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  1. #1
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    inchiesta BBC sui preti pedofili

    in Italia non è stato trasmesso perchè proibito dalla chiesa. questo video sta girando in internet e ora ve lo propongo.

    è lungo e agghiacciante. vale la pena guardarlo

    a voi

    video


  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Carissima. Su questo video oggi (24 maggio 2007) compare su "L'Unità" un articolo a mio parere interessante. E' firmato da Cancrini, che è psichiatra, psicoterapeuta. Non servirebbe inserire il link all'articolo, perché la sua lettura è riservata agli utenti registrati, quindi faccio copia-e-incolla e lo ripropongo qui.

    Lo scandalo e il silenzio
    Luigi Cancrini


    Il video messo in onda dalla Bbc che tutti noi dovremmo poter vedere nella prossima puntata di Annozero sui preti pedofili è un documento importante. In modo semplice e documentato, esso dà conto delle dimensioni drammatiche di un problema che la Chiesa ha sin qui tentato di ignorare e di nascondere. Intanto parlare di pedofilia e di diritti dei bambini dovrebbe avere accesso anche alla televisione italiana. Per aiutare a capire. Per aprire una discussione seria sul modo in cui questo problema va affrontato.

    Nel 1962, con la Crimen Sollicitationis, Roma dette indicazioni ai vescovi del modo un cui doveva essere trattato il problema dei preti pedofili. Riservandone la conoscenza al Tribunale Ecclesiastico e obbligando tutti i fedeli, colpevoli, vittime e famiglie delle vittime, a mantenere il segreto nei confronti delle autorità civili su quello che era accaduto. La pena era, per chi avesse violato questo segreto, quella della scomunica. Nel 2001, pur non parlando più di scomunica, la Congregazione per la difesa della fede presieduta dall’attuale Papa ribadì queste indicazioni in una fase in cui le denunce per pedofilia da parte di preti cattolici raggiungevano negli Stati Uniti il numero di 4.500. Presenti praticamente in tutte le diocesi (secondo il comitato formato da cattolici e non cattolici che tentò di saperne di più «in modo endemico e non epidemico»), mentre un numero purtroppo molto altro di casi simili veniva registrato in Irlanda, in Brasile e in tanti (troppi) paesi del mondo. Motivata dal bisogno di difendere l’immagine della Chiesa, questa posizione ha creato da sempre problemi gravi per le autorità civili incaricate di indagini in questo settore. Il giudice americano che ha chiesto l’estradizione di preti che erano stati comunque perseguiti e che si erano rifugiati all’estero, in Vaticano, racconta nel video di come le sue richieste venivano rinviate al mittente senza che le buste fossero state aperte. Il giornalista che ha seguito le tracce degli abusati ha incontrato ed intervistato persone che si erano portati il loro segreto nel cuore per decine di anni. Rovinandosi la vita nel tentativo di trovare un perché a quello che era loro accaduto. Fidarsi di un prete, subirne la violenza, essere costretti al silenzio, vederlo ripetere impunemente con altri le violenze che aveva fatto a lui o a lei.

    C’è davvero un nesso fra la scelta di diventare prete e il rischio di commettere crimini di questo tipo? Gli studi sulla organizzazione psicologica delle persone che mettono in opera comportamenti pedofili dimostra che si tratta di persone che hanno avuto da sempre problemi con la loro sessualità. Chi ha tendenze perverse reagisce spesso da giovane con una inibizione totale degli interessi sessuali. Fare il prete significa, in alcuni di questi casi, darsi una giustificazione alta per un problema che andrebbe risolto in tutt’altro modo. Fobie del sesso e problematiche collegate al tentativo di reprimerlo o di controllarlo sono assai diffuse nell’ambito della educazione cattolica e propongono un ambiente particolarmente favorevole per persone con questo tipo di problemi. Capaci spesso di mantenere una astinenza faticosa ma messe in crisi, in altri casi da quella che un prete intervistato e condannato chiama «la forza irresistibile e quasi inconsapevole» da cui le sue condotte finivano per essere determinate. Mi è capitato spesso di parlare con dei sacerdoti del modo in cui il controllo sulle vocazioni sta cominciando a prendere in considerazione questo tipo di problema. Quello che è stato fatto finora, tuttavia, non è servito a molto se i fatti sono quelli di cui siamo costretti a parlare oggi. Con conseguenze terribili anche per i preti più drammaticamente combattuti tra bene e male perché il suicidio di molti di loro, più o meno pubblicamente accusati, è spesso la prova più evidente del come la pedofilia sia una condanna per chi la mette in opera oltre che per chi la subisce.

