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  1. #1
    Violinfrau
    Ospite non registrato

    Qual e' il vostro obiettivo?

    Prendendo spunto dal thread "Psicoterapie" volevo proporvi una mia riflessione...

    Originariamente postato da Meister Budulug
    si fa più del bene agli altri facendo il medico per la croce rossa, o emergency, che facendo lo psicologo.

    molto.
    Scusa ma non capisco perche'...mi sembrano solo due lavori diversi, ma entrambi con lo stesso obiettivo...

    Non capisco perche' molti di voi mettano tanto l'accento sul lavoro dello psicologo inteso come insieme di tecniche e di regole ecc..
    Cioe', il mio obiettivo rimane quello di aiutare gli altri, e non mi interessa molto sapere fin da ora le tecniche che usero' o l'orientamento psicologico al quale faro' riferimento...per me sono tutte teorie e basta, tutte utili allo stesso modo, ma il mio obiettivo non e' tanto imparare una tecnica precisa quanto riuscire ad affrontare i problemi delle persone che avro' davanti.
    Se poi usero' teorie di Piaget, Freud, Skinner o Jung oppure mie non mi interessa, perche' il mio obiettivo e' usare la preparazione come MEZZO per ottenere altro e non come un FINE da raggiungere e basta.

    Visto che sono anche musicista faccio un paragone musicale: come violinista il mio obiettivo puo' essere la preparazione tecnica, cioe' suonare facendo tutte le note giuste e senza il minimo errore.
    Ma questo non dara' niente ai miei ascoltatori.
    Infatti un'esecuzione che si limiti a riprodurre solo le note sara' noiosa e senza senso per chi ascolta.
    Se invece io utilizzassi la mia preparazione tecnica come MEZZO per interpretare il brano, scegliendo una mia interpretazione e trasmettendo agli altri quello che la musica mi dice,allora avro' raggiunto il mio scopo.
    Cioe' la mia preparazione tecnica non sara' stata fine a se' stessa, ma solamente un mezzo per raggiungere il mio vero scopo, quello di "dire" qualcosa con le note.

    Cosa ne pensate??

  2. #2
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    09-06-2007
    Messaggi
    168
    Sbagli diverse cose.

    Continuo sul paragone con la musica? sì.

    Se non sai la tecnica, non può trasmettere nulla. Vale per qualsiasi cosa. Chi dice il contrario è un ingenuo.

    Così per la psicologia, se non hai la tecnica non puoi far nulla.
    Cos'è uno psicologo senza tecnica?
    Tanto varrebbe andare a "confessarsi" con il prete.

    Però vedi, io ho solo detto che fanno molto più del bene i medici della croce rossa o di emergency che gli psicologi.

    Non ho detto che vedo la psicologia solo come un insieme di tecniche. Questo l'hai aggiunto tu liberamente.

    Quello che volevo farti capire dicendo quella cosa era questo:

    quella di: "voglio aiutare gli altri" è una fantasia.

    sicuramente una fantasia di molti di quelli che fanno psicologia, ma sempre una fantasia.

    una fantasia da crocerossina. Ingenua.

    quello che voglio farti capire è: se vuoi davvero aiutare gli altri, perchè non sei andata a fare la missionaria in africa, o il medico nelle favelas del brasile?

    quello che voglio farti capire è: noi psicologi (o aspiranti tali) dovremmo renderci conto che non studiamo 5 e più anni per "aiutare gli altri" lo facciamo per trovare lavoro (cosa non proprio facilissima), per imparare una professione, per campare. Ne più ne meno come architetti, avvocati, ingegneri, medici e tutti gli altri.

    quello che voglio farti capire è, visto che la discussione è incominciata in un thread sull'andare in analisi: magari è il caso che qualcuno in più di noi analizzasse queste sue fantasie di "aiutare gli altri" e guardasse con occhio meno ingenuo alla realtà.

  3. #3
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    Forse (anzi quasi sicuramente ) hai ragione.
    Sono d'accordo con te quando dici che senza tecnica non si puo' fare niente di concreto, e infatti penso che quella sia fondamentale.
    Ma voglio solo dire che non basta, non ci puo' essere le preparazione e basta, non si possono seguire le teorie e basta.

