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  1. #1
    carlotta84
    Ospite non registrato

    Aiutatemi Per Favore: Sono Confusa!

    salve a tutti, avrei davvero bisogno del vostro aiuto: sono laureata triennale a padova e sto passando un anno di crisi perchè non so cosa fare.. premetto che a me piace studiare ma vedo la psicologia una disciplina troppo poco scientifica. mi spiego: come fate voi ad avere in carico una persona ed aiutarla psicologicamente, senza avere riscontri scientifici? come fate ad avere la coscienza a posto se non potete accertare con mano i risultati? e soprattutto come fate a pensare di lavorare bene se non seguite un iter preciso? rispetto ad un medico che si avvale di esami e quindi sa se sta facendo bene il lavoro o meno, voi come fate? vi prego rispondetemi!! grazie mille!! :-)

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
    Data registrazione
    18-02-2005
    Residenza
    provincia di Latina
    Messaggi
    8,320
    innanzitutto ciao e scusami se nel risponderti usero' delle parole che forse possono sembrarti di parte..ma...sono una psicologa!!! e soprattutto spero di non creare polemiche! e spero soprattutto che le mie parole non urtino la sensibilità di nessuno, perchè, ti giuro, non è assolutamente mia intenzione!

    allora...primo: mi viene eda chiederti: se non sei così convinta della scientificità della psicologia come mai hai intrapreso una lauraa triennale in questo campo? bada bene, ti ho fatto questa domanda per invitarti a riflettere, magari può esserci alla base una motivazione diversa da quella apparente e magari anche mooolto interessante!!!..

    secondo: cosa vuoi dire con "i medici si avvalgono di esami, voi no?"...noi psicologi tocchiamo con mano (te lo assicuro ) i risultati del nostro lavoro anche senza avere "esami"..se poi vuoi dire "strumenti del mestiere"..beh allora forse ti sbagli: la psicoterapia, le varie analisi, terapie..., i test, i colloqui, le interviste, i questionari.. ...sono TUTTI strumenti di lavoro...e posso assicurarti che funzionano... certo non avremo delle misure precise, indici standard per capire se la nostra terapia funziona o meno...non abbiamo indici precisi come il battico cardiaco (anche se..poi non è neancher così vero che non li consideriamo...)ma il nosto lavoro lo misuriamo sulle persone stesse e prima ancora (cosa molto più importante ) lo misuriamno su di noi e e ...a nostre spese!!! quindi, caracarlotta84, mi dispiace se non sei riuscita a capire il senso della psicologia (e in questo forse ti aiuteranno i diversi testi storici della psicologia dove si è dibattuto molto sulla scientificità o meno della disciplina), e mi dispisce che, ancora una volta mi sono trovata a dover "difendere" la psicologia da persone che evidentemente non sono arrivate a comprenderla a pieno!

    ciao ciaoe a presto!

    ah un ultima cosa: ovviamente non ti si chiede che dopo la laurea tu sappia già curare una persona..ci vogliono anni dianalisi che ti aiuteranno sicuramente a capire meglio te stessa e capendo te, sicuaremnte capirai meglio gli altri!!!
    Ultima modifica di MEMOLEMEMOLE : 14-05-2007 alle ore 15.57.04
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
    .................

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  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Ale_è_Ale
    Data registrazione
    22-07-2005
    Residenza
    Nord Est...
    Messaggi
    1,046
    cara carlotta, ti ho risposto in pvt... comunque, sono d'accordo con Memole, e la terapia personale è importante anche a questo riguardo... la laurea è insufficiente, c'è l'addestramento, la gavetta, farsi le ossa con chi è più esperto, ma i riscontri a volte sono i più impensati, a parere mio... Forse hai paura (cosa che io nego assolutamente ) di commettere imprudenze e errori con persone che si rivolgono a te per avere un aiuto, a questo serve la pratica, la supervisione e il training... (memole, correggimi se sbaglio, so di usare parole un po' a casaccio )

