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  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di xxxevolxxx
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    21-09-2004
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    ...per chi se ne intende di dislessie...

    Volevo chiedervi un consiglio.
    Il bimbo dislessico che seguo non scrive in corsivo ma solo in stampatello!
    Sua madre mi ha detto che non l'ha imparato perchè era troppo difficoltoso e ogni volta la risposta è "non sa usarlo perchè è dislessico".
    A me sembra strano che anche nei posti in cui ha fatto riabilitazione non abbiano cercato di insegnarglielo. Cmq non mi sembra molto utile per lui lasciarlo andare avanti così senza cercare di impostare un progetto riabilitativo per insegnargli a usare anche il corsivo!!!
    Anche perchè se non lo impara adesso che è ancora relativamente giovane dubito che possa poi recuperarlo successivamente!

    Insomma, mi pare che si passi con troppa superficialità su questa cosa e che lui non sia messo poi così male da non riuscire proprio a imparare il corsivo!

    Voi cosa ne pensate? cosa fareste?
    Non saprei nemmeno bene che dire a sua madre, alla fine non ho consigli concreti da darle... e non vorrei essere invadente!

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Ciao, provo un po' a risponderti....

    E' vero che in molti casi per un bimbo con disturbi dell'apprendimento l'uso dello stampatello sia più semplice e meno fonte di errori. Spesso la dislessia non è solo un problema a carico della via fonologica o di quella lessicale ma intervengono anche deficit visuopercettivi, di conseguenza lo stampatello, ina alcuni casi, è più agevole.
    Bisognerebbe poi vedere se questo bambino scrive in stampatello e non in corsivo perché è anche disgrafico (se così fosse lo scrivere in corsivo aggiungerebbe un'ulteriore difficoltà).
    Quello che mi chiedo è: come mai non gli è mai stato insegnato il corsivo? Con che criterio le insegnanti già in prima elementare non l'hanno insegnato a lui? Si sono accorte che era disgrafico? Prova ad indagare bene su questo....(molto probabilmente l'avrai già fatto, ma forse non l'hai postato)
    Per imparare il corsivo, cmq, ci sono un po' di esercizi utili che si trovano su alcuni libri della erickson (uno si chiama disgrafia e qualcosa, e l'altro "il corsivo dalla A alla Z").
    Personalmente, è una mia opinione, ma ho parlato con alcuni esperti che la vedono come me (o forse sono io che la vedo come loro!) se l'uso dello stampato permette al bambino una scrittura più agevole, meno incomprensibile per lui e per gli altri, non vedo perché non farglielo usare.
    Tanti adulti scrivono malissimo in corsivo e utilizzano quindi lo stampato. Però, effettivamente, tentar non nuoce.
    Spero di aver chiarito qualche tua perplessità, cmq chiedi pure!
    Per curiosità: che classe frequenta questo bambino?

  3. #3
    Partecipante Affezionato L'avatar di xxxevolxxx
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    21-09-2004
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    Allora, per risp alle tue domande:
    il bimbo fa la prima media, è indietro di un anno perchè all'inizio delle elementari ha avuto un problema che non gli ha permesso di andare a scuola perdendo un intero anno scolastico. Così ha perso proprio quel periodo in cui le maestre insegnavano il corsivo ecc e quando è tornato ovviamente si è cercato di essere comprensivi con lui che, in quel momento, aveva ben altri problemi che no imparare a scrivere il corsivo.

    Non credo che abbia problemi visuo-percettivi. All'inizio qnd ci mettiamo insieme a fare i compiti scrive bene, ordinato e anche in aritmetica incolonna bene ecc.
    Il problem è che si stufa presto perchè è lento e perchè fa molti errori di omissione (e di sostituzione in inglese) e dopo un pò inizia a scrivere maluccio, ma ripeto a me sembra più perchè non ce la fa più e se ne vuole andare a giocare (infatti è anche un pò iperattivo) e non perchè non riesce! Infatti ad esempio disegna molto bene i cartoni animati che gli piacciono sia copiandoli che ricalcandoli, anche con una certa precisione!

    Il problema nell'insegnargli il corsivo sarebbe secondo me più un problema di motivazione e concentrazione che non un problema visuospazione o di disgrafia!
    ...mi rendo conto che cmq non è poco, però è anche vero che si potrebbe cmq introdurglielo anche solo per gioco, per prova... senza obbligarlo a scrivere in corsivo a scuola ad esempio...
    Insomma mi sembra che a parte la difficoltà concentrazione abbia le potenzialità per riuscire a scrivere, almeno in parte, secondo me non gli farebbe male mettersi lì qualche volta a provare a scrivere un pò in corsivo, senza pressioni, senza pretese ma solo per esercizio, magari seguito da qualcuno e senza pressarlo troppo (cioè per poco tempo al giorno ma magari con una certa costanza).

