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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di cieffe
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    Da "La Repubblica": una riflessione

    Posto questo articolo...credo valga la pena rifletterci un po'...


    L'appello alle future matricole di Manuela Colombari, neo presidentessa dell'Ordine dell'Emilia Romagna: "I giovani devono sapere che il settore è saturo: solo meno della metà riesce ad esercitare".
    "Cari ragazzi, studiate pure psicologia. Ma fatelo soprattutto per passione, perché le possibilità di trovare lavoro sono scarse". E' una sorta di lettera aperta alle future matricole quella di Manuela Colombari, neo presidentessa dell'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna. Un appello accorato e preoccupato: "Il settore dell'attività clinica, il più gettonato, è saturo, questo i giovani lo devono sapere. Poi possono scegliere lo stesso questa strada, ma è onesto dire loro che sarà molto in salita". I numeri sono impietosi, anche a Bologna dove esiste uno psicologo ogni 750 abitanti ("in Germania ce ne è uno ogni 1600 abitanti, in Inghilterra uno ogni 1500).

    A fronte di circa 50mila iscritti all´Albo degli psicologi italiani, soltanto 24mila, meno della metà, riesce a lavorare come psicologi. Il resto che fa? L'educatore in scuole o cooperative, l'insegnante di sostegno o un lavoro che ha scarsa attinenza con il titolo di studi. In Regione, sui circa 3.700 iscritti nel 2004, solo 1.700 esercitano la professione. E chi lavora guadagna poco. Tra il 2000 e il 2004 in Emilia Romagna il reddito medio annuale lordo (almeno quello dichiarato) è rimasto pressoché invariato, tra i 17mila e i 18mila euro. Manuela Colombari, psicologa di lungo corso, sente la responsabilità del ruolo e, proprio per questo, sgombera subito il campo dai sospetti di una difesa corporativa: "Non siamo mai stati una sorta di nicchia di potere, anzi l'accesso all'Ordine è libero e diretto. Non controlliamo nemmeno l'accesso alla professione tramite l'esame di Stato, superato in genere dall'85% dei candidati". Il boom di psicologia fa però tremare l'Ordine.

    "In Europa la crescita annua della categoria è attestata attorno al 5%, in Emilia Romagna l'aumento va dal 10 al 14%". Una crescita che non accenna a diminuire se si pensa che in cinque anni il numero di laureati in psicologia è destinato a raddoppiare. "Il mio non è un appello per scoraggiare gli iscritti, ma per far capire ai giovani cosa si devono aspettare. Psicologia è una materia utile, importante, affascinante, ma ad oggi non offre sbocchi occupazionali, almeno nel senso tradizionale. Occorre fare un serio esame della realtà dei fatti, senza cullarsi, per esempio, nella magica illusione che una carriera professionale nell'ambito clinico, settore che attira la stragrande maggioranza di studenti, sia facilmente praticabile e offra ampie possibilità di guadagno". Alla facoltà di Psicologia di Cesena c'è il numero programmato, gli iscritti sono 300 all'anno a fronte di 750-800 domande. La preside Bruna Zani non ha difficoltà a riconoscere che il problema è reale: "Informare gli studenti è importante, l´area clinica è satura, non ci sono sbocchi per i piccoli Freud". Quello che la Facoltà sta facendo è un´opera di orientamento verso altre aree professionali, con lauree specialistiche ad hoc, oltre che una politica a livello nazionale per accessi programmati in tutte le facoltà di Psicologia. "Si può lavorare come psicologi nell'ambito giuridico, della neuropsichiatria e nella psicologia del lavoro, settore che ancora assorbe laureati".


    Allora, colleghi, chi comincia?
    "La religiosità è talmente simile alla pazzia che è impossibile distinguerle".

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  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Re: Da "La Repubblica": una riflessione

    Originariamente postato da cieffe
    [B]Posto questo articolo...credo valga la pena rifletterci un po'...


    [COLOR=red]L'appello alle future matricole di Manuela Colombari, neo presidentessa dell'Ordine dell'Emilia Romagna: "I giovani devono sapere che il settore è saturo: solo meno della metà riesce ad esercitare".
    "Cari ragazzi, studiate pure psicologia. Ma fatelo soprattutto per passione, perché le possibilità di trovare lavoro sono scarse".