    La più terribile di tutte le storie riferite nel video è quella del bambino di cinque anni sedotto da un parroco trasferito in un piccolo paese del Brasile più povero dopo che aveva abusato in più sedi di più minori. La promessa era stata quella di dargli lezioni di chitarra. Quando il bambino parlò e la storia fu conosciuta la zia che inutilmente aveva tentato di protestare con le autorità ecclesiastiche e che non poteva permettersi di avere un avvocato perché viveva in condizioni di totale povertà fu duramente discriminata da tutta la comunità locale. Ridicolizzato dai suoi compagni che lo chiamavano «fidanzata del parroco» il bambino diceva solo di voler morire ma nessuno fece nulla fino a quando, alcuni anni dopo, il diario del parroco, venuto per caso nelle mani di altri inquirenti, non fornì particolari allucinanti sulle strategie che lui aveva stabilito di seguire per sedurre dei bambini «orfani e poveri».

    Sta nell’immagine di questo bambino l’accusa più terribile per quella Chiesa che avrebbe dovuto continuare a dire con Gesù «lasciate che i pargoli vengano a me». Un’accusa dura ma seria rivolta a delle procedure che non possono più essere mantenute. Un Papa e un clero che tanto si scandalizzano o dicono di scandalizzarsi per divorzio, aborto e coppie di fatto dovrebbero avere la forza di riconoscere un errore grossolano e porvi riparo. Pubblicamente e con chiarezza. Accettando l’idea per cui i comportamenti pedofili fanno male a chi ne è vittima e ha diritto ad essere protetto e risarcito prima che sia troppo tardi. Ma accettando anche l’idea che il prete che abusa dei bambini è una persona che ha il diritto ed il dovere di curarsi. Proteggerlo è un modo di fare del male a lui, agli altri bambini che avranno la sfortuna di incontrarlo e alla Chiesa intera. Gesù, da cui tutti abbiamo ancora tanto da imparare, sottolineava quanto siano importanti e necessari gli scandali. L’augurio è che quello proposto dal video della Bbc non sia soffocato, oggi, da chi si preoccupa più o meno strumentalmente o scioccamente per l’immagine della Chiesa invece che dei bambini.

    Mi pare che di cose da discutere ce ne potrebbero essere molte.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #3
    Angelus_Laguna
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    Non quoto solo per non imbrattare il topic, ma sono totalmente daccordo on quanto sopra.
    In parte se n'era discusso, in assenza di willy, nel topic sulla discriminazione dei cattolici e della chiesa.
    Sicuramente il primo modo di affrontare un problema è accettarlo.
    Il problema però non è che la chiesa cattolica non crede a tali orrori perpetuati dai suoi membri, sarebbe stata una situazione molto più idilliaca. Il problema è che sono consapevoli e praticano un codice di omertà a cui per giunta hanno osato dare valore "spirituale", in netto contrasto con TUTTI i loro principì.
    E' sicuramente un grosso problema di coscienze, coscienze che per affidarsi come pecore ad una istituzione che promette tramite aderenza "il paradiso". Ci vuole una bella svegliata per un motivo molto semplice: ci sono pedofili , e se non li si vuole "lasciare campo libero", bisogna togliere di mezzo ogni omertà e barriera che li difende e protegge.

