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  1. #1
    Partecipante
    Data registrazione
    20-09-2005
    Residenza
    Milano Provincia
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    38

    Psicologi: quali speranze professionali in cui credere ancora?

    Ciao a tutti, sono un laureato in psicologia da ormai 4 anni, sono di Milano e sono iscritto all'albo e vengo da tutta una serie di esperienze:
    sostegno scolastico, attività educative varie, stage in ambito risorse umane, tutor in ambito formativo.
    Ma ognuna fine a sè stessa..Ognuna destinata a finire..Ognuna con prospettive a lungo termine pari a zero.
    E nei mesi estivi la situazione è ancora peggiore..
    Adesso mi chiedo e vi chiedo, per uno psicologo quali sono ancora le speranze professionali da inseguire?
    Cosa vi fa andare avanti, quel'è l'"idea" che vi sostiene nei momenti difficili e non vi fa cadere nello sconforto più totale?
    Sperare nella specializzazione in psicoterapia? Provare nell'insegnamento? Tentare di trovare posto nella selezione del personale (tipo agenzie interinali)? Fare qualche corso di specializzazione e iniziare l'attività di libero professionista?
    Oppure continuare in questa desolazione di lavori precari?
    Ditemi qualcosa, scrivete ciò che vi tiene ancora abbastanza "positivi" da non farvi cadere nella depressione più totale...
    Avete in testa una prospettiva di vita professionale che vi dia un giorno la possibilità di poter finalmente dire che avete un ruolo fisso nel mondo del lavoro?

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di lucciolina
    Data registrazione
    17-01-2005
    Residenza
    Provincia di Como
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    327
    Ciao collega,
    io sono laureata da 7 anni; anche io ho fatto molte esperienze in ambito educativo (e le faccio ancora) ma sono sempre riuscita a trovare anche lavori da psicologa (ad esempio lavoro nelle scuole...anche grazie al master in psicologia scolastica seguito alcuni anni fa).
    Non posso dire di aver raggiunto il traguardo finale (vorrei un giorno poter ampliare i miei lavori da psicologa e magari trovare un lavoro anche estivo, ed evitare centri estivi vari), so che sto facendo un percorso e che ciò che ho fatto in questi anni (in ambito educativo) è comunque una grande fonte di esperienza personale e professionale!
    Non so se potremo mai parlare di un ruolo fisso nel mondo del lavoro, di certo la strada è lunga, ma penso che sia necessario poter vedere con positivià anche ciò che riusciamo a fare nel nostro piccolo.
    Non deprimerti, facendo così di certo non ti mostri entusiasta, ok?
    In questi anni ho sempre cercato di fare dei lavori per me divertenti , che mi mettano alla prova (questo è un modo per non annoiarmi e cadere ulteriormente nella depressione totale)...se non mi diverto, con il tempo il lavoro (sia educativo che psicologico) diventa pesante e quindi lo lascio perdere!
    Cerca di far fruttare le esperienze che hai fatto in questi anni, magari proponendo progetti, oppure aprendo un'associazione con alcuni colleghi...
    In bocca al lupo quindi, non perdere la speranza, prima o poi la ruota girerà anche per te!
    ciao

  3. #3
    Partecipante
    Data registrazione
    20-09-2005
    Residenza
    Milano Provincia
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    38
    Ciao Lucciolina, grazie per l'incoraggiamento, sentire ogni tanto un pò di ottimismo non guasta..
    In effetti il grosso problema è quello di non riuscire a trovare qualcosa di stabile, di sicuro, di fisso, che ti consenta di dire "non devo più cercare lavoro!".
    Comunque concordo con te sul fatto che bisogna contare molto sull'iniziativa personale..ma non è semplice trovare i giusti contatti, le giuste conoscenze e i giusti canali..
    Vedo che sei in provincia di Como, com'è la realtà di lavoro per noi da quelle parti?
    Grazie e ciao..