    Ciao

    Ale
    Alessandra -------<---<---@


    "(...) I riflettori chiudono gli occhi, le lampade contemporaneamente chiudono le palpebre, e la folla spalanca la sua enorme bocca per l'applauso (...)" F. Depero; Notturno Metropolitano; da Prose Futuriste


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  4. #4
    carlotta84
    Ospite non registrato
    vi ringrazio enormemente: non avete idea di quanto abbia bisogno dei vostri pareri, consigli e anche critiche!
    vi spiego: io ho scelto psicologia per una molteplicità di fattori, ma l'ho scelta.. principalmente perchè mi piace ascoltare le persone, dare supporto, sostegno.. il problema è nato mentre studiavo: mi sono accorta che molte cose non hanno una base certa, una metodologia oggettiva, un riscontro certo.. mi sono chiesta se venisse una persona da me, ad esempio depressa, e io, data la mancanza di punti fissi e precisi da toccare, non riuscissi ad aiutarla..lei magari potrebbe tentare di suicidarsi e io non riuscirei a perdonarmelo mentre se un dottore ha in cura una persona, la sottopone ad esami e cosi scopre cosa ha.. noi invece spiegatemi: abbiamo questa possibilità? a me è sembrato di no e allora mi sono molto impaurita.. ma c'è una parte di me che vorrebbe continuare psicologia perchè mi piace molto studiarla.. è la messa in pratica PER QUESTI MOTIVI che mi spaventa! e temo che cosi non potro essere serena! capite? fatemi capire, vi ringrazio! :-)

  5. #5
    gil74:-)
    Ospite non registrato
    Ciao Carlotta84, anche io, come Memolememole, spero di non creare polemiche...ti dirò solo la mia opinione.
    Secondo me, avendo a che fare con gli esseri umani, che non sono macchine, ma che hanno una vita mentale, una personalità complessa e unica x ogni individuo, non si può pretendere una scientificità infallibile.
    Io credo che neanche il medico possa stare tanto tranquillo...sappiamo tutti che c'è gente che muore x errori medici, e la medicina non è una scienza esatta.
    Il medico può valutare come vanno le cose attraverso un'analisi, un esame strumentale, ma quante volte accade che analisi ed esami siano inesatti? e quante volte un medico, anche quello cosidetto di famiglia, si dimentica del rapporto umano con il paziente, che, te lo dico per esperienza personale, è fondamentale anche per la riuscita di una cura.

    L'essere umano è troppo complesso, sia a livello fisico che a livello psichico, e non credo che si possa sempre seguire un iter preciso, standard, neanche in campo medico. Si sa come curare le malattie, ma spesso alla stessa cura ogni persona reagisce in modo diverso. Ti assicuro, sempre x esperienza personale,
    che in molti casi per fare una diagnosi, o x trovare la cura che funzioni x una singola persona, si va x tentativi.

    In ogni caso si rischia sempre, rischia lo psicologo così come rischia il medico. Come il medico, anche lo piscologo ha una grande responsabilità, ed è per questo che occorre essere preparati il più possibile teoricamente e anche praticamente, imparando ad usare gli strumenti che si hanno a disposizione, perché effettivamente, lo psicologo non è così sprovvisto di strumenti!
    Ci sono, come giustamente diceva Memolememole, colloqui, test, terapie...Anche la terapia personale è un grande strumento, si capiscono tante cose, si affrontano i propri problemi e si è poi preparati ad affrontare i problemi degli altri...
    Penso anche che, nei casi in cui ci sia un problema che richieda l'uso di psicofarmaci o un tipo di terapia particolare, uno psicologo onesto può tranquillamente ammettere di non essere adatto ad occuparsene, e indirizzare verso uno psichiatra o uno psicoterapeuta.
    Infatti è molto importante sapere e ricordarsi sempre che finita la triennale non si è in grado di "curare" qualcuno, ma c'è bisogno di una specializzazione in psicoterapia che dura 4 anni, (da fare dopo i 2 anni di specialistica), quindi uno psicologo che possa fare terapia non è semplicemente un laureato in psicologia.
    Non ti preoccupare se adesso ti sembra tutto così astratto e incerto. Se deciderai di fare la psicoterapeuta seguirai un percorso che ti darà gli strumenti necessari, altrimenti ci sono alternative diverse.

