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  1. #1
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    Cina, la figuraccia di Yahoo!

    Ho avuto modo, ieri sera, di assistere, sul primo canale della TV Svizzera, a dir poco inquietante. Non di meno, le reti italiane, non mi risulta abbiano mai parlato di questo scandalo che ha per protagonista la filiale cinese di Yahoo, il noto motore di ricerca. Su questo computer ho il msn e altre funzioni Yahoo che mi sono state istallate per questioni di lavoro. Tutti noi usiamo abitualmente questi motori di ricerca, Google per esempio e' il piu' gettonato.
    Abbiamo mai pensato che, attraverso questi mezzi, e' possibile che ci tengano sotto controllo, costantemente? Che ogni nostra parola, possa essere monitorata e registrata?


    Cina, la figuraccia di Yahoo!

    Hong Kong (Cina) - Venti di polemica sulla divisione asiatica del popolarissimo Yahoo!. Il distaccamento di Hong Kong del celebre motore di ricerca, stando alle accuse sollevate da Reporters Sans Frontieres, potrebbe essere un collaboratore di primo piano nella caccia al cyberdissidente lanciata dalle autorità della Repubblica Popolare Cinese.

    Yahoo! Holdings Ltd, società parzialmente controllata dal governo di Pechino, avrebbe fornito importanti dati personali riguardo ad un utente particolarmente scomodo: il giornalista Shi Tao, collaboratore di un noto quotidiano finanziario locale. Shi Tao, come sottolinea il Commitee to Protect Journalists, è stato condannato a 10 anni di prigionia per aver divulgato in tutto il mondo alcune "direttive segrete" emanate da Pechino: veri e propri divieti rivolti ai direttori di tutte le testate nazionali, scritti con tono intimidatorio, che stabilivano il divieto di raccontare il quindicesimo anniversario della rivolta di Piazza Tiananmen, svoltosi lo scorso giugno.

    "Il motore di ricerca ha collaborato pienamente con le autorità cinesi, senza opporre resistenza", sostengono i portavoce di RSF. I poliziotti, forti della piena collaborazione di Yahoo!, hanno potuto risalire alle email inviate da Shi Tao. Rintracciare l'abitazione del dissidente è stato un gioco da ragazzi: ottenuto l'indirizzo IP del computer di Shi Tao, le novelle guardie rosse telematiche hanno immediatamente provveduto alla cattura dell'indiziato. I sostenitori di RSF hanno così pubblicato la traduzione del verdetto dei giudici cinesi, ottenuta tramite un'organizzazione per i diritti umani: una resoconto che non risparmia Yahoo! da una valanga di critiche al vetriolo.

    Nel documento si evincono le responsabilità dell'azienda nella cattura di Shi Tao: "Sappiamo già da tempo che Yahoo! collabora con i censori del governo cinese, ma adesso sappiamo che è persino un informatore della polizia". Recentemente, Yahoo! è entrata con prepotenza nel panorama cinese con la parziale acquisizione di Alibaba, un importante motore di ricerca locale utilizzato dalle aziende per l'import-export di materiali e prodotti made in China: è solamente un caso?

    La grande multinazionale aveva già suscitato le attenzioni di numerosi osservatori internazionali per avere accettato i diktat dell'oligarchia pechinese pur di aprire una filiale nel promettente mercato del far east: una scelta fatta propria anche da Google e Microsoft, che ha alimentato grandi polemiche. La Cina non è così vicina quanto sembra: qualsiasi azienda che opera su Internet, specialmente se straniera, deve accettare obblighi legali che costringono all'implementazione di sistemi censori ad alta tecnologia, come sostiene l'esperto Ethan Gutmann.

    Tommaso Lombardi

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1299480
    Un gabbiano di Nessundove io sono, nessun lido considero mia patria, nessun luogo, nessun posto a se mi lega; è di onda in onda invece che io volo


    Trova pace in cio’ che sei e dove ti trovi.
    Le persone spesso sanno gia’ cosa fare; a te spetta il compito di mostrare loro il modo......ecco la vera saggezza.
    (Eragon – C.Paolini)



  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    I poliziotti virtuali.Poliziotti animati.

    Da domani i cybernauti di Pechino avranno un nemico in più: un poliziotto virtuale che comparirà sullo schermo e per almeno 30 minuti saltellerà a destra e a manca disturbando l'utente e inviandogli messaggi intimidatori. E' la nuova forma di controllo telematico ideata dalla polizia della capitale cinese. Sulla scorta di un'iniziativa già intrapresa nella città di Shenzen, i poliziotti animati cominceranno a pattugliare i siti registrati in alcuni server pechinesi e - per ora - in 13 portali cinesi, inclusi i più grandi blog del Paese, Sohu.com e Sina.com. Entro la fine dell'anno i poliziotti virtuali copriranno tutti i server, apparendo a piedi, in bici o in macchina, sullo schermo dell'utente che sta visitando un sito proibito dall'ufficio del censore. Il ministro della sicurezza pubblica cinese ha dichiarato che continuerà "a promuovere immagini di poliziotti virtuali che siano user-friendly (intuitive, letteralmente 'amichevoli per l'utente'.
    In realtà, la trovata, tutt'altro che 'amichevole', non è che una ingegnosa maschera che nasconde il volto sempre più aggressivo e repressivo della censura cinese. Yahoo, come altri portali della Rete, ha accettato di censurare la versione cinese del proprio sito per non incorrere nelle ire del governo di Pechino. Se si digitano sul motore di ricerca parole come 'libertà', 'democrazia', 'indipendenza di Taiwan", 'Tibet', i risultati saranno nulli o accuratamente filtrati. Anche Google - che paradossalmente negli Usa difende strenuamente i diritti di riservatezza e libertà degli internauti - ha ceduto alle pressioni del regime, ed è, per questo, stata accusata di corresponsabilità nella politica censoria del Celeste Impero.

    Secondo un rapporto dell'osservatorio OpenNet (costituito dalle università di Harvard, Toronto, Oxford, Cambridge e dal Berkman Center for Internet), in 25 Paesi del mondo si applica una censura sistematica della Rete. I motivi della censura sono i più disparati: politici, sociali, storici, culturali. Oltre che morali. Vi sono alcuni governi che vietano l'accesso solo a determinate pagine, considerate moralmente inappropriate per i suoi cittadini, o altri che eliminano qualsiasi riferimento politico che non sia conforme agli interessi dello Stato, o ancora, autorità che setacciano la Rete per non consentire l'accesso a tutto ciò può essere messo in relazione con gruppi terroristici, indipendentisti o ribelli. I Paesi più restrittivi nel campo della censura sociale sono Cina, Pakistan e Corea del Sud. I più severi, nell'applicazione di filtri che limitino l'accesso a contenuti politici, sono i governi di Cina e Iran, seguiti da Myanmar (ex Birmania), Siria, Tunisia e Vietnam. Nelle galere di questi Paesi, Reporters sans Frontieres stima essere detenuti 52 cyberdissidenti.http://www.peacereporter.net/dettagl...c=0&idart=8646
    Un gabbiano di Nessundove io sono, nessun lido considero mia patria, nessun luogo, nessun posto a se mi lega; è di onda in onda invece che io volo


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  3. #3
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Tuttavia, la Cina non è l'unica nazione ad adottare misure di censura nei confronti di internet e dei contenuti della rete.

    Alcuni esempi, forse meno pubblicizzati, ma non per questo meno significativi, a mio parere:

    This study has found that censorship of the Internet
    is commonplace in most regions of the world. It
    is clear that in most countries over the past two
    years there has been an acceleration of efforts
    to either close down or inhibit the Internet. In
    some countries, for example in China and Burma,
    the level of control is such that the Internet has
    relatively little value as a medium for organised
    free speech, and its used could well create
    additional dangers at a personal level for activists.
    The September 11, 2001 attacks have given
    numerous governments the opportunity to
    promulgate restrictive policies that their citizens
    had previously opposed. There has been an
    acceleration of legal authority for additional
    snooping of all kinds, particularly involving the
    Internet, from increased email monitoring to the
    retention of Web logs and communications data.
    Simultaneously, governments have become more
    secretive about their own activities, reducing
    information that was previously available and
    refusing to adhere to policies on freedom of
    information.


    At the time, the former Home Secretary John Reid was feeding "tough on terrorism" soundbites to the mainstream media, along with Vice President of the European Commission Franco Frattini, who promised some sort of European Union wide policy on "banning websites" containing "bomb making" instructions, or other "terrorist" related information.

    "The French Assembly has approved a new bill that may have serious repercussions for online free speech.

    The warning comes a week after a Turkish court ordered the blocking of YouTube to silence offensive comments about Mustafa Kemal Ataturk, the founder of modern Turkey, marking the most visible attack yet on a website that has been widely adopted around the world.

    In less than a decade, the Internet in Europe has evolved from a virtually unfettered environment to one in which filtering in most countries, particularly within the European Union (EU), is the norm rather than the exception.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

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