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  1. #1
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Troppi incidenti? Via i semafori!

    Una notizia dal "Corriere della Sera" del 15 settembre 2007.

    L'avevo vista e pensavo: "Magari qualcuno la mette in A&C, così, tanto per cambiare il tema delle discussioni, ogni tanto". Invece, il vuoto. Così la riporto per intero:

    I cittadini dovranno cavarsela da soli
    Via i semafori contro gli incidenti
    La città tedesca di Bohmte adotta una strategia originale per contrastare gli incidenti: eliminare le segnalazioni di stop

    BERLINO - Il semaforo ha ormai le ore contate. Almeno nella città tedesca di Bohmte, dove da oggi converrà tenere gli occhi ben aperti. Che siate un pedone o un automobilista non fa differenza: non troverete luci verdi o rosse, né segnali di stop a guidare i vostri spostamenti nel centro. Solo un indifferenziato «spazio condiviso».
    VIA I SEMAFORI - L’obiettivo, a prima vista paradossale, è infatti quello di ridurre drasticamente il traffico e il numero di incidenti. Per ottenerlo la giunta comunale ha deciso, a partire da oggi, di eliminare completamente semafori e indicazioni di stop. Le 13.500 vetture che transitano quotidianamente per queste strade dovranno vedersela, faccia a faccia, con i pedoni. L’idea, che agli abitanti delle città italiane più caotiche può apparire folle, nasce da un ingegnere olandese, Hans Monderman, ed è appoggiata dall’Unione europea, che coprirà metà degli 1,2 milioni di euro necessari per fare piazza pulita dei tradizionali segnali di regolazione del traffico.
    UNO SPAZIO CONDIVISO - Alla base del progetto sta la filosofia dello spazio condiviso, un approccio urbanistico in cui si vuole mettere sullo stesso piano pedoni, ciclisti e automobilisti, responsabilizzando i singoli cittadini. L’eliminazione dei semafori e degli alt obbliga tutti i protagonisti della strada a guidare con più cautela, e soprattutto a cercare il contatto visivo, a guardarsi intorno e negli occhi costantemente. Nessuno potrà affidarsi ciecamente a un segnale di via libera o di stop, ma dovrà negoziare le proprie mosse tenendo conto degli altri. Anche perché è ormai assodato che la presenza di semafori, di strisce e simili segnali di per sé non salvaguarda da incidenti.
    FUNZIONERA’? - Una filosofia che è già stata applicata nella città olandese di Drachten – da cui sono scomparsi addirittura i marciapiedi – e a cui sta pensando anche un comune a nord di Berlino, Fuerstenberg/Havel. Forte di queste esperienze, il sindaco di Bohmte Klaus Goedejohann è ottimista: «Il traffico non sarà più dominante». Ma non tutti sembrano convinti: «Solo perché ha funzionato in Olanda non è detto che funzioni anche qui», ha commentato Werner Koeppe, uno specialista dell’Istituto sul traffico di Berlino. La prova del nove consisterebbe probabilmente nel testarlo in Italia.
    Carola Frediani
    15 settembre 2007

    Incuriosito, ho cercato di saperne qualcosa di più sulla città di Drachten, in Olanda, che aveva già sperimentato questo metodo. Ho scoperto che la mitica Wikipedia ha una voce "shared space" (in inglese) che racconta di questo nuovo metodo di "non-regolamentazione del traffico". E ilo bello è che, dove è stato applicato sembrerebbe funzionare bene. Al punto che anche la Commissione Europea sostiene questo progetto.

    Ora, di solito, quando si parla di misure per migliorare la viabilità e la vivibilità nei centri urbani, si pensa immediatamente a una maggiore regolamentazione e controllo sul traffico veicolare. Si va dalle zone 30 ai divieti di accesso, all'accesso a pagamento, ai percorsi protetti per pedoni, alle piste ciclabili. Qui abbiamo un esempio di un progetto che va in senso del tutto opposto e che mi pare assai interessante. C'è qualche esperto di psicologia ambientale o di psicologia del traffico che ha voglia di discuterne?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    In Germania forse funzionerà, in Italia no di certo

    Vale come per tutte le altre cose in cui serve senso civico. In Inghilterra hai la possibilità di farti cambiare una pietanza anche dopo averla mangiata quasi tutta solo perchè non era di tuo gradimento. Potrebbe succedere in Italia? Ovviamente no, i ristoratori andrebbero sul lastrico...

