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Discussione: omosessualità

  1. #1
    Ospite non registrato

    omosessualità

    salve a tutti
    sono una collega dell'evolutivo, con molti ripensamenti a riguardo...ma ormai....

    dunque
    sto cercando materiale riguardante l'argomento in questione
    particolarmente specifico
    nella fattispecie, la posizione della psicologia clinica a riguardo dell'omosessualità

    ringrazio quanti saprannod armi delle dritte utili

    good luck

    *doc*

  2. #2

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
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    mia perchè non approfondiamo questo tema? sarebbe interessante!

  4. #4
    ..perchè sinceramente nn so nulla al riguardo se nn che l'omosessualità è stata tolta dalle categorie diagnostiche del DSM nel 1973
    ho provato a fare qualche ricerca, ma il materiale che ho trovato nn mi sembra abbastanza scientifico/oggettivo per intavolare una discussione...a meno che nn sia una discussione di "storia"della psicologia in cui osservare le diverse visioni dell'omosessualità...
    ma se qualcuno ne sa qualcosa...passo la palla!!!
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  5. #5
    L'avatar di arwen
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    per il momento l'unica cosa che posso fare è riassumere velocemente la posizione di Freud al riguardo:

    "Freud considerava l'omosessualità come un arresto dello sviluppo psicosessuale e citava i timori della castrazione e le paure di inghiottimento materno nella fase preedipica dello sviluppo psicosessuale. Secondo la teoria psicodinamica, le stimolazioni durante il primo periodo della vita che possono risultare in un comportamento maschile omosessuale comprendono un forte legame con la madre, la mancanza di un'effettiva figura paterna, l'inibizione dello sviluppo maschile da parte dei genitori, il blocco o la regressione alla fase narcisistica dello sviluppo e la competizione perdente con fratelli e sorelle. La visione di Freud sulle cause dell'omossessualità femminile comprendeva un mancato superamento dell'invidia del pene in associazione a conflitti edipici non risolti.
    Freud non considera l'omosessualità come una malattia mentale. Nell'opera Tre saggi sulla teoria della sessualità scrisse che l'omosessualità
    << si riscontra in individui che non mostrano altre grvi deviazioni dalla normalità... la cui efficienza non è compromessa e che si distinguono proprio per uno sviluppo intellettivo e una cultura eticamente elevati >>
    In Lettere a una madre americana, Freud scrisse:
    << L'omosessualità non comporta sicuramente un vantaggio, ma non è nulla di cui vergognarsi, non è un vizio, una degradazione, non può essere definita una malattia; noi la consideriamo una variante della funzione sessuale prodotta da un certo arresto dello sviluppo sessuale>>


    (tratto da: "Psichiatria-Manuale di scienze del comportamento e psichiatria clinica", Kaplan & Sadock)
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  6. #6
    Grazie Arwen
    a questo proposito potete leggere questo piccolo articolo...

    e parlando di Freud, ecco cosa scrive nel 1935 in una lettera di risposta ad una madre che voleva mandare il figlio omosessuale in cura ( fonte: S. Vegetti Finzi,L'età incerta): ( ce n'è già una piccola parte nel post di Arwen, ma qui è più completa


    "Senza dubbio l'omosessualità nn è un vantaggio, manemmeno qualcosa dicui vergognarsi.Nn è un vizio, né una degradazione, né una malattia.Solo se il giovane omosessuale è un infelice, un nevrotico lacerato dai conflitti, inibito nella vita sociale,la psicoterapia può restituirgli armonia, pace mentale, completa efficienza: che rimanga omosessuale o no.

    cmq se parliamo di psicoanalisi il discorso è più "semplice"...è con la psicologia clinica che nn mi raccapezzo
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 30-03-2003 alle ore 16.29.39
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  7. #7
    L'avatar di arwen
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    Originally posted by Mia_Wallace
    cmq se parliamo di psicoanalisi il discorso è più "semplice"...è con la psicologia clinica che nn mi raccapezzo
    ..neanch'io mi ci trovo tanto ... so che nella prima versione dell' MMPI c'era una scala per valutare il livello di mascolinità/femminilità e che veniva usata per la diagnosi dell'omosessualità,scala che ora viene usata solo per la diagnosi sul grado di conformismo che il soggetto presenta rispetto ai ruoli di genere... però l'esame non l'ho ancora fatto appena compro il libro se trovo qualcosa di interessante lo metto
    Dott.ssa Chiara Facchetti
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  8. #8
    Ospite non registrato
    Il fatto di approfondire questo tema mi sembra un'idea ottima e particolarmente stuzzicante.
    A tal proposito, mi permetto di rendere noto un ciclo di conferenze sull'argomento, visto sotto un'ottica psicoanalitica, il cui programma può essere visionato nel sito
    http://www.sicap.it/cmp/conf03-1.htm

    Anche io sono piuttosto ignorante in materia e questa potrebbe essere l'occasione per un approfondimento dell'argomento
    Ciao a tutti.