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    06-06-2006
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    Grazie per le risposte che mi hai dato...
    Credo che insegnargli il corsivo possa essere proponibile, ma come gioco e basta. E' già in prima media e personalmente focalizzerei la riabilitazione e le risorse da impegnare su altre cose...non so, un rinforzo delle abilità attentive e di autocontrollo (che a quanto ho capito sembrano non essere ottimali) e un rinforzo delle abilità di letto-scrittura (non tanto il corsivo come nuova grafia). Personalmente credo che si andrebbe ad aggiungere un elemento distraente in più...cmq ripeto, tentar non nuoce anche se non penso sia conveniente investire troppe risorse in questo campo.
    Seguivo un bambino dislessico che aveva imparato sia il corsivo sia lo stampato...grazie al cielo una volta arrivato alle medie le insegnatni non l'hanno più obbligato a scrivere in corsivo e si è notato un miglioramento anche delle sue abilità di scrittura (ortografia) e attenzione.
    Prova a vedere e poi facci sapere... è un caso interessante... ricorda però di non focalizzarti troppo su questo punto, e appena vedi che il corsivo influisce negativamente sul rendimento, non continuare.
    Lui non scrive m ai al pc? Ora so che ci sono insegnanti che permettono (almeno nei compiti a casa) di svolgere le consegne date al pc (lo permettono a tutti, non solo ai bimbi con disturbi di apprendimento). Collaboro con alcuni di questi insegnanti e sto riscontrando anche un aumento di motivazione nei bambini.

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di xxxevolxxx
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    Originariamente postato da pimo_eli
    E' già in prima media e personalmente focalizzerei la riabilitazione e le risorse da impegnare su altre cose...non so, un rinforzo delle abilità attentive e di autocontrollo (che a quanto ho capito sembrano non essere ottimali) e un rinforzo delle abilità di letto-scrittura (non tanto il corsivo come nuova grafia).
    No veramente ha finito con le terapie varie!
    Gli han detto che più di così non si può ottenere e lo hanno mandato a casa.
    Per quanto riguarda la lettura ha un grave problema per me: non rispetta minimamente la punteggiatura! Ma proprio nel senso che è come se per lui punti, virgole apostrofi e qualsiasi cosa di questo genere non esistessero proprio!!! ...per questo motivo qnd legge non si capisce niente! Non si capisce qual'è il soggetto della frase ne il senso!
    ...eppure incredibilmente in genere lui non ha problemi di comprensione, nel senso che poi per lo più le cose che legge se gli fai delle domande sembra che le abbia capite!!!
    Per il problema di attenzione hai ragione. Nel senso che è davvero difficile stargli dietro perchè continua a distrarsi e riesce a stare concentrato per poco tempo, poi deve fermarsi, scaricare tutta l'iperattività (correndo per la stanza, giocando a fare canestro con 1000 tiri al minuto, buttarsi sul letto... insomma uno sfogo totale!) dopo di che torna a sedersi e ricomincia. Però è evidente che c'è un problema se per fare 3 esercizi di matematica che ha fatto mille volte ci metta due ore!!!
    Ad ogni modo da quanto ho capito non hanno nessuna intenzione di fargli fare nessun altro tipo di terapia o trattamento di nessun genere!
    Cmq c'è anche da dire che per lo più è un bambino educato e anche responsabile. Anche se secondo me gli manca lo sviluppo totale delle conoscenze metacognitive, ma questo perchè pare che non si fermi mai a pensare!!! Fa lo stretto necessario che gli serve ad esempio per fare i compiti e poi via!
    In compenso adora lo sport! Il calcio, l'atletica, skatebord ecc ecc!



