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Discussione: Abduction

  1. #1
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    Abduction

    Da:
    http://www.babylon.com/definition/abduction/Italian

    Con il termine inglese abduction (rapimento, in italiano) si intende il presunto rapimento da parte degli occupanti di un UFO, per fini scientifici secondo gli assertori di tale ipotesi. Detto anche incontro ravvicinato del IV tipo, esso è descritto (in sede di ipnosi regressiva) da chi lo avrebbe vissuto come un'esperienza dolorosissima. Gli alieni, difatti, cancellerebbero la memoria del rapito, e questa può essere riattivata unicamente tramite un processo di ipnosi regressiva. Proprio per questo motivo, ossia la necessità di utilizzare un mezzo quale l'ipnosi, le persone coinvolte non godono di molta credibilità...


    Che ne pensate?
    Ne avete mai sentito parlare?
    Vissuto esperienze in terza o prima persona?
    Come psicologi, o futuri tali, come vi porreste se una persona venisse da voi e vi raccontasse di aver avuto una esperienza di questo tipo?

    Un gabbiano di Nessundove io sono, nessun lido considero mia patria, nessun luogo, nessun posto a se mi lega; è di onda in onda invece che io volo


    Trova pace in cio’ che sei e dove ti trovi.
    Le persone spesso sanno gia’ cosa fare; a te spetta il compito di mostrare loro il modo......ecco la vera saggezza.
    (Eragon – C.Paolini)



  2. #2
    *melyxa*
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    Mai vissuta...nemmeno le persone più vicine a me a quanto ne so....
    Non so nemmeno se crederci ragazzi....mi riesce difficile pensare che siamo l'unica forma di vita in tutto l'universo...in qualche posto mooolto lontano da noi per forza ci deve essere qualcos'altro....però se così fosse, perchè solo alcuni hanno avuto contatti??? Se sono riusciti ad arrivare a noi, perchè senza farsi apertamente scoprire....sono molto scettica....

  3. #3
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    testimonianze

    Qualcosa da leggere...
    Ultima modifica di Alessia Va : 05-02-2008 alle ore 15.28.14
    Un gabbiano di Nessundove io sono, nessun lido considero mia patria, nessun luogo, nessun posto a se mi lega; è di onda in onda invece che io volo


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  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    Per chi avesse voglia e tempo, poi, al seguente link http://tesi.cab.unipd.it/archive/00004254/ e' scaricabile una tesi di laurea sull'argomento discussa poco tempo fa' all'Universita' di Padova
    Un gabbiano di Nessundove io sono, nessun lido considero mia patria, nessun luogo, nessun posto a se mi lega; è di onda in onda invece che io volo


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  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    argomenti molto interessanti, anche se però si pongono all'limite per chi crede agli ufo, infatti non basta credere negli ufo,bisogna credere anche negli extraterrestri che rapiscono gli umani.
    certo che i chip ritrovati nelle persone lasciano di stucco, ma non bisogna dimenticare che quet'argomento:
    a) è soggetto a falsificazioni di buon temponi che non ghanno nient'altro da fare
    b) provare nel senso scientifico ed aggiungo, confutare le credenze degli scienziati bacchettoni è difficile, per diverse ragioni.
    c) l'argomento è da almeno70anni oggetto di informazione e contro informazione legate all'intelligence di questo mondo.


    花は桜木人は武士
    "tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero".
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  6. #6
    Iggy1982
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    Io sono convinto che un grosso problema che si incontra nell'indagare seriamente questo campo è il fatto che una buona porzione di persone che se ne interessano hanno il desiderio, il bisogno di crederci. Esattamente per lo stesso meccanismo che porta da sempre l'Uomo a pensare a entità trascendenti la realtà della quale ha un'esperienza diretta; come accade nelle religioni.
    Non a caso esistono associazioni più o meno piccole di persone legate all'argomento da un certo fanatismo, analogo a quello tipicamente religioso.

