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  1. #1
    Noskj237
    Ospite non registrato

    Problema lungo quattro anni

    Salve a tutti, sono Deanna ho 42 anni e vengo da Prato.
    Girando per internet ho trovato questo forum, e mi sono registrata appositamente per parlare della storia di mio figlio, uno stranissimo “caso” che non si riesce risolvere da anni ed è tuttora irrisolto. Devo premettere che mio figlio delle volte si poneva il problema di come si faccia a vomitare, ma fin lì non mi preoccupai perché era da quando aveva 3 anni che non si sentiva male, quindi non si sarebbe ricordato di niente di cosa si sarebbe provato. Faceva la quarta elementare, e tutto cominciò precisamente la domenica del 2 novembre 2003, in cui mio figlio si prese un’influenza. Chiamai i suoi quattro cugini, visto che mio figlio aveva il morale giù e doveva anche finire i compiti, ma finì che lo dovetti aiutare io. Quando li faceva non mostrava tanta attenzione e cominciava ad essere sempre più pallido, fino a quando si alzò in piedi improvvisamente dicendomi che era un po’ frastornato (non sapendo che si fosse beccato un’influenza, la sua cera dava l’impressione che fosse in ballo ad uno svenimento), poi mi ha detto di condurlo giù fino ad arrivare in cucina, è li appunto si sentì male e così vomitò due volte e sembra che dopo non si sia sentito meglio, anzi, si mise a piangere ed era tutto impaurito e tremolante. I suoi cugini capirono che non era una buona situazione e di tornare a casa. Io ero un po’ preoccupata, e mi chiedevo perché fosse stato così turbato per una cosa così banale, e gli dicevo di non preoccuparsi. Dopodiché si addormentò ed il giorno seguente lo portai a casa di mia madre che distava a pochi metri da casa nostra, perché dovevo andare a lavoro. Tornata da lavoro trovai mio figlio senza più nulla ed in buonissime condizioni, e dopo qualche giornata di riposo lo feci tornare a scuola. Tutto andava bene, ma sfortunatamente le stesse cose si ripresentarono improvvisamente in prima media, in cui mi chiamava continuamente con il telefono esigendo di essere portato a casa perché credeva di sentirsi male, ma una volta arrivato non aveva più niente. Poi ricominciava, e tutte le volte gli sembrava di avere questi disturbi mentre invece non aveva niente. A lui sembrava totalmente reale quello che accadeva, e moltissime volte ha marinato la scuola credendo come sempre di sentirsi male, rischiando la bocciatura. Per fortuna gli andò bene, e riuscì ad essere promosso. Giunti in seconda media, riprese ad andare a scuola, ma gli sembrava molto difficile, quindi smise per l’ennesima volta facendo ancora una montagna di assenze. Ricominciava, poi andava giù e smetteva. Ricominciava, poi smetteva, sempre così fino alla fine dell’anno scolastico, e viste le sue assenze che sarebbero state da bocciatura i professori gli inventarono un piccolo esame (diciamo un versione ridotta di quello di terza media), e lui essendo un ragazzo molto diligente lo fece con niente. Passati alla terza media, decidemmo di cambiare scuola con una suggeritaci da un professore, una scuola privata che avrebbe preparato alla licenza media con un orario molto ridotto in cui si avrebbe dovuto dare un esame insieme a dei ragazzi di un’altra scuola. Mio figlio fece tutto correttamente ma completò l’esame un pochino difficilmente, ma venne comunque promosso con buono. Adesso mio figlio è quattordicenne e siamo giunti a delle superiori, ma come si fa adesso? Voglio che frequenti la scuola normale come tutti, e che ritorni alla normalità perché tra poco sono ben quattro anni che la storia continua, e non voglio assolutamente che continui ancora. Ho girato ben cinque psicologi, che non hanno saputo dirmi niente di niente di come si possa rimediare, ed io sono letteralmente disperata. Ho sempre creduto in mio figlio, e mi ha detto che vuole tornare a tutti costi a scuola come una persona normale. Possiede un’infinità di doti ed è molto intelligente.
    Sappiate anche che la storia che vi ho raccontato è molto sintetizzata, quindi non dubitate a farmi domande, io risponderò ad ognuna! Se qualcuno volesse rispondere lo faccia, accetto di tutto!


    Grazie mille!!