    Adoro questa donna.
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  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Re: Da "La Repubblica": una riflessione

    Originariamente postato da cieffe
    "Si può lavorare come psicologi nell'ambito giuridico, COLOR]


    Mi dispiace, ma le mie esperienze in merito sono diverse...
    Apprezzo veramente molto, però, che , finalmente, una carica autorevole, dica la sua....
    L'avessero detto ai miei tempi...
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  4. #4
    elettra79
    Ospite non registrato
    E adesso che ce lo ha detto una carica istituzionale è, come dire, UFFICIALE...
    Avendo conosciuto lo stato della professione prima di iniziare l'università forse avrei rinunciato alla mia passione per conoscenze più "spendibili". Ma ormai sono laureata e abilitata, quindi cerco di barcamenarmi in quest'italia....

    Solo una riflessione: Il mercato è saturo, ok, verissimo... Ma quanto spazio viene veramente dato ai neolaureati? Quanta possibilità di farti un'esperienza ti viene data in questo paese (volontariato escluso)? Il fatto che tu sia preparato e spesso molto più aggiornato di colleghi di più lungo corso, quanto spesso conta qualcosa? E soprattutto, quanto investimento c'è sul sociale e sulle persone e sulla psicologia se ad esempio gli psicologi che vanno in pensione nelle asl molto spesso non vengono rimpiazzati??? E tutto ciò senza parlare dell'intrusione di altre professionalità nell'area della psicologia....

  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Però, ce da dire, che, al momento della mia iscrizione a psicologia, in sede di orientamento, mi si è parlato delle opportunità di sbocco, anche nel sociale, e mi si è volutamente taciuto che avrei dovuto iscrivermi ad una scuola di specializzazione al fine di far valere la mia laurea....
    E' da apprezzare che un'autorità si prenda, finalmente la briga, di dire le cose come stanno!

    concordo con te sul fatto che mi sono sentita poco difesa dall'ordine. E' vero, ci sono stati i tagli alla sanità, ma perchè mai bisogna far andare via sempre gli psicologi?
    Cosa ha fatto l'ordine, affinchè venissero mantenute le , poche, cariche di psicologo consulente nelle Asl?
    Cosa ha fatto l'ordine affinchè venisse promossa la figura dello psicologo scolastico?
    Cosa ha fatto l'ordine per opporsi allo "sfruttamento" del volontariato?

    Probabilmente la risposta non fa' onore alle stesse autorità che hanno avuto il coraggio di denunciare questa situazione.
    Però, questa presa di posizione fa' onore alla persona che l'ha proferita, e la vedo come una importante manifestazione di quella professionalità che l'ordine stesso si propone di tutelare.
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  6. #6
    elettra79
    Ospite non registrato
    Sono d'accordo anch'io che sia un atto di professionalità e onestà doveroso... e necessario da molto tempo! Continuo a non capire però alcune scelte che in questo paese vengon fatte in materia di lavoro e sanità, e mi rimangono oscure anche alcune scelte dell'ordine nazionale che riguardano la professionalizzazione dei più giovani, vedi scuole di specializzazione etc... A fronte della situazione lavorativa disastrosamente precaria dei giovani psicologi non mi pare che avanzino molte politiche di tutela... io personalmente sono ormai rassegnata a arrangiarmi da sola e ingegnarmi per qt riguarda il lavoro.....

  7. #7
    psicosarix
    Ospite non registrato
    bravissima elettra79
    io avevo letto questo articolo sul giornale e sono contenta di vederlo quì!!!
    secondo me dovremmo spostarci nella stanza sulle professioni di psicologo, avrebbe ancor più visibilità!

    quando mi sono iscritta io ci avevano detto che non c'era molto lavoro ... ma lo hanno fatto 5 minuti prima di iniziare il test di ammissione alla facoltà ... non è stata proprio un'informazione seria ... a ripensarci ora ...


  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Originariamente postato da psicosarix
    bravissima elettra79
    io avevo letto questo articolo sul giornale e sono contenta di vederlo quì!!!
    secondo me dovremmo spostarci nella stanza sulle professioni di psicologo, avrebbe ancor più visibilità!

    quando mi sono iscritta io ci avevano detto che non c'era molto lavoro ... ma lo hanno fatto 5 minuti prima di iniziare il test di ammissione alla facoltà ... non è stata proprio un'informazione seria ... a ripensarci ora ...

    nell'opuscolo dell'uni di Padova c'erano scritti belli chiari tutta una serie di sbocchi...in settori che adesso, la presidentessa ammette essere saturi... oppure scopro che per accedere a quest'ultimi è necessaria la specializzazione in psicoterapia...
    Vedi te....
    Ah, e, a fare orientamento, 'na ragazzetta che aveva avuto come esperienza si e no quella del tirocinio post lauream...anzi...mi viene il sospetto che fosse una tirocinante a sua volta(ma è solo un dubbio legittimo...) che mi ha elencato una serie di sbocchi inesistenti, almeno al momento in cui mi sono laureata...(e che cavolo, ho fatto due anni di ritardo...mica 100)
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  9. #9
    Novembre '99
    Ospite non registrato
    Mi sembra un articolo molto utile...spero che serva a dare alle matricole e a coloro che hanno intenzione di iscriversi una visione più realistica della situazione.
    E' vero, a volte in università hanno accennato questo problema, ma quando si studia e si è impegnati con esami e lezioni la realtà lavorativa è così lontana che non ci si fa poi tanto caso a queste notizie nefaste!
    E quando lo si fa è troppo tardi!!!

