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Discussione: Bambini dimenticati

  1. #1
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Bambini dimenticati

    Riprendo da "La Repubblica" di oggi:

    ESTERI InviaStampaLa mamma aveva accompagnato i fratellini a scuola e poi era andata al lavoro
    Una tragedia simile nell'estate di 9 anni fa a Catania. L'esperto: "Morti per asfissia"
    Belgio, muore bimbo di cinque mesi
    La madre lo aveva dimenticato in auto

    BRUXELLES - Un bambino di cinque mesi è morto nell'auto dove la madre lo aveva dimenticato per più di otto ore. E' successo ad Hal, una cittadina poco distante da Bruxelles. Il piccolo è stato ritrovato ieri pomeriggio ormai privo di vita, abbandonato dalla donna che, la mattina prima, aveva accompagnato a scuola i due figli più grandi e poi si era recata direttamente a lavorare, dimenticando di portare il più piccolo alla baby sitter.

    Solo al termine della giornata di lavoro, quando ha suonato a casa della baby sitter per riprendersi il bambino, la mamma si è accorta della fatale distrazione: il piccolo era ancora nel suo seggiolino sul sedile posteriore, morto. Sarà l'autopsia ad accertare la causa e l'ora del decesso, mentre la magistratura ha aperto un'inchiesta, ma al momento nessuna accusa è stata formulata nei confronti della donna.

    La tragedia in Belgio somiglia terribilmente alla drammatica fine di un bambino di due anni morto a Catania nell'auto del padre. Era l'estate di 9 anni fa: Salvatore Deodato, 37 anni, dimenticò suo figlio nell'auto posteggiata sotto il sole. Quando uscì dal lavoro, sei ore dopo, trovò il figlio morto per asfissia e ustioni seduto sul seggiolino. I periti dissero che nell'auto erano stati superati abbondantemente i 50 gradi.

    Il professore Paolo Procaccianti, direttore dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Palermo, spiega che "in questi casi la morte arriva per "confinamento": l'ossigeno diminuisce e si respira anidride carbonica". Nel caso di Catania, "le alte temperature hanno accelerato il decesso. La morte è arrivata forse dopo che il bambino ha perso i sensi per asfissia".


    Ora, a me colpisce una cosa, di questi due casi. Che, in entrambe le situazioni, i genitori sono andati al lavoro ed hanno dimenticato i figli in auto. Come se il lavoro per alcune persone, o per tutti in alcuni momenti della vita, fosse così importante, così essenziale da far passare in sottofondo il resto, fosse pure la vita di un figlio.
    In un caso la madre, in un altro il padre. Non è dunque questione di differenze di genere.
    Casi rarissimi, mi direte. Vero. Ma mi torna in mente la mia tesi di laurea, gli incontri con Christophe Dejours, psicoanalista parigino, che sostiene che il lavoro è uno degli strumenti per la costruzione dell'identità personale e che si chiede quanto i cambiamenti nel mondo del lavoro e nel diritto del lavoro, la precarietà, la paura di venire licenziati, di non avere lavoro e quindi reddito e quindi cittadinanza e quindi riconoscimento, influiscano nella costruzione e nel cambiamento della patologia.
    Pensieri in libertà, certo. Ma mi piacerebbe leggere, tra una settimana, cosa ne avete pensato.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  2. #2
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    non posso trovarlo umano dimenticare una vita che da sola non può pensare a sè... la propria creatura...
    la mia idea è che più che essere ultra presi dal lavoro, se ne fregassero alla grande della prole.

  3. #3
    *melyxa*
    Ospite non registrato
    Purtroppo viviamo in una società malata a mio avviso...una società che attribuisce il valore alle persone in base al lavoro che fà, al fatto se sia sposata o meno, e quant'altro....
    la società capitalista, la società falsa moralista...ma che ti fà essere qualcuno solo se raggiungi determinate posizioni....
    E noi, sempre a correre dietro a tutto questo...senza fermarci a capire davvero qual'è la vita che conta....
    Non ho parole.....

