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  1. #1
    Partecipante L'avatar di artepoesia
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    27-03-2007
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    consulente grafologa...snobbata :-(

    so bene che in italia la figura del grafologo è davvero snobbata e pressochè sconosciuta...tuttavia per mia grande passione ho preso il diploma superiore di grafologa presso una scuola triennale di bologna riconosciuta dall'associazione grafologi professionisti. qui in emilia-romagna sembra che nè le scuole nè le agenzie per la selezione del lavoro ecc ricerchino una figura di questo tipo. dite che resterà per sempre solo e unicamente un'hobby personale che mai avrò modo di approfondire professionalmente o cosa/dove mi suggerite di indirizzarmi? mi vagheggia perfino in mente l'idea di aprirmi in futuro uno studio privato ma so già che andrei solo a rimetterci, anche visto e considerato che la gente pensa che il grafologo sia una sottospecie di "astrologo"...e pensare ai duri esami approfonditi di psicologia, pedagogia, ecc che ho sostenuto :-( ps: se può ervire ho 25 anni ed ho anche la laurea triennale in scienze della formazione
    ^:^

  2. #2
    Partecipante L'avatar di artepoesia
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    27-03-2007
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    59

    scusate gli erroracci di grammatica

    soprattutto quell'apostrofo in eccesso...ihihih, si vede che sono di superfretta eh?!! chiedo scusa davvero
    ^:^

  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    07-03-2006
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    Scusa l'ignoranza: ma, di preciso, cosa fa il grafologo?

  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Non dirlo a me...sono grafologa dal 2002 e la considerazione per questa professione è veramente nulla, per non dire ridicola, adesso mi sono stufata e mi sto laureando in psicologia, così non ho bisogno di specificare a nessuno di cosa mi occupo.
    Gli psicologi ci snobbano, c'è un articolo su "Psicologia contemporanea" in cui ci sviliscono come bestie...ma come si permettono????????????
    Quando non si ha la competenza di comprendere le potenzialità di una disciplina chi gli dà il diritto di denigrarla in questo modo solo perchè hanno il titolo di Prof davanti al cognome???????????????

    Coraggio...tocca a noi dimostrare che i loro sono solo pregiudizi!

    Lisa
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  5. #5
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    07-03-2006
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    Originariamente postato da Lisa1969
    Non dirlo a me...sono grafologa dal 2002 e la considerazione per questa professione è veramente nulla, per non dire ridicola, adesso mi sono stufata e mi sto laureando in psicologia, così non ho bisogno di specificare a nessuno di cosa mi occupo.
    Gli psicologi ci snobbano, c'è un articolo su "Psicologia contemporanea" in cui ci sviliscono come bestie...ma come si permettono????????????
    Quando non si ha la competenza di comprendere le potenzialità di una disciplina chi gli dà il diritto di denigrarla in questo modo solo perchè hanno il titolo di Prof davanti al cognome???????????????

    Coraggio...tocca a noi dimostrare che i loro sono solo pregiudizi!

    Lisa
    Insomma...si può sapere di cosa vi occupate?

  6. #6
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Siamo come i radiologi, vediamo il dentro delle persone senza parlarci, scoviamo i problemi e sottolineiamo i punti di forza e debolezza degli individui senza sedute di psicoterapia...è un po' come i test proiettivi, dicono moltissimo, ma poi, naturalmente, il nostro referto va inserito uin un panorama più vasto che comprenda il colloquio, un'anamnesi del paziente, i disturbi che lo affliggono e per cui chiede un'analisi grafologica.
    Solo come grafologa non c'è considerazione, allora diventiamo anche psicologhe, così invece di fare i consulenti presso qualcuno lo siamo della nostra stessa professione.
    Le aziende preferiscono spendere una marea di soldi per l'assesment center, gli psicoterapeuti vogliono che sia il paziente ad arrivare piano piano al nodo dei distubi che lamenta, in tv chiamano sempre quei 4 grafologi che hanno scuole sparse in tutta Italia, nelle scuole lo considerano un aiuto se proviene dagli stessi insegnanti e non da consulenti esterni...per cui noi siamo a spasso!!!!!!!!
    Mettici pure l'egregio prof che in quell'articolo ha messo in guardia il mondo scientifico su quanto i grafologi sono pallonari non rientrando i nostri referti nei dati psicometrici di cui lui si occupa...
    Poveri noi! Se pensiamo a chi ha il potere in mano c'è solo da scappare da questo paese!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  7. #7
    theniaka
    Ospite non registrato
    nemmeno da noi e' noto cosa fanno in particolare i grafologi... personalmente so solo che qualche grafologo lavorino in certi uffici della polizia...
    e poi un' analisi grafologa non e' una scienza che puo' esistere da se', no?... voglio dire... non deve essere sempre come un eventuale aiuto ad altre scienze (come la psicologia) o strutture... come la polizia ecc?

    spero di essere stata chiara!

    a presto!