    Ne ho sentiti di giovani studenti che dicono "basta volerlo", "l'importante è avere passione...". Con la passione non si vive, e la volontà non è sufficiente!

  10. #10
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    Benissimo ci dice che non c'è sbocco e va bene è onesta, ma forse sarebbe bene che nella sua posizione lanciasse delle proposte, delle iniziative... ci sono tanti settori in questo paese che avrebbero bisogno di competenze psicologiche, lavoriamo per creare questo tipo di cultura, fatto di prevenzione, sostegno in momenti particolarmente difficili (gravidanza, problemi scolastici, adozione ed affidi, trapianti, madri sole, ecc...), ecc...
    Ho partecipato a molti forum, in cui esprimevo le mie difficoltà, che tuttora sono presenti ma fermarsi a piangerci adosso mi sembra assurdo.
    DUNQUE VA BENE IL PERCORSO E' DIFFICILISSIMO MA LA SOLUZONE NON E' CHIUDERE LA STRADA PER SEMPRE, MA RENDERLA AGIBILE A PATTO CHE SI CONSIDERI IMPORTANTE LA META A CUI PORTA.
    Scusate lo sfogo!

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di M. Lucia
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    Nella bella sicilia!
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    Mi associo alla riflessione di Navigatrice esistono tantissimi ambiti applicativi della psicologia ma non sempre si conoscono...Mi chiedo dove sono gli psicologi negli ospedali, nei reparti di oncologia o in quelli di chirurgia, nei reparti che si occupano di grandi ustioni (a Palermo c'è qualcuno ma non è neanche ben strutturato e tra l'altro è uno per tutti i pazienti!)etc... etc... si potrebbero fare altri mille esempi io credo che in relatà il lavoro ci sarebbe il problema è che NON ESISTONO PERCORSI ISTITUZIONALI CHE PERMETTANO IL NOSTRO INSERIMENTO PROFESSIONALE forse perchè c'è pochissimo riconoscimento del valore dello psicologo!?!?!(e ritorniamo sempre al solito e vero problema della nostra professione!)
    Spero che persone di buona volontà, come questo presidente che ha sicuramente fatto bene ad essere "onesta",si impegnino in questo senso per permettere a noi giovani di lavorare ma anche per garantire servizi (e non mi riferisco soltanto all'ambito ospedaliero...penso anche ai tribunali, alle aziende, alle scuole, etc..)di migliore qualità.
    Buon lavoro!
    "Guida da te la tua canoa..."B.P.

  12. #12
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    Dico la mia:


    "Si può lavorare come psicologi nell'ambito giuridico, della neuropsichiatria e nella psicologia del lavoro, settore che ancora assorbe laureati".

    Va benissimo tutto il discorso, ma su quest'ultima frase "casca l'asino"...... Perchè illudere ancora e dare false speranze????
    Non credo assolutamente che in questi settori ci sia ancora spazio per noi psicologi (per esperienza personale)!!!!!!!!!!!
    Propio in questi settori subiamo la concorrenza delle lauree più disparate dalla filosofia, alla giurisprudenza all'economia....non trovate????

    Scusate lo sfogo

  13. #13
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Originariamente postato da moniapsy
    Dico la mia:





    Va benissimo tutto il discorso, ma su quest'ultima frase "casca l'asino"...... Perchè illudere ancora e dare false speranze????
    Non credo assolutamente che in questi settori ci sia ancora spazio per noi psicologi (per esperienza personale)!!!!!!!!!!!
    Propio in questi settori subiamo la concorrenza delle lauree più disparate dalla filosofia, alla giurisprudenza all'economia....non trovate????