    Infine, vorrei dirti una cosa molto bella che ho letto su un libro del grande Aldo Carotenuto, a proposito del rapporto tra paziente e terapeuta.
    Se chiedi ad un terapeuta di qualsiasi orientamento, uno junghiano, un freudiano, un cognitivista, un adleriano, ecc. tutti hanno avuto i loro "successi" terapeutici, e questo che vuol dire? qual'è la teoria più valida se tutti riescono a curare? Alla fine, dice il prof. Carotenuto, è fondamentale, x la riuscita di una
    terapia, il rapporto che si crea tra paziente e terapeuta, perché il paziente prima di qualsiasi cosa ha bisogno di una comprensione totale, senza pregiudizi, una comprensione che difficilmente può trovare nella vita quotidiana.
    Naturalmente ogni terapeuta poi si avvale delle tecniche tipiche del suo orientamento, e in che modo, dipende da lui.

    Cara Carlotta84, non so se quello che ti ho scritto ti può aiutare, ma spero che tu riesca in qualche modo a sentirti meno angosciata.
    Ciao e in bocca al lupo!

  6. #6
    carlotta84
    Ospite non registrato
    caro/a gil74
    ti ringrazio moltissimo per quello che mi hai scritto: sei stato gentile e chiaro.. non ho nulla da dire a riguardo perchè mi ha fatto davvero molto piacere leggerti.
    unica cosa però permettimi di dire (e poi mi farebbe molto piacere sapere che cosa ne pensi a riguardo): dici che "Il medico può valutare come vanno le cose attraverso un'analisi, un esame strumentale, ma quante volte accade che analisi ed esami siano inesatti?" scusami ma secondo me non è vero questo perchè per esempio le analisi del sangue sono obiettive, non inesatte! inoltre dici"e quante volte un medico, anche quello cosidetto di famiglia, si dimentica del rapporto umano con il paziente, che, te lo dico per esperienza personale, è fondamentale anche per la riuscita di una cura" in tal caso hai perfettamente ragione però concorderai con me nel dire che un medico può avere un ottimo rapporto col paziente, umano, rispettoso, comprensivo ma ciò può aiutare, influire sulla cura ma non è l'aspetto principale, perchè ciò che prima di tutto conta davvero è la diagnosi esatta e la cura!! sbaglio?? e questo non lo trovo nella psicologia!!
    illuminami se sbaglio!!
    grazie mille :-)

  7. #7
    psicosarix
    Ospite non registrato
    ciao carlotta84,
    anche secondo me la tua paura è dovuta al fatto che sei solo all'inizio del percorso ... il fatto che tu parli di cure e di patologia dovrebbe indicare (ma correggimi se sbaglio ) che vorresti occuparti di psicopatologia ... e per farlo, per “curare”, dovrai studiare ancora 6 o 7 anni, almeno …dopo la laurea specialistica dovrai specializzarti in psicoterapia o in psicologia clinica e allora vedrai che non avrai più queste remore, perché avrai acquisito tutte le conoscenze e gli strumenti per fare bene il lavoro di psicoterapeuta.