  4. #4
    Yezidism
    Ospite non registrato
    Interessante, voi siete di milano e como e vi lamentate degli sbocchi professionali, se usate un minimo di immaginazione potrete capire quanta terra bruciata circonda gli psicologi di cosenza, oristano, benevento, foggia ecc.
    Possiamo quindi affermare che il ruolo dello psicologo è pietoso in questa italia da madonna di campiglio a trapani? Se il malcontento della figura professionale dello psicologo investe tutta l'italia significa che la colpa è solo dello stato che male si relaziona con questa figura professionale.
    Dall'altra a mia opinione regna nella nostra materia o meglio negli psicologi italiani a differenza di tutti gli altri nostri colleghi del mondo, una vocazione mistica trascendentale che vede sovente lo psicologo italiota dispensare gratuitamente psicologia in volontariato o opere pie! Con questa visione mistico cattolica viene a crearsi una tale mole di psicologia gratuita da considerarsi lavoro nero o concorrenza sleale. Non esiste nessuna categoria professionale in italia che dispensa lavoro gratis come gli psicologi, molti colleghi dovrebbero capire che la psicologia è un insieme di metodologie vendibili ai clienti/pazienti, non si capisce invece il perchè lo psicologo spesso assume una vocazione sacerdotale di lavorare per la gloria dei cieli.
    io psicologi americani che dispensano gratuitamente psicologia come quelli italiani non ne conosco neanche uno, forse è per questo che il reddito medio di uno psicologo americano si aggira sui 400 000 dollari all'anno.
    Vedere poi la presidentessa dell'ordine del lazio che si vanta di aver aperto uno sportello gratuito (psicologi che lavorano per la gloria dei cieli) a rignano flaminio, a me fa pensare ad un complotto per tenere gli psicologi italiani al di sotto dei maghi e cartomanti.

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
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    471
    Triste ma vero... e poi il bello è che si parla di decoro della professione per il quale non ci si può fare pagare al di sotto di quanto stabilito (è già cambiato questo articlolo?). Dal canto mio limiterei persino la possibilità di fare volontariato!

    Santiago
    Ultima modifica di Santiago : 12-07-2007 alle ore 03.57.55
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  6. #6
    Yezidism
    Ospite non registrato
    infatti io interpreto il volontariato come concorrenza sleale e poco professionale!
    Il volontariato serve a mettere le pezze alle carenze dello stato, nelle scuole soprattutto, lo stato paga 10 000 euro al mese delle persone con la terza media in divisa che vanno ad esportare la democrazia in afghanistan, iraq, libano ecc. poi pretende che gli spiscologi specializzati lavorino gratis nelle scuole italiane su tematiche quali bullismo, pedofilia, anoressia ecc.
    Se poi in afghanistan muore qualcuno con la terza media ma con una mensilità di 10 000 euro lo si dipinge come un martire, un eroe, un salvatore della patria e gli si dedicano anche strade e piazze. Se viceversa muore uno psicologo che ha fatto il volontario o lavorava gratis nelle scuole non interessa nulla a nessuno, con uno stato che non ha pietà con gli psicologi come fanno gli psicologi ad avere pietà dello stato? in questa nazione lo psicologo dovrebbe essere previsto in ogni scuola di ogni e grado inclusi gli asili pubblici e privati, dovrebbe essere fatta una legge che prevede la selezione del personale ad esclusiva figura dello psicologo del lavoro, dovrebbe altresì esserci la figura dello psicologo comunale per quanto riguarda i servizi sociali. è inaudito assitere al fatto che in italia un girgio e sordo assistente sociale abbia molti più poteri di uno psicologo nel settore dei servizi sociali, ho avuto troppe occasioni che mi hanno scientificamente dimostrato che l'assistente sociale è un lavoro socialmente inutile ma remunerato da stipendio fisso, e penso che ancora deve nascere la persona che mi tolga l'idea che lo psicologo in mezzo agli assistenti sociali è come un DIO in mezzo agli insetti!

  7. #7
    Partecipante Assiduo L'avatar di Andrea1975
    Data registrazione
    05-07-2007
    Residenza
    Roma
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    174

    Re: Psicologi: quali speranze professionali in cui credere ancora?

    Caro Mercyful fate,

    settimana scorsa per una serie di vicissitudini personali mi è capitato di parlare in maniera assidua e contunuativa con un ragazzo (nenche tanto: 34 anni) che svolge l'attività di pittore... nel senso che rasa, stucca e dipinge le pareti di casa.
    Lui ha la 3° media (forse), una casa con giardino in affitto, una moglie (che lavora come collaboratrice domestica) e la prospettiva di mettere su famiglia.
    Tra alti e bassi guadagna in maniera dignitosa e il lavoro non deve cercarlo in maniera compulsiva, anczi di solito è il lavoro che cerca lui e si può permettere alle volte di rifiutarlo perchè ne ha troppo. Penso di non sbilanciarmi troppo se lo definissi una persona appagata e moderatamente felice.