    Ultimamente ho letto un libro con interviste a una serie di uomini di scienza e di opinione in ambiti diversi, e uno di questi era una una persona di spicco in campo ufologico mondiale. Alla frase che suonava più o meno come "Non trovo tanto interessanti gli impianti recuperati, quanto le esperienze che vengono raccontate", ho saltato a pié pari l'intero capitolo della sua intervista. E dire che io credo nella possibilità che esseri di altri mondi possano arrivare o siano già arrivati al nostro; non fosse altro che trovo pretenzioso pensare il contrario. Però spesso è l'approccio che mi sembra eccessivamente e ingiustificabilmente "ardito".
    Ultima modifica di Iggy1982 : 17-05-2007 alle ore 12.16.18

  7. #7
    Partecipante Leggendario L'avatar di jlaria80
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    quell' "altro" ramo del lago..
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    Mentre facevo la tesi, sul disturbo dissociativo dell'identità, ho incontrato molto spesso l'argomento "abduction", soprattutto nei testi americani...
    molti sostengono che sia una "moda", nel senso che, persone soggette a traumi di varia natura, rimuovendo o dissociando il ricordo, creino ricordi di copertura...
    il ricordo di rapimento alieno è il più gettonato dei nostri tempi...
    in passato, se ci pensate, erano più frequenti gli avistamenti di santi e Madonne...

    non so se ho reso l'idea...

    ps: ci tengo a precisare che io credo (ho anche in cameretta il famoso poster "I want to believe" ) all'esistenza di vita oltre al nostro pianeta, ma credo anche che sia facile per molte persone che appunto "vogliono" credere, il meccanismo di autoconvinzione che crea in loro falsi ricordi...
    -Ila-


    Guarda la parte che hai nel disordine che lamenti!!!!

    PENSO LA' DOVE NON SONO; SONO LA' DOVE NON PENSO
    J. Lacan

  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    senza dubbio, e saranno sicuramente la maggiornaza dei casi tutta via resta da definire quel margine, sia esso 5/7% che rimane inspiegabile o l'alta attendibilità del testimone rende il caso meritevole di approfondimenti.
    quello che fa male è l'assunto di base con cui si muove la scienza che appoggia una sorta di oscurantismo del 2000, perchè invece di prendere sotto gamba questi fenomeni non li ricerca con mente aperta, aperta al dialogo, con spirito fresco e dinamico?
    uando parlano di ufo sembrano sempre trattarti con aria di sufficenza e SUPPONENZA, CLASSICO della CLASSE DIRIGENTE UNIVERSITARIA ITALIANA, quindi gli ufologi devono sempre fare da soli, rimanendo emarginati da qualsivoglia discorso di INTEGRAZIONE.
    certo è che il fenomeno c'è ed esiste, prova ne è che gia al tempo dei fascisti esistevano documenti sulle segnalazioni dischi volanti.
    ed altri documenti cui potete far riferimento su
    http://www.nexusitalia.com/nexus_new...d=6&Itemid=125

    http://www.edicolaweb.net/d_alien1.htm

    quindi siate meno bacchettoni cari ricercatori, qualcosa può uscire!


    花は桜木人は武士
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  9. #9
    Partecipante Leggendario L'avatar di jlaria80
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    quell' "altro" ramo del lago..
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    ma l'avevate visto quel signore a "Matrix" mi pare, che sosteneva di essere stato rapito? era tenerissimo, ma veramente poco credibile....
    soprattutto perchè supportato da quella matta che sosteneva che gli extra-terrestri vanno continuamente a casa sua (gli offrirà un caffè buonissimo...)
    -Ila-


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  10. #10
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    quella è una matta che fa folklore,
    questa è la storia di Zanfretta, sarò lungo scusate, ma completo.
    allego parte del primo capitolo del libro - IL CASO ZANFRETTA - La vera storia di un incredibile fatto di cronaca - L'ARGOMENTO - di Rino Di Stefano