    è naturale che ora, solo con un triennio di psicologia, tu non ti senta sicura ... non è colpa tua è colpa del fatto che hanno spezzato la nostra laurea in un 3+2 ... un triennio è forse solo sufficiente ad insegnarti i rudimenti della psicologia… non certo per parlare con una persona che “si vuole suicidare”, tanto per usare il tuo esempio …

    anche io ho studiato a Pd e mi sono laureata lì, nel veccho ordinamento (indirizzo psicologia clinica e di comunità). quando sono uscita dall'università mi sentivo insicura come te, ma era solo perché mi mancava la parte pratica del mio percorso di studi . ho fatto 6 mesi di tirocinio al Dip di Psico generale (dove mi sono dedicata allo studio e all’uso dei test e 6mesi in area clinica (ospedaliera) dove ho imparato moltissimo sul lavoro dello psicologo!!!

    Alla fine del tirocinio ho subito chiesto l’autorizzazione per restare ancora un anno in tirocinio volontario (tanto finché non superi l’esame di stato e ti iscrivi all’ordine non puoi comunque fare lo psicologo, così ho usato il mio tempo per imparare) ho superato subito l’esame e mi sono iscritta subito all’ordine. così ho fatto 5 mesi del tirocinio volontario come psicologa “vera” … usando test e facendo colloqui da sola (il mio tutor me lo avrebbe fatto fare anche prima dell’iscrizione, ma ero io che volevo essere in “regola” )

    La mia esperienza, a contatto con medici, infermieri, fisioterapisti, dietisti … mi ha insegnato che noi psicologi abbiamo nei test i nostri strumenti di lavoro scientifici, che ci danno delle misure molto attendibili rispetto allo stato psicologico della persona. e questi sono basati sui numeri e sulla statistica e dunque sono strumenti di misura ben accettati da tutta l’equipe. E i test sono strumenti scientifici … e i loro risultati sono letti proprio come le analisi del “colesterolo” ... ci sono dei parametri anche nei test! Poi, certo, ci sono anche il colloquio psicologico, ecc. e quelli sono strumenti "meno scientifici”, ma accettati bene lo stesso nel momento in cui si dimostra che fanno parte del bagaglio professionale dello psicologo e che funzionano !!!

    Io temo che tu stia confondendo la psicoterapia con la psicologia , come accade spesso a Pd dove molti Proff. sono psicoterapeuti prima che psicologi!!! E alcuni sono addirittura medici-psichiatri o medici-psicoterapeuti invece che psicologi!!! in qualità di psicologo non curerai nessuno, non è il lavoro dello psicologo curare. Come dice l’articolo 1 della legge 56/89 che regola la nostra professione:
    Articolo 1. Definizione della professione di psicologo

    1. La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità.”

    Come vedi nella legge non è mai specificata la psicopatologia. Per quella ci vuole la specializzazione post laurea (laurea di 5 anni o 3+2), come recita l’art. 3 della stessa legge:
    Articolo 3. Esercizio dell'attività psicoterapeutica:

    1. L'esercizio dell'attività psicoterapeutica è subordinato ad una specifica formazione professionale, da acquisirsi, dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, mediante corsi di specializzazione almeno quadriennali che prevedano adeguata formazione e addestramento in psicoterapia, [...]" (ti ho messo solo la parte che ci interessava per fare prima).

    ... in caso di diagnosi positiva per la psicopatologia lo psicologo invia al collega psicologo, specializzato in psicoterapia o in psicologia clinica (entrambi abilitati alla psicoterapia) la persona.

    Il mio consiglio è di continuare coi due anni di specialistica, trovarti un tirocinio formativo bello tosto, continuarlo fino a che non avrai l’iscrizione all’albo e se allora vorrai ancora lavorare con la psicopatologia potrai specializzarti
    in bocca la lupo!!!



    ps. non fare paragoni con i medici ... sono totlamente fuorvianti e fanno inutilmente male all'autostima !!! il lavoro dei medici è un'altro curare le malattie del corpo e la loro formazione è organicistica (riferita ai singoli organi, poi) ... è davvero molto diverso dalla mente ... . coi medici non abbiamo davvero nulla in comune !!!

    pss. sai sono rimasta stupita che una studentessa di Padova si chiedesse se la psicologia è scientifica … devono essere molto cambiate le cose a Padova col nuovo ordinamento … mi ricordo che a noi hanno ripetuto allo sfinimento che la psicologia è una scienza e che i test sono fondamentali … ma non ci sono più Vidotto, Sanavio & Company??? Non vi fanno più studiare il CBA 2.O???