  4. #4
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Non credo che questi due episodi siano avvenuti per la troppa attenzione al lavoro dei genitori.mi sembra qualcosa in più,cioè l'assenza dei figli nella mente dei genitori;

  5. #5
    lorelai.
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Parsifal
    Non credo che questi due episodi siano avvenuti per la troppa attenzione al lavoro dei genitori.mi sembra qualcosa in più,cioè l'assenza dei figli nella mente dei genitori;

    esatto secondo me il lavoro c'entra e non c'entra. un sacco di volte s'è sentita la notizia di bambini dimenticati all'autogrill mentre tutti andavano in ferie.. ma come cavolo fai a scordarti il bambino e non accorgerti che non c'è?! roba da matti.
    oggigiorno più che troppo concentrati sul lavoro la gente è troppo concentrata su se stessa...
    e poi mi viene in mente quella pubblicità in cui i genitori IDIOTI caricano le valigie nella loro fighissima auto partono e si scordano il loro figlio..io penso:una pubblicità deve essere fatta x risulare gradevole,perchè alla pubblicità associo il prodotto e lo compro..no?! ecco,se quella pubblicità è stata fatta vuol dire che nella società c'è un'enorme mela marcia,perchè tutto è fuori che positiva!

  6. #6
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    ci sono madri che depressione post partum abbandonano i propri figli.
    Io penso si tratti più di casi di questo tipo: un rigetto, un rifiuto da parte dei genitori del loro ruolo, delle "seccature" che porta a distrarsi a non prendere per un pò pensiero dei figli....e può succedere che questo poi causi la loro morte.

  7. #7
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
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    03-03-2007
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    torino
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    Questa è molto più difficile delle altre da commentare!
    Si potrebbe inscenare la solita farsa con folla infuriata che attacca con differenti versioni accusatorie ad ampio spettro opposta a fini pensatori, virtuosi dell'arte del distinguere.
    Tuttavia non resta molto da aggiungere al fatto, per me.
    Nella mia ignoranza mi riviene solo in mente Marcuse. Sono idee un po' vecchie ormai, ma il mio cervello va a rilento, mentre pare che la società vada molto veloce.
    Mi pare che il genitore sia, da un punto di vista del rapporto personale con la società, un'altra delle discipline in cui si deve articolare la vita di un bravo cittadino consumatore. In queste vicende non vedrei tanto un'opposizione lavoro-amore familiare, con vittoria del primo, quanto la riproposizione di uno schema di controllo sociale. Lo schema ha già da tempo conquistato il dominio sul lavoro, anche delle attività più ribelli, come l'artista, il musicista, lo scrittore, il filosofo, etc., e ora lotta per la conquista delle aree più personali. Esistono, ahinoi, la buona famiglia di riferimento, il bravo genitore, il figlio modello. Soprattutto nella mente dei genitori esistono questi riferimenti.
    Non voglio sostenere che lasciar morire per distrazione il proprio figlio sia condannabile solo per una questione di modello sociale. Dico solo che il primo meccanismo di valutazione si basa sullo schema di pensiero a cui siamo usi.
    Ognitanto, come in tutti gli schemi, il meccanismo si inceppa e fa fiasco e noi restiamo senza parole di commento.
    Resto impaurito dal pensiero di trovarmi nei panni del genitore distratto, dove sarei probabilmente in presenza di una morte interiore che chiama a convegno "sorella morte corporale".
    Ultima modifica di ockham74 : 30-05-2007 alle ore 20.36.26

  8. #8
    theniaka
    Ospite non registrato
    per me il fatto che tutti hanno come scopo di vita mettere in mondo dei figli e' la problema... se si vuole seguire ritmi frenetici a causa del lavoro o di qualcos' altro per me non si puo' crescere figli... per avere dei figli prima si deve creare un ambiente adatto per farli benvenuti... non si puo' fare figli quando si lavora troppo o quando non si ha i soldi per crescerli... fare e crescere figli e' difficilissimo e NON E' PER TUTTI!

  9. #9
    theniaka
    Ospite non registrato
    volevo dire che ci sono persone che vogliono fare figli per sentirsi loro felici, non pensano come possono fare i loro bambini felici (che e' il piu' difficile...). in realta' questo dimenticano... per me la colpa e' della nostra mentalita'... "sono sposata, poi faro' dei figli... o ho 35 anni e devo fare figli...)
    spero di essere stata chiara!
    a presto!

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