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  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di violet81
    Data registrazione
    11-06-2006
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    firenze
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    81

    domanda importante!!

    Scusate la mia profonda ignoranza,ma ho bisogno del vostro aiuto.Una parsona a me molto cara soffre di Attacchi di panico e mi ha chiesto un consiglio su dove andare.secondo voi chi è più indicato?psicologo?psichiatra?psicanalista?grazie attendo vostre news..
    violet81

  2. #2
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Milano
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    In linea di massima ti direi che dipende da come questa persona vorrebbe affrontare il problema. Indubbiamente un approccio farmacologico, rivolgendosi quindi ad uno psichiatra, potrebbe dare un aiuto fin da subito.
    Per quanto rigurada l'approccio psicoterapeutico credo che sia un modo per affrontare il problema da un altro punto di vista, più proficuo. E qui dipende dalla motivazione della persona. Una terapia cognitivo-comportamentale o comunque legata al sintomo la aiuterebbe a poterlo gestire con più efficacia e ad "abbandonarlo". Se invece questa persona avesse una buona motivazione potrebbe fare un lavoro più profondo (dal momento che l'attacco di panico è solo un sintomo che esprime una disfunzionalità più ampia della persona) e in questo caso un lavoro di tipo analitico porterebbe a dei cambiamenti più ampi, tali per cui il sintomo non abbia più ragione di esistere.

    Spero di essere stato utile.

    Un saluto.
    gieko

  3. #3
    Partecipante Affezionato L'avatar di violet81
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    11-06-2006
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    firenze
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    81
    grazie mille sei stato molto utile!un saluto anche a te.
    violet81

  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di Emiliana
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    27-04-2005
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    Roma
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    97
    anche sul sito XXXXXX
    offrono un servizio di orientamento completamente gratuito, per chi avesse problemi e non sa a chi rivolgersi.
    Ultima modifica di crissangel : 12-04-2013 alle ore 00.20.30

  5. #5
    magnolia83
    Ospite non registrato
    Solitamente la figura di riferimento per chi soffre di attacchi di panico è lo psichiatra..e successivamente(o in parallelo) lo psicologo per aiutare il recupero funzionale e comportamentale..

  6. #6
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di el loco
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    8
    bravo Gieko...



    (la domanda: a posto di cosa l'attacco?)

    un saluto
    "... per favore Dio, per favore Knut Hamsun, non abbandonatemi adesso." (J. Fante)



    http://youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
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    27-03-2004
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    471
    Ogni specialista della salute mentale: psicoterapeuta di qualsiasi indirizzo o psichiatra.
    Contrariamente ad alcuni io consiglio prima il terapeuta piuttosto che lo psichiatra.
    Una buon criterio di selezione, qualora non se ne conoscano, è fare una telefonata e vedere quanto tempo dedica, quanto preme per l'appuntamento, sentire banalmente se c'è feeling.

    Santiago

    P.S. Una precisazione: l'orientamento cognitivo è scomposto (come ogni altro nel nostro settore): ampi settori del cognitivismo clinico si propongono cambiamenti profondi (sull'organizzazione di personalità) piuttosto che superficiali (sul sintomo)
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  8. #8
    erasmus!!
    Ospite non registrato
    scusate io vorrei chieder un parer x qnt riguarda la terapia "migliore" x una pers.che soffre di disturbi alim. ho sentito parlare di approccio analista-tipo lettino...terapie di gruppo..o terapiacon approccio cognitivo-comportam..
    io credo dipenda poi dalla persona,il paziente cioè..da come è fatto lui...e che esigenze ha...ma in linee generale, cè un approccio più privilegiato per qst patologia?grazie