    … è tanto che manco da Pd … salutamela!!!




  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    06-06-2006
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    provincia di Varese
    Messaggi
    1,480
    Bella ed interessante questa discussione. Sono d'accordo con quello che i colleghi hanno postato finora...olevo solo aggiungere una cosa.
    E' vero che, come tu carlotta dici, gli esami del sangue sono abiettivi ma pensa ad una cosa: 200 anni fa i medici curavano un sacco di malattie son i salassi e le sanguisughe (soprattutto la febbre).... allora credevano che quelle fossero terapie infallibili...può essere che tra 100 anni trovino che le terapie che i medici usano adesso non sono esatte....
    Quindi questo per dire che la medicina non è assolutamente una scienza esatta come si può pensare.

    Gli esami del sangue sono obiettivi, ma passano sempre attraverso l'interpretazione di un medico che è una persona...senza contare tutte le forme ATIPICHE di malattie....

    Questo non è per creare polemiche, solo per far pensare che a volte si pensa che la medicina sia più esatta della psicologia perché gode di strumenti che sono solo diversi da quelli dello psicologo.

    Carlotta è bellissimo che tu ti stia mettendo in discussione, così come noi tutti!

    Buona fortuna

  9. #9
    gil74:-)
    Ospite non registrato
    Cara Carlotta84,
    come ha appena scritto pimo_eli, a volte le analisi possono essere sbagliate perché è sempre l'essere umano che le effettua...attraverso l'uso di strumenti chimici o macchinari, ma c'è sempre l'uomo dietro! Ti è mai capitato che un medico ti facesse ripetere un'analisi x "sicurezza"? Oppure nessun medico ti ha mai detto di fare le analisi in un laboratorio piuttosto che in un altro perché lì hanno strumenti più accurati, più precisi, ecc?
    Altre volte i medici non sanno interpretare bene il risultato di un'analisi, e una malattia si aggrava. Succede, basta sentire un po' di cronaca sulla malasanità.
    Magari sono casi rari, ma succede, e non lo dico x mancanza di fiducia nella medicina, anzi... ho molta fiducia nel progresso della medicina e nella ricerca, ma mi dispiace, non potrò mai pensare che la medicina sia una scienza esatta, perché è troppo soggetta ad errori umani.
    E si ha grande responsabilità quando si vuole curare una persona, medico o psicologo, si rischia sempre.
    x quanto riguarda l'aspetto umano della medicina, anche su questo ribadisco quello che penso. Non è PIU' importante della diagnosi e della cura, ma non è neanche MENO importante...
    Sono convinta di questa cosa perché credo che la mente influenzi moltissimo l'andamento di una malattia... l'ottimismo, la speranza, la forza d'animo, sono fattori che incidono anche su malattie gravi, o croniche. E questo lo dicono anche i medici!!
    Il malato si affida al medico, sperando che gli dia una cura, ma cosa succede quando una cura comporta dei grossi sacrifici, qualcosa di più che prendere delle medicine?
    Non tutti sono forti e coraggiosi di fronte alla malattia, a volte si può anche decidere di lasciarsi andare, rifiutare le cure, arrendersi alle prime difficoltà, e in questi casi, il medico umano e comprensivo può fare la differenza. Può aiutare un paziente ad affrontare in un certo modo la malattia, a non arrendersi, a seguire scrupolosamente le sue prescrizioni, ecc.

    Comunque, queste sono mie opinioni, scaturite da esperienze vissute, ma non pretendo che tutti la pensino come me!