    Tu dirai: vedi io mi faccio il culo (scusate il francese), studio, faccio il volontario, tirocinio, mi sbatto e a stento arrivo a fine mese e quello... la vita è ingiusta, noi siamo svalutati, lo Stato e il Popolo italiano non capiscono niente.
    Tutto giusto però esiste una significativa differenza: tu (noi) hai scelto una professione, vuoi realizzarti come professionista, non vuoi svolgere una qualsiasi professione, ma vuoi fare proprio quella di psicologo non ti adatteresti a fare il cameriere o il commesso o il carpentiere. Pensa la soddisfazione che avrai quando arriverà il momento in cui svolgerai a tutto tondo la tua professione, in maniera continuativa. Certo è dura, questo lo sappiamo purtroppo, ma più è difficile più sarà soddisfaciente arrivare a questo traguardo.
    L'importante, IMHO, è tenere accesa la fiamma della speranza di arrivarci spesso le cose cambiano e gli eventi mutano anche all'improvviso oppure decidere quanto prima di approcciare ad altri lidi: tutto sommato vedere una parete dipinta bene dopo una giornata di duro e faticoso lavoro da soddisfazione.

  8. #8
    Neofita L'avatar di NannaMin80
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    26-06-2006
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    Provincia di Latina
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    12
    CARO YEZIDISM, SONO DACCORDO CON TE! GLI PSICOLOGI VENGONO VALUTATI MENO DI ZERO! IO LAVORO IN UN ASILO NIDO COME EDUCATRICE E POSSO ASSICURARTI CHE NE VEDO DI TUTTI I COLORI!!! SONO QUASI SEMPRE IN DISACCORDO CON LA FIGURA PSICO-PEDAGOGICA (COSI' SI FA CHIAMARE)...DICO IO, CI SONO TANTI PSICOLOGI DELLO SVILUPPO ( ME COMPRESA) E CHI MI VAI A METTERE IN UN ASILO NIDO? UNO CHE NON NE SA PROPRIO NIENTE! E' UNO PSICOLOGO CLINICO SENZA NESSUNA SPECIALIZZAZIONE NELLO SVILUPPO, IN CONFIDENZA UN GIORNO HA DETTO: NON NE CAPISCO NIENTE DI BAMBINI, PERO' SE TI AZZARDI A FARE QUALCHE INTERVENTO ( A VOLTE NECESSARIO) TI DICE DI FARTI GLI AFFARI TUOI PERCHE' NELL'ASILO SEI SOLO UN'EDUCATRICE. POI PERO' QUANDO BISOGNA FARE LE SCHEDE DEI BAMBINI CON TUTTE LE AREE DELLO SVILUPPO ALLORA VUOLE CHE SIA IO A FARLE...E LA COSA BRUTTA E CHE NON POSSO RIFIUTARMI... SPERO DI TROVARE UN LAVORO AL PIU' PRESTO PER POTER ANDARE VIA DA LI' ANCHE SE MI DISPIACE TANTO PER I BAMBINI E PER TUTTO IL LAVORO CHE HO FATTO CON LORO.
    ...vivi e lascia vivere!

  9. #9
    Caro Yezidism
    concordo con te che sia scandaloso far lavorare gratuitamente professionisti laureati, specializzati ecc.. Però non sono d'accordo con tutto questo astio verso la Stato che non ci dà quello che ci spetta. E' vero lo psicologo può intervenire pressochè in ogni contesto; è pur vero che spesso nemmeno noi psicologi ne siamo consapevoli. E' vero lo Stato potrebbe pensare di creare nuovi sbocchi professionali più garantiti attraverso leggi e normative che ci tutelino, e non solo perchè noi siamo disoccupati ma anche perchè possiamo essere utili per i servizi e per la comunità. Tuttavia così non è; e per questo penso che buona parte della nostra professionalità vada spesa per costrursi committenti interessati a quanto noi possiamo offrire e con i quali convenire l'utilità di un lavoro psicologico.