  4. #4
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    scusate. ho visto solo ora che avevano gia postato il video nel thread "psicologia e pedofilia"

  5. #5
    Styrofoam Crown L'avatar di Grace
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    ragazzi stanno per dare il video su anno zero a rai 2

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  6. #6
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di PsykoSamu
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    Ieri sera ho disgraziatamente perso l'inizio di anno zero e non ho sentito Travaglio leggere la lettere a Montanelli. Sul sito della trasmissione non è stata ancora caricata la puntata, mentre le polemiche incalzano.
    Qualcuno di voi ha un link utile o semplicemete ha trovato un quotidiano on line che riporta l'intero testo della lettera?

    Grazie

  7. #7
    Super Postatore Spaziale L'avatar di saretta85
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    Ho controllato ora e il video della puntata è stato caricato! (http://www.annozero.rai.it/annozero/default.htm)

    Qui invece c'è il testo della lettera di Travaglio a Montanelli
    Auschwitz inizia quando si guarda a un mattatoio e si pensa:
    sono soltanto animali.(T.W.Adorno)



    <buona visione>


    Vegan Life!


    Il mio sito italo-spagnolo*click*

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di PsykoSamu
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    Originariamente postato da saretta85
    Ho controllato ora e il video della puntata è stato caricato! (http://www.annozero.rai.it/annozero/default.htm)

    Qui invece c'è il testo della lettera di Travaglio a Montanelli
    Grazie per il link alla lettera!!


    P.s. sul sito hanno caricato la scheda della puntata, non il video.

  9. #9
    Angelus_Laguna
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    il video l'ho visto poco fà.
    Io voglio dire solo questo: ci vuole sempre attenzione quando si tratta di bambini e ragazzini.
    Nel primo caso, sono vittime per antonomasia, indifesi e senza reale cognizione di cosa può loro capitare.
    Per i ragazzini e ragazzine ci vuole sempre attenzione, per un altro motivo: nell'ignoranza del sesso, della sua concezione, della sua dimensione, non capiscono che quello che a volte potrebbe sembrare un "gioco da grandi" non ha niente di normale in esso, da parte dei "grandi".
    Non voglio fare polemica su quanti sacerdoti siano o meno da condannare: ogni pedofilo, come ogni criminale, deve essere fermato e impedito ad operare altro male.
    La sessualità può diventare una catena se viene considerata un tabù: non solo generà mostri, ma li nutre attivamente.
    Abbiamo avuto modo di vedere con questa puntata, col video, che genere di orrori si possono perpetuare, la dove meno lo sospetteremmo.
    Ricordiamoci che nulla del genere sarebbe mai accaduto se in passato ci fosse stato un rapporto più salutare, più onesto nel confronto del sesso, della sessualità e cura e attenzione verso bambini e ragazzini, e attenzione da parte degli adulti nel verificare l'idoneita di altri "adulti".
    Il nemico non è una chiesa in sè, ma una corruzzione che non guarda in faccia ne fede ne politica ne colore della pelle ne altro.
    E' un problema che ci tocca come membri di una società umana: badare ai nostri piccoli a stare attenti, esserlo noi per primi ed evitare che da adulti ripetano certi crimini.
    Possiamo fare molto affrontando questo tema con i cari, con i vicini e con pacatezza e serietà con i più piccoli.

  10. #10
    Super Postatore Spaziale L'avatar di saretta85
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    Originariamente postato da PsykoSamu

    P.s. sul sito hanno caricato la scheda della puntata, non il video.
    no, no, se ci clicchi su si vede... io l'ho appena visto!
    Auschwitz inizia quando si guarda a un mattatoio e si pensa:
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  11. #11
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Lepre*marzolina
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    nei peggiori bar di caracas...
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    sono contenta che abbiano trasmesso il video...altrimenti si sarebbe trattato dell'ennesimo caso di vergognosa censura.....è+ stat una puntata molto interessante..ma le risposte date dai preti in studio sono state abbastanza vaghe...davano molto l'impressione di arrampicarsi sugli specchi...
    dove c'è gusto non c'è perdenza

    ho sempre amato il mio prossimo...finchè era poco....



    Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà
    C.P.



    E' cosi' difficile divertirsi di questi tempi, anche sorridere fa male alla faccia

  12. #12
    Styrofoam Crown L'avatar di Grace
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    Io non ho voluto vedere il dibattito per evitare di alterarmi tanto immagino le arrampicate sugli specchi che son venute fuori (già il prete stava provando a dire che avevano sbagliato a tradurre dal latino il "crimen sollicitationis",figuriamoci).

    Per il resto,per me è stato sconvolgente l'atteggiamento del Vaticano,forse anche più del crimine in sè.

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    17 Luglio 2011, Udine
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    29 Giugno 2013, Milano
    Jon Bon Jovi

  13. #13
    Johnny
    Ospite non registrato
    quel ke mi lascia perplesso è la mancanza di pietà verso le vittime da parte della Chiesa.

  14. #14
    Partecipante Esperto L'avatar di maryflower
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    Molto rumore per nulla. Il Papa, la pedofilia e il
    documentario "Sex Crimes and the Vatican"
    di Massimo Introvigne
    CESNUR Newsletter, 22 maggio 2007, http://www.cesnur.org/2007/mi_05_22a.htm

    "Solo la rabbia laicista dopo il Family Day spiega perché, subito dopo la grande manifestazione romana, all’improvviso il documentario dell’ottobre 2006 della BBC “Sex Crimes and
    the Vatican” abbia cominciato a circolare su Internet con sottotitoli italiani, e i vari Santoro abbiano cominciato ad agitarsi. Il documentario, infatti, è merce avariata: quando uscì fu subito fatto a pezzi dagli specialisti di diritto canonico, in quanto confonde diritto della Chiesa e diritto dello Stato. La Chiesa ha anche un suo diritto penale, che si occupa tra l’altro delle infrazioni commesse da sacerdoti e delle relative sanzioni, dalla sospensione a divinis alla scomunica. Queste pene non
    c’entrano con lo Stato, anche se potrà capitare che un sacerdote colpevole di un delitto che cade anche sotto le leggi civili sia giudicato due volte: dalla Chiesa, che lo ridurrà allo stato laicale, e dallo Stato, che lo metterà in prigione.
    Il 30 aprile 2001 Papa Giovanni Paolo II (1920-2005) pubblica la lettera apostolica Sacramentorum sanctitatis tutela, con una serie di norme su quali processi penali canonici siano
    riservati alla giurisdizione della Congregazione per la dottrina della fede e quali ad altri tribunali vaticani o diocesani. La lettera De delictis gravioribus, firmata dal cardinale Joseph Ratzinger come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede il 18 maggio 2001 – quella presentata dalla BBC come un documento segreto, mentre fu subito pubblicata sul bollettino ufficiale della Santa Sede e figura sul sito Internet del Vaticano – costituisce il regolamento di esecuzione delle norme fissate da Giovanni Paolo II. Il documentario al riguardo afferma tre volte il falso:

    (a) presenta come segreto un documento del tutto pubblico e palese;
    (b) dal momento che il “cattivo” del documentario dev’essere l’attuale Pontefice, Benedetto
    XVI (per i laicisti il Papa “buono” è sempre quello morto), non spiega che la De delictis gravioribus
    firmata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede il 18 maggio 2001 ha l’unico scopo di dare esecuzione pratica alle norme promulgate
    con la lettera apostolica Sacramentorum sanctitatis tutela, del precedente 30 aprile, che è di Giovanni Paolo II;
    (c) lascia intendere al telespettatore sprovveduto che quando la Chiesa afferma che i processi relativi a certi delicta graviora (“crimini più gravi”), tra cui alcuni di natura sessuale, sono
    riservati alla giurisdizione della Congregazione per la Dottrina della Fede, intende con questo dare istruzione ai vescovi di sottrarli alla giurisdizione dello Stato e tenerli nascosti.