    Nella notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 dicembre 1978 e il 1980 la guardia giurata Piero Fortunato Zanfretta dell'Istituto di vigilanza privata "Val Bisagno" di Genova fu trovata in stato di choc e in preda ad un indicibile terrore nei pressi della villa "Casa Nostra" di Marzano di Torriglia, un piccolo centro sulle alture del capoluogo ligure. Quando si riprese, Zanfretta raccontò tremando di aver visto "un essere enorme, alto circa tre metri, con la pelle ondulata, come se fosse grasso o tuta molle, comunque grigia" che subito dopo volò via "in una gigantesca luce a forma di triangolo sormontata da lucette di diverso colore".
    Sottoposto ad ipnosi regressiva l'uomo non solo confermò la sua avventura, ma disse di essere stato trascinato sulla "astronave" da quattro esseri mostruosi che lo avrebbero minuziosamente esaminato.
    Un'inchiesta dei Carabinieri accertò che 52 testimoni avevano osservato un enorme disco volante volteggiare in quelle ore su Torriglia.
    Inoltre sul prato dove Zanfretta fu ritrovato dai suoi colleghi, i Carabinieri scoprirono una traccia a forma di ferro di cavallo di 2 metri per 3.
    Non si era ancora spenta l'eco di quel misterioso "incontro ravvicinato del terzo tipo", che dopo venti giorni l'esperienza si ripeteva.
    Questa volta i Carabinieri scoprirono accanto alla Fiat 127 del metronotte orme lunghe oltre 50 centimetri.
    Fu l'inizio del caso Zanfretta.
    La mattina di venerdì 8 dicembre 1978 c'era un po' di agitazione nella redazione del quotidiano genovese della sera "Corriere Mercantile". L'argomento del giorno era l'avvistamento di un disco volante luminoso a Torriglia, un paesino sulle alture di Genova, da parte del metronotte Fortunato Zanfretta, 26 anni, sposato e con due figli, dipendente dell'istituto di Vigilanza "Val Bisagno".
    Ne parlavano tutti. Soprattutto ne parlava il "Secolo XIX", il quotidiano più diffuso della Liguria, con un articolo di sei colonne. Il titolo era eloquente: "Incontri ravvicinati a Torriglia".
    Tra risate, commenti e battute nessuno dimostrava di prendere sul serio l'avventura notturna del metronotte. Mimmo Angeli, allora capo-cronista e oggi direttore, parlava di "cazzate". Altri redattori gli facevano eco con battute più o meno mordaci.
    Del resto non era facile prendere per oro colato quanto c'era scritto sul "Secolo XIX", su Zanfretta. Il giornalista Enzo Bonifazi, mantenendosi rigorosamente nei limiti dell'esposizione di cronaca, diceva che il metronotte era sotto choc per avere incontrato, durante un giro d'ispezione in una villa a Marzano di Torriglia, "...un essere enorme, alto circa tre metri, con la pelle ondulata, come se fosse grasso o tuta molle, Comunque grigia. Subito dopo l'extraterrestre se ne sarebbe andato volando via in una gigantesca luce a forma di triangolo sormontata da lucette di diverso colore."
    Se il racconto era fantastico, c'erano però dei particolari che davano da pensare. Infatti, secondo il resoconto dei Carabinieri di Torriglia, subito informati dai dirigenti dell'Istituto di Vigilanza "Val Bisagno", altre persone avrebbero confermato la presenza di una grande luce nel cielo di Torriglia proprio nelle ore notturne in cui accadde l'episodio di cui Zanfretta diceva di essere stato casuale protagonista.
    Il caso, decisi, m'interessava. Per prima cosa chiesi ad Angeli il permesso di recarmi sul posto con il nostro fotoreporter, Luciano Zeggio, per constatare com'era l'ambiente.
    Dapprima Angeli non voleva. Diceva che era tempo perso. Poi, visto che intendevo andarci nel pomeriggio, in orario extra lavorativo, mi disse che non avrebbe mosso obiezioni.
    Tra tutti i miei colleghi ce n'era uno, Alfredo Passadore, che mostrava una certa curiosità verso la vicenda del metronotte. Trattandosi di dischi volanti, ovviamente non voleva esporsi troppo. Anche perché in certi ambienti giornalistici quando si parla di Ufo bisogna, se non altro per non compromettersi, buttarla per forza sul ridicolo.