    Qualsiasi lavoro io faccia, anzi qualsiasi attivita' io faccia nella vita, la faccio prima di tutto con passione.
    Non faro' mai la psicologa, ne' la violinista, ne' la scrittrice "solo per campare" come dici tu, per avere un lavoro.
    Neanche se dovessi fare lo spazzino (senza nulla togliere a questa professione) lo farei solo per i soldi.
    Perche' per me la vita non funziona cosi'.
    Di sicuro saro' ingenua e sognatrice, su questo ti do' ragione, ma io sono un'entusiasta in tutto, e con questo atteggiamento ho raggiunto dei traguardi che alla mia eta' di solito sembrano solo sogni.
    Ma proprio credendo nei miei sogni sono riuscita a realizzarli. Io vivo amando quello che faccio , e non pensando solo al tornaconto economico o ad imparare una professione in modo rigido e tecnico.

    Mi butto in tutto quello che faccio,e non dico di essere sempre riuscita in tutto, ma molto spesso si'.

    So benissimo cosa offre (o dovrei dire NON offre) la realta', ma non credo che questa consapevolezza e l'amore per quello che faccio si escludano a vicenda...

  4. #4
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    09-06-2007
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    168
    non lo dico neppure io infatti.

    (un pò del tuo ottimismo forse servirebbe a me)

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di Andrea1975
    Data registrazione
    05-07-2007
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    174

    quello che voglio farti capire è: noi psicologi (o aspiranti tali) dovremmo renderci conto che non studiamo 5 e più anni per "aiutare gli altri" lo facciamo per trovare lavoro (cosa non proprio facilissima), per imparare una professione, per campare. Ne più ne meno come architetti, avvocati, ingegneri, medici e tutti gli altri.

    Permettimi di sirti che questa tua lettura mi convince poco. Se la questione fosse SOLO trovare lavoro perchè scegliere psicologia? Tanto più che è una professionalità un po' intasata in termini numerici (rapporto offerta/domanda di lavoroo). Andavamo tutti a fare ingegnaria o meglio i carpentieri, o colatori o tornitori e non se ne parla più.
    La scelta di una professione, un po' meno quello di un mestiere, quando non ostruita da altri vincoli (parentali, economici, ecc.) sottende, almento in maniera rappresentazionale, l'appagamento di un bisogno più o meno profondo.
    Lasciando perdere le professioni sanitarie (dove questo è visibilissimo) tipo medici, ostetriche, infermieri e crocesossine perchè forse troppo vicino al nostro vissuto; pensa agli ingegneri, o agli attori, o agli archivisti, o agli archeologi. Non pensi che nella loro scelta professionale ci sia preponderante una componente profonda?

    E' pur vero che il "voglio aiutare gli altri" con tanto syumpathos infastidisce anche me quando viene sovrordinato alla tecnica, come la chiati tu, psicologica.
    Mi manda in bestia l'affermazione "...e ci fai pure la psicologo" riferita alle manifestazioni di ira contro gli altri; come se lo psicologo debba essere sempre buono e calmo in ogni occasione della propria vita.
    Sono d'accordo con il fatto che la psicologia sia una scienza e come tali noi siamo "applicatori" di conoscenze scientifiche che però hanno scelto questa professione per motivi ben specifici.

  6. #6
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Andrea1975
    Permettimi di sirti che questa tua lettura mi convince poco. Se la questione fosse SOLO trovare lavoro perchè scegliere psicologia? Tanto più che è una professionalità un po' intasata in termini numerici (rapporto offerta/domanda di lavoroo). Andavamo tutti a fare ingegnaria o meglio i carpentieri, o colatori o tornitori e non se ne parla più.
    La scelta di una professione, un po' meno quello di un mestiere, quando non ostruita da altri vincoli (parentali, economici, ecc.) sottende, almento in maniera rappresentazionale, l'appagamento di un bisogno più o meno profondo.
    Lasciando perdere le professioni sanitarie (dove questo è visibilissimo) tipo medici, ostetriche, infermieri e crocesossine perchè forse troppo vicino al nostro vissuto; pensa agli ingegneri, o agli attori, o agli archivisti, o agli archeologi. Non pensi che nella loro scelta professionale ci sia preponderante una componente profonda?