    Al contrario, è del tutto evidente che questi documenti si occupano del problema, una volta instaurato un giudizio
    ecclesiastico, a norma del diritto canonico, a chi spetti la competenza fra Congregazione per la Dottrina della Fede, che in questi casi agisce “in qualità di tribunale apostolico” (così la
    Sacramentorum sanctitatis tutela), e altri tribunali ecclesiastici. Questi documenti, invece, non si occupano affatto – né potrebbero, vista la loro natura, farlo – delle denunzie e dei provvedimenti dei tribunali civili degli Stati. A chiunque conosca, anche minimamente, il funzionamento della Chiesa cattolica è evidente che quando i due documenti scrivono che “questi delitti sono riservati alla competenza esclusiva della Congregazione per la Dottrina della Fede” la parola “esclusiva” significa “che esclude la competenza di altri tribunali ecclesiastici” e non – come vuole far credere il documentario – “che esclude la competenza dei tribunali degli Stati, a cui terremo nascoste queste vicende anche qualora si tratti di delitti previsti e puniti delle leggi dello Stato”. Non è in questione questo o quell’episodio concreto di conflitti fra Chiesa e Stati. Le due lettere dichiarano fin dall’inizio la loro portata e il loro ambito, che è quello di regolare questioni di competenza all’interno dell’ordinamento giuridico canonico. L’ordinamento giuridico degli Stati, semplicemente, non c’entra.
    Nella nota 3 della lettera della Congregazione per la dottrina della fede – ma per la verità anche nel testo della precedente lettera di Giovanni Paolo II – si cita l’istruzione Crimen sollicitationis emanata dalla Congregazione per la dottrina della fede, che allora si chiamava Sant’Uffizio, il 16 marzo 1962, durante il pontificato del Beato Giovanni XXIII (1881-1963) ben
    prima che alla Congregazione arrivasse lo stesso Ratzinger (che quindi, com’è ovvio, con l’istruzione non c’entra nulla: all’epoca faceva il professore di teologia in Germania). Questa
    istruzione dimenticata, “scoperta” nel 2001 solo in grazia dei nuovi documenti, non si occupa affatto di pedofilia ma del vecchio problema dei sacerdoti che abusano del sacramento della
    confessione per intessere relazioni sessuali con le loro penitenti. L’istruzione del 1962 non nasconde questi abusi, anzi al contrario impone a chiunque ne venga a conoscenza di denunciarli
    sotto pena di scomunica. Dispone che i relativi processi si svolgano a porte chiuse, a tutela della riservatezza delle vittime, dei testimoni e anche degli imputati, tanto più se eventualmente
    innocenti. Non si tratta evidentemente dell’unico caso di processi a porte chiuse, né nell’ordinamento ecclesiastico né in quelli statuali. Quanto al carattere “segreto” del documento,
    menzionato nel testo, si tratta di un “segreto” giustificato dalla delicatezza della materia ma molto relativo, dal momento che fu trasmesso ai vescovi di tutto il mondo. Comunque sia, anche
    l’istruzione Crimen sollicitationis non riguarda in alcun modo la questione se eventuali attività illecite messe in atto da sacerdoti tramite l’abuso del sacramento della confessione debbano essere
    segnalate da chi ne venga a conoscenza alle autorità civili. Riguarda solo le questioni di procedura per il perseguimento di questi delitti all’interno dell’ordinamento canonico, e al fine di irrogare sanzioni canoniche ai sacerdoti colpevoli.
    La lettera del 2001, al contrario di quanto fa credere il documentario, crea semmai una disciplina più severa per il caso di abuso di minori, rendendolo perseguibile oltre i normali termini
    di prescrizione, fino a quando chi dichiara di avere subito abusi quando era minorenne abbia compiuto i ventotto anni. Questo significa – per fare un esempio molto concreto – che se un
    bambino di quattro anni è vittima di abusi nel 2007, la prescrizione non scatterà fino al 2031, il che mostra bene la volontà della Chiesa di perseguire questi delitti anche molti anni dopo che si sono verificati e ben al di là dei termini di prescrizione consueti. Con questa nuova disciplina la durezza della Chiesa verso i sacerdoti accusati di pedofilia è molto cresciuta con Benedetto XVI, come dimostrano casi dove, nel dubbio, Roma ha preferito prendere provvedimenti cautelativi anche dove non c’erano prove di presunti abusi che si asserivano avvenuti molti anni fa, e la stessa nomina del cardinale americano William Joseph Levada, noto per la sua severità nei confronti dei
    preti pedofili, a prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Tutte queste norme riguardano, ancora una volta, il diritto canonico, cioè le sospensioni e le scomuniche per i sacerdoti colpevoli di abusi sessuali. Non c’entrano nulla con il diritto civile, o con il principio generale secondo cui – fatto salvo il solo segreto della confessione – chi nella Chiesa venga a conoscenza di un reato giustamente punito dalle leggi dello Stato ha il dovere di
    denunciarlo alle autorità competenti. Certo, in passato questo non è sempre avvenuto. Il legittimo desiderio di proteggere sacerdoti innocenti ingiustamente calunniati (ce ne sono stati, e ce ne sono, molti) qualche volta è stato confuso con un “buonismo” che ha ostacolato indagini legittime degli Stati. Benedetto XVI ha più volte stigmatizzato ogni forma di buonismo sul tema (si veda per esempio il discorso ai vescovi dell’Irlanda in visita ad Limina Apostolorum, del 28 ottobre 2006): e
    in realtà il trasferimento della competenza dalle diocesi, dove i giudici spesso possono avere rapporti di amicizia con gli accusati, a Roma mirava fin dall’inizio a garantire maggiore rigore e
    severità. In ogni caso, le misure prese nell’ambito del diritto canonico per perseguire i crimini di natura sessuale commessi dal clero, e la denuncia dei responsabili alle autorità dello Stato,
    costituiscono due vicende del tutto diverse. La confusione, intrattenuta ad arte per gettare fango sul Papa, è solo frutto del pregiudizio e dell’ignoranza."