    Prova a vedere e poi facci sapere... è un caso interessante... ricorda però di non focalizzarti troppo su questo punto, e appena vedi che il corsivo influisce negativamente sul rendimento, non continuare.
    Purtroppo qui non ci siamo capite, io lo seguo solo nel fare i compiti perchè ha un bisogno costante di supervisione, altrimenti si perde via subito e non combina niente!
    A parte il fatto che io non ho la preparazione adeguata per improvvisarmi terapista, resto cmq fermamente convinta che chi ha il compito di aiutare il bambino a livello didattico non debba anche porsi nei panni della riabilitatrice.
    Per me sono due cose separate con scopi separati. Io ho un ora in cui devo fargli fare tutti i compiti, per forza, per la scuola, per la sua carriera scolastica, quindi un qualcosa che cmq per lui avrà sempre una connotazione di "dovere". La riabilitazione da lui dovrebbe essere percepita come un qualcosa di completamente diverso, che richieda tempi diversi (io di certo in un ora che ho a disposizione non posso mettermi a insegnargli anche il corsivo ad esempio!) e soprattutto con scopi e connotazione diversa...
    Non sò se mi sono spiegata...
    Però sinceramente non mi sento nemmeno in grado di poter suggerire con fermezza alla madre di questo bambino uno certo tipo di trattamento, opp se fare o meno un trattamento. Considera cmq lui ne ha passate tante e tutt'ora ha praticamente tutti i pomeriggi impegnati tra me, il doposcuola e un centro per l'età evolutiva per bambini con disagio dove, anche lì, lo aiutano a fare i compiti.
    A questo punto io mi chiedo, farebbe davvero bene a questo bambino impegnarsi nuovamente in un percorso riabilitativo? Non gli farebbe invece bene starsene un pò in pace e godersi la vita come gli altri suoi compagni???
    Non lo sò sono un pò perplessa... Non sò bene cosa sarebbe il meglio per lui per questo non mi sento nemmeno di dare particolari dritte ai suoi genitori...


    Lui non scrive m ai al pc? Ora so che ci sono insegnanti che permettono (almeno nei compiti a casa) di svolgere le consegne date al pc (lo permettono a tutti, non solo ai bimbi con disturbi di apprendimento). Collaboro con alcuni di questi insegnanti e sto riscontrando anche un aumento di motivazione nei bambini. [/B]
    Ma le su insegnanti c'è da dire che sono moooolto comprensive, ad esempio spesso qnd devono fare verifiche di comprensione di inglese a lui le fanno orale mentre ai compagni scritte, non lo obbligano mai a scrivere in corsivo!!!
    Per il pc non c'è a scuola, a casa lo ha ma non lo abbiamo mai usato per fare i compiti... Lui lo usa per giocare e credo che i suoi genitori abbiano paura che per lui sia un ulteriore mezzo di distrazione. Io in effetti in parte la vedo così. Cioè sò già che se mi mettessi a quel pc che ha in casa inizierebbe ad aprirmi tutti i programmi convulsiavamente per farmi vedere tutti i giochi che ha e che sa fare ecc ecc...
    Al contrario invece potrebbe essere utile avere un portatile puro adibito esclusivamente ai compiti. Cioè un portatile con su giusto i 4 pacchetti essenziali di office e nient'altro!!
    ...ma la vedo dura... sia perchè è cmq una spesa per la famiglia che non naviga nell'oro e che sta già spendendo l'anima per lui, sia perchè non vedo come sarebbe possibile impedirgli di riempire subito il portatile di giochini e cose varie!!!

    ...cioè a livello teorico molte cose sono vere e sembra tutto molto semplice, ma quando sei lì devi fare i conti con tutto, anche con le cose più banali!

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di irlanda
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    Ciao. Scusa ma forse mi è sfuggito.... il ragazzino ha una dislessia certificata?
    Bisogna stare attenti perchè spesso si parla di dislessia ma bisogna stare attenti a non confonderla con difficoltà generiche di apprendimento. mi spiego meglio: dislessici si nasce, in quanto disturbo specifico di apprendimento si tratta di un disturbo settoriale (nello specifico la lettura) per cui il bambino presenta solo quel tipo di problema. Sono Dsa anche la discalculia, la disgrafia e la disortografia. Sono disturbi di natura neuropsicologica che hanno alla base una predisposizione biologica (no una lesione cerebrale!) Cioè, il cervello funziona in modo anomalo quando i ragazzini si approcciano a certe difficoltà.
    la dislessia nello specifico è un disturbo "specifico dell'apprendimento" della lettura con particolare difficoltà a riconoscere e discriminare i segn alfabetici contenuti nelle parole, ad analizzarli in sequenza (elaborare la sintesi) e ad orientarsi sul rigo da leggere.

    Quindi i DSA sono disturbi legati a deficit di natura percettivo - motoria e/o metafonologica che non sono stati individuati precocemente
    Attenzione che ci sono dei FATTORI DI ESCLUSIONE per cui NON POSSO parlare di dislessia se c'è IMMATURITA', RITARDO, PROBLEMATICHE DI ORDINE PSICOLOGICO DISTURBI SENSORIALI (vista udito)

    Non è stata mai fatta un'osservazione più precisa?

