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Discussione: Grafologia e Selezione

  1. #1
    Neofita L'avatar di 'Guenda'
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    13-01-2005
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    Milano
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    5

    Grafologia e Selezione

    Ciao a tutti,
    volevo sapere la vostra opinione riguardo l'utilizzo dell'analisi grafologica nel processo di selezione.
    Ho fatto la selezione per un master e tra le varie prove è stata fatta l'analisi grafologica. Io ho poche competenze nell'ambito della psicologia del lavoro e della selezione ma da quanto ho letto l'analisi grafologica non ha molti fondamenti scientifici.

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di Andalucia
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    7,678
    Io sono una psicologa del lavoro e non penserei mai di usare questa tecnica...ma esistono diverse scuole di pensiero a riguardo. Certo, io che ho fatto della statistica il mio punto di riferimento, non vedo come tale tecnica possa supportare il processo di selezione.

    E' anche vero che nessuno strumento da solo può fornirti valide informazioni....
    Lucia


  3. #3
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Peccato disprezzare uno strumento tanto valido senza conoscerlo.

    Nella vita non si può misurare tutto, tantomeno la dinamicità umana...

    La grafologia è un ottimo ausilio se utilizzato come tale, nessuna pretesa di renderla esauriente, ma se inserita in un'analisi di personalità può essere moooooolto proficua!

    Lisa
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  4. #4
    Partecipante
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    Salve,
    mi permetto di entrare nel discorso. L agrafologia è una pratica interessante ma nella realtà non si è dimostrata una pratica valida da un punto di vista psicometrico vi cosngilio, se non lo avete gia fatto, di leggere un articolo del Maestro Pedrabissi sulla grafologia presente nella rivista Psicologia contemporanea.

    ciao!
    Andrea

    p.s. la mia posizione, se interessa, è che uno strumento non valido e psicometricamente "dubbio" non porta alcuna notizia informazione standardizzata ma divventa una speculazione mentale dello sperimentatore. ma questo è il mio punto di vista pseudo statistico:-)

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Bello, quell'articolo è veramente stupendo e grazie all'egregio prof ora dilaga la sindrome da grafomenzogna!
    Vedo che ha contagiato anche te...

    La grafologia è come il test proiettivo dei disegni, che psicometria vuoi usare di fronte a proiezioni inconsce e simbolismo?????????????

    Voleva confrontarlo, partendo già con l'idea di arrivare alla non paragonabilità, per dirla proprio tutta, con il bfq che è una dichiarazione soggettiva cosciente dei soggetti sottoposti a somministrazione.
    C'è una bella differenza fra come ci autopercepiamo e come siamo veramente...e con la grafia non si può fingere più di tanto.
    Peccato che tu e l'illustrissimo prof non lo sappiate.

    Ma meglio così, almeno questo strumento lo utilizziamo solo noi grafologi (senza speculazione, almeno da parte mia anche se altri incompetenti lo fanno) e ci arricchiamo di punti di vista che tutti gli altri psicologi ignorano.

    Lisa
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  6. #6
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    scusami. ma la prendi troppo sul personale.
    gli psicometristi ovviamente si basano su concetti statistici replicbili. i test proiettivi e la grafologia non hanno buone caratteristiche psicometriche che poi sianoutili per carità ma non sono un conoscitore.

    Pedrabissi penso che sia un professore e ricercatore molto cauto e a aragion veduta dice ciò che i risultati dei suoi studi evidenziano. poi non penso sia una questione personale.

    ne dicono tantissime anche suigli psicologi eppure esistiamo ancora e tantomeno ce la prendiamo con chi ne parla male...

  7. #7
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Non è proprio sul personale che sono ferita quanto sui commenti aggiunti dal tuo adorato prof a fine articolo, ha praticamente detto di aver perso tempo a fare questo confronto, ha detto che chi non studia grafologia ne sa più dei grafologi, ha detto a tutti gli psicologi di stare lontano da questa disciplina...ma staimo scherzando...????????????????????????????????????? ???????? Io non credo che basti un titolo di professore universitario e anni dedicati alla ricerca per gettare menzogna su chi percepisce il mondo in modo più umano che statistico.
    Io di questo sono ferita, gli insulti non piacciono a nessuno.

    Io non credo che la dinamicità umana possa essere intrappolata in schemi, cosa che fa la maggior parte degli psicologi, credo invece che un buon psicolgo deve essere flessibile ed aprirsi al nuovo, alle infinite manifestazioni della natura umana, che poi questo non serva per certi tipi di studi o di professioni perchè è meglio far rientrare quel dato soggetto in quella data tipologia ok, ma che volete studiare le emozioni, l'intelligenza, l'affettività e altro solo con la psicometria non ci sto, si rischia di perdere di vista il paziente, il soggetto, la sua profondità. Così non si è più di aiuto a nessuno, meglio darsi alla matematica, oggettiva, statica e indiscutibile.

    E' solo una differenza di punti di vista, chi ha ragione non si saprà mai, ma il rispetto, a qualsiasi step della carriera è basilare.