    Scusate lo sfogo
    Per mia personale opinione ed esperienza:
    nella psicologia del lavoro, le possibilità di sbocco ci sono: la paga è come quella di un impiegato, all'inizio, ma, dopo qualche mese di stage, si può iniziare a lavorare e a proporsi ad aziende più serie.
    Per quel che riguarda la psicologia giuridica ho sentito cose da far accapponar la pelle, che, appunto, mi rendo disponibile a postare in pm, in quanto alle neuroscienze(?) secondo me, il presidente voleva semplicemente suggerire di specializzarsi maggiormente in questo ambito...
    la maggior parte dei laureati in psicologia non sa' leggere un eeg, ovvio che chi è in grado di farlo ha più opportunità di inserimento...

    In quanto al dioscorso di dare maggiore valore alla psicologia sono daccordo. Ma è anche vero che uno psicologo ogni 600 abitanti, è troppo!!!!
    Secondo me, bisogfna muoversi da entrambi i fronti, cioè:
    1) Creare un maggiore bisogno di psicologia, anche e SOPRATTUTTO a livello istituzionale.
    2) Rendere noto: a chi volesse intraprendere questo percorso di studi, che non offre sboicchi lavorativi, alla stregua di una laurea in filosofia o lettere...semplicemente, nel caso di una laurea in psicologia, è previsto un anno in più (ma con le lauree triennali/quadriennali, il cerchio si sta chiudendo)e, soprattutto, un anno di schiav...ehm...tirocinio non retribuito che, a meno di iscriversi ad una scuola di specializzazione, in seguito, è praticamente inutile(parlo a grandi linee, ovviamente, perdonatemi le imprecisioni...)
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  14. #14
    elettra79
    Ospite non registrato
    Come ho già detto render noto che questo tipo di percorso di studi non offre sbocchi lavorativi è certo doveroso... Un conto però è fare informazione, ben altro trincerarsi dietro queste considerazioni per chiudersi in una specie di lobby... Mi spiego meglio e premetto che parlo per (sfortunata) esperienza personale in questo caso: una volta laureata e abilitata, cominciando a guardarmi intorno, mi è capitato di chieder consiglio a colleghi già inseriti nel mondo del lavoro... E mi è stato risposto che il mercato era saturo, consigliandomi di fare l'educatrice o la volontaria!!! La mia impressione, molto forte, è stata che temessero incursioni nell'orticello che si erano faticosamente costruiti... Bè certo, non dico che questo sentimento non sia legittimo, dopo anni di duro lavoro e fatica li posso capire... Ma sono anche convinta che ci sia bisogno di politiche di espansione, non certo di chiusura!!!!

  15. #15
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Originariamente postato da elettra79
    E mi è stato risposto che il mercato era saturo, consigliandomi di fare l'educatrice o la volontaria!!! La mia impressione, molto forte, è stata che temessero incursioni nell'orticello che si erano faticosamente costruiti...
    beh, diciamo che, questo timore di incursione nel loro orticello, l'ho vista di più in occasione del tirocinio post-lauream-praticamente, non mi è stato insegnato niente-che nel dopo tirocinio.
    Nel post-esame di stato, invece, mi è capitato di sentire tanti entusiasti della loro scuola di specializzazione. Ben venga, ma io i soldsi per la scuola, non ce li ho!!!!!!!!!!!!
    In quanto alla disponibiloità del mercato, in effetti, non posso che confermare quanto detto dalla presidentessa dell'ordine in Toscana. In Lombradia l'approccio è diverso, si viene spinti a fare imprenditoria, ma, dico io, come si può fare imprenditoria, se prima non ci si è un po' fatti le ossa alle dipendenze di qn?
    (Lo faccio per citare i discoirsi con un altro utente di ops).
    Io lavoro in uno studio di liberi professionisti, ma tutti, prima, hanno lavorato alle dipendenze di qn...
    Noi giovani psicologi, invece, ci vediamo costretti a lanciarci nel mercato della libera professione, e tutto questo è reso molto più difficile dalla concorrenza sleale del volontariato cui sono costretti coloro che vogliono farsi un po' di gavetta. Allora, mi sembra logico il monito di chi ha parlato: fate psicologia solo per passione.
    Non credo si riesca a fermare il fenomeno del volontariato, perchè, purtroppo, in ambito psicologico è così: è indispensabile imparare "sul campo"ed i vari tutor di tirocinio lo sanno bene(ti assicuro, nel corso del mio tirocinio p-lauream ho avuto proprio la tua stessa impressione... che gli altri psicologi fossero gelosi del proprio lavoro...)
    Inoltre, della necessità di fare pratica per imparare, il sistema sanitario nazionale se ne frega le mani....poichè può usare le ore di tirocinio cui sono costretti gli specializzandi, per dare una parvenza di servizio pubblico agli utenti...
    Ultima modifica di riversky : 04-06-2007 alle ore 15.31.15
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