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  1. #1
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Il suicidio di Don Agazzi

    La Chiesa bergamasca sconvolta Don Silvio Agazzi si toglie la vita
    Figura di spicco della Curia orobica, stava redigendo i documenti del Sinodo diocesano
    Fausta Morandi
    bergamo@ ilbergamo. it
    ■ Sarà un Giovedì Santo di dolore e di sgomento per la Chiesa bergamasca, colpita da un grave lutto a pochi giorni dalla celebrazione della Pasqua. Don Silvio Agazzi, sacerdote molto conosciuto in Diocesi e in città, è stato trovato morto ieri mattina nella cantina della sua abitazione di via San Tomaso, in centro città, dalla donna delle pulizie. Il sacerdote, che aveva 47 anni ed era originario di Villa D’Adda, si è tolto la vita impiccandosi con una corda da montagna. Aveva ricevuto l’ordinazione nel 1983, e i suoi primi anni di sacerdozio l’avevano visto impegnato prima in provincia, ad Arcene, e poi per otto anni a Loreto. Nel ’94 aveva lasciato l’attività parrocchiale per assumere diversi incarichi all’interno dell’Azione Cattolica, associazione della quale venne poi nominato assistente diocesano nel 2000. In questi mesi stava seguendo il Sinodo Diocesano, della cui Commissione Centrale era membro autorevole. Prova ne è il fatto che il Vescovo Roberto Amadei aveva attribuito proprio a lui l’importante e impegnativo compito di redigere i documenti sinodali. Dal ’98 al 2000, in preparazione all’Anno Santo, era stato anche segretario diocesano del Comitato del Giubileo. “Il Bergamo” lo aveva contattato poche settimane fa, in occasione della “Veglia per Betlemme” che l’Azione Cattolica, insieme ad altre realtà associative orobiche, aveva organizzato per il terzo anniversario della costruzione del muro nella cittadina. L’attenzione alla Terra Santa e ai suoi problemi era una autentica passione di don Silvio, che tanti