  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
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    27-04-2005
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    Ciao!
    Io ho sofferto di attacchi di panico (con fobia sociale e agorafobia...già già, una bella gatta da pelare..) e mi ero rivolta all'epoca all'ASL della mia zona. Subito sono andata dallo psichiatra e ho preso sertralina e benzodiazepine (ottima la sertralina secondo me, le BD sono da prendere con cautela ma almeno all'inizio permettono di riprendere in mano le redini della propria vita).
    Dopo 3 mesi ho iniziato i colloqui con una psicologa. Ora è passato del tempo, ma lei cmq aveva un approccio psicoanalitico e lì mi faceva una psicoterapia fondamentalmente supportiva. Mi è stata molto utile, ma anche la sertralina all'inizio ha fatto la sua parte.
    Ora come ora ho paura che all'ASL non facciano psicoterapie così capillari per problemi del genere (ho fatto tirocinio in un CPS di Milano e le psicoterapie erano soprattutto per le persone gravi -> borderline, bipolari, depressioni gravi), io sono stata fortunata xkè x 2 anni sono andata all'ASL 1 volta alla settimana dalla psicologa e ho fatto un buon lavoro.
    Cmq consiglio prima un servizio pubblico per lo psichiatra, se si sa che funziona bene, poi semmai la ricerca di un bravo psicoterapeuta anche privato che ispiri fiducia. Conta molto il felling.
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  10. #10
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
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    Originariamente postato da erasmus!!
    scusate io vorrei chieder un parer x qnt riguarda la terapia "migliore" x una pers.che soffre di disturbi alim. ho sentito parlare di approccio analista-tipo lettino...terapie di gruppo..o terapiacon approccio cognitivo-comportam..
    io credo dipenda poi dalla persona,il paziente cioè..da come è fatto lui...e che esigenze ha...ma in linee generale, cè un approccio più privilegiato per qst patologia?grazie
    Ciao!
    Non credo esista una terapia migliore di un'altra.
    Esistono disturbi più resistenti e più radicati di altri e terapeuti più bravi di altri..
    Inoltre i DCA sottendono personalità anche molto diverse quindi anche il modo di intervenire può essere molto differente.
    Ma come mai ti interessa? Vuoi approfondire l'argomento o conosci qualcuno in difficoltà?
    Comunque se studi psicologia e ti interessa l'argomento ti consiglio la lettura di un libro breve ma molto interessante. http://www.priory.com/ital/DCA/scarnecchia.htm

    Comunque io ho fatto tirocinio in un centro per la cura dei DCA.
    L'ambiente in sè non mi ha convinta, il lavoro d'equipe con noi tirocinanti era inesistente e la gestione del reparto secondo me era troppo chiusa e controllante e lì si usava la psicoterapia di gruppo cognitivo-comportamentale ma a noi non hanno mai fatto partecipare quindi non ti so dire come sia...

    Dopo quell'esperienza ho pensato che vorrei vedere un centro che cura i DCA con un approccio più psicodinamico, o quantomeno più "psi" visto che lì di psi c'era veramente poco...
    Ciao!!
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  11. #11
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Ciao.Dunque per gli attacchi di panico la terapia migliore è quella cognitivo-comportamentale,preferibile anche alla farmacoterapia.Parlo di riduzione/eliminazione dei sintomi,poi ognuno ha le sue opinioni su ciò che sia importante modificare,sintomi o altro.
    La terapia cognitivo-comportamentale è anche la più efficace per la bulimia,mentre per l'anoressia la questione è molto più incerta per ora.

  12. #12
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Originariamente postato da Parsifal
    Parlo di riduzione/eliminazione dei sintomi,poi ognuno ha le sue opinioni su ciò che sia importante modificare,sintomi o altro.
    Caro Parsifal quella del cosa si vada a toccare in psicoterapia non mi sembra una questione da poco o da relegare a semplici opinioni personali. Peraltro come saprai sicuramente anche alcune correnti del cognitivismo si stanno indirizzando al lavoro sulla personalità o quanto meno sui sistemi di attaccamento (vd Liotti), allungando i tempi delle terapie e concentrandosi meno sulla sintomatologia.
    gieko

  13. #13
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Originariamente postato da gieko
    Caro Parsifal quella del cosa si vada a toccare in psicoterapia non mi sembra una questione da poco o da relegare a semplici opinioni personali. Peraltro come saprai sicuramente anche alcune correnti del cognitivismo si stanno indirizzando al lavoro sulla personalità o quanto meno sui sistemi di attaccamento (vd Liotti), allungando i tempi delle terapie e concentrandosi meno sulla sintomatologia.

  14. #14
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Originariamente postato da gieko
    Caro Parsifal quella del cosa si vada a toccare in psicoterapia non mi sembra una questione da poco o da relegare a semplici opinioni personali. Peraltro come saprai sicuramente anche alcune correnti del cognitivismo si stanno indirizzando al lavoro sulla personalità o quanto meno sui sistemi di attaccamento (vd Liotti), allungando i tempi delle terapie e concentrandosi meno sulla sintomatologia.
    Scusate,ma i miei deficit mnestici peggiorano e ogni volta faccio lo stesso errore inviando un post vuoto.
    Sì è una questione importante infatti.La mia risposta è letterale: la riduzione dei sintomi si fa in un certo modo (alemno per quanto sostengono la maggior parte,non tutte,delle ricerche).,ma non è detto che questo debba essere l'obiettivo fondamentale della terapia

  15. #15
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
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    Io penso che con una terapia co-co non avrei ottenuto nulla. Secondo me non esiste che una terapia sia meglio di un'altra per un disturbo. C'è una terapia, ma soprattutto, un terapeuta migliore, semmai per ogni persona, con la sua unicità e le sue risorse.
    Secondo me la co-co con le anoressiche e le bulimiche forse serve x farle aumentare di peso e migliorare il rapporto col cibo a livello comportamentale, ma questa signori è "guarigione"?
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