  10. #10
    Partecipante Esperto L'avatar di lucciolina
    Data registrazione
    17-01-2005
    Residenza
    Provincia di Como
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    327
    Ciao!
    ...per rispondere ai primi messaggi, nord e sud d'Italia, non c'è molta differenza, siamo tutti nella stessa barca. Magari al nord la figura dello psicologo è maggiormente inserita nei settori in cui dovrebbe essere, ma nello stesso tempo ci sono altri problemi (che io vivo direttamente), per esempio: macinare km su km (il guadagno va in benzina), le scuole richiedono molto la figura dello psicologo ma poi per pagarti aspettano i soldi del Comune (quindi si può aspettare anche mesi e mesi prima di vedere un euro; il mio massimo raggiunto? 6 mesi...quindi bisiogna fare anche altri lavori contemporaneamente)....in realtà se mi soffermo ai pensare ai piccoli comuni di provincia...spesso non hanno uno psicologo e non sanno a cosa può servire!
    Questo è triste, ma penso che tutto il sistema sociale non funziona molto! se pensate alla paga di un educatore (per giunta anch'esso laureato), se va bene prende come un operaio; scusate le persone con cui lavoriamo sono meno quotate di una macchina?
    Siamo tutti nella stessa barca.....l'unico aspetto positivo in cui sperare è la possibilità di fare esperienza , di fare la gavetta e di incontrare persone con cui è bello e produttivo lavorare (anche come educatori o altro).
    Io da anni sto mantenendo il mio lavoro da educatrice perchè mi assicura esperienza ed uno stipendio sicuro..........per ora l'atro 50 % lo dedico alla psicologia, sperando di superare nel più breve tempo possibile i vari inconvenienti elencati.
    In bocca la lupo, quindi, a tutti quanti

  11. #11
    Toblerone.om
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da grosinama
    Caro Yezidism
    concordo con te che sia scandaloso far lavorare gratuitamente professionisti laureati, specializzati ecc.. Però non sono d'accordo con tutto questo astio verso la Stato che non ci dà quello che ci spetta. E' vero lo psicologo può intervenire pressochè in ogni contesto; è pur vero che spesso nemmeno noi psicologi ne siamo consapevoli. E' vero lo Stato potrebbe pensare di creare nuovi sbocchi professionali più garantiti attraverso leggi e normative che ci tutelino, e non solo perchè noi siamo disoccupati ma anche perchè possiamo essere utili per i servizi e per la comunità. Tuttavia così non è; e per questo penso che buona parte della nostra professionalità vada spesa per costrursi committenti interessati a quanto noi possiamo offrire e con i quali convenire l'utilità di un lavoro psicologico.
    Concordo in pieno.
    La stato ha le sue colpe ma è troppo facile scaricare su di esso ogni responsabilità.
    La verità è che per compensare le ingiustizie bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare.
    Anche magari cominciando noi psicologi per primi a dare un valore alla nostra professionalità. Come? rifiutando il primo osso che ci viene buttato davanti. ESEMPIO: Ti propongono di fare l'educatore con una paga da miseria? Rifiuta! Sei uno psicologo non un educatore!
    Se poi però accetti di fare l'educatore il primo a svalutare la professionalità sei proprio tu, e questo ti toglie anche il diritto di protestare.
    Forse sono stato un pò duro ma è quello che penso.
    Il vero cambiamento deve partire da noi.

    PS: per la cronaca, ho 29 anni, sono laureato da tre e non ho una situazione lavorativa stabile.

  12. #12
    Partecipante Esperto L'avatar di lucciolina
    Data registrazione
    17-01-2005
    Residenza
    Provincia di Como
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    327
    Anche io concordo con il fatto che sia importante dare il giusto peso alla nostra professione, ma questo non lo si fa rifiutando lavori che non sono prettamente psicologici (vedi educatore), in quanto bisogna pur vivere e sono esperienze che servono (io che lavoro con educatori e con insegnanti so bene come fare supervisione soprattutto perchè io stessa lavoro coem educatrice).

    Penso che sia necessario poter costruire la nostra professionalità, il volotariato va bene all'inizio, ma se poi non ci sono sbocchi professionali io penso che non sia un modo giusto di lavorare (perchè il tirocinio lo abbiamo fatto già), non credete?

  13. #13
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    13-08-2006
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    Vivo e lavoro a Lancaster (U.K.)
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    100
    Gran bella discussione.

    Per quel che mi riguarda, più che lo Stato mi sentirei di condannare la mentalità del lavoro che c'è nel nostro settore in Italia. Da noi, o almeno nel nostro campo, sembra che non ti possano assumere a meno che non ti abbiano provato per un tot. di mesi come volontario (schiavo moderno, come direbbe Grillo).
    Io ho molti amici sia tra gli "aspiranti" psicologi sia tra altre categorie e ho notato queste differenze.

    1)Psicologo: "girano voci che cerchino in quella tale coop", vai, fai il colloquio, va bene, ti dicono "se vuoi ti prendiamo come volontario e poi si vedrà", accetti, passano i mesi.......