    Ma questa volta anche lui, leggendo la cronaca di quanto era accaduto a Torriglia, si era incuriosito. Zanfretta era sotto choc. Ci domandavamo: è possibile che un guardiano giurato, conosciuto come persona responsabile e coraggiosa, arrivi al punto di tremare dalla paura per aver visto un "extraterrestre ed il suo disco volante"?
    Per cui quando gli chiesi di andare con me e Zeggio a Torriglia, pur con qualche riserva, accettò. Partimmo verso le 15,30 con l'Alfasud rossa nuova fiammante che Passadore aveva acquistato qualche giorno prima. Fino al Passo della Scoffera, dove c'è la galleria che porta alla strada per Torriglia, si transitava senza problemi. Appena fuori dalla galleria la storia cambiava. Sembrava, senza esagerare, di passare nello stesso momento da una stagione all'altra. Il fondo stradale era ghiacciato, la neve era accumulata ai bordi; anche il paesaggio assumeva il tipico grigiore invernale. Trovare la deviazione che dalla statale 45 porta a Marzano non fu difficile. La individuammo sulla sinistra, poco prima dell'abitato di Torriglia. Avanzando quasi a passo d'uomo, ci inoltrammo su per la stradina. In tutto sono una ventina di case distribuite sulla sommità di una collina.
    Arrivati su una piazzola, che poi scoprimmo essere il centro del paese, un contadino ci indicò la strada per proseguire fino al punto che ci interessava. Secondo il rapporto dei Carabinieri di Torriglia, che sull'avvistamento avevano aperto un'inchiesta, Zanfretta avrebbe visto alzarsi l'Ufo presso la villa "Casa Nostra" di proprietà del medico dentista genovese Ettore Righi.
    Il "marziano" mostruoso ed enorme sarebbe stato nel giardino della villa stessa.
    Dal sentiero la vedemmo subito. È una bella villetta a due piani con tetto spiovente e muri di calce.
    Dopo aver parcheggiato sul bordo della strada, ci incamminammo verso la casa. Il freddo era pungente. La vegetazione intorno alla villa era interamente ricoperta da brina gelata.
    Apparentemente, per quanto si poteva vedere ad una prima ispezione, non vi era nulla che potesse far pensare che in quel luogo 48 ore prima fosse accaduto qualcosa di tanto eccezionale. Solo il panorama denunciava un che di lugubre, quasi spettrale. Di fronte alla casa si apriva un profondo avvallamento che la luce tenue ed arrossata del tramonto invernale rendeva simile ad un baratro senza fondo.
    Le cime, dall'altra parte della valle, erano circondate da un alone rossastro che si spezzava nel celeste carico della prossima oscurità.
    Passadore gironzolava intorno al giardino vicino al cancello. lo e leggio ispezionavamo il prato gelato antistante la villa dove fu trovato Zanfretta dai suoi colleghi.
    L'impronta che i Carabinieri hanno definito come "il segno lasciato da un elicottero o qualcosa di grosso che si è posato sul prato adiacente alla casa" era dalla parte opposta, verso i monti.
    Ormai, però, era poco visibile. Grande invece fu la nostra sorpresa quando, esattamente al centro del prato dove ci trovavamo, notammo distintamente un segno semicircolare, molto ben delineato, di circa 3 metri di diametro.
    Lo spessore dell'impronta era di circa 15 centimetri e formava un disegno molto preciso pressando l'erba ghiacciata per circa 3 centimetri di profondità.
    A quel punto, per quanto non si potesse tirare nessuna conclusione affrettata, era chiaro che "qualcosa", qualunque cosa fosse, si era posata su quel prato.
    Sulla strada del ritorno decidemmo di fare un salto a Torriglia per parlare con il comandante della locale stazione dei Carabinieri.
    Il brigadiere Antonio Nucchi ci accolse con molta cordialità. Ci disse subito che aveva conosciuto Zanfretta qualche anno prima quando il metronotte faceva il barman in un locale notturno di Sampierdarena, la prima delegazione a ponente di Genova.
    Quindi ci rilasciò un'intervista che poi io pubblicai sulla "Gazzetta del Lunedì" dell'11 ,dicembre 1978. Questo ne è il testo fedele.