    Per poter dire che hai di fronte un dislessico (semplifico, naturlamente) il bambino manifesta sempre difficoltà a decodificare in sequenza, difficoltà ad organizzare spazi (es. salta parole), difficoltà a discriminare segni che si assomigliano, intuizione (in realtà non legge la parola ...)

    Non è detto che nella dislessia ci sia disgrafia perchè la disgrafia si associa più spesso ad aspetti matematici ed incide su questo apprendmento (vedi valore posizionale delle cifre)
    ma, spesso c'è disortografia perchè è legato a difficoltà metafnologiche.

    ti allego alcuni elementi di riconoscimento, da usare a scop indicativo e lasciando naturalmente l'aspetto diagnostico a chi avrebbe dovuto già farlo!
    Sono ripresi da un testo della dottoressa Pratelli Monica "Le difficoltà di apprendimento e la dislessia" edizioni Junior
    Trovi anche molti spunti per l'intervento


    DISLESSIA
    La dislessia può essere definita come una specifica e rilevante compromissione delle capacità di lettura in soggetti che non presentano deficit sensoriali o altre patologie e che hanno seguito un iter scolastico regolare per almeno due anni.
    Il bambino dislessico ha difficoltà a riconoscere le lettere alfabetiche e ad analizzarle nella giusta sequenza e a sintetizzarle per formare parole. Anche l’orientamento nel testo da leggere è compromesso, sono frequenti, infatti, salti da un rigo all’altro, omissioni di intere parole e di più righe. Gli errori possono essere molteplici e combinarsi fra loro in modo sempre diverso. Alla richiesta di leggere emergono disagio, ansia, insicurezza, aperto rifiuto, tentativi di evitamento dovuti alla consapevolezza delle proprie difficoltà.
    La lettura si presenta lenta, con incertezze ed esitazioni, ripetizioni di sillabe e parole, e prolungati tentativi di decifrazione silenziosa. Spesso il bambino anticipa l’intera parola basandosi sul suono o sulla sillaba iniziale. Gli errori più comuni sono:
     confusione di grafemi uguali ma diversamente orientati nello spazio (p/q, b/d, u/n)
     confusione di grafemi che differiscono per piccoli particolari (m/n, c/e, f/t)
     errata discriminazione dei grafemi corrispondenti a fonemi simili (p/b, d/t, f/v, s/z, r/l)
     omissione di lettere o sillabe all’interno delle parole
     omissione di parole
     aggiunte di sillabe
     inversioni di sillabe
     difficoltà di analisi - sintesi
     trasformazione di parole nella parte finale
    Alla base di questi errori vengono individuati, nella maggior parte dei casi, deficit strumentali che riguardano il linguaggio, la lateralizzazione, l’orientamento spazio – temporale, il ritmo, la simbolizzazione, le abilità percettive (visive e uditive) e la loro integrazione.

    DISORTOGRAFIA
    E’ una difficoltà che riguarda il contenuto della scrittura e non l’aspetto grafico. Il bambino disortografico non riesce ad effettuare l’analisi fonologica delle parole e a tradurre i suoni nei simboli grafici corrispondenti.
    La scrittura è caratterizzata da molti errori che si ripetono sistematicamente e la rendono spesso indecifrabile anche da parte del bambino stesso.
    Gli errori più frequenti vengono individuati a vari livelli:
     A livello della lettera:
     sostituzioni per somiglianza fonetica (a carico dei suoni simili,es.d/t, c/g, r/l, v/f, m/n, b/p)
     sostituzioni per somiglianza morfologica (a carico dei grafemi simili: m/n, c/e, l/b)
     omissione della doppia consonante
     omissione di vocali intermedie (fiore/fore)
     omissione di consonanti intermedie (ponte/pote, mangiare/magiare, porta/pota, pistola/pitola)
     errata scrittura dei digrammi (gli, gn, sci,...)
     errata scrittura delle sillabe complesse ( stra,...)

