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  1. #1
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    il thread periodico sulla precarietà

    apro questo thread non a partire da un fatto accaduto particolare, ma da una cosa che - credo - ormai accade praticamente ogni giorno: quella di venir assunti con contratto atipico e di essere successivamente licenziati.
    l'evento spettacolare non lo conoscete (e poi non è neanche spettacolare) ma io si, e riguarda mio fratello maggiore che è stato licenziato senza se e senza ma, e prima ancora che il suo contratto a progetto scadesse.
    non potete immaginare in che situazione emotiva ci troviamo in famiglia.
    ma passiamo oltre.

    voglio dire, la disamina che ho fatto con mio padre: "mio fratello ha 31 anni, per fortuna ha una famiglia che lo supporterà sia emotivamente che economicamente, per fortuna non ha una famiglia propria. ma se mai avesse deciso di mettere su famiglia, se mai fosse stato solo, cosa sarebbe accaduto?"

    ci troviamo nella situazione in cui sacrifichiamo anni della nostra vita dietro facoltà che danno formazione zero, per poi successivamente cercarla in un master. ci dissanguiamo a lavorare nel call center o nei pub per pagarci gli studi, o si dissanguano i nostri genitori che sono costretti a spendere cifre per master e specializzazioni. per poi ottenere un risultato lavorativo pari a zero tagliato, dove la locuzione contratto a progetto (se ci va bene) la fa da padrone.
    da quando questo governo è salito al potere ha eliminato dal proprio vocabolario la parola precarietà, sostituendola con le meno utili pacs, tv, tesoretto.
    mentre in germania la merkel ruleggia, noi pensiamo ancora se in sicilia gli uomini picchiano le donne e ci dimentichiamo di affrontare i VERI temi sociali, come quello della mancanza di lavoro e quello della ri-definizione della legge Biagi (GRANDE testo di legge, come scoprii poi successivamente: peccato che Biagi venne ammazzato prima di perfezionarlo), mentre in prima pagina ci viene propinata la parola DICO in tutte le salse che poi a me delle coppie di fatto non me ne importa nulla, che se vuoi andare a vivere col moroso/morosa quello che conta è comunque che si abbia 1000 euro al mese a testa per sbarcare il lunario.

    io personalmente mi sento un pò presa per i fondelli da questo governo, a prescindere che sia il male minore (che poi non mi sembra neanche vero visto che, massacrando gli ordini professionali, ci ha fatto anche l'onda mentre eravamo nella m...).
    dopo 18 mesi di mal-governo, mai una volta che vi sia stato un tentativo concreto di ridefinire la legge biagi, mai che sia stata pronunziata la parola "giovani", ma che sia stata pronunziata la parola "precario".
    ci troviamo nella situazione che, ancora a 30 anni, siamo ancora dei giovani, quando dovremmo iniziare a pensare che forse, per una donna, si avvicina l'età limite per la menopausa.
    qui in sicilia chi si sposa ha coraggio, chi si sposa si è accontentato. prima si è sacrificato, poi si è accontentato di quello che c'era. e mi pare che nella penisola non sia molto diverso.

    non sono una fan del posto fisso, lo specifico e ribadisco come l'ho già fatto mille volte, ed è per questo che penso che la legge biagi potesse dare una svolta vera al mondo del lavoro, sul modello svedese, vero esempio da seguire per tutta l'Europa (di cui ho il culto assoluto), dove vige il part-time a tempo indeterminato e una retribuzione del lavoro che è veramente umana.
    qui, mi sembra che ci si stia dimenticando che il lavoro non è una cosa che va prestata gratis, ma che è un bene prezioso come veniva detto in passato "il lavoro nobilita", ma solo quando viene considerato un prodotto mentale e fisico che viene retribuito adeguatamente in termini economici e di soddisfazione personale.
    tutto questo si è perso nella notte dei tempi. il concetto di uomo, nel senso più vero del termine è andato dimenticato. il concetto di prestazione fisica e mentale vale ormai 1000 euro per tutti. sta ormai su una curva normale standard.

    scusate lo sfogo. spero con piacere che qualcuno risponda senza, possibilimente scannarsi su se è meglio berlusca o prodi, che non è quello il senso del discorso.