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  11. #11
    Partecipante Leggendario L'avatar di jlaria80
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    per dindirindina Francesco27 come sei preparato!

    io sono molto incuriosita dall'argomento, ma più o meno mi sono limitata a registrare tutte le puntate di x-files...

    per quanto riguarda il caso Zanfretta: non è la storia a sembrare inverosimile, anzi...
    sono piuttosto i suoi personali commenti a rendere dubbio il tutto...
    sostiene di avre uno pseudo cip nel cervello, le cui radiografie sono guarda caso andate perdute, e si rifiuta di farne altre...
    non vuole che nessun'altro veda l'oggetto che gli alieni gli hanno dato da custodire....
    e il suo perchè è "tanto non mi credete"... deboluccio no?

    altro dello specifico caso non ricordo....
    -Ila-


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  12. #12
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    ila grazie in effetti per parecchio tempo in ambito ufologico si è parlato di questo zanfretta, il resto poi ho copiato e incollato ciò che avvo già letto da qualche parte , poi ad onor del vero è sempre difficile stabilire se e come, penso sia più una cosa personale, per la mia visione della vita, del cosmo e religiosa penso che nell'universo non ci sia solo l'uomo, ma la vita è universale, poi ogniuno come la pensa, nessun problema
    per quanto riguarda i chip rimando il discorso al massimo esponente di questi chip, derrel sims
    http://www.primocontatto.net/articol...simpianti.html



    http://www.edicolaweb.net/abdu03g.htm
    ciao e grazie per la risposta


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  13. #13
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    Zanfretta è un personaggio molto dubbio. Si può ipotizzare che fosse sincero quando raccontò del suo primo inaspettato incontro con esseri di altri pianeti, ma nel proseguo degli anni si è lasciato prendere la mano, dai riflettori e dalla notorietà...per cui ci andrei con i piedi di piombo a prender lui come caso esemplificativo.

    Vorrei, se avete letto il primo file che vi ho allegato, riportare qui alcuni passaggi che credo meritino di essere letti e capiti con attenzione....

    [...]Uno dei nostri addotti di notte è in macchina e sta
    tornando a casa. A un certo punto perde conoscenza per qualche secondo.Si
    riprende e ferma l'auto. Solo allora si accorge che il suo GPS acceso ha
    registrato un percorso che il soggetto non ricorda di aver effettuato: una
    specie di loop dentro stradine di campagna, per poi ritornare indietro
    sulla strada principale. La cosa ancor più strana è che la vettura si
    trova all'inizio del percorso, come se il loop dovesse ancora essere
    percorso.[...]

    [...]un altro addotto guarda l'orologio. Sono le 22.30 quando si
    addormenta. Fa sogni tremendi popolati di alieni, di operazioni
    chirurgiche, di stanze con dentro cilindri di vetro trasparente. Quando si
    sveglia nel cuore della notte è distrutto dalla stanchezza, guarda
    l'orologio e capisce che qualcosa non torna. Sono le 22.25. Si è svegliato
    cinque minuti prima di addormentarsi. [...]

    [...]Gli addotti descrivevano gli stessi incubi e i
    diversi racconti erano sovrapponibili fin nei minimi particolari.
    Esistevano solo due spiegazioni: o in Italia e nel mondo c'era una nuova
    malattia psicologica grave, una nuova sorta di schizofrenia di cui però
    gli psichiatri non si erano stranamente mai accorti, oppure i racconti
    degli addotti erano riproduzioni fedeli di vissuti reali.[...]


    [...]Si comprendeva così appieno perché
    i nostri governanti (che non sono i politici, ma i ricchi industriali e le
    Banche, N.d.A.) non hanno, in realtà, alcuna intenzione di svelare i loro
    loschi accordi con gli alieni, ma di sostenere la loro agenda con l'aiuto
    di forze deviate dei militari. Le scene che vengono fatte rivivere in
    ipnosi dai nostri addotti parlano chiaro. Scene in cui militari e alieni
    concorrono assieme a spremere l'addotto opportunamente narcotizzato. I
    militari di lingua anglosassone vengono sempre descritti accanto ad alieni
    di forma serpentoide e a esseri luminosi che parassitano l'addotto al suo
    interno e che la new age americana ha in questi anni scambiato per angeli
    luminosi.
    I militari di lingua francese sono sempre descritti accanto ad esseri
    umanoidi, rossicci di capelli, alti circa due metri con pupille di tipo
    verticale. Militari israeliani vengono invece descritti sempre e solamente
    con alieni di tipo insettoide (la Mantide, N.d.A.) e c'è veramente da
    stupirsi nel come non ci si possa confondere sugli accoppiamenti. Come se
    gli addotti si fossero messi tutti d'accordo nel descrivere le stesse
    scene.[...]
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  14. #14
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    E' quanto meno curioso che tutti gli addotti descrivano, senza conoscersi ne aver parlato tra di loro, le stesse identiche cose, no?
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  15. #15
    Partecipante Leggendario L'avatar di jlaria80
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    Originariamente postato da Alessia Va
    E' quanto meno curioso che tutti gli addotti descrivano, senza conoscersi ne aver parlato tra di loro, le stesse identiche cose, no?
    io trovo molto strano che i racconti siano proprio così identici!
    fa un po suggestione direi.... perchè ormai tutti gli elementi sono parte di un sapere comune...
    insomma pure io sarei capace di raccontarti un sacco di particolari di rapimenti alieni...
    -Ila-


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