  10. #10
    carlotta84
    Ospite non registrato
    carissimi,
    le vostre risposte mi aiutano moltissimo...che fortuna aver trovato questo forum!!! GRAZIE!!!
    vi aggiungo una cosa, visto che si è introdotto l'ambito della medicina: ora che ci penso avete proprio ragione..vedete, io è da anni che sto male, nessun medico hamai capito cos'ho, ora mi sto facendo molti esami per andare a fondo della cosa.. ma ho sempre convissuto con forti dolori (addominale-gastroenterologici).. forse il mio pessimismo, la mia paura derivano anche da questo..

  11. #11
    carlotta84
    Ospite non registrato
    inoltre: rispetto ad una maestra delle elementari, che ogni giorno ha a che fare con i bimbi, e poi torna a casa serena.. il vostro lavoro non vi crea delle ansie? riuscite a essere sereni e pacifici con voi stessi??

  12. #12
    gil74:-)
    Ospite non registrato
    Ultima modifica di gil74:-) : 26-06-2007 alle ore 12.12.49

  13. #13
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da carlotta84
    inoltre: rispetto ad una maestra delle elementari, che ogni giorno ha a che fare con i bimbi, e poi torna a casa serena.. il vostro lavoro non vi crea delle ansie? riuscite a essere sereni e pacifici con voi stessi??
    quale lavoro non crea ansie o malumori o qualche problema???

    anche le maestre affrontano problemi e difficoltà ... lavorare con i bambini non è sempre e solo una gioia.

    scusa se mi permetto ... ma forse dietro a tutte le tue paure c'è un dubbio sui tuoi obiettivi ... sei davvero sicura di voler fare la psicologa?

    mi pare che tu desideri lavorare con le persone, dunque in campo sociale ... ma forse non è psicologia clinica la tua strada, magari potrebbe essere un'altra area della psicologia ... che non abbia per forza a che fare con la clinica ... oppure un'altra laurea, che pur lavorando con le persone e nel sociale utilizza strumenti e persegue scopi diversi da quelli della psicologia, ma sempre inerenti il benessere delle persone ...

    non so ... è solo una sensazione ... che mi dici ?




  14. #14
    carlotta84
    Ospite non registrato
    infatti io ho posto proprio il quesito su che cosa sia una psicologa, su quali basi forti si appoggia, ecc...

  15. #15
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    05-04-2007
    Residenza
    bresso (milano)
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    227
    carissima carlotta, sono anche io una psicologa, ma prima di questo ho fatto per 25 anni l'assistente sociale e provo anche io a proporti la mia esperienza. Dubito fortemente che in qualunque professione (sia essa più o meno scientifica) uno esca dal sistema dell'istruzione con le idee chiare su ciò che andrà a fare. Inoltre la medicina che tu reputi scienza esatta, procede per tentativi ed errori (per ammissione degli stessi medici che con il giuramento di ippocrate giurano di non nuocere in scienza e coscienza). Infatti sia la fase diagnostica sia quella della terapia più propriamente detta si attua per prove ed errori in base alla risposta del paziente (ad es. l'aspirina può andare bene per me, ma non per te che non la tolleri ecc). A questo punto sulla psicologia ti posso solo dire che qualunque paradigma scientifico tu abbia alle spalle, questo, nella relazione con il paziente, ti serve per procedere a ipotesi cliniche (proprio come per i medici) e relativi inerventi terapeutici. Attraverso il tempo sarà la relaizone con il paziente a darti la misura di ciò che stai facendo e soprattutto a dirti se ciò che stai facendo va nella direzione della cura. In questo senso la supervisione è fondamentale (anche i medici hanno il primario che supervisiona), ma è ancora più fondamentale il confornto con i colleghi, che dall'esterno possono leggere le cose in modo diverso dal tuo permettendoti così, di aggiustare il tiro. Spero di essere stata chiara. bacioni lella
    lella

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