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di marco_84
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    purtroppo non è questione di destra e di sinistra... la precarietà l'ha introdotta l'ha sinistra, l'ha portata avanti la destra e di certo nessuno ha intenzione di cambiare le cose.
    gli "imprenditori", i "datori di lavoro" devono sopravvivere nella globalizzazione...e siccome nella vasca degli squali sopravvive chi fa più profitti (quindi salari più bassi), il governo, di qualunque colore esso sia, con la legge Biagi spazza via decenni di conquiste dei lavoratori introducendo contratti vergognosi.

    E' il capitalismo... e qualunque politico ci dirà che "il bene dell'impresa è il bene del lavoratore". Non vogliamo mica che la fabbrica chiuda o si sposti ad est...quindi è meglio per noi se facciamo i bravi e ci pieghiamo a 90°.
    Non è questione di governi, i governi fanno solo il loro dovere, ovvero essere al servizio di confindustria&c.
    Nel capitalismo è normale e "giusto" che i profitti di pochi siano più importanti delle vite di molti. Il mio non è un giudizio morale, non credo che i politici di oggi siano più "cattivi" di quelli che garantivano il posto fisso 30 anni fa...dico solo che svolgono correttamente quella che è la loro funzione in questo sistema, aiutati anche dalla nostra passività.

    Diversi di noi possono cavicchiarsela, per studiare, grazie ai genitori, che perlomeno hanno avuto condizioni di lavoro normali...ma cosa sarà tra 10, 20, 30 anni?
    sarebbe quasi ora di alzare la testa.

    P.S.
    dimenticavo...lo psicologo o lo psicoterapeuta sono lussi che si può permettere una società ricca. Fino ad oggi va tutto bene, ma quanti della nostra generazione, a differenza del passato, potranno pagarsi una psicoterapia contando sul loro stipendio? quando ci sono problemi materiali concreti, i problemi psicologici fanno in fretta a passare in secondo piano...
    Ultima modifica di marco_84 : 04-08-2007 alle ore 02.51.56
    « Più egli contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio » G. Debord