     A livello della parola e della frase:
     inversione di segni ( il/li, albero/labero, treno/terno)
     omissione di sillabe all’interno della parola (telefono/tefono)
     aggiunte di sillabe ( tavolo/tavovolo)
     errori di ritmo ( amico/a mico)
     uso dell’accento
     errori di ritmo (unione di parole diverse)
     uso dell’apostrofo
    Come si può intuire si tratta di errori grossolani, che persistono anche se, a livello scolastico, vengono effettuati interventi tradizionali di recupero ortografico.Essi, infatti, non sono causati da distrazione o da scarsa acquisizione di regole ma da difficoltà specifiche nelle seguenti competenze:
     linguaggio orale
     analisi fonologica
     simbolizzazione grafica
     discriminazione percettiva, sia visiva che uditiva
     orientamento spaziale e temporale
     integrazione spazio - temporale

    LA DISGRAFIA
    Questa difficoltà interessa la riproduzione grafica dei segni alfabetici e numerici. Durante la scrittura il bambino disgrafico presenta una serie di caratteristiche tipiche:
     la posizione del corpo e l’impugnatura del mezzo grafico sono scorrette
     il gesto grafico non è scorrevole e armonico, spesso procede “a scatti”, con frequenti interruzioni
     la pressione sul foglio è eccessiva o poco marcata
     la scrittura appare troppo veloce o estremamente lenta
     la direzionalità del gesto grafico è spesso invertita
     i segni vengono riprodotti senza rispettare le dimensioni, la loro impostazione è errata e i legamenti fra un segno e l’altro
     la scrittura non rispetta adeguatamente lo spazio del rigo e della pagina
    Appare evidente come spesso, in questi casi, la scrittura risulti incomprensibile anche per il bambino stesso. Le prestazioni, inoltre, sono molto discontinue, la scrittura tende a deteriorarsi man mano che il bambino procede nel compito.

    spero di esserti stata di aiuto
    Fammi sapere! Ciao

  7. #7
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Ho capito il problema...credevo fossi la terapista...scusa! E' vero che non puoi fare tutto, ed è altrettanto vero che un bambino in prima media non è irrimediabilmente irrecuperabile (questa motivazione per la fine della terapia non la ritengo giusta).
    Cmq il bimbno è fortunato ad avere una comprensione pressoché integra. Ti dico un po' per mia esprienza cosa ho fatto in casi simili e cosa farei in questo caso. Esercizi di lettura a voce alta vanno bene, ma alla fine lui comprende e quello che gli è chiesto a scuola è di studiare. In questo caso puoi leggerre tu a voce alta, lui ascolta e poi ripete (ti dice cosa sottolineare, le cose principali e potreste insieme costruire uno schema, che verrò poi letto per ripassare). Il fatto che legga tu al posto renderebbe più veloce lo studiare.
    Il pc può essere distraente ma ti assicuro che è anche considerato molto ludico e più motivante scrivere a pc...provaci, se vedi che si distrae troppo non usarlo più.
    L'attenzione cala in fretta in questo bambino, lascialo pure alzare ogni tot, e poi quando lo fai risedere lo fai lavorare.
    Per quanto riguarda le lingue straniere, se il bimbo ha una diagnosi funzionale di dislessia sappi che per legge è DISPENSATO da tutti i compiti di lingua stranieri SCRITTI. (se vuoi ti posso inoltrare la circolare del ministero).
    Il fatto che tu debba fargli fare i compiti e non essere una terapista è vero, ma sei anche una psicologa (o stai studiando psicologia) e personalmente ti consiglio di utilizzare le tue conoscenze per trattarlo. I compiti vanno fatti, è vero, ma si possono utilizzare strategie da "riabilitazione" per svolgerli.
    Se ha già tutti i pome occupati, molto probabilmente hai ragione a non vedere una cosa positiva che gli si aggiungano ore di terapia logopedica (che in questo caso non so a cosa servirebbero)...è molto più utile quello che tu fai durante i compiti e che ti assicuro è terapia anche quella!

    Per quanto riguarda la diagnosi credo che se xxxevolxxx ha detto che è dislessico, lo sarà, avrà i sui buoni motivi per dirlo..... un po' di deficit di attenzione e iperattività mi sembrano però esserci in comorbilità.
    Buon lavoro

  8. #8
    Partecipante Affezionato L'avatar di xxxevolxxx
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    Originariamente postato da irlanda
    Ciao. Scusa ma forse mi è sfuggito.... il ragazzino ha una dislessia certificata?
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    spero di esserti stata di aiuto
    Fammi sapere! Ciao
    si bè, queste cose le sapevo, la dislessia e DSA li abbiamo fatti fino alla nausea! l'ultimo esame l'ho dato giusto il 18 di aprile con la Prof. Lorusso (che però basa più la riabilitazione sul metodo bakker).