    2)altri settori (ingegneria, commerciali anche senza laurea etc..): leggi l'offerta, fai il colloquio o i colloqui e se va bene ti assumono senza se e senza ma.

    Io lavoro in inghilterra e il sistema funziona esattamente così, fai il colloquio, se vai bene ti assumono. Semplice semplice...niente ricatti concorrenza sleale o sfruttamento mascherato da volontariato. E da un amico che lavora in USA, so che le cose vanno nello stesso modo.

    Molto più comodo per i datori di lavoro italiani: trovano gente che lavora gratis! E poi mi vengono a dire che i giovani sono in crisi e che in Italia non si fanno più figli.

    Scusate lo sfogo ma circa 4 mesi fa ho tentato di ritornare in Italia ma alla fine le uniche offerte che ho avuto sono state le solite coop. (nel pubblico manco ci provo) che mi offrivano o posti di volontario o posti da Schiavo Moderno.
    E quindi ho deciso di rimanere in Inghilterra dove almeno sono in regola, ho le ferie pagate ed un buon stipendio........certo che se ogni tanto smettesse di piovere

  14. #14
    Partecipante Affezionato L'avatar di Oriana!?
    Data registrazione
    04-01-2006
    Residenza
    Arezzo
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    98

    Re: Re: Psicologi: quali speranze professionali in cui credere ancora?

    Originariamente postato da Andrea1975
    Caro Mercyful fate,

    settimana scorsa per una serie di vicissitudini personali mi è capitato di parlare in maniera assidua e contunuativa con un ragazzo (nenche tanto: 34 anni) che svolge l'attività di pittore... nel senso che rasa, stucca e dipinge le pareti di casa.
    Lui ha la 3° media (forse), una casa con giardino in affitto, una moglie (che lavora come collaboratrice domestica) e la prospettiva di mettere su famiglia.
    Tra alti e bassi guadagna in maniera dignitosa e il lavoro non deve cercarlo in maniera compulsiva, anczi di solito è il lavoro che cerca lui e si può permettere alle volte di rifiutarlo perchè ne ha troppo. Penso di non sbilanciarmi troppo se lo definissi una persona appagata e moderatamente felice.

    Tu dirai: vedi io mi faccio il culo (scusate il francese), studio, faccio il volontario, tirocinio, mi sbatto e a stento arrivo a fine mese e quello... la vita è ingiusta, noi siamo svalutati, lo Stato e il Popolo italiano non capiscono niente.
    Tutto giusto però esiste una significativa differenza: tu (noi) hai scelto una professione, vuoi realizzarti come professionista, non vuoi svolgere una qualsiasi professione, ma vuoi fare proprio quella di psicologo non ti adatteresti a fare il cameriere o il commesso o il carpentiere. Pensa la soddisfazione che avrai quando arriverà il momento in cui svolgerai a tutto tondo la tua professione, in maniera continuativa. Certo è dura, questo lo sappiamo purtroppo, ma più è difficile più sarà soddisfaciente arrivare a questo traguardo.
    L'importante, IMHO, è tenere accesa la fiamma della speranza di arrivarci spesso le cose cambiano e gli eventi mutano anche all'improvviso oppure decidere quanto prima di approcciare ad altri lidi: tutto sommato vedere una parete dipinta bene dopo una giornata di duro e faticoso lavoro da soddisfazione.
    Ti straquoto alla grande!!!!


  15. #15
    valencia
    Ospite non registrato
    Concordo pienamente con le vostre opinioni; è uno scandalo il modo in cui viene "usata"la figura dello psicologo nel sociale...purtroppo penso che tutto sia da ricondurre alla mancanza di una "cultura" psicologia in italia...La psicologa è ovunque (scuole, aziende, ospedali, tv, giornali) ma nella maggioranza delle volte si tratta di psicologia "spicciola"...E così, chi ha investito, con tanti sacrifici, nella specializzazione e nei vari master si ritrova a confrontare con una realtà veramente triste!!
    Io sono appena all'inizio (sto facendo l'esame si stato) e già mi rendo conto di quanto sia difficile inserirsi e soprattutto realizzarsi con una libera professione...
    sono talmente sfiduciata che al momoento ho pensato di rinviare di qualche anno la scuola di formazione...non me la sento di farmela pagare dai miei genitori!ad ottobre inizierò un corso di psicodiagnostice, spero che possa darmi qualche opportunità di lavoro, anche se la vedo negativa senza un aggancio...............

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