  3. #3
    Yezidism
    Ospite non registrato
    ciao francy, capisco benissimo quello che scrivi e hai pienamente ragione, secondo me non è tanto una questione di mobilità, interinali, contratti atipici ecc.
    Negli usa, in francia, in inghilterra, nei paesi scandinavi questo tipo di sistema esiste da più di 50 anni e nessuno mai si è tagliato i polsi perchè i contratti aticipi e la legge biagi sono delle cattiverie.
    La domanda semmai è: Perchè a parità di sistema economico e di lavoro il lavoratore italiano viene portato alla disperazione ed al suicidio mentre gli altri lavoratori europei no?
    La risposta a questo quesito più che elementare la definisco futile, cosa cambia tra l'italia e il resto d'europa? Riprendendo l'esempio di tuo fratello facciamo un paragone, se un lavoratore inglese, danese, svedese, tedesco viene licenziato in tronco a causa della legge biagi o della mobilità, lui non solo che nel giro di 3 giorni ha già trovato un nuovo lavoro ma ha anche un sistema di servizi sociali come ad esempio quello danese che gli paga interi stipendi mensili di disoccupazione affinchè il lavoratore licenziato non trovi un nuovo lavoro.
    Vedi francy quello che cambia non è un discorso di precarietà ma è che mentre tutti gli altri paesi dell'europa hanno un sistema di servizi sociali a difesa del cittadino più debole in italia vieni abbandonato a te stesso, se in italia vieni licenziato e non hai soldi per comprarti da mangiare, da vestire per lo stato puoi tranquillamente ed inesorabilmente morire di fame! al massimo se sei meridionale e rimani disoccupato lo stato ti espone il seguente slogan: "O brigante O emigrante!" Secondo te perchè ancora migliaia di italiani vengono obbligati ad emigrare? Perchè da disoccupato in italia non hai nessuna possibilità di sopravvivere quindi o per vivere fai il criminale oppure sei pregato di andare all'estero a lavorare.
    Per concludere, la legge biagi, la precarietà, i contratti ambigui si intercalano benissimo nelle nazioni dove per i disoccupati è previsto un sussidio sociale, ma in italia dove i servizi sociali sono inesistenti intercalarci questo tipo di economia significa portare alla disperazione e alle psicopatologie il lavoratore.
    Tu pensa che adirittura il governo cinese fornisce un assegno mensile di disoccupazione pari a €28 mensili, ho sentito qualche cinese che ha avuto la sfacciataggine di reclamare un aumento almeno di €30 mensili cifre che a noi sembrano piccole ma che nella realtà cinese ti assicuro che con €28 al mese ci sopravvivi alla grande per un mese.
    Insomma per il disoccupato italiano non è previsto nulla di nulla, ne agevolazione sui trasporti, ne buoni per mangiare, ne vestiario, ne assegno di sussistenza nulla di niente, non solo per i disoccupati non esiste nulla ma per quei pochi lavoratori quotidianamente vengono minacciati e frustrati dai governi di turno di dimunirgli l'importo della pensione e di allungare l'età pensionabile. Un tempo anche l'inghilterra trattava gli indiani esattamente come i lavoratori vengono attualmente trattati dai governi di turno italiani, la fortuna dell'india fu che anzichè ad avere 3 finti sindacati a difesa degli operai come i nostri aveva un avvocato indiano di nome Ghandi, il quale decise di trattare con gli inglesi in modo pacato e non violento e semplicemente inducendo uno sciopero generale ad oltranza di tutti gli operai indiani incluso un boicotaggio totale delle merci inglesi. quindi sono solo 2 le principali variabili che stanno portando il lavoratore italiano nell'ansia e nelle depressioni suicide oltre al fatto di non poter aver figli:
    1) L'assenza totale di servizi sociali e assegni sociali ai disoccupati (cosa che esiste in tutta l'eu).
    2) avere 3 sindacati che anzichè proteggere il lavoratore (morti bianche ecc.) ne hanno una concezione di schiavo senza diritti.

  4. #4
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    la condizione di precarietà dei giovani è un risultato inevitabile della condizione italiana.
    Chi ha un contratto a tempo indetreminato non è licenziabile,per essere licenziato deve mettere una bomba sul luogo di lavoro,sparare ai colleghi o qualcosa di simile.
    Queste stesse persone hanno l'appoggio totale dei sindacati e di tutti i partiti.
    Alcuni partiti difendono anche privilegi assurdi e anacronistici come andare in pensione a 57 anni,la pensione anticipata delle donne rispetto agli uomini ecc...
    Chi ha un posto fisso,anche se è improduttivo,non viene licenziato,guadagna allo stesso modo che renda oppure no,va in pensione presto e poi fa lavori in nero appena andato in pensione.
    Chi è nato più tardi si attacca: per quanto studi o si sbatta non può sostituire i lavoratori a tempo indeterminato;nasce così una concorrenza totale tra persone non tutelate che devono accettare qualsiasi cosa venga offerta loro.
    Io non credo che esista una classe di padroni cattivi che sfruttano i lavoratori.Il fatto è che esistono lavoratori intoccabili che tolgono risorse a tutti gli altri,su questi altri sì che lo sfruttamento diventa completo.
    Per fare un esempio.
    Pensiamo ai professori,di qualsiasi grado.
    Un professore di liceo assunto rimane al suo posto anche se è totalmente incapace e improduttivo;certo,poverino,mica lo si può mettere in mezzo alla strada.
    Il problema è che ci sono migliaia di aspiranti professori più giovani che,per quanto studino,si sbattano,siano capaci non possono prendere il suo posto,e quindi restano loro a spasso.
    Bisognerebbe che in Italia ci si decidesse.
    La prima possibilità è difendere il principio che tutti devono avere un posto fisso,pagato bene,senza possibilità di licenziamento e con la pensione a 57 anni.Però sono balle,la nostra società non ha tutte queste risorse,non è così ricca.
    la realtà è che una selezione alla fine viene fatta comunque e,se non si vuole essere ipocriti,questo è inevitabile.
    Ora la selezione è fatta esclusivamente per criteri di casta
    -chi ha un contratto a tempo indeterminato
    -chi è difeso dai sindacati
    -chi è amico del tale (avviene così nelle università ad esempio).

