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  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di Daevorn Li
    Data registrazione
    20-10-2004
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    Mialno
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    59

    E lavorare in un campo che non c'entra NIENTE con la psicologia?

    Ciao a tutti,
    volevo chiedere un consiglio a voi colleghi circa il mio futuro professionale....

    Vi spiego la situazione.
    Sono ovviamente psicologo e sono anche formato al metodo Feuerstein, uno metodo per il potenziamento cognitivo. Ho lavorato fino a metà giugno in un posto, poi mi sono licenziato (le motivazioni richiederebbe un altro thread ).
    Ora mi trovo nella situazione di tanti altri colleghi, mi sto guardando intorno ma come posto da dipendete non vedo molto....

    questa è l'introduzione....
    Ora, io non voglio fare l'educatore: il mio profilo professionale e le mie caratteristiche di personalità non si adattano proprio a questo tipo di lavoro.... la mia ragazza (anche lei psicologa ) sta lavorando come educatrice e si trova benissimo, ma ognuno e diverso, e io non mi ci vedo portato.

    Quello a cui sto pensado è provare con la libera professione, quest'anno ho organizzato un corsettino basato sul metodo feuerstein per bambini e, anche se dal punto di vista commerciale non ho avuto un gran successo, dal punto di vista professionale ho visto dei buoni risultati, e le mamme se ne sono accorte.

    In questi giorni sto facendo una sorta di business plan per vedere se è fattibile vivere solo di libera professione (corsi vari, qualche paziente privato se riesco a trovarlo ecc) e, come potete immaginare sto realizzando che solo questo non mi permetterebbe di guadagnare abbastanza nel breve periodo.

    Mi servirebbe quindi un lavoro part time che mi garantisca un tot, e per questo vi sto cheidendo un consiglio.
    I miei genitori hanno un'attività commerciale che, grazie a Dio, va bene.
    Si tratta di una specie di tavola calda aperta tutto il giorno, ma non la sera per cena.
    Mi stava venendo l'idea di andare a lavorare lì, aprendo il ristorante la sera in modo da garantirmi un'entrata monetaria.
    Si tratterrebbe di lavorare dalle 19.00 circa alle 23.00. In questo modo avrei la mattina e il pomeriggio per cercare di avviare la libera professione, mentre la sera lavorerei per guadagnare (intanto che la professione da psicologo carbura)
    l
    a domanda è questa: ha senso secondo voi fare un lavoro che non c'entra NIENTE con la psicologia per guadagnare del vil danaro?

    facendo un lavoro non "psicologico" ma cmq nell'area (tipo educatore) è meglio anche se ti pagano da schifo? lo dico perchè magari in questo modo si prendono contatti per un futuro lavoro da psicologo...
    non so, se si lavora in una cooperativa, magari (chiedo a voi, io non so) salta fuori qualche opportunità di lavoro che nel mio caso non salterebbero fuori.....
    ossia, lavaorndo non come psicologi ma come educatori\selezione\ecc ci sono opportunità per trovare lavoro, oppure uno fa uno di questi lavori finchè non trovo altro, ma seguendo canali che non c'entrano neinte (si cerca lavoro indipendentemente dal posto in cui si lavora, come se non si stesse lavorando là)?

    sono motlo combattutto

  2. #2
    Novembre '99
    Ospite non registrato
    Non solo ha senso, ma a volte è necessario! Anche fare l'educatore non è propriamente attinente alla professione dello psicologo, sono due fiugure diverse, con formazione e ruoli differenti. Non tutti sono portati...

    Hai un'ottima occasione, sfruttala! Il tempo che ti resta puoi dedicarlo a quello che ti interessa...

  3. #3
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    20-09-2004
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    Albino (BG)
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    Carissimo

    Per quel che vale, ti dico come la penso. Secondo me vale la pena avere le risorse che consentono di fare quel che ti piace fare. Se queste risorse (tempo, denaro, ecc.) te le può fornire un lavoro "nel settore", bene. Se te le può fornire un qualunque altro lavoro, fai qualunque altro lavoro.
    Dato che mi sembri non solo motivato a iniziare a lavorare come libero professionista, ma mi sembri anche realista e un buon pianificatore, ti dico che io lavoro da 24 anni come perito chimico a tempo pieno. A breve passerò a part-time, non appena il lavoro da psicologo mi darà un risultato accettabile in termini finanziari.
    E poi, penso che stare al banco di un bar o di un ristorante con un occhio da psicologo può anche procurarti pazienti, clienti e opportunità di lavoro. Le persone non scelgono lo psicologo sulle pagine gialle, di solito, ma attraverso un passaparola o un'incontro fortuito. Metti che dai consigli a una madre o a un padre su come comportarsi in un momento di difficoltà (nella coppia, o nell'educazione dei figli...). Nulla ti vieta di dargli un biglietto da visita e fargli presente che sei lì per guadagnarti la giornata, ma che puoi fare anche altro.