    E così, senza regolamentazioni, ognuno cercherebbe di tirare l'acqua al suo mulino...
    *** Homo sum: humani nihil a me alienum puto ***

    oPS-StaNZa Di uRBiNo iL Mio FoRuM



    Anche Ember nella setta dell'ASD *asdatrice musicista*
    [thanks to Angelus, fondatore della setta]

  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di Antopsi
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    Non mi sembra una buona idea. Mi viene da pensare non solo al semplice senso civico, ma anche e sopratutto alle difficoltà che posso incontrare i disabili. Come fa un cieco ad attraversare la strada se non ha la segnalazione acustica del semaforo? Certo, ci si può affidare al senso civico dei automobilisti ( ), ma mi sembra come minimo un pò pericoloso.
    Io faccio il servizio civile in una associazione di disabili intellettivi, e dopo mesi di uscite sono riuscito a far capire al uno dei miei bambini (nello spettro autistico) come funziona il semaforo e come deve attraversare la strada. Se domani togliessero i semafori si creerebbe un problema non indifferente, visto che questo bambino ha ancora qualche difficoltà (anche se non sempre) ad attraversare senza l'ausilio del semaforo o del segnale di Stop.
    E poi... niente marciapiedi? Hum... mi sembra anche meno sicuro del togliere i semafori. Almeno a Palermo.
    Poi....
    http://s2.bitefight.it/c.php?uid=49195

    Is not dead what it can eaternal live, but in strange eaons even death may die...

    Io ne ho viste cose che vuoi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire.

    Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cavolo, scegliete lavatrice, macchina, lettore cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici. Scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cavolo, scegliete il fai-da-te e il chiedetevi chi siete la domenica mattina. Scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz, mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio, ridotti a motivo di imbarazzo di stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete il futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa cosí? Io ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?

    Il mio blog... Venitemi a trovare.

    Avanguardista del F.E.R.U. e Governatore della provincia di Palermo.
    I GATTI DOMINERANNO IL MONDO!

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di Panphile
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    Io condivido pienamente quel che sostiene Antopsi pur ritenendo questo innovativo metodo interessante e ,sotto un certo punto di vista, anche accattivante. E' un modo alternativo che forse potrebbe davvero rendere maggiore senso civico e stradale agli automobilisti e tutti coloro che hanno dei mezzi sui quali spostarsi.
    Però allarghiamo il nostro campo visivo.I segnali stradali non sono solamente un aiuto,un agevolazione per coloro che hanno dei mezzi,ma soprattutto lo sono per i pedoni. A partire dai disabili,passando per le persone anziane e finendo con i bambini piccoli.
    Io ricordo che per arrivare alla mia scuola elementare dovevo compiere un pezzetto di strada a piedi da sola; ma non ho mai avuto problemi perchè mi avevano insegnato quando potevo attraversare e in quale punto della strada. Ci sono tanti bambini che vanno a scuola da soli e sarebbe un vero problema anche per loro ed i genitori che non possono accompagnarli perchè impegnati nel lavoro. I pullman spesso e volentieri si fermano abbastanza distanti dall'edificio scolastico ed il più delle volte si deve attraversare una strada.

    Purtroppo in Italia è inconcepibile una cosa del genere,non tanto per le piccole cittadine...ma soprattutto per città come Roma,Milano...caotiche e con strade talmente ampie e numerose che sono NECESSARI dei segnali. I piccoli paesi difficilmente vantano una rete stradale intricata,quindi è più semplice l'auto-organizzazione automobilistica.
    Gli esempi risportati dalla giornalista sono alquanto inadatti,in quanto si parla di Paesi totalmente diversi per abitudini e cultura da noi italiani.
    In Germania per ridurre l'inquinamento ad ogni semaforo rosso,le macchine spengono il motore e lo riaccendono solo quando diventa verde. In Germania la notte per le strade c'è il più assoluto silenzio,solamente nei locali è concesso far baldoria,ma all'esterno...per rispetto di tutti quanti non deve volare una mosca.