    Oppure ci si basa esclusivamente sul "merito".il merito lo si può misurare: quanto rendi,quanto lavori,quanto hai studiato

    Quando vivremo nel Mondo Perfetto,dove le risorse saranno infinite,si potrà creare una società dove tutti ricevono in base ai loro bisogni,oggi questa prospettiva è una presa in giro
    Ultima modifica di Parsifal : 04-08-2007 alle ore 19.56.11

  5. #5
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Parsifal. non è per accendere una polemica, ma quando dici:

    "Oppure ci si basa esclusivamente sul "merito".il merito lo si può misurare: quanto rendi,quanto lavori,quanto hai studiato
    Mi viene voglia di risponderti che non è merito tuo se sei nato qui, invece che a San Paolo del Brasile. Che non è merito tuo se hai avuto due genitori abbastanza buoni, che non è merito tuo se hai avuto dei docenti capaci. E che, se la genetica non è un'opinione, non sono merito tuo né il tuo carattere, né molte delle tue doti e capacità.

    Se vuoi discutere di merito (che per me è una parola vuota, come "patria", "famiglia", "padroni" e tante altre) apriamo un thread.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  6. #6
    Partecipante Affezionato L'avatar di Oriana!?
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    mi è capitato di leggere su D (l'allegato di Repubblica) del 28 luglio un'intervista a Corinne Maier scrittrice e psicoanalista francese sul suo ultimo libro (No Kid. Quarante raisons de ne pas avoir d'enfant). Nell'intervista espone un paradosso piuttosto interesante e che personalmente mi sento di condividere almeno in parte. La Maier sostiene che la società ama i neonati e i bambini piccoli. Ma quando arrivano a 18 anni li abbandona. Cito: "Perchè li amiamo in quanto oggetto. Ma quando diventano soggetto è tutto molto più problematico e nessuno si preoccupa del loro avvenire. E' drammatico vedere tutti questi giovani vittime della precarietà e senza sbocchi. E' un paradosso interessante: abbiamo dedicato uno spazio enorme ai piccoli ma una volta cresciuti né lo Stato né la società attribuiscono loro un posto".

    voi che ne pensate?

  7. #7
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    che talora la verità espressa in modo così crudo è difficile da metabolizzare, purtuttavia "l'esser non vista non impedisce che essa sia vera"
    " E se scruti a lungo un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te" Nietzsche


    dai un'occhiata a questo sito www.altrapsicologia.it

    per usufruire del servizio contattare la scrivente per pattuire il compenso

  8. #8
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Originariamente postato da willy61
    Parsifal. non è per accendere una polemica, ma quando dici:


    Se vuoi discutere di merito (che per me è una parola vuota, come "patria", "famiglia", "padroni" e tante altre) apriamo un thread.

    Buona vita

    Guglielmo
    Sì,merito in sè significa poco.Io lo intendo nel modo più cinico possibile.Nel senso di efficienza.
    In un mondo giusto si potrebbero usare altri principi,ma il mondo non è giusto e l'uomo ha pochissime possibilità di cambiare questo dato.
    partendo da questa idea concludo che si può essere coerenti e prenderne atto o ipocriti.
    Penso che invece tu non condivida la mia ipotesi iniziale.
    In realtà poi le mie conclusioni sono completamente arbitrarie,ad esempio: e anche se il mondo è ingiusto e non possiamo farci niente,perchè dovremmo essere coerenti con questo dato?
    Perchè occorrerebbe premiare l'efficienza e non ad esempio la simpatia?o la forma del naso?
    Non c'è nessun vero motivo,è un gusto mio