    E' pur vero che il "voglio aiutare gli altri" con tanto syumpathos infastidisce anche me quando viene sovrordinato alla tecnica, come la chiati tu, psicologica.
    Mi manda in bestia l'affermazione "...e ci fai pure la psicologo" riferita alle manifestazioni di ira contro gli altri; come se lo psicologo debba essere sempre buono e calmo in ogni occasione della propria vita.
    Sono d'accordo con il fatto che la psicologia sia una scienza e come tali noi siamo "applicatori" di conoscenze scientifiche che però hanno scelto questa professione per motivi ben specifici.
    E io non capisco perche' si debbano sempre usare paroloni quando si potrebbe farne a meno...
    (chiusa parentesi)

    Comunque e' vero, perche' psicologia e non un altra facolta'?

    Per quanto mi riguarda nella mia scelta non c'e' niente di inconscio, ne sono assolutamente consapevole : aiutare gli altri mi piace, mi rende felice, mi diverte.
    E' una delle attivita' che preferisco fare nella vita.
    E perche' un ingegnere non puo' farlo per passione?
    Non puo' essere un suo "bisogno" progettare edifici o ponti?
    E cosa c'e' di male in questo?

    Se mi dedico a qualcosa che mi piace lo faro' sicuramente meglio e con piu' impegno,allora perche' se sono uno psicologo devo nascondere queste motivazioni?

  7. #7
    Partecipante Assiduo
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    09-06-2007
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    168
    non devi nasconderle.

    devi capirle.

    e questo perchè fai lo psicologo.

  8. #8
    psicosarix
    Ospite non registrato
    io ho scelto la psicologia perchè mi piaceva la psicologia sinceramente non l'ho mai visto come un aiutare gli altri, l'ho sempre vista come la possibilità di dare una migliore qualità di vita alle persone, che non necessariamente significa dare aiuto ...

    ovviamente ... ognuno è libero di avere le motivazioni che vuole per scegliere una facoltà ... ci mancherebbe ... non sto giudicando ... ma la mia opinione è che una professione la si debba scegliere per passione ... sempre.

    mi trovo d'accordo con chi dice che un lavoro lo si si fa per passione, ma non sono più d'accordo quando si scambia la passione con un un bisogno ... e non sono assolutamente d'accordo quando si dice che le teorie e le tecniche non sono poi così importanti ... teorie e tecniche sono quello che fa della psicologia una scienza e dello psicologo un professionista che sa quello che fa ... se no si dà ha ragione chi dice "io nella psicologia non ci credo" o chi la accomuna a cartomanti, maghi, santoni, ecc.

    tanto per spostarci dalla psicologia e riprendere un esempio ... secondo me ... un ingegnere non costruisce ponti per il bisogno di farlo, ma li costruisce per la passione che ha per le materie matematico/ tecniche. il ponte non è il fine della sua passione è il mezzo attraverso cui la esprime.
    secondo me ... lo psicologo, prima di tutto, dovrebbe avere la passione per la psicologia e sceglierla per questo ... l'aiuto che dà agli altri non dovrebbe essere il suo fine o la sua motivazione alla scelta, ma una delle modalità di espressione della sua passione e del suo lavoro. perchè alla fine anche di un lavoro si tratta ... anche i pittori che vivono dei loro quadri, quindi vivono della loro passione che diventa un lavoro ... e non è che la pittura venga svilita dal fatto di essere anche un lavoro ... non so se mi spiego ... sono contorta???

    ... almeno io la penso così ...
    Ultima modifica di psicosarix : 11-07-2007 alle ore 16.29.53

  9. #9
    Partecipante Leggendario L'avatar di nunu dance
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    Originariamente postato da psicosarix
    io ho scelto la psicologia perchè mi piaceva la psicologia sinceramente non l'ho mai visto come un aiutare gli altri, l'ho sempre vista come la possibilità di dare una migliore qualità di vita alle persone, che non necessariamente significa dare aiuto ...

    ovviamente ... ognuno è libero di avere le motivazioni che vuole per scegliere una facoltà ... ci mancherebbe ... non sto giudicando ... ma la mia opinione è che una professione la si debba scegliere per passione ... sempre.

