarsi.

    http://static.scribd.com/docs/9d5yuh...NITIAL_VIEW=90

    bene, scusandomi per aver occupato tanto spazio, vi ringrazio perchè almeno ho capito come funzionano le cose in america e ho pubblicato quanto ho letto a beneficio di tutti i partecipanti di questo tread!


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  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di maryflower
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    Vi racconto una cosa stringandola più che posso: due anni fa arrivari al pronto soccorso convinta di avere l'appendicite. mi rimandarono a casa dopo cinque ore. il giorno dopo un altro ospedale mi operò di peritonite e ne ho avuto per tre mesi. il medico che mi visitò la prima volta ha sul groppone 11 denunce (oltre alla mia) per lo stesso motivo. sapete dove sta oggi? sempre lì.
    traete voi le conclusioni perchè io sono tuttora senza parole.

  10. #10
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
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    In questo momento vivo negli Stati Uniti e preferisco di gran lunga il nostro sistema sanitario (malgrado abbia, come voi, una lunga lista di racconti allucinanti accaduti in Italia al pronto soccorso, all’ospedale, etc). Negli USA, recarsi da un dottore per una visita/esami/prescrizione di medicinali comporta quasi sempre un pagamento: le assicurazioni molto spesso coprono in parte le spese mediche (che raggiungono livelli inimmaginabili per noi) e non coprono tutti i tipi di malattia (per esempio, tra le più ‘scoperte’ ci sono le cure dentistiche) o di tipologia di esame, etc. Per una banale visita di 5 minuti (responso: hai il mal di gola e ti servono degli antibiotici!), è possibile dover pagare 100 dollari di differenza tra quello che copre l'assicurazione e il conto che ti presenta il medico (fatto capitato ad un mio amico).

    Come ha riportato Francesco, è vero che ci sono dei programmi per non assicurati (medicaid e medicare), ma la copertura che offrono è davvero minima (sia in termini di tipologie di malattia che di spese rimborsate). Inoltre, anche se non sono sicuro, devi pagare un tot l'anno anche per rientrare in questi programmi.
    Ultima modifica di korianor : 06-10-2007 alle ore 18.16.31
    "Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere" (L. Wittgenstein)

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