  9. #9
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Originariamente postato da Oriana!?
    mi è capitato di leggere su D (l'allegato di Repubblica) del 28 luglio un'intervista a Corinne Maier scrittrice e psicoanalista francese sul suo ultimo libro (No Kid. Quarante raisons de ne pas avoir d'enfant). Nell'intervista espone un paradosso piuttosto interesante e che personalmente mi sento di condividere almeno in parte. La Maier sostiene che la società ama i neonati e i bambini piccoli. Ma quando arrivano a 18 anni li abbandona. Cito: "Perchè li amiamo in quanto oggetto. Ma quando diventano soggetto è tutto molto più problematico e nessuno si preoccupa del loro avvenire. E' drammatico vedere tutti questi giovani vittime della precarietà e senza sbocchi. E' un paradosso interessante: abbiamo dedicato uno spazio enorme ai piccoli ma una volta cresciuti né lo Stato né la società attribuiscono loro un posto".

    voi che ne pensate?
    é verissimo,ma io anticiperei l'età.
    dei quindicenni ad esempio non frega niente a nessuno.
    Non esiste nessun tipo di sostegno concreto o emotivo agli adolescenti;vengono trattati come dei rompiballe e basta

  10. #10
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    E questo è vero, triste e rischia di provocare moltissimi danni.

    A me pare che quello che ha riportato Oriana!? sia tragicamente vero. L'Italia non ha nessuna struttura di servizi alla salute (e magari è pure meglio, visto che anche dove esistono i problemi non sono minori, mi pare) dedicata alla fascia di adolescenza e preadolescenza.

    Può essere che io sia "retrò", come modo di pensare e idee politiche. Ma penso che molto dipenda amche dal fatto che adolescenti e preadolescenti non sono persone. Sono ottimi consumatori. I migliori: adoranti, fedeli, sconsiderati, incapaci di guardare non dico al dopodomani, ma nemmeno al domani. E che alla società adulta danno un fastidio tremendo. Ricordano agli adulti che la loro vita non è l'unica possibile. Che lo sforzo, il merito ed il sacrificio sono parole al vento. Sono lo specchio esatto delle più temibili paure dei genitori adulti, il segno inconfondibile del trascorrere del tempo, la dimostrazione che nessuno è eterno.

    E sono più odiati che amati. Dimenticando che anche gli adulti, dopo essere stati bambini, sono stati adolescenti.

    Buona vita

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  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di Andrea1975
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    Caro Persifal,

    permettimi di chiederti di riflettere su una questione questione: sei sicuro che le problematiche della flessibilità dipendano dalla stabilità dei contratti a tempo indeterminato? Sei sicuro che il problema sia che c'è chi sta meglio? Sei sicuro che cambiando il sistema di chi ha più tutele (sindacati e contratti "forti") si starà tutti meglio?

    Sei sicuro che l'articolo 18 sia uno svantaggio per i lavoratori?
    Sei sicuro che se tutti i contratti fossero flessibili staremmo tutti meglio?

  12. #12
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Originariamente postato da Andrea1975
    Caro Persifal,

    permettimi di chiederti di riflettere su una questione questione: sei sicuro che le problematiche della flessibilità dipendano dalla stabilità dei contratti a tempo indeterminato? Sei sicuro che il problema sia che c'è chi sta meglio? Sei sicuro che cambiando il sistema di chi ha più tutele (sindacati e contratti "forti") si starà tutti meglio?

    Sei sicuro che l'articolo 18 sia uno svantaggio per i lavoratori?
    Sei sicuro che se tutti i contratti fossero flessibili staremmo tutti meglio?

    Se devo essere sincero sì,ne sono sicuro.
    Rispetto all'ultima domanda: no.se tutti i contratti fossero flessibili starebbero peggio quelli che ora hanno contratti fissi.Starebbero meglio quelli che ora hanno contratti a tempo determinato.