    Che il bambino ha dislessia è decisamente sicuro, la madre mi ha detto che gli hanno fatto tutti gli accertamenti del caso e ne sono abbastanza certa perchè non ti danno un insegnante di sostegno se non dimostri che il problema c'è davvero!

    Il problema è che la madre non mi ha saputo dire a quale, tra i tanti metodi, è stato sottoposto. Come ben sai esistono diversi trattamenti riabilitativi e in genere bisognerebbe scegliere in base alle caratteristiche del bambino e del disturbo oltre che della famiglia.
    invece come spesso succede ognuno propone il proprio trattamento qnd arriva il bambino.
    Adesso io non sono riuscita a capire a che tipo di trattamento è stato sottoposto questo bambino. Nemmeno a che tipo di valutazione anche se quella è abbastanza condivisa in genere.
    Il problema è che secondo me qui potrebbe anche essere una dislessia acquisita...
    Purtroppo non mi è mai capitato che me lo dicesse ma sarebbe interessante sapere se prima che restasse a casa a seguito del suo problema era abile in certe attività del tipo imparare le rime le filastrocche ecc, anche alla scuola materna!
    Sarebbe interessante per sapere se il problema c'era fin dall'inizio (dislessia evolutiva) opp se è occorso solo successivamente all'incidente (dislessia acquisita).
    Purtroppo certe cose non si posso chiedere così con leggerezza e io devo stare attenta a non ledere la privacy...
    Se capiterà occasione sicuramente cercherò di capirlo con più chiarezza.

  9. #9
    Partecipante Affezionato L'avatar di xxxevolxxx
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    Originariamente postato da pimo_eli
    Ho capito il problema...credevo fossi la terapista...scusa!
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    Per quanto riguarda la diagnosi credo che se xxxevolxxx ha detto che è dislessico, lo sarà, avrà i sui buoni motivi per dirlo..... un po' di deficit di attenzione e iperattività mi sembrano però esserci in comorbilità.
    Buon lavoro

    già, sicuramente un pò di comorbidità con iperattività c'è! Non ho chiaro se questo sia chiaro anche alla madre però!!!
    Cmq in questi casi la terapia cambia? Cioè purtroppo sull'adhd non ho fatto molto di riabilitazione, ma tipo in questo caso sarebbe il caso di prendere in considerazione un intervento specifico per calmare l'iperattività opp cmq non si potrebbe fare niente? perchè in questo secondo caso ci servirebbe a poco saperlo...

    Per i compiti si assolutamente è dispensato dall'inglese scritto! In genere solo lui può farli orali invece che scritti(cmq se mi mandi il documento che dicevi gli darei volentieri un occhiata! ti mando il mio indirizzo per mp!).
    A casa io un pò cerco cmq di farlo leggere poi stò cercando di usare un metodo un pò metacognitivo visto che si distrae velocemente, del tipo se deve rispondere a 10 domande di storia che implicano leggersi 10 paragrafi all'inizio partiamo che legge bene tutto pezzo per pezzo e risponde alle varie domande, poi qnd vedo che sta per stufarsi gli chiedo come farebbe lui a capire dove si trova la risposta che sta cercando (tipo leggere parole scritte in grossetto, cercare in base al significato dei vari paragrafi ecc ecc) poi cerco sempre di farlo giungere alla soluzione per indizi senza mai dargliela bella e pronta!
    Questo mi sembra il minimo però e abbastanza scontato.
    Qnd sfasa lo lascio fare, qualche volta mi aggrego (tipo qnd gioca col mini canestro che ha li dietro, delle volte gli puntavo l'orologio a 5 minuti e gli ho dicevo "abbiamo 5 minuti di tempo, vediamo chi fa più canestri?poi però si studia, sei d'accordo?") alle volte lo lascio andare per i fatti suoi (certe volte però lo devo bloccare per forza! tipo l'altro giorno che per dimostrarmi che è forte come dragonball e non si fa male, si è messo a tirare i pugni alla porta!!!).
    Insomma cerco un pò di fare quel che posso mettendo certo delle mie conoscenze, però bho, alle volte mi viene il dubbio che se riuscisse a mantenere di più l'attenzione quel bambino farebbe molto di più, perchè è sveglio, è capitato anche un paio di volte che in matematica fosse lui a correggere me!

  10. #10
    Partecipante Esperto L'avatar di irlanda
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    si bè, queste cose le sapevo, la dislessia e DSA li abbiamo fatti fino alla nausea! l'ultimo esame l'ho dato giusto il 18 di aprile con la Prof. Lorusso (che però basa più la riabilitazione sul metodo bakker).

