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Discussione: Onanismo

  1. #1
    Braveheart84
    Ospite non registrato

    Onanismo

    Secondo voi l'onanismo è da considerare patologico?

  2. #2
    dipende dall'accezione che dai al termine.
    intendi onanismo come sinonimo di autoerotismo?
    intendi onanismo come accorgimento volto a evitare una gravidanza?
    intendi onanismo come "masturbazione compulsiva"?
    ci sono altri significati che mi sfuggono?
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 10-07-2007 alle ore 02.16.30
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di Spellbound
    Data registrazione
    02-07-2007
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    Roma
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    303
    Diventerebbe patologico nel momento in cui,per praticarlo,non si uscirebbe più di casa.Almeno credo.

  4. #4
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    09-06-2007
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    168
    mi viene da ridere.

    quello che mi chiedo è perchè qualcuno si ponga problemi del genere.

  5. #5
    Braveheart84
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Meister Budulug
    mi viene da ridere.

    quello che mi chiedo è perchè qualcuno si ponga problemi del genere.

    I filosofi si ponevano problemi in continuazione se è per questo.
    Se non lo ritieni un quesito degno di nota, puoi non rispondere


    x Mia: forse allora è più adatto utilizzare il termine masturbazione compulsiva.

  6. #6
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    09-06-2007
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    ti stai paragonando ad un filosofo?

  7. #7
    Braveheart84
    Ospite non registrato
    No, intendevo dire che porsi dei problemi ha un suo perché.

  8. #8
    asinov
    Ospite non registrato
    io credo possa essere individuato anche un aspetto filosofico della questione. comuqnue compliemnti per lì'argomento, lo trovo molto interessante! spero che si sviluppi!

  9. #9
    Postatore OGM L'avatar di chiocciolina4
    Data registrazione
    12-04-2005
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    4,820
    come ogni altra attività credo che anche per la masturbazione compulsiva il carattere di patologia sia relativo al grado di interferenza con le attività quotidiane e le altre normali attività psichiche. Vale a dire che se la persona sta tutto il tempo chiuso in casa a masturbarsi o ha un impulso irrefrenabile di farlo a prescindere dal luogo in cui si trova e da cosa sta facendo, allora è patologico.

    In realtà parlando di "compulsione" si parla di patologia, a mio avviso.

    Un vero amico ti pugnala sempre di fronte. (O. Wilde)

    Perchè per un uomo la psicoanalisi dura meno? Non c'è bisogno di regredire all'infanzia.

    Non sono cattiva, è che mi disegnano così...! -->

    Membro del Club del Giallo e addetta all'ufficio promozione e marketing - Tessera n° 2
    (Guardiana radar del gruppo insieme a RosaDiMaggio )

    Vieni a trovarci al social group!

  10. #10
    Partecipante Figo L'avatar di valex82
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    914
    sono d'accordo con chiocciolina...qualsiasi cosa ha il carattere della compulsività si può considerare patologico.
    mi viene in mente che la masturbazione compulsiva potrebbe derivare da problemi relazionali con l'altro sesso (o con il proprio, se si è omosessuali), soprattutto per quanto riguarda la sfera sessuale...ma è solo una supposizione.

    voi che ne pensate?

  11. #11
    neuropsy33
    Ospite non registrato
    Normalmente la masturbazione compulsiva, a mio avviso, è il frutto di un'assenza di autostima. La frequenza masturbatoria è inversamente proporzionale all'autostima, per certi versi. Più uno prova piacere nel masturbarsi, più è convinto di poter provare sesso solo con se stesso a causa della mancata stima di sè proiettata sugli altri.

  12. #12
    asinov
    Ospite non registrato
    che cos'è "la stima di se proiettata sugli altri"?

  13. #13
    neuropsy33
    Ospite non registrato
    Noi tutti, grazie ad esperienze e fantasie infantili introiettate (ossia assimilate nel nostro Io), ci creiamo un'immagine di noi stessi che automaticamente cerca riscontro nel giudizio altrui. Non è da dimenticare l'apporto sociale e biologico di contenuti psichici, nella formazione dell'individuo.
    La stima di sè proiettata sugli altri sarebbe, in parole semplici, il giudizio che noi crediamo che gli altri abbiano di noi.

  14. #14
    Partecipante Esperto L'avatar di wundt_12
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    25-06-2006
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    Napoli
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    287
    A mio avviso bisogna prima capire di cosa stiamo parlando: masturbazione e non onanismo che è un termine mutato dal cattolicesimo (io sono cattolico e non ho nulla contro la chiesa!!!).
    Per masturbazione, secondo me, si intende un atto naturale con il quale stimoliamo il nostro immaginario erotico, cioè quella fabbrica nella quale creiamo le nostre fantasie. E' bene quindi guardare prima alla parte sana di tale aspetto in particolare se parliamo del periodo adolescenziale dove questa pratica è più frequente e intensa per ovvie ragioni.
    Altra cosa è, come faceva notare chiocciolina, la masturbazione compulsiva cioè una vera e propria addicted cioè una dipendenza ed ha funzionamenti analoghi a qualsiasi altra dipendenza dalle cause scatenanti, dove possiamo chiamare in gioco come diceva neuropsy33 l'autostima.
    Se poi la domanda è rivolta alla visione della chiesa su tale argomento è tatt'altra storia, amche se onestamente nn credo.

    Baci a tutti!
    Sasi

  15. #15
    Partecipante Assiduo L'avatar di Andrea1975
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    174

    Re: Onanismo

    Originariamente postato da Braveheart84
    Secondo voi l'onanismo è da considerare patologico?
    L'utilizzo del computer è da considerarsi patologico?
    Il gioco d'azzardo è da considerarsi patologico?
    La pornografia è da considerarsi patologica?
    L'attenzione al proprio fisico è da considerarsi patologica?
    La dieta è da considerarsi patologica?

    Prescindendo dai valori etici e morali, su cui non credo sia opportuno entrare come psicologi, non credo sia l'oggetto ad essere patologico ma la relazione che si ha con questo oggetto (onanismo, computer, gioco d'azzardo, ecc.).

    L'oggetto poi in sede di consulenza ci darà informazioni sulla natura della relazione, ma siamo già un'altra fase.

    Sarebbe poi curioso, ma qui entriamo in un altro campo, capire quale sia il confine tra normale e patoligico e quale tipo di accezione noi diamo al termine normale.

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