  8. #8
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    07-03-2006
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    Originariamente postato da Lisa1969
    Siamo come i radiologi, vediamo il dentro delle persone senza parlarci, scoviamo i problemi e sottolineiamo i punti di forza e debolezza degli individui senza sedute di psicoterapia...è un po' come i test proiettivi, dicono moltissimo, ma poi, naturalmente, il nostro referto va inserito uin un panorama più vasto che comprenda il colloquio, un'anamnesi del paziente, i disturbi che lo affliggono e per cui chiede un'analisi grafologica.
    Solo come grafologa non c'è considerazione, allora diventiamo anche psicologhe, così invece di fare i consulenti presso qualcuno lo siamo della nostra stessa professione.
    Le aziende preferiscono spendere una marea di soldi per l'assesment center, gli psicoterapeuti vogliono che sia il paziente ad arrivare piano piano al nodo dei distubi che lamenta, in tv chiamano sempre quei 4 grafologi che hanno scuole sparse in tutta Italia, nelle scuole lo considerano un aiuto se proviene dagli stessi insegnanti e non da consulenti esterni...per cui noi siamo a spasso!!!!!!!!
    Mettici pure l'egregio prof che in quell'articolo ha messo in guardia il mondo scientifico su quanto i grafologi sono pallonari non rientrando i nostri referti nei dati psicometrici di cui lui si occupa...
    Poveri noi! Se pensiamo a chi ha il potere in mano c'è solo da scappare da questo paese!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Quindi...correggimi se sbaglio...funziona che uno psicologo in fase di diagnosi, manda il suo cliente da un grafologo per farsi dire il problema che ha. Che sarebbe? Che tipo di difficoltà o problemi tirate fuori dalla grafia di una persona?

  9. #9
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Beh, non è proprio così...nessuno ci manda nessuno...noi lavoriamo solo sulle grafie delle persone, pazienti, candidati, che siano.
    Innanzitutto abbiamo di fronte l'intera panoramica dell'individuo, cosa che uno psicologo si costruisce piano piano, poi l'analizziamo andando sempre più a fondo, seguendo delle linee guida che ripercorrono gli stati freudiani, i temperamenti ippocratici, le funzioni junghiane, i meccanismi di difesa and so on...
    Dopo ore di intenso e concentrato lavoro, di solito in 3 giorni si ottiene un buon risultato, tutti gli elementi raccolti vanno incastonati in un profilo di personalità che dovrebbe esaurire molti degli aspetti dell'individuo in esame.
    E' possibile studiare anche le dinamiche di coppia, vedere se sono presenti psicopatologie e se sono ben gestite o prendono il sopravvento, ecc.
    Si è un ottimo strumento di diagnosi, ma a chi ha già la laurea questo non piace per cui ci snobbano, peccato, è uno strumento prezioso.
    Anche in polizia torna utile per delineare il profilo di un ricercato.

    Provare per credere...???!!!
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  10. #10
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    Interessante questa cosa e in effetti personalmente ne conosco poco. Il fatto che assomigli ai test proiettivi ci può stare. Io personalmente ho anche notato che la mia calligrafia è cambiata nel corso degli anni, non solo nei primi anni delle elementari, ma in adolescenza e anche adesso l'ho cambiata da qualche anno a questa parte. Addirittura ho notato che in adolescenza ne ho provate diverse, sperimentavo e sceglievo di proposito come fare una lettera piuttosto che un'altra. Adesso invece se cambio non è per una scelta consapevole, ma mi viene senza un motivo preciso.

  11. #11
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    Originariamente postato da tata_moni
    Interessante questa cosa e in effetti personalmente ne conosco poco. Il fatto che assomigli ai test proiettivi ci può stare. Io personalmente ho anche notato che la mia calligrafia è cambiata nel corso degli anni, non solo nei primi anni delle elementari, ma in adolescenza e anche adesso l'ho cambiata da qualche anno a questa parte. Addirittura ho notato che in adolescenza ne ho provate diverse, sperimentavo e sceglievo di proposito come fare una lettera piuttosto che un'altra. Adesso invece se cambio non è per una scelta consapevole, ma mi viene senza un motivo preciso.
    Anche io ho fatto la tua stessa identica cosa: facevo varie prove di scrittura per scegliere quella che mi "piaceva" di più. Pensa che ora riesco a scrivere in due modi completamente differenti...e devo anche ricordarmi come firmo sui documenti altrimenti rischio di firmare con una calligrafia piuttosto che con un'altra. (Ora che rileggo credo di avere un disturbo dissociativo )!!!