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di nena2003
    Data registrazione
    25-10-2004
    Residenza
    Firenze
    Messaggi
    632
    Ciao!!
    Ho letto con interesse la storia tua e di tuo figlio e mi ha colpito un'espressione che hai usato più volte: VORREI CHE FOSSE NORMALE.
    Capisco che forse ti riferivi al fatto che vorresti che lui smettesse di stare male, ma ricordati: tuo figlio è normale!!
    Secondo me dovresti iniziare a vedere la cosa come una semplice richiesta da parte di tuo figlio, di cosa però devi scoprirlo tu, conoscendolo ed osservandolo. Cerca di capire quali sono le situazioni in cui lui si comporta così, quelle che probabilmente gli provocano questa reazione. Una volta trovate queste cause scatenanti forse sarà più facile intervenire.
    Non demordere, sii forte e cerca di non farti vedere preoccupata da lui. Vedrai che piano piano il problema diventerà più piccolo e forse (te lo auguro) se ne andrà.
    Spero che ciò che ti ho detto potrà esserti utile, anche un minimo!
    Un abbraccio.
    Nena.

  3. #3
    Noskj237
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da nena2003
    Ciao!!
    Ho letto con interesse la storia tua e di tuo figlio e mi ha colpito un'espressione che hai usato più volte: VORREI CHE FOSSE NORMALE.
    Capisco che forse ti riferivi al fatto che vorresti che lui smettesse di stare male, ma ricordati: tuo figlio è normale!!
    Secondo me dovresti iniziare a vedere la cosa come una semplice richiesta da parte di tuo figlio, di cosa però devi scoprirlo tu, conoscendolo ed osservandolo. Cerca di capire quali sono le situazioni in cui lui si comporta così, quelle che probabilmente gli provocano questa reazione. Una volta trovate queste cause scatenanti forse sarà più facile intervenire.
    Non demordere, sii forte e cerca di non farti vedere preoccupata da lui. Vedrai che piano piano il problema diventerà più piccolo e forse (te lo auguro) se ne andrà.
    Spero che ciò che ti ho detto potrà esserti utile, anche un minimo!
    Un abbraccio.
    Nena.



    Ti ringrazio per la risposta. In effetti si, vorrei che tornasse alla normalità, ho sbagliato termine.

    Lo vedo ansioso quando si trova in mezzo ad una folla in un luogo chiuso, di questo ne sono sicura. Non saprei dirti in quali altre circostanze, poichè lui la sua vera paura non l'ha mai voluta rivelare a nessuno.

    Grazie per la risposta!

  4. #4
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    16-03-2007
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    642

    risp

    Ciao Noskj237

    la storia che racconti è sicuramente particolare, sembra che tuo figlio sia fortemente ipocondriaco.
    COme ti hanno consigliato bisognerebbe capire queste ansie dove nascono.
    Secondo me dovresti avere la pazienza di raccontarci qualcosa di più...
    Per esempio che informazioni sulla famiglia: fratelli, evenuali divorzi, problematiche di vario genere....malattie in famiglia.
    Che tipo di rapporto ha il ragazzo con te e con il padre.
    Che vita fa e faceva il ragazzo, se fa sport ad esempio, se ha amici...
    Informazioni sulla gravidanza, sui suoi primi anni....qualsiasi nota particolare, anomala o che credi sia rilevante per capire tuo figlio....
    A presto
    Sorridi se vuoi che ti sorridano

  5. #5
    Noskj237
    Ospite non registrato

    Re: risp

    Originariamente postato da Arascanfly
    Ciao Noskj237

    la storia che racconti è sicuramente particolare, sembra che tuo figlio sia fortemente ipocondriaco.
    COme ti hanno consigliato bisognerebbe capire queste ansie dove nascono.
    Secondo me dovresti avere la pazienza di raccontarci qualcosa di più...
    Per esempio che informazioni sulla famiglia: fratelli, evenuali divorzi, problematiche di vario genere....malattie in famiglia.
    Che tipo di rapporto ha il ragazzo con te e con il padre.
    Che vita fa e faceva il ragazzo, se fa sport ad esempio, se ha amici...
    Informazioni sulla gravidanza, sui suoi primi anni....qualsiasi nota particolare, anomala o che credi sia rilevante per capire tuo figlio....
    A presto

    Ho anche un figlio di 18 anni, e devo dire che si è sempre comportato bene nei confronti di suo fratello.

    Sono sposata e non ho mai divorziato.

    Di malattie in famiglia, credo non le chiamerei propio malattie. In famiglia siamo tutti un po' timidi, e infatti quando mio figlio alle elementari faceva le recite non riusciva a parlare davanti a tutte le persone e spesso finiva per non ricordarsi le parti, mentre gli altri compagni parlavano come se non ci fosse stato nessuno.

    Mio marito lo ha sempre assistito in tutto, e credo per lui fosse stato il miglior amico di famiglia. Hanno fatto tantissime cose insieme.

    Ha incominciato nuoto a otto anni, poi quando ne aveva nove ha fatto atletica leggera. Per un piccolo infortunio, quindo dovette smettere a dieci anni. Poi non ha fatto più nessuno sport.

    Alle elementari aveva una marea di amici, che mi portava sempre a casa. Quando ha incominciato le medie, non sentiva quasi nessuno.

    I primi mesi, è stato molto buono, nel senso che non si lamentava quasi mai: ne se voleva dormire, ne se lo svegliavi..
    Gli ho dato moltissimo latte, infatti è cresciuto a vista d'occhio.
    Questo è molto importante, ora che ricordo:
    Quando fu il momento in cui adava all'asilo, piangeva e gridava che mi voleva, quasi sempre. Una volta, addirittura, (visto che l'asilo era propio vicino a casa nostra) si munì di forcici e di nascosto tagliò la rete che faceva da recinzione all'asilo, scappò, e fece il citofono a casa. Poi vennero le maestre a riprenderlo.

    Grazie tante!

  6. #6
    wlapsicologia
    Ospite non registrato
    A pelle a leggere quello che hai scritto mi sembrerebbe un disturbo d'ansia da separazione..
    Non sono esperta nel campo della psicologia dello sviluppo, ma il fatto che il sentirsi male di tuo figlio (la volta dell'influenza) sia capitato di domenica, il giorno prima di tornare a scuola, mi fa pensare che i sintomi fisici di tuo figlio siano un modo (inconscio assolutamente) di rimanere attaccato al contesto familiare. Il disturbo di cui ti parlo a quanto ne so è un disturbo d'ansia, negli adulti assume la forma di attacchi di panico e agorafobia (forte panico in situazioni lontane da casa o nelle quali non è facile ricevere aiuto se ci si sente male, perlopiù in posti affollati).
    Parlane con uno psicologo in questi termini.
    Non stargli troppo addosso e non assecondare troppo il suo bisogno di protezione, pur sostenendolo nel suo ingresso nel mondo da adulto.
    Magari poi sbaglio..
    Un abbraccio.

  7. #7
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
    Data registrazione
    07-03-2006
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    1,618
    Ciao Noskj! Credo che sia utile che ti rivolga ad uno psicologo e che ci vada di persona, nel suo studio. Tra l'altro in questo forum non si possono fare diagnosi, valutazioni ecc. ecc. e tantomeno sostegno!

    Non vorrei risultare antipatica è solo che in questo modo si sottovaluta un intervento di sostegno o psicoterapeutico che dovrebbe avvenire in uno studio per svariati motivi...

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pecorellablu
    Data registrazione
    28-05-2002
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    1,308
    sì è vero, di certo quì non si fanno diagnosi ne si prescrivono medicine...ma se possiamo in qualche modo darle una mano con le nostre conoscenze ben venga...altrimenti che stiamo studiando?
    vorrei sapere una cosa però da noskj, capita mai che il tuo bimbo dorma da qualche amichetto o cuginetto per una notte? Ha mai fatto un campeggio ad esempio? e se sì, si sono presentati questi problemi?
    Nel momento in cui uno si impegna a fondo, infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute...Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L'audacia ha in sè genio, potere e magia.Incominciala adesso!


  9. #9
    Noskj237
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da pecorellablu
    sì è vero, di certo quì non si fanno diagnosi ne si prescrivono medicine...ma se possiamo in qualche modo darle una mano con le nostre conoscenze ben venga...altrimenti che stiamo studiando?
    vorrei sapere una cosa però da noskj, capita mai che il tuo bimbo dorma da qualche amichetto o cuginetto per una notte? Ha mai fatto un campeggio ad esempio? e se sì, si sono presentati questi problemi?


    Ha dormito tante volte a casa di altri, ma devo dire che si è sentito a disagio anche in quel modo. Mi dicevano che non riusciva a prendere sonno, perciò la maggior parte delle volte l'ho dovuto riprendere. A casa dorme normalmente e posso dire che non fa nemmeno un incubo, almeno per quanto ne so io.

    So che il modo migliore sarebbe consultare uno psicologo, ma l'ho gia fatto e non riusciti a capirci poco, nonostante mio figlio non voglia aprirsi.

  10. #10
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pecorellablu
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    28-05-2002
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    1,308
    a primo impatto sembrerebbe, come dice "wlapsicologia" un disturbo da separazione... il problema sembra presentarsi non solo all'interno del contesto scolastico,che avrebbe potuto far presumere un problema inerente a quel specifico contesto, ma anche ad altri dove si richiede un allontanamento tuo, anche se temporale. Hai provato vari professionisti ma non ti fermare a cercare, prova a consultare qualcuno che si occupi in particolar modo dei più piccoli, uno psicoterapeuta infantile, ma puoi rivolgerti anche all'asl della tua città, c'è una sezione, la neuropsichiatria infantile, che si occupa proprio delle problematiche dei più piccoli e lì operano professionisti come neuropsichiatri, psicologi, pedagogisti...vedrai che sapranno indirizzarti. Chiedi magari un primo consulto con il loro psicologo. Vedrai che si risolverà tutto per il meglio.
    Nel momento in cui uno si impegna a fondo, infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute...Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L'audacia ha in sè genio, potere e magia.Incominciala adesso!


  11. #11
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    07-03-2006
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    1,618
    Originariamente postato da Noskj237


    So che il modo migliore sarebbe consultare uno psicologo, ma l'ho gia fatto e non riusciti a capirci poco, nonostante mio figlio non voglia aprirsi.
    ..."non riusciti a capirci poco"...


    E...se è un'ansia da separazione, come stanno dicendo le mie colleghe qui, il problema è relazionale, quindi può andare anche lei dallo psicologo senza portare suo figlio...o andare entrambi, dipende al modo di lavorare dello psicologo a cui si rivolge.

    Comunque...come volete: date una mano, sono curiosa di sapere come va a finire!

  12. #12
    Partecipante Super Figo L'avatar di luna__pi
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    Originariamente postato da wlapsicologia
    A pelle a leggere quello che hai scritto mi sembrerebbe un disturbo d'ansia da separazione..
    Non sono esperta nel campo della psicologia dello sviluppo, ma il fatto che il sentirsi male di tuo figlio (la volta dell'influenza) sia capitato di domenica, il giorno prima di tornare a scuola, mi fa pensare che i sintomi fisici di tuo figlio siano un modo (inconscio assolutamente) di rimanere attaccato al contesto familiare. Il disturbo di cui ti parlo a quanto ne so è un disturbo d'ansia, negli adulti assume la forma di attacchi di panico e agorafobia (forte panico in situazioni lontane da casa o nelle quali non è facile ricevere aiuto se ci si sente male, perlopiù in posti affollati).
    Parlane con uno psicologo in questi termini.
    Non stargli troppo addosso e non assecondare troppo il suo bisogno di protezione, pur sostenendolo nel suo ingresso nel mondo da adulto.
    Magari poi sbaglio..
    Un abbraccio.
    sono completamente daccordo....e credo non ci sia soluzione migliore dello psicologo. cercane uno specializzato nelle problematiche dello sviluppo...e non arrenderti subito alla prima! Purtroppo senza parlare ne vedere la persona è difficile....il rischio di sbagliare è alto...
    in bocca al lupo!
    non si smette di giocare perchè si invecchia
    ma si invecchia perchè si smette di giocare

    (\_/)
    (°_°)
    ( ><)
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  13. #13
    Noskj237
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da paroletta
    ..."non riusciti a capirci poco"...


    Volevo dire che siamo riusciti a capirci molto poco su le paure di mio figlio.



    L'ho fatto visitare dai migliori psicologi che c'erano nella mia regione, e nessuno ha saputo dare delle spiegazione plausibili.
    Tante volte mi hanno consigliato degli psico-farmaci come fiori di bach, rescue remedy, depakin ma niente è riuscito a migliorarlo.

  14. #14
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    18-01-2005
    Messaggi
    64
    Capisco! Non è facile trovare la persona giusta!
    Fino a poco temp fa poi le leggi sulla pubblicità erano talmente restrittive che noi psicologi non potevamo chiarire in maniera esplicita il nostro campo di intervento e le nostre specializzazioni...e sono davvero tante e diverse!
    Di che regione sei? Magari riusciamo a consigliarti qualche psicologo evolutivo o psicoterapeuta con formazione specifica sull'infanzia che stia dalle tue parti!!

    Mil

  15. #15
    Neofita L'avatar di michela80
    Data registrazione
    14-04-2006
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    Pordenone
    Messaggi
    14
    Cara Noskj237,
    mi rendo conto che tu sia allarmata, dato il tempo che è passato dai primi sintomi, ma mi chiedevo una cosa... dici di aver cambiato 5 psicologi perchè non ti hanno detto qual'è la paura di tuo figlio... forse ti aspetti una risposta chiara e precisa in merito, ma può darsi che gli operatori da te consultati non ci siano riusciti perchè magari rivolti più ad aiutare praticamente tuo figlio, o magari perchè non è possibile darti una risposta in tal senso...
    non fraintendermi, non intendo dire che non si possa andare alla ricerca delle cause ma, per la mia esperienza, spesso prima ci si concentra anche sull'arginare le difficoltà... almeno, questo ho visto in anni di frequentazione di un servizio di Neuropsichiatria Infantile...
    come ti hanno già detto ti consiglio di rivolgerti a questo servizio.
    è normale che un genitore attraversi la fase in cui vorrebbe andare da tutti gli specialisti "migliori", ma spesso conviene affidarsi ad un servizio serio che possa concentrarsi non solo sulla diagnosi, ma anche e soprattutto sull'intervento...
    in ogni caso mi auguro che tu e tuo figlio possiate superare il vostro problema!

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