    Secondo me.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  4. #4
    Neofita L'avatar di pallina79
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    10-06-2005
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    iglesias
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    12

    siamo sulla stessa barca

    Credo che lavorare in settori diversi dal nostro sia necessario perchè è molto difficile fare veramente gli psicologi, è una vita di compromessi e rinunce. Io quando ho fatto lavori diversi dal mio per esigenza ripensavo al tirocinio e a come aiutare i miei pazienti, inutile la mia mente è altrove anche se il corpo è lì....

  5. #5
    savianas
    Ospite non registrato
    sono d'accordissimo sul fatto che la vita non riserva a tutti le stesse condizioni...c'è chi è fortunato e può fare cio xh egli piace senza dover per forza guadagnare e chi, come la gran maggioranza, deve guadagnare per poter fare ciò che gli piace...in questo seocndo caso ben venga qualsiasi lavoro...meglio se nel settore (educatore, formatore....) ma se non lo fosse non c'è problema....il resto del tempo lo impieghi per fare ciò che ti piace e ti realizza di più...ci vuole tempo...x ogni cosa....il lavoro nobilita l'uomo si dice no?...qualsiasi esso sia...
    in bocca al lupo
    Sarah

  6. #6
    Partecipante Affezionato L'avatar di Daevorn Li
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    20-10-2004
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    Mialno
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    grazie mille dei consigli!

    avete ragione, molte volte la scelta purtroppo è obbliata...
    l'unica mia paura è quella di venire "inglobato" dall'altro lavoro dedicadno sempre meno tempo alla psicologia...
    però sono molto appassionato, quindi credo che il rischio sia basso

    effettivamente l'idea di willy di allenare l'occhio da psicologo mi sembra buona, anche perchè lì in negozio entrano un bel po di gente strana

  7. #7
    elettra79
    Ospite non registrato
    E poi guarda che molto spesso anche lavorando nel "settore" intendendo con ciò le cooperative, molto spesso non salta fuori nessun incarico prettamente psicologico... e in più vieni pagato da schifo, mentre loro si godono il fatto di avere una persona professionalmente molto qualificata!!!

    Quindi secondo va bene anche un lavoro che non c'entra niente con la psicologia.. specialmente se retribuito in maniera giusta!!!

  8. #8
    daphne1979
    Ospite non registrato
    ciao! anche io sto vivendo una situazione simile alla tua..vabbè...con la differenza che non ho nessun parente che mi può garantire un lavoro in un ambito "altro"...
    ti racconto la mia breve esperienza.
    vivo da sola da 7 anni, mi sono laureata, abilitata...nel frattempo facendo lavori lontani dalla psicologia, ma assicurata e anche ben pagata, anche se con contratti a termine. ho mandato curriculum alle cooperative, ma la realtà, almeno qui su pisa, e dintorni è
    - difficile entrare per un laureato in psicologia
    - sottopagato
    - nessuna prospettiva
    - certo si conoscono realtà di vario tipo (a seconda dell'ambito di intervento), ma non è per questo che siamo formati e possiamo non avere le competenze adeguate...quindi può essere faticoso anche se si fa bene questo lavoro. io ad esempio non mi vedo a fare l'educatore in certi ambiti.
    perciò ho deciso di continuare a "fare altro", in questo modo potrò anche pagarm questa benedetta e costosa specializzazione!


    il fattore economico, per chi deve provvedere, per vari motivi, a se stesso, o cmq vuol fare una scelta di crescita ed autonomia, è importante.

    molto meglio fare altro, ma avendo un rapporto "impegno orario- retribuzione" che ti permetta di stare tranquillo e portare avanti il tuo sogno.

    oltretutto hai la fortuna di avere un'attività a portata di mano!


    un grosso in bocca al lupo ....


    a tutti!

  9. #9
    Partecipante Affezionato L'avatar di psiche76
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    18-10-2004
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    Ciao Daevorn! Io ho aperto un thread in proposito.........
    Io credo che faresti bene a lavorare nel locale dei tuoi, visto che non c'è altro. Anche io lavoro alle Poste da settembre ed anche se è frustrante, alienante e stressante mi permette di essere indipendente e di pagarmi la specializzazione. Anche io come te punto sulla libera professione, ma è difficile.......... Ti confesso che ora come ora ho "mollato" un pò in questo senso, anche se è quello che spero di fare. In questo momento sono molto concentrata sulla scuola, dove stiamo facendo cose pratiche molto utili e cmq il mio lavoro mi permette di avere il pomeriggio libero per la professione. Solo che bisogna trovare i pazienti......
    In bocca al lupo!
    fammi sentire il mare.....al centro di questa città.....

  10. #10
    Matricola L'avatar di *morgana*
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    bisogna pur far qualcosa per magnà!!

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di silvia80
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    ho letto questo trhead sono nella vostra stessa situazione,
    Cerco un lavoro per pagare la specializzazione.

