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Discussione: Il camice e i bambini

  1. #1
    Superstar
    Ospite non registrato

    Il camice e i bambini

    Qualche tempo fa ho fatto uno stage presso un centro psicopedagogico. Gli psicologi e i pedagogisti portavano il camice, lì per lì uno non ci pensa ma in un secondo momento mi sono chiesto se il camice può in qualche modo assumere rilevanza nella relazione tra Operatore e Bambino, e se questa è positiva (Il bambino, attraverso il camice, instaura un rapporto di fiducia nei confronti del terapista) oppure negativa ( Il bambino ha timore del camice e quindi fa fatica a riconoscere il terapista come una figura che può fornigli aiuto). Voi che ne pensate??

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
    Data registrazione
    19-04-2005
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    Roma provincia
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    3,590
    Io lavoro anche con i bambini, ma non in ambiente ospedaliero. E non uso il camice. Anche durante il tirocinio di specializzazione frequento sia asl che in ambulatorio di un ospedale e neanche li lo usano. Poi magari, anzi senz'altro in reparto si. Ma credo che il camice in un bimbo incuti un po tirmore, e specialmente se sono bambini che per varie patologie sono già stati spesso ospedalizzati. Un vestito "neutro" e un ambiente accogliente fanno molto!

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

    Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa

  3. #3
    psichica psiche!!! L'avatar di sarettina85
    Data registrazione
    01-04-2007
    Residenza
    lombardia
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    76
    io ho lavorato in un reparto e avevamo per forza il camice...però abbiamo deciso, col permesso del primario di "colorarlo" con disegni e di farlo pasticciare anche ai bimbi..si è rivelato un utile quanto inaspettato strumento!!

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di manu1983
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    11-07-2007
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    Avellino
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    367
    io ho usato il camice perchè il tirocinio era in ospedale.
    ho fatto molti colloqui con bambini...il camice non è mai stato un problema...è necessaria la capacità di comunicazione,indipendentemente da ciò che si indossa,perchè i bambini sono un pò diffidenti,ma se si instaura un rapporto di fiducia,ogni segreto sarà svelato...
    credimi...la mia è esperienza personale...

  5. #5
    Partecipante Veramente Figo
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    09-05-2007
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    liguria
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    1,277
    Questo 3d si incastra con una riflessione che mi ha accompagnato da quando ho iniziato a lavorare quindi mi piace partecipare offrendovi la mia esperienza perché sarebbe interessante per me conoscere le vostre esperienze ma anche opinioni.

    Dal 1997 lavoro con pz terminali prevalentemente adulti in regime ospedaliero, in Hospice e a domicilio. Il problema del camice da allora appunto mi ha sempre accompagnato perché l'ho sempre ritenuto una barriera nella relazione tra me ed il pz un po come il fare colloqui psicologici aldilà di una scrivania.
    Proprio per la peculiarità di questi pz ho sempre sentito e vissuto questo indumento come qualcosa che potesse far venire in mente al mio interlocutore che la sua terapeuta avesse paura di infettarsi in qualche modo. Per questo motivo l'ho sempre usato quando andato in H ed in Hospice sbottonato e quando mi recavo nei reparti pediatrici inserendo nelle tasche piccoli pupazzetti, pennarelli e caramelle.

    ricordo che quando mi chiamavano in consulenza e mi trovavo nel mio ufficio con i colleghi medici dicevo:" Hanno chiamato dal reparto xy, mi travesto... ci vediamo dopo". Questo era come vivevo quell'indumento.

    parallelamente era presente in me la consapevolezza che il camice rappresentasse una barriera che tutelava i miei pz adulti e bimbi con un sistema immunitario molto compromesso e che quindi andavano protetti da ogni germe, polvere o altro potesse essere presente su di me. In alcuni casi usavo anche la mascherina.

    che dire anche l'abito entra in gioco nella relazione questo lo sappiamo tutti; la maturità dell'operatore sta, credo, nel chiedersi queste cose, nell'interrogarsi anche per come ci si presenta; spesso vi sarà capitato di vedere giovani specializzandi smettere i panni borghesi per infilarsi il camice e assumere un atteggiamento superbo...... beh a me capita e non é un bel vedere e sentire

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di manu1983
    Data registrazione
    11-07-2007
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    Avellino
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    367
    tanatoss hai perfettamente ragione...sapessi quanti specializzandi quando vestono il camice si sentono chissà chi,e il bello è che le stesse persone non mostrano molto interesse per i pazienti stessi,ovvero il motivo per cui lo indossano...

    vedi,nel mio caso,il camice si è mostrato molto utile...è come se il paziente si sentisse tutelato...è questa l'impressione che mi danno...

  7. #7
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    09-05-2007
    Residenza
    liguria
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    1,277
    Già Manu é un po ciò che scrivevo con in più il fatto che il camice attribuisce un ruolo definito, competenze e per quella che è stata la mia esperienza è come se il pz dicesse:" ecco a te lo posso dire"

  8. #8
    Superstar
    Ospite non registrato
    Appunto era questo che mi chiedevo.... Se il camice ispira fiducia... " a te lo posso dire" oppure timore.... Penso allora che forse va da caso a caso... Se in alcuni casi è obbligatorio per igiene si rivela comunque uno strumento utile nella relazione coi pazienti... Ma in altri casi (sta all'operatore decidere se gli è possibile) risulta essere più efficace nel contesto del rapporto terapista-paziente non usarlo perchè può incutere timore e poca fiducia.... E' interessante capire i casi in cui si rivela utile e viceversa... O forse, una terza ipotesi, il rapporto terapista-paziente potrebbe forse essere molto più influenzato dalla capacità di relazionarsi del terapista stesso e quindi il camice potrebbe avere poca importanza....

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