    Che il bambino ha dislessia è decisamente sicuro, la madre mi ha detto che gli hanno fatto tutti gli accertamenti del caso e ne sono abbastanza certa perchè non ti danno un insegnante di sostegno se non dimostri che il problema c'è davvero!

    Non frainterdermi, non volevo mettere in dubbio le tue conoscenze in merito, lungi da me.
    Sono solo contraria al fatto che spesso si dica dislessia per dire tutto! Alemno questo è quello che mi capita spesso di vedere come insegnante. Penso che debba sempre essere fatta una distinzione tra le cose . per questo il fatto che lo dica la madre è sicuramente vero ma è anche vero che, soprattutto se il bambino ha un sostegno vuol dire che ha una certificazione. Ora forse sarebbe meglio poterla leggere. Ma, mi rendo conto che non è possibile!
    TI assicuro che, almeno nella mia provincia, il sostegno non viene dato al dislessico vero, generalmente, quando si fa una certificazione viene sempre segnalata un'altra problematica, che, il caso vuole più volte, rientra in quei fattori di esclusione di cui ti parlavo!
    Il dislessico vero non ha effettivamente problemi di comprensione e, con l'aiuto di quei strumenti dispensativi e compensativi di cui parla la collega può frequentare anche corsi universitari, per fortuna!

  11. #11
    Partecipante Esperto L'avatar di irlanda
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    Scusa se insisto ma per essere dislessia deve avere un problema specifico di apprendimento e nelleo specifico un problema solo ed eslusivamente nella lettura
    E' indubbio che vi sono una serie di comportamenti che il bambino attiva, vuoi anche conseguentemente al disagio che può avere nel percepire le sue difficoltà.
    Mi lasciano sempre un po' perplessa le affermazioni è un po' ddai o altro.
    Premetto che non è in polemica con te quello che dico perchè capisco le difficoltà di lavorare con questi bamabini, ma quotidianamente mi trovo a lavorare in condizioni in cui c'è un po' di questo, un po' di quello e poi non si riesce a pianificare mai un lavoro coerente e concreto.
    penso che il ruolo degli psicologi debba servire anche a dare chiarezza!
    in bocca al lupo per tutto!

  12. #12
    Partecipante Affezionato L'avatar di xxxevolxxx
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    Non sono assolutamente d'accordo con quello che dici! E ho sempre criticato chi tende a categorizzare i disturbi in compartimenti stagni secondo criteri categoriali alla DSM-IV!
    Sicuramente i criteri diagnostici del DSM sono importanti ma anche una valutazione dimensionale è essenziale e pretendere di voler a tutti i costi far rientrare un bambino in una specifica categoria perchè poi per noi è più comodo mettere giù il trattamento a mio avviso è sbagliato e poco fruttuoso in primis per il bambino stesso!
    Tanto più che anche il DSM e l'ICD ammettono la presenza di comorbidità di certi disturbi! quindi non vedo cosa ci sia da stupirsi se alcuni disturbi si ritrovano spesso sovrapposti, a mio avviso sarebbe strano il contrario!
    D'altra parte questo genere di disturbi hanno carattere neuropsicologico e sappiamo che il nostro cervello è una meravigliosa macchina in equilibrio e spesso la rottura di un equilibrio in una zona (o in un sistema) specifico coinvolge anche altri sistemi e altri luoghi che ad esso erano strettamente collegati!
    Sulla dislessia tra l'altro non c'è ancora chiarezza, a parte il deficit fonologico (la maggior parte dei dislessici sono ex-dsl!!) su cui c'è un accordo condiviso, i circuiti che sono poi stati proposti sono molti e, anche ipotesi che comprendono tutti i possibili sintomi comportamentali (tipo l'ipotesi di Ramus), non sono ancora state confermate del tutto.
    Nonostante questo se non vuoi credere a noi o a chi ti sta intorno, dovrebbe farti riflettere il fatto che così spesso in letteratura vengono riportati questi casi di comorbidità!
    ...a meno che tu non pensi che sono tutti lì a inventare balle!