  12. #12
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Beh, in adolescenza è naturale e fisiologico cambiare spesso grafia perchè si cerca ancora un'identità stabile. Da adulti è meno frequente ma succede anche in questa fase della vita in relazione ad eventi particolari o perchè, visto che siamo dinamici, dentro di noi è avvenuta qualche modificazione.
    Se osservate bene, mentre scrivete, la scrittura cambia in base a quello di cui state scrivendo...anche l'argomento, o meglio, i pensieri sull'argomento che danno impulso alla mano, trasferiscono sul foglio le emozioni a loro associate.

    Lisa
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  13. #13
    theniaka
    Ospite non registrato
    interessanti quelli che dici, lisa1969, ma voglio fare una domandina...

    la grafia non puo' essere influenzata spesso da
    fattori di "occasionalita' ", "casualita' "? (non so le parole giuste in italiano...)

    cioe' come la grafologia puo' rispondere che ha una credibilita' a quelli che la snobbano, per esempio?

    grazie in anticipio...

    a presto!

  14. #14
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    Originariamente postato da Lisa1969
    Beh, in adolescenza è naturale e fisiologico cambiare spesso grafia perchè si cerca ancora un'identità stabile. Da adulti è meno frequente ma succede anche in questa fase della vita in relazione ad eventi particolari o perchè, visto che siamo dinamici, dentro di noi è avvenuta qualche modificazione.
    Se osservate bene, mentre scrivete, la scrittura cambia in base a quello di cui state scrivendo...anche l'argomento, o meglio, i pensieri sull'argomento che danno impulso alla mano, trasferiscono sul foglio le emozioni a loro associate.

    Lisa
    Ci potrebbe stare anche questo. Però qua il quadro si complica, perchè diventa più difficile desumere tratti di personalità stabili. Oppure sapendo che al variare dell'argomento anche la calligrafia cambia, ci si potrebbe dare il mandato di "leggere" la persona in quel dato momento, con le sue caratteristiche stabili ed alcune instabili dovute al momento. Si fa così?

  15. #15
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Si, se si analizza una sola scrittura si corre il rischio di definire una personalità statica riferibile solo a quel momento, per cui, soprattutto in fasi critiche della vita in cui si richiede aiuto ad uno specialista (psicologo, psichiatra,ecc) è consigliabile richiedere più scritture possibilmente anche degli anni precedenti (che però non tutti conservano...).
    I tratti stabili saltano subito all'occhio, anche di fronte ad una sola scrittura, il temperamento, ad esempio. La pressione con cui si appoggia la penna sul foglio è fisiologica, cambia se stai molto male, come il pallore del viso, se no è sempre la stessa.
    Anche la fase freudiana a cui ci siamo "fermati" e non siamo più evoluti, e che condiziona molte nostre scelte, di solito non muta col cambiare di dimensione, distensione e altri parametri della scrittura nelle varie lettere.

    La credibilità della grafologia è la stessa dei disegni infantili...vengono usati come test proiettivi affidandosi allo sudio del tratto e della simbologia, certo, psicologi psicometristi la criticano, ma è facile considerare scarse le capacità di ciò che non si conosce e che può mettere in competizione...hanno fatto un parallelismo con il BFQ e dicono che non è uscito nessun dato valido...ma è stata fatta solo una ricerca, così tanto per stereotipizzare questa disciplina a loro antipatica.
    Un vero psicologo dovrebbe essere aperto ad ogni tipo di ausilio perchè la personalità è così varia e indefinibile che puoi afferrarla solo con l'aiuto di molti strumenti, naturalmente sapendoli ben utilizzare e soprattutto ben dosare.
    Io nella grafologia ci credo molto, ho avuto moltissimi riscontri e mai nulla mi farà cambiare idea.
    Di sicuro non è un disciplina fine a se stessa, è un ausilio, infatti io sono un consulente che può lavorare solo affianco a dei profesionisti in campo medico-psicologico ( giudici e avvocati per quanto invece riguarda la perizia di firme contraffatte).

    Spero di essere stata esuriente.
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

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