    Esiste questa concezione di rispetto in Italia?
    Purtroppo no...è facile fare degli esempi come quelli di Carola Frediani,ma bisognerebbe prima considerare le solide e radicate differenze di comportamento,abitudini,regole,governo... che intercorrono tra noi e le altre nazioni.


    Alessandra

  5. #5
    Iggy1982
    Ospite non registrato
    A Napoli hanno già sperimentato questa idea. E il bello è che l'input è arrivato dagli stessi cittadini, che con un tacito accordo hanno deciso di ignorare semafori e segnaletica stradale. Purtroppo i risultati non sono stati apprezzabili.

    Poi dicono che noi terroni non siamo all'avanguardia

  6. #6
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    E pure in Puglia l'hanno già sperimentato (e tuttora sperimentano)
    A Canosa (provincia di Bari), i semafori non vanno sia di giorno che di notte (non ho capito perchè), per tutto il paese (30000 abitanti).
    Fondamentalmente agli incroci vige la legge del più forte nonchè il motto "Chi si ferma è perduto"
    (provato di persona )

    Non sono psicologa dell'ambiente o del traffico ma come soluzione credo si possa sperimentare, a partire proprio da piccoli centri per poi allargarsi ai più grandi.
    Al di là delle diverse culture e mentalità, credo che ci si possa adattare a nuove "forme di viabilità" o per lo meno si possa provare. Dopo sarà l'abitudine (e quindi il ripetersi di specifici comportamenti) che porterà ad una regolazione del traffico, anche senza semafori. L'istinto di sopravvivenza e l'adattamento non sono una bazzecola
    DARCYLIA

    Ex-Referente Supremo per il F.E.R.U. nel Libero Comune di Bologna

    "Despite all my rage, I am still just a rat in a cage"
    Smashing Pumpkins, "Bullet with butterfly wings"


    E nonostante tutto....
    Enjoy life, there's plenty of time to be dead
    (la mia inguaribile vena di ottimismo...)

  7. #7
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    O volendo inseriamo anche le teorie darwiniane sulla supremazia del più forte. Il mezzo più grande sopravvive...il debole pedone perisce.


    XD

  8. #8
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Guarda Panphile, che le teorie "darwiniane" non c'entrano nulla. Intanto perché nei paesi dove questa soluzione è stata sperimentata vige il principio secondo il quale un automobilista che investe un pedone ha torto in partenza e viene condannato comunque, anche se il pedone era uno che ha tentato il suicidio. In secondo luogo, l'idea di partenza è che ognuno è resposabile di quel che fa. E se sbaglia paga.
    Io proverei ad approfondirne la conoscenza, prima di criticarla, questa iniziativa.

    Buona vita

    Guglielmo
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  9. #9
    Postatore Epico L'avatar di darcylia
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    Originariamente postato da willy61
    Io proverei ad approfondirne la conoscenza, prima di criticarla, questa iniziativa.

    Buona vita

    Guglielmo
    Di sicuro c'è bisogno di approfondirne la conoscenza (per capire effettivamente come è stata messa in atto, con che tempi, e soprattutto dove e perchè proprio in quella città, ad es.).
    Ma non trascurerei nemmeno le realtà italiane già presenti (vedi Canosa appunto) perchè qualche idea/spunto possono darla

    Originariamente postato da willy61
    In secondo luogo, l'idea di partenza è che ognuno è resposabile di quel che fa. E se sbaglia paga.
    Questo deve essere il punto di partenza.
    A prescindere da culture e paesi diversi.
    DARCYLIA

    Ex-Referente Supremo per il F.E.R.U. nel Libero Comune di Bologna

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    E nonostante tutto....
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  10. #10
    Partecipante Assiduo L'avatar di Panphile
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    Willy stavo semplicemente rispondendo in modo ironico al post di Darcilya,in particolare alla sua ultima frase che mi ha fatto venire alla mente quello che ho detto. Non volevo dare un giudizio,ma semplicemente cogliere lo spunto per una battuta;anche perchè il mio parere l'ho dato 4 o 5 post fa e non era certo un post di sterile critica.




    Alessandra.
    Ultima modifica di Panphile : 07-10-2007 alle ore 14.44.04

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