    Lisa
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  8. #8
    Partecipante Assiduo L'avatar di Andrea1975
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    05-07-2007
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    174

    Re: Grafologia e Selezione

    Originariamente postato da 'Guenda'
    Ciao a tutti,
    volevo sapere la vostra opinione riguardo l'utilizzo dell'analisi grafologica nel processo di selezione.
    Ho fatto la selezione per un master e tra le varie prove è stata fatta l'analisi grafologica. Io ho poche competenze nell'ambito della psicologia del lavoro e della selezione ma da quanto ho letto l'analisi grafologica non ha molti fondamenti scientifici.
    Ti dico la mia: l'utilizzo di strumenti sofisticati nella selezione è funzionale alla tipologia di selezione che si deve mettere in atto, dal tempo, dai soldi a disposizione, dall'immagine che l'azienda vuole dare, dai budelli giuslavoristici che si hanno intorno, dalla tipologia di figura che si cerca, dalla disponibilità di candidati che si ha, ma soprattutto dalla cultura dell'azionda in questione.

    Se abbiamo una rosa di 10/15 candidati per una posizione di professional o middlemanagement (caso piuttosto tipico e frequente) credo che incontrare i candidati, magari in più step, attraverso colloqui articolati sia lo strumento principe. Il colloquio, svolto con professionalità e competenza, non ha uguali a mio avviso in termini di affidabilità. Cosa potrebbe rilevare un grafologo da un testo rispetto ad uno psicologo, bravo ed esperto, un colloquio approfondito?

    Se poi si hanno esigenze di oggettivizzare o di imparzialità o di "testare" molti candidati in breve tempo si hanno a disposizione i test. Anch'essi affidabili, standardizzati e disponibili in talmente tante versioni che si possono scegliere quielli più idonei alla situazione.

    Gli headhunter forse potrebbero, ma certo a quei livelli entrano in gioco tante altre variabili: come per esempio la scarsa disponibilità di candidati appropriati, il che rende facilissimo incontrare, anche in più riprese i candidati.

    Ora senza entrare in tutte le tipologie di casi disponibili, mi domando, ma soprattutto vi (a voi grafologi) domando: quando è opportuno utilizzare questo tipo di strumento? Quando è opportuno per un'azienda investire dei soldi per pagare un professionasta specilista in questa materia?

  9. #9
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Questo dovresti chiederlo alle aziende e non a noi, che sicuramente siamo più economici di pagare viaggio e pernottamento a 10 candidati per sottoporli a 3 giorni di assessment center...

    I risultati ottenuti da alcuni colleghi sono praticamente identici.

    Noi non siamo migliori dei colloqui e dei test standardizzati, o meglio, non credo e non me lo sono mai chiesta, ma siamo utili altrettanto, quindi potremmo essere intercambiabili, magari, un profilo steso da una persona è più ricco del triste referto di un test...e poi nei colloqui il candidato può dire quello che vuole, la scrittura parla da sola e non mente.

    Io non ho un motto d'effetto per vendere la mia professione; ci credo e ritengo sia valida nella selezione del personale, molte aziende la utilizzano, ,ma chiedi a loro perchè.
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  10. #10
    Partecipante Assiduo L'avatar di Andrea1975
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    Lungi da me voler polemizzare con te e con i grafologi sia chiaro, anche perchè sinceramente non conosco la grafoloogia, ma non mi trovano d'accordo le tue affermazioni. Credimi lo spirito che mi anima è quello di conoscenza, per me e spero per te (per me perchè sono ignorante in materia di grafologia e per te perchè spero possa esserti di aiuto visto che segnali questo malessere di non trovare lavoro come specialista in tale materia).

    Primo credo che se un professionista non sa quale sia il valore aggiunto che può apportare, il motivo per cui l'azienda o il cliente lo dovrebbe pagare mi sembra quanto mai difficile arrivare a trovare a trovare committenti. Credo che in un mondo del lavoro quanto mai agguerrito, quale aihme è quello in cui viviemo e operiamo, non possiamo far a meno di darci da fare e farci valere per far sentire la nostra voce e per far apprezzare quello che sappiamo fare (e per lavorare e magari arrivare alla pagnotta a fine mese). E quindi dobbiamo essere strasicuri di cosa possiamo dare noi a committenti, anche in termini economici, pratici e pragmatici.
    Credo che dobbiamo spiegare, a fatti e parole, perchè è preferibile utilizzare determinate professionalità e determinati strumenti piuttosto che il buon senso, il voto di laurea, il "lume di naso", l'amicizia, la parentela o la raccomandazione.

    Per inciso poi non so quante aziende oggi pagano pernottamenti ai candidati esterni, io non ne conosco sinceramente; poi se lo fanno tanto meglio per la loro immagine.

    Infine potremmo aprire una discussione sul motivo per qui un'azienda decide di dotarsi di alcuni strumenti di selezione piuttosto che di altri, ma questo è veramente un discorso più ampio.