  9. #9
    Ospite non registrato

    TS adolescenziale e omosessualità

    Ciao ,
    Io avevo, marginalmente, trattato il tema del rapporto tra tentato suicidio negli adolescenti e l'omosessualità.
    Non so se può essere utile a qualcuno le poche righe che ho scritto a riguardo nella mia tesi di laurea.
    Copio alcuni spunti, che magari potrebbero essere approfonditi.

    "Spesso l’idea di essere omosessuale, la masturbazione anale e l’angoscia nello sperimentare nuove sensazioni di piacere, fanno sì che il giovane odi se stesso e tragga la conclusione di non essere più degno che vivere. L’adolescente si sente isolato, incompreso, solo, anormale e, percependo la vergogna di una famiglia che non lo supporta e non lo accetta, finisce con l’attaccare il proprio corpo.
    Pommereau (1996) nota come la sessualità dei giovani aspiranti suicidi sia frequentemente disturbata e possa essere sfrenata o del tutto inibita.
    In una ricerca condotta dall’Arcy-Gay (Bigalli, Grillini, 1990) è emerso che la maggioranza di chi aveva vissuto la scoperta della propria omosessualità in modo traumatico, aveva avuto un’ideazione suicidaria.
    Una ricerca statunitense (Bell, Weinberg, 1978) aveva scoperto che la percentuale di TS tra adolescenti eterosessuali maschi era solo del 3% contro il 18% degli omosessuali. Tra le ragazze eterosessuali tale percentuale era del 14% contro le omosessuali, che presentavano un tasso del 23%.
    Nel caso dei transessuali che vivono ancora in una condizione di maschio, si è notato che il TS è più elevato, rispetto a coloro che vivono già in una condizione di femmina (Langevin, Paitich, Steiner, 1977)."

    tratto da Alberto Borromeo - Tesi di Laurea in Psicologia, presso Università Studi Padova- "Il tentato suicidio in adolescenza: aspetti fenomenologici e comprensione psicoanalitica"- pag. 67

  10. #10
    che bello quel ciclo di conferenze!!! ( e nn solo quello...ho dato un'occhiata alle altre conferenze e ce n'è uno sui disturbi alimentari )..purtroppo da quel che ho capito sono di sera...o dormo in stazione a milano, oppure niente

    ho trovato altre cose da leggere
    >>QUI<< c'è la traduzione di un articolo intitolato "Psychoanalysis and Homosexuality at the postmodern millenium" mentre >>QUI<< ce n'è uno intitolato "L'omofobia istituzionalizzata: il caso della psicoterapia" dove c'è un po' di storia...li leggiamo e discutiamo???

    per quel che riguarda lo spunto di Alborr riguardo al rapporto tra tentato suicidio nell'adolescenza e omosessualità... (interessante la tesi e grazie per aver condiviso con noi parte del tuo lavoro!!) nn so bene che dire...vedo di "studiarmi" un po' la questione, e poi torno!!!
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  11. #11
    Ospite non registrato

    ...

    vi ringrazio per gli interessanti spunti che mi state offrendo

    e sarebbe interessante poter approfondire la questione


    ------>>per alborr, perdonami la curiosità, chi è stato il tuo relatore?, essendo anche io un ex di Padova sono mossa da questa curiosità

  12. #12
    Ospite non registrato
    Ciao Doc,
    Il mio relatore è stato il prof. Spano, una persona che in quell'occasione si è dimostrata squisita. Certo, per lavorare con lui devi partire con le idee chiare...molto chiare! :wink:

  13. #13
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Ciao ragazzi, non posso fare a meno di notare una strana associazione.. omosessualità e clinica. Non sarebbe meglio un'associazione tipo società e clinica?
    baci baci

  14. #14
    ciao Accadueo benvenuto nel forum di clinica...nn fraintendere la nostra discussione però se vai a leggere gli articoli che ho indicato e i post degli altri,vedrai che alla fine è proprio di società che si tratta...purtroppo la visione dell'omosessualità come psicopatologia è ancora recente, e alcuni la vedono ad oggi come cosa da curare ma penso che nn ci sia niente di meglio, per combatterel'ignoranza (perchè è di questo che si tratta, no?) della conoscenza...quindi nn vedo niente di male a studiare insieme un po' di "storia" perchè nn resti con noi a chiacchierare?
    baci
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  15. #15
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Ciao Mia, piacere di conoscerti
    .. sono d'accordo con te assolutamente.. ed è appunto per questo che non capisco perchè diciamo che è sbagliato ma continuiamo ad associarla con la clinica... sarebbe stato meglio discuterne nel forum "storia clinica" , ma so che non esiste... ah 'sta società eheheheh

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