    Daphne concordo pienamente con te xnch'io vivo a pisa e nel nostro campo nn si trova niente!

    Ma un dubbio mi assale!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    DOPO LA SPECIALIZZAZIONE SI LAVORA?LA LIBERA PROFESSIONE IN ITALIA ESISTE? LAVORANO SOLO I GRANDI NOMI E I NUOVI PSICOTERAPEUTI??????????????????????

  12. #12
    Neofita L'avatar di pallina79
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    Credo che il lavoro da psicologo abbia infiniti campi d'azione, anche nella vita quotidiana e in ogni cosa che facciamo mettiamo a disposizione degli altri le nostre conoscenze e la quella che definisco " apertura mentale".
    Vedere persone che hanno problemi e non se ne rendono conto ti fa capire che hai una marcia in più, che il nostro compito è quello di risolvere i problemi e gestire nel miglior modo le situazioni in ogni cosa che facciamo.
    E' frustrante sapere che non si può agire per aiutare gli altri però sn sicura che la costante riflessione e la consapevolezza del tuo valore non verrà intaccata qualsiasi cosa ti verrà proposta nella vita.
    Non importa cosa facciamo ma quello che siamo profondamente, qualsiasi lavoro farò e anche quello che sto facendo attualmente per vivere non intaccherà mai quello che sono.
    Prima poi a tutti verrà data una opportunità io sto aspettando come te ma non permetterò mai a nessuno di mettere in discussione le mie capacità e solo questione di tempo.

  13. #13
    Neofita L'avatar di pallina79
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    10-06-2005
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    iglesias
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    Ciao Silvia credo che in un campo come quello della salute mentale vale sopratutto il nome, ma è anche questione di esperienza, impostare una corretta terapia richiede non solo la specializzazione ma una lunga esperienza e anche i più grandi hanno ancora da imparare dai loro pazienti, è un mondo complesso si conosce ancora ben poco.
    Dipende anche tanto dalla scuola di psicoterapia, scegli quella che meglio si adatta alla tua personalità quella che indiscutibilmente diventerà il tuo modo di spiegare la malattia mentale perchè devi crederci profondamente.
    Dopo tutto il lavoro che farai anche su te stessa ti aspetta un periodo di grande incertezza, è difficile lavorare in questo campo da sola devi appoggiarti a qualcuno, all' inizio nessuno ti conosce i costi possono essere alti.
    E' una strada che si prospetta lunga che anche io affronterò quando avrò un lavoro stabile su cui contare, da sola senza nulla per il momento nn me la sento...

  14. #14
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
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    ciao!
    io penso che un lavoro nel settore dia oggettivamente più opportunità di rimanere nel "campo": anche lavorando in un cooperativa come operatore, e anzi a maggior ragione, si incontrano persone con delle difficoltà e ,se di allenamento si tratta, certo non credo che in questi contesti manchi occasione.
    Si è poi in contatto con professionalità vicine alla nostra che potrebbero costituire la nostra "rete".
    Tuttavia, lavorare nel terzo settore significa anche,almeno così credo, non avere grosse possibilità economiche nè particolari certezze per il futuro, senza considerare il fatto che ormai è difficilissimo per noi psicologi essere scelti come educatori o operatori. Il rischio è quindi anche quello di non riuscire nemmeno ad entrare nel circuito.

    Per la mia esperienza, le ristrettezze economiche e le incertezze per il futuro NON sono minimamente d'aiuto per avviare la libera professione, ossia non fungono da stimolo, ma anzi creano un livello d'ansia talmente alto da essere da impedimento.
    Per quanto mi riguarda, ricevere un invio e gestirlo pensando che rappresenti non solo il banco di prova delle mie competenze, ma anche la mia unica entrata è ben diverso dal gestirlo con una certa tranquillità alle spalle.

  15. #15
    Partecipante Esperto L'avatar di Princesa76
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    16-10-2004
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    nn so da quanto è aperto questo 3d cmq vorrei dire la mia..io ho provato un lavoro lontano dalla psicologia, con contratto neanche lungo..di 6mesi, ebbene nn so perchè ma psciologicamnte nn "reggevo" lo stress che mi procurava nn essere nel settore, il fatto di lavorare in un ambiente che tutto era tranne che calmo,con orari di tutti i tipi, su turni, nnn mi faceva neanche pensare al mio sogno di fare la scuola, tant'è che quell'anno consapevole di questo stato d'animo nn mi iscrissi..nn capisco cosa cerco, e nn so neanche piu cosa è meglio per me adesso..soffro molto all'idea di nn stare nell ambiente convinta che questo mi portera ancora piu lontano dall'obiettivo. Questa situazione mentale nn ve lo nascono, è logorante, forse sono io troppo "fragile"e nn pronta ad affrontare i sacrifici?...penso di tutto....grazie per lo sfogo cmq

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