  13. #13
    Partecipante Esperto L'avatar di irlanda
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    Mi dispiace ma non volevo proprio apripre una polemica.
    Io sono pienamente d'accordo con te. Forse non mi sono spiegata bene.
    Non mi sembra di avere escluso il fatto che ci siano comorbidità tantomeno che si debba categorizzare in una sola patologia.
    Quello che volevo dire è che troppo spesso (ma non mi riferivo a te nello specifico, piuttosto a diagnosi ASL spesso troppo affrettate) si finisce con il dire dislessia in modo troppo generico.
    Ti spiego è un po' come anni fa erano tutti autistici e sentivi le maestre che dicevano , ha delle stereotipie, si isola e per questo autistico.
    Ora se è vero che la cosa più importante è il bene del ragazzo (sopra ogni cosa, indipendentemente dalle diagnosi!) dico che spesso le asl (almeno nella mia provincia) si limitano a fare diagnosi frettolosamente e troppo vaghe, dall'altra parte è necessario che chi si occupa di sviluppo e, nello specifico, gli psicologi, siano il più possibile chiari quando parlano di una patologia e questo non vuol dire essere più categorici nell'etichettare.
    Mi dispiace se non sono riuscita a spiegare quello che volevo dire, è un discorso più formale che sostanziale.

    Riferendomi al tuo caso, per quella che è la mia esperienza bisogna appunto vedere meglio qual è il problema prioritario
    Come forse già qualcuno ha detto probabilmente il problema comportamentale è prioritario all'insegnargli il corsivo. Però, attenzione tu dici che il bambino non sempre è agitato. Allora forse è necessario vedere quali sono le attività verso cui mostra mgiore interesse, partire da quelle andando intanto a lavorare sulla fiducia e sull'autostima, aspetti importantissimi dell'apprendimento. Sono sicurissima che tu stia facendo un lavoro ottimo E il mio intervento nella discussione voleva solo essere un'occasione di scambio e cnfronto!

  14. #14
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    E' interessantissima questa discussione!
    Volevo solo fare un appunto: non è vero che il dislessico generalmente non ha problemi di comprensione del testo, anzi, generalmente è proprio il contrario. Nella diagnosi di dislessia, infatti, si utilizzano anche le prove di comprensione del gruppo MT. Per ora, durante la mia breve esperienza, ho traovato solo un ragazzino dislessico che non aveva problemi di comprensione.

    E' vero che ora come ora l'etichetta dislessia viene utilizzata spesso, ma non tanto quando si parla di diagnosi...
    E' altrettanto vero, però, che un dislessico puro, cioè da manuale non l'ho mai trovato. C'è sempre un misto di discalculia, disgrafia, ddai, disturbi comportamentali etc...che spesso sono in comorbilità e spesso sono conseguenze, quindi secondari.

    Per finire: le ultime ricerche stabiliscono che si possa parlare di DSA anche in sogg che deficit sensoriali o ritardo mentale (lieve) quando i risultati da loro ottenuti in uno specifico ambito di apprendimento siano significativamente inferiore a quanto presupporrebbe il loro livello intellettivo o il loro deficit sensoriale (questo è anche un criterio riportato nel DSM IV R).
    Qui ci sarebbe da aprire una bella discussione, ma personalmente credo di non avere le competenze per farlo
    Buona giornata

  15. #15
    Partecipante Affezionato L'avatar di xxxevolxxx
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    Originariamente postato da irlanda
    Mi dispiace ma non volevo proprio apripre una polemica.
    Io sono pienamente d'accordo con te. Forse non mi sono spiegata bene.
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    Sono sicurissima che tu stia facendo un lavoro ottimo E il mio intervento nella discussione voleva solo essere un'occasione di scambio e cnfronto!
    bè detta così è tutta un altra cosa anche se quello che dici mi sembra un pò "scontato" cioè sul fatto di non fare diagnosi a caso credo che siamo tutti d'accordo!
    Per quanto riguarda il mio lavoro io non stò facendo nessun lavoro visto che gli faccio solo fare i compiti.
    Proprio per questo ritengo che il compito di stabilire cosa il bambino ha e cosa no sia da delegare a degli esperti nel campo. Io qui posso solo dire quello che vedo e quello che penso in base alla mia esperienza, poi andare a vedere, da chi di dovere, se c'è davvero qualcosa o se era solo una intuizione sbagliata non credo che sia grave e anzi può aiutare anche a chiarificare meglio il quadro di questo bambino per aiutarlo meglio.
    Ripeto io qui non stò facendo una diagnosi e non stò facendo nessun lavoro, sono entrata in contatto con questo bambino e mi sembra di notare delle cose che forse non sono state indagate abbastanza e che forse potrebbero essere migliorate, e qui posso fare delle ipotesi, questo non vuol dire che sia come dico io, ma solo che si potrebbe eventualmente approfondire la diagnosi indirizzandolo a degli esperti che abbiano materiale e competenze per dire come stanno le cose a seguito di analisi attente e specifiche.

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