  13. #13
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Guarda, Parsifal, secondo me hai torto. E tracci un ritratto di lavoratore dipendente che, in 24 anni di lavoro, non ho mai incontrato (ora, può essere che io sia o fortunato o cieco, ma non mi pare)

    Mito n°1: Un lavoratore dipendente non è licenziabile. Solo in provincia di Bergamo, e solo negli ultimi tre mesi, sono stati più di cinquecento i lavoratori dipendenti (a contratto a tempo indeterminato) licenziati. Perché le imprese possono anche chiudere, e non è certo colpa dei lavoratori se l'imprenditore decide di delocalizzare la produzione. E ti parlo di una provincia dove il tasso di disoccupazione è meno del 3%. Figuriamoci da altre parti.

    Mito n° 2: I lavoratori flessibili stanno male perché i cattivi lavoratori a tempo indeterminato stanno troppo bene. Mah, ho i miei dubbi. Che c'entrano i lavoratori a tempo indeterminato con leggi idiote? Mica le fanno loro, mi pare.

    Mito n° 3: la nostra società non è così ricca da potersi permettere le tutele necessarie per tutti. La società non è né ricca né povera. Ad essere ricchi o poveri sono gli individui. Tutto sta nell'avere le palle di prendere i soldi dove ci sono. Se poi non lo si vuole fare, questo è un altro discorso. Quanto agli imprenditori che protesterebbero, mica glie l'ha ordinato il medico di fare l'imprenditore.

    Mito n° 4: La selezione è fatta solo in base alla casta. No. La selezione è fatta in base a quel che serve. Se servono tornitori e ti presenti dicendo di essere psicologo ti dicono di no, anche se sei culo e braga col proprietario dell'impresa. Almeno, qui funziona così. Da te non so.

    Buona vita

    Guglielmo
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  14. #14
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Bè se l'azienda chiude vanno tutti a casa,sicuramente.
    Se l'azienda non chiude?
    Per fare un esempio ti dico cosa successe in un azienda dove lavorava un mio parente.
    2 dipendenti dovevano portare i prodotti ai compratori; però non lo facevano,e non lo facevano perchè utilizzavano il tempo lavorativo per fare un altro lavoro,in nero.Il proprietario voleva licenziarli,ma alla fine rimasero al loro posto perchè i sindacati fecero un casino gigantesco.Questo è un esempio di eccesso di tutela: io li avrei licenziati e dopo li avrei messi in prigione.

    2-Sì.i lavoratori a tempo indeterminato portano via a tempo indeterminato posti di lavoro ad altre persone.In base a cosa hanno questo questo beneficio?In base a privilegi rispetto agli altri,privilegi di casta.
    Oltre a questo aggiungo che i lavoratori a tempo determinato di oggi saranno gli stessi che,considerando i tempi medi di vita,dovranno pagare la pensione per 20 anni a questi privilegiati.

    3-questo è il punto: stiamo sovrastimando la ricchezza della nostra società.la quantità di risorse è limitata,si tratta di stabilire come va divisa.Chi inizia a lavorare in questi anni, ad esempio, dovrà pagare 20 anni di pensione a dei 57enni ,ma andrà verosimilmente in pensione a 65 anni.

    4-esatto in base a quello che serve.se servono 5 tornitori,e il proprietario ha già assunto 5 tornitori,che non può licenziare,gli altri 5 aspiranti tornitori ricevono 0 euro mensili,anche se magari sarebbero più efficienti dei primi 5,appartenenti ad un'altra casta.

  15. #15
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Originariamente postato da Parsifal

    4-esatto in base a quello che serve.se servono 5 tornitori,e il proprietario ha già assunto 5 tornitori,che non può licenziare,gli altri 5 aspiranti tornitori ricevono 0 euro mensili,anche se magari sarebbero più efficienti dei primi 5,appartenenti ad un'altra casta.
    questa non l'ho capita: se hai già i 5 tornitori, perchè li devi mandare a casa per assumerne altri? li puoi licenziare, devi dimostrare che non fanno il loro lavoro. non è impossibile, solo che c'è bisogno della giusta causa.

    e poi, mettiti un po' dalla parte di quel tornitore che ha trovato lavoro. e dopo 4 mesi viene mandato a casa...e perchè? così, per assumere un altro che fa esattamente lo stesso suo lavoro. tu come campi intanto?
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

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