  11. #11
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Anche io non voglio far polemica.
    Ognuno si occupa del settore che più gli piace e lo difende.
    In questi forum leggo tanto mlcontento sulle lauree triennali, sull'albo, su un futuro lavoro e così h segnalato anche la nostra poca riconoscenza da parte degli esperti...
    Tutto qui.
    Io lo so benissimo qual'è il valore aggiunto che può apportare la grafologia: è quello di poter avere un profilo completo e selettivo di un candidato senza sottoporlo a ore di test( mio nipote l'altra settimana è stato 7 ore a rispondere a quiz per un' assunzione in azienda...) sfinito e sbigottito di tale modalità...
    Con la grafia non puoi mostrarti come non sei come può succedere nei colloqui. E' normale che io dalla scrittura non vedo la competenza in quel settore, quello la valuta il personale dell'azienda, noi lo affianchiamo solo per vedere se il soggetto in esame corrisponde alla tipologia adatta a quel tipo di posto. Uno che cerca lavoro si adatta, ha bisogno di soldi...ma se uno che ama la compagnia, stare accanto agli altri lo metti nel centro di calcolo dopo 3 mesi si licenzia...!!!
    Non ho dubbi che tutto quello che noi vediamo con la grafia esca anche d altri test o dall'occhio clinoco dello psicologo esperto, noi siamo utili quanto gli altri, ma perchè scegliere una batteria di test invece del grafologo? Perchè standardizzata, ok, ma provare a vedere se tramite la scrittura non esca qualcosa in più, no?????????????
    E' la chiusura italina verso nuove strade che mi delude...
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  12. #12
    irenedonata
    Ospite non registrato
    Io sono "grafologa" (o meglio, consulente grafodiagnostico), e vi posso assicurare che la grafia viene misurata con criteri ben precisi e che hanno un fondamento. Non è una disciplina campata per aria.
    Certo, c'è chi la fa bene e chi la fa male, ma può servire come riscontro insieme ad una batteria di test, al colloquio, all'assesment ... insomma, presa da sola senza un contesto può lasciare il tempo che trova, e sicuramente non rispecchiare la personalità del soggetto.
    Insomma, io di solito prima con le persone ci parlo, mi faccio un'idea, poii applico il test e cerco di capire le dinamiche di personalità. Non il contrario. Presa così, secondo me la grafologia (o il test di scrittura) può essere un buon ausilio, anche se in Italia non è assolutamente diffusa.

  13. #13
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ariuxe
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    24-09-2005
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    506
    Originariamente postato da irenedonata
    Io sono "grafologa" (o meglio, consulente grafodiagnostico), e vi posso assicurare che la grafia viene misurata con criteri ben precisi e che hanno un fondamento. Non è una disciplina campata per aria.
    Certo, c'è chi la fa bene e chi la fa male, ma può servire come riscontro insieme ad una batteria di test, al colloquio, all'assesment ... insomma, presa da sola senza un contesto può lasciare il tempo che trova, e sicuramente non rispecchiare la personalità del soggetto.
    Insomma, io di solito prima con le persone ci parlo, mi faccio un'idea, poii applico il test e cerco di capire le dinamiche di personalità. Non il contrario. Presa così, secondo me la grafologia (o il test di scrittura) può essere un buon ausilio, anche se in Italia non è assolutamente diffusa.
    interessantissimo!!! ma come si fa a diventare consulente grafodiagnostico? fammi sapere la cosa mi interessa molto
    grazie
    Molti vedono le cose così come sono e si domandano il perchè. Io sogno di cose che non sono mai state e mi domando perchè NO!
    G.B. Shaw

  14. #14
    Partecipante Figo L'avatar di marchitiello
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    05-05-2006
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    Io sono perfettamente d'accordo con Lisa1969!!!
    Io studio ancora, a Firenze, e se qui dicessi di voler utilizzare (come vorrei fare idelamente) la grafologia per una selezione mi sparerebbero. Qui, come anche a Padova ad esempio, c'è una impostazione di tipo psicometrico che porta a poco o niente. Ad esempio, qualcuno ha mai valutato l'efficacia di un assessment center? E con quali criteri inoppugnabili dal punto di vista statistico? Quale coefficiente di correlazione si potrebbe usare per un business game? Quali saturazioni potrebbero applicarsi ad un focus group? Quali regressioni si potrebbero applicare ad una panel interwiev? Vogliamo poi parlare di tutti gli effetti di distorsione a cui può andare incontro un selezionatore nel valutare il candidato????
    Insomma, non mi pare che le tecniche utilizzate da noi psicologi del lavoro siano infallibili, tipo spada di re Artù; soprattutto, personalmente, se volessi "barare" ad un test di selezione, sarebbe un gioco da ragazzi, mentre cambiare grafia mi sembra un pò più difficile....
    Last but not least, vogliamo aprire una discussione sui metodi di campionamento (a dir poco opinabili) che vengono utilizzati per standardizzare i test che si trovano in commercio????
    Scusatemi lo sfogo.....
    Ultima modifica di marchitiello : 23-09-2007 alle ore 22.18.45
    La psicologia è quella cosa con la quale o senza la quale si vive tale e quale!

  15. #15
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    Uack...



    L'efficacia degli AC è stata misurata.
    Ultima modifica di AlphaDraconis : 25-09-2007 alle ore 00.05.56

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