    ....e, tanto per mettere i puntini sulle I: quelli invitati alla trasmissione non erano banalmente preti: erano Padre Lombardi, portavoce del Vaticano, e Monsignor Fisichella, rettore dell'Università Lateranense. Non stanno propriamente scendendo dall'albero.
    Ultima modifica di maryflower : 02-06-2007 alle ore 18.55.24

  15. #15
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    BEne: perchè tanti pedofili sono stati spostati e non sospesi una volta e per tutte?
    Perchè più volte venne invitato il vaticano a esprimere il suo contrappunto e rifiutò tutte le volte? Come mai allora è stato dato asilo a noti pedofili?
    Tutte bugie sono? I diversi vescovi e un cardinale tra loro si sono dimessi per "ispirazione" divina?
    Che la SAnta Sede abbia avuto , ha e avrà procedure per laicizzare i suoi membri è OLTREMODO suo diritto, ma casi di insabbiamento c'è ne sono stati eccome, e nel documentario s'è nè avuta più volte prova.
    Diciamo che FORSE, ci son ostate diverse persone che hanno fatto i loro porci, è il caso di dirlo, comodi sfruttando anche malamente le disposizioni date?
    E' innegabile che ci siano stati casi di pedofilia tra sacerdoti che mai sarebbero dovuti avvenire, mai sarebbero dovuti divenire preti.

    Piccolo inciso sulla questione dela Papa buono o meno: ognuno ha cara la persona a cui tiene di SUO, non vuole bene ad un Ruolo e a chi lo ricopre.

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