    mi trovo d'accordo con chi dice che un lavoro lo si si fa per passione, ma non sono più d'accordo quando si scambia la passione con un un bisogno ... e non sono assolutamente d'accordo quando si dice che le teorie e le tecniche non sono poi così importanti ... teorie e tecniche sono quello che fa della psicologia una scienza e dello psicologo un professionista che sa quello che fa ... se no si dà ha ragione chi dice "io nella psicologia non ci credo" o chi la accomuna a cartomanti, maghi, santoni, ecc.

    tanto per spostarci dalla psicologia e riprendere un esempio ... secondo me ... un ingegnere non costruisce ponti per il bisogno di farlo, ma li costruisce per la passione che ha per le materie matematico/ tecniche. il ponte non è il fine della sua passione è il mezzo attraverso cui la esprime.
    secondo me ... lo psicologo, prima di tutto, dovrebbe avere la passione per la psicologia e sceglierla per questo ... l'aiuto che dà agli altri non dovrebbe essere il suo fine o la sua motivazione alla scelta, ma una delle modalità di espressione della sua passione e del suo lavoro. perchè alla fine anche di un lavoro si tratta ... anche i pittori che vivono dei loro quadri, quindi vivono della loro passione che diventa un lavoro ... e non è che la pittura venga svilita dal fatto di essere anche un lavoro ... non so se mi spiego ... sono contorta???

    ... almeno io la penso così ...
    ti straquoto!anke io la penso esattamente come te!alla base di tutto c è la passione ke ci lega alla psicologia....io ho potuto davvero viverlo...il primo anno mi iscrissi a farmacia,un anno della mia vita davvero troppo triste,xkè stare in quella facoltà mi rendeva insoddisfatta e ancora oggi non trovro una motivazione xkè effetuai quella scelta!il mio scopo dal liceo era sempre di iscrivirmi a psicologia ma poi improvvisamente cambiai...adesso ke studio psicologia mi sento appagata(a differenza di quando stavo a farmacia)sono soddifatta di ciò ke studio e amo questo lavoro ke un futuro andrò ad esercitare.io ho capito ke senza passione non si arriva a nulla almeno così è stato x me.....

  10. #10
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    Allora, sono d'accordo quando parli dell'ingegnere e della passione per le materie matematiche, ma mi sfugge il resto del discorso... no, forse ho capito...Tu dici che una persona che studia psicologia dovrebbe farlo soprattutto perche' ha passione proprio per il lavoro dello psicologo e non per una generica spinta ad aiutare gli altri...ho capito??
    Per me invece non e' cosi'. Ho scelto psicologia come avrei scelto scienze della formazione o medicina, perche' si' mi interessava la psicologia, ma la mia motivazione principale non era quella di fare la psicologa ( e non la e' neanche adesso).

    Non capisco invece la differenza tra aiutare e migliorare la qualita' della vita....non sono la stessa cosa??

    Ma secondo te potrei fare danni pensandola cosi'?
    Cioe', se io riesco a lavorare bene anche con una motivazione "sbagliata" (ammettendo che possa esserla) dov'e' il problema?

  11. #11
    Partecipante Assiduo
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    sinceramente si potresti.

    magari non è il tuo caso.

  12. #12
    Partecipante Assiduo L'avatar di silvia80
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    Originariamente postato da psicosarix
    io ho scelto la psicologia perchè mi piaceva la psicologia sinceramente non l'ho mai visto come un aiutare gli altri, l'ho sempre vista come la possibilità di dare una migliore qualità di vita alle persone, che non necessariamente significa dare aiuto ...

    ovviamente ... ognuno è libero di avere le motivazioni che vuole per scegliere una facoltà ... ci mancherebbe ... non sto giudicando ... ma la mia opinione è che una professione la si debba scegliere per passione ... sempre.

    mi trovo d'accordo con chi dice che un lavoro lo si si fa per passione, ma non sono più d'accordo quando si scambia la passione con un un bisogno ... e non sono assolutamente d'accordo quando si dice che le teorie e le tecniche non sono poi così importanti ... teorie e tecniche sono quello che fa della psicologia una scienza e dello psicologo un professionista che sa quello che fa ... se no si dà ha ragione chi dice "io nella psicologia non ci credo" o chi la accomuna a cartomanti, maghi, santoni, ecc.

    tanto per spostarci dalla psicologia e riprendere un esempio ... secondo me ... un ingegnere non costruisce ponti per il bisogno di farlo, ma li costruisce per la passione che ha per le materie matematico/ tecniche. il ponte non è il fine della sua passione è il mezzo attraverso cui la esprime.
    secondo me ... lo psicologo, prima di tutto, dovrebbe avere la passione per la psicologia e sceglierla per questo ... l'aiuto che dà agli altri non dovrebbe essere il suo fine o la sua motivazione alla scelta, ma una delle modalità di espressione della sua passione e del suo lavoro. perchè alla fine anche di un lavoro si tratta ... anche i pittori che vivono dei loro quadri, quindi vivono della loro passione che diventa un lavoro ... e non è che la pittura venga svilita dal fatto di essere anche un lavoro ... non so se mi spiego ... sono contorta???

    ... almeno io la penso così ...
    ti quoto al 100%.

    Violinfrau io ho la tua stessa passione per aiutare i bisognosi.Io pero' lo esprimo tramite il volontariato.
    Ma amo la psicologia e penso che lo psicologo non sia /non possa fare il salvatore del prossimo.
    E' un lavoro => che sicuramente va di pari passo con la passione => che sicuramente ti mette a contatto con gente che vive un disagio. Ma non sempre devi salvarli o aiutarli.Il termine aiutarli mi sembra sbagliato.

    Quoto infatti psicosarix quando fa riferimento al fatto che noi psicologi miglioriamo la qualita' della vita, aggiungerei del cliente (non del prossimo).

    Che ne pensi Violinfrau???

  13. #13
    Partecipante Assiduo
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  14. #14
    Partecipante Assiduo L'avatar di silvia80
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    Ma secondo te potrei fare danni pensandola cosi'?
    Cioe', se io riesco a lavorare bene anche con una motivazione "sbagliata" (ammettendo che possa esserla) dov'e' il problema? [/B][/QUOTE]


    Fare danni credo di no.Importante che se svolgiamo la professione di psicologo lo facciamo seguendo cio' che abbiamo studiato all'universita' e attenendoci al codice deontoligico.

    Se vuoi aiutare gli altri le attivita' sono centinaia e centinaia.
    Qualche esempio: Conosci qualche anziano che vive solo? Qualche ragazzo meno fortunato di noi con handicap che non esce mai di casa? Puoi andare e farli uscire fare compagnia. E' facile.
    Per non parlare dei volontariati con animale abbandonati e per la natura che l'uomo oggi distrugge ecc...

    A lavoro siamo pagati(in teoria!), prestiamo un servizio sicuramente per la societa'(miglioramento sociale generale...ci vorrebbe un trhead a parte), ma siamo professionisti.

    Che ne pensi?

  15. #15
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    Ma si', forse ho usato il termine sbagliato... dicendo "aiutare" non intendevo "risolvere tutti i problemi del mondo", ma solo fare qualcosa, appunto migliorare la qualita' della vita.
    Ma non mi sembra che la differenza sia cosi' grande! E' solo una questione terminologica.
    Anch'io faccio volontariato, ma solo perche' per fare esperienza non si puo' pretendere di essere subito pagati, pero' l'obiettivo che mi pongo non e' diverso da quello che avro' quando saro' pagata.
    Cosa cambia essere pagati o no? Il metodo di lavoro e l'approccio personale rimangono gli stessi. E' solo l'esperienza che aumenta, e quindi ovviamente ci fa migliorare.

    Insomma, so benissimo che non sempre si possono aiutare tutte le persone/i pazienti/ i clienti che si incontrano, ma io non parto mai dal presupposto di non poterci riuscire! Almeno ci provo...
    L'atteggiamento di molti professionisti che pensano che spesso "non ci sia piu' niente da fare" mi sembra molto triste e sbagliato.
    Si puo' sempre fare qualcosa!! NON salvare tutti ovviamente, ma PROVARE a migliorare la situazione.

    Perche' il termine aiutare e' sbagliato???? Non capisco proprio....che cosa dobbiamo fare quando ci troviamo davanti una persona se non cercare di capire cosa fare??

    Migliorare la qualita' della vita non e' forse un aspetto dell'aiutare??

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