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  1. #1
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    31-03-2003
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    Lo psicoanalista ha ancora paura di essere visto?

    Ciao ragazzi, ho una curiosità.. esiste ancora il setting analitico "paziente" straiato nel lettino e analista alle spalle?
    Non sembra troppo facile parlare alle spalle di qualcuno? Penso che non bastino le semplici parole per esprimere empatia :huge:, disappunto, stupore, soddisfazioni, dubbi , complicità, fiducia, umorismo, rabbia , comprensione :wink:... dove sta il bel faccino dell'analista? Sarà la paura di far scoprire che anche lui è "uomo"? buon faccia a faccia a tutti

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di paky
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    Non vorrei dire una grande cavolata, ma credo che il setting analista-dietro/paziente-sul-lettino sia nato semplicemente per dare una sensazione di neutralità e non-intrusività, per facilitare il paziente a far fronte ai suoi ricordi senza "gli occhi addosso"... Può darsi che abbia detto una stupidata ma questa è l'interpretazione che ho sempre dato al setting analitico!
    ...love is passion, obsession, someone you can't live without.
    I say fall head over heels.
    Find someone you can love like crazy and who'll love you the same way back.
    How do you find him? Well, forget your head and listen to your heart.
    'Cause the truth is that there's no sense living your life without this.
    To make the journey and not fall deeply in love... well, you haven't lived a life at all.
    But you have to try, because if you haven't tried, you haven't lived.

    Meet Joe Black

  3. #3
    per quel che ne so, ormai il lettino èstato"soppiantato"..se nn dagli psicoanalisti più "ortodossi"e in casi particolari...io sono d'accordo sia con l'interpretazione di accadueo che con quella di Paky...pensoabbiaunadoppia funzione !!!
    ho trovato al riguardo un commento di Jervis che mi sembra interessante:
    JERVIS: Attualmente é più spesso in uso la poltrona in vece del lettino. Il lettino nasce dall’esigenza del paziente di essere posto in una situazione di penombra, di stare in una stanza silenziosa, così che parli per conto proprio, senza sentirsi guardato. Gli agi e i disagi collegati alla struttura sono ovviamente relativi. Dipendono da paziente a paziente. Il lettino è più riposante per lo psicoanalista, perché questi non viene visto dal paziente e non deve sopportare il suo sguardo continuo, di dipendenza o di difesa. Pertanto il lettino è stato concepito per meglio soddisfare a un tempo le esigenze del paziente e del suo analista.

    e come al solito..qualcosa da leggere>>QUI<< e >>QUI<<
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di paky
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    Originariamente postato da Mia_Wallace
    Il lettino nasce dall’esigenza del paziente di essere posto in una situazione di penombra, di stare in una stanza silenziosa, così che parli per conto proprio, senza sentirsi guardato.
    Sono un genio!
    Cmq credo che l'analista che resta alle spalle del proprio paziente si perda tante informazioni non verbali che secondo me sono importantissime...

    ps: ...come si vede che sto seguendo il corso di clinica, prima non partecipavo mai e mi sentivo tanto tanto incompetente!!
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  5. #5
    Originariamente postato da paky
    Cmq credo che l'analista che resta alle spalle del proprio paziente si perda tante informazioni non verbali che secondo me sono importantissime...
    grande Paky :
    nn vorrei dire una cretinata...ma nn può essere che il nn verbale abbia iniziato a diventare importante in psicologia dopo la nascita della psicoanalisi (che in fondo è basata sulla parola, sui sogni sugli atti mancati..)??
    se così fosse, il fatto che adesso ils etting psicoanalitico classico nn è più"vincolato"dal lettino, potrebbe essere un segno (anche) di questa acquisita consapevolezza..

    edit: mi è venuta in mente una precisazione...con "acquisita consapevolezza", intendo apertura verso altri modi di fare terapia...io sono convinta che le patologie psichiche abbiano alla base una molteplicità di cause, e credo nell'integrazione di più punti di vista per poter meglio capire/aiutareil paziente..
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 01-04-2003 alle ore 16.15.23
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di paky
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    25-06-2002
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    Originariamente postato da Mia_Wallace
    nn vorrei dire una cretinata...ma nn può essere che il nn verbale abbia iniziato a diventare importante in psicologia dopo la nascita della psicoanalisi (che in fondo è basata sulla parola, sui sogni sugli atti mancati..)??

    Sicuramente... Ma in ogni caso Otto Kernberg, che nella sua strutturazione dell'esame psichico include al 3° punto la mimica del volto, è uno psicoanalista!
    Quindi sono d'accordo quando dici che forse il fatto che nell'analisi non venga più utilizzato il lettino sia sintomo di una sempre maggiore consapevolezza dell'importanza del linguaggio non verbale!

    io sono convinta che le patologie psichiche abbiano alla base una molteplicità di cause, e credo nell'integrazione di più punti di vista per poter meglio capire/aiutareil paziente..
    Sono d'accordo anche io, infatti mi pare di aver capito che spesso per alcuni soggetti sia necessario integrare più orientamenti terapeutici...
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  7. #7
    Ospite non registrato
    [QUOTE]Originariamente postato da Mia_Wallace

    Mia, sei un pozzo inesauribile di cultura!!!

  8. #8

    grazie...e dire che mi sento così ignorante...però ho tanta passione e tanta voglia di imparare
    :huge:
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  9. #9
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    e nel momento in cui lo psicoanalstista scoprisse che il "paziente" è solo una "vittima" mentre quelli da curare sono i genitori? cosa farà.. penserà ok.. cambia lui, in fondo è stata la madre a chiedermi d'aiutarlo.. oppure, veramente il setting psicoanalitico non prevede una terapia congiunta nè tantomeno familiare.. vabbè continuiamo qualche annetto e vediamo che succede.. Io ci spero in un'integrazione degli approcci terapeutici.. la psicoanalisi c'ha dato tantissima soggettività e ne siamo grati.. adesso iniziamo a pensare in termini di relazioni, anche questo è umano o no?

  10. #10
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti,
    Vi parlo anche per esperienza personale, avendo alle spalle una psicoterapia psicoanaliticamente orientata con setting di 1 v/settimana; oltre che una psicoanalisi classica in corso.
    Normalmente per psicoanalisi classica si intende un setting in cui il paziente è sdraiato sul lettino e parla, mentre lo psicoanalista gli sta seduto alle sue spalle. Il setting è di 3 o più sedute alla settimana per 3 o xxxxxanni! Lo psicoanalista è perfettamente in grado di osservare la mimica e la gestualità del paziente!!!! Il setting psicoanalitico classico si basa sulle libere associazioni che il paziente produce durante la seduta e sulla loro interpretazione. Lo psicoanalista di solito non è direttivo e parla piuttosto di rado. La situazione così descritta è in grado di far regredire l'io del paziente e di fargli sperimentare una nuova nevrosi indotta dalla situazione psicoanalitica, che è la riedizione attuale di una relazione arcaica.
    La psicoanalisi vis a vis si basa su molti assiomi della psicoanalisi classica, pur essendo profondamente diversa, in quanto la profondità dei vissuti provati dal paziente e la regerssione sono molto più superficiali.
    Dire quale sia meglio fra le due.... è difficile. Ciò va valutato sulla base di una serie di indicazioni/controindicazioni oltre che dal punto di vista della relazione costo/beneficio.
    Ahhh, dimenticavo: Lo psicoanalista non ha paura di essere visto!
    Vi garantisco che il setting classico fornisce una possibilità unica nell'espressione libera dei propri ricordi, vissuti, emozioni, sensazioni

  11. #11
    Originariamente postato da Accadueo
    e nel momento in cui lo psicoanalstista scoprisse che il "paziente" è solo una "vittima" mentre quelli da curare sono i genitori? cosa farà.. penserà ok.. cambia lui, in fondo è stata la madre a chiedermi d'aiutarlo.. oppure, veramente il setting psicoanalitico non prevede una terapia congiunta nè tantomeno familiare.. vabbè continuiamo qualche annetto e vediamo che succede.. Io ci spero in un'integrazione degli approcci terapeutici.. la psicoanalisi c'ha dato tantissima soggettività e ne siamo grati.. adesso iniziamo a pensare in termini di relazioni, anche questo è umano o no?
    sono d'accordo con te sull'integrazione degli approcci, e sull'importanzadellerelazioni...ma mi sembra che tu stia facendo"di tutta l'erba un fascio"...penso che la psicoanalisi di cui tu parli nn rispecchi lo stato attuale dell'"arte"...ad esempio se guardi alle integrazioni di psicoanalisi e teoria dell'attaccamento, il tuo discorso viene a cadere...
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  12. #12
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    ma infatti Mia, mi inginocchio alla teoria dell'attaccamento, ma non pensi che si tratti di un rapporto troppo esclusivo? Secondo me si eraco già confusi nel momento in cui hanno "aggiunto" una seconda persona nella ricerca.. immagino che abbiano detto:" ok fino a due ci siamo.. proviamo con tre" e li si alzò un coro di pianto naturalmente tutto inconscio

  13. #13
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    Originariamente postato da alborr
    La situazione così descritta è in grado di farregredire l'io del paziente

    e di fargli sperimentare una nuova nevrosi indotta dalla situazione psicoanalitica, che è la riedizione attuale di una relazione arcaica. (soltanto ????????)

    scusa il metodo "poco ortodosso" di utilizzare le citazioni per fare domande
    Pat
    "Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè cela, ma accenna" Eraclito

  14. #14
    Ospite non registrato
    [QUOTE]Originariamente postato da alea
    (soltanto ????????)

    Beh, mi sembra già qualcosa.Tieni presente che nella psicoanalisi classica ha molta importanza il fatto di regredire (durante la seduta) ad una fase traumatica.
    Per quanto concerne il transfert, questo viene utilizzato come strumento non solo nell'analisi classica, ma anche (pur in misura minore) nelle altre terapie ad orientamento psicoanalitico ed è abbastanza indubbio che una forma di transfert si sviluppi in qualsiasi situazione terapeutica.

  15. #15
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    torino
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    mi riferivo proprio all'importanza della Regressione per un "nuovo inizio" reduce dalle letture di M.Balint, e quanto sia decisivo, fondamentale, l'orientamento analitico che si prefigge di non "colludere" coi vecchi aggressori evitando di aggiungere Trauma al Trauma.




    "Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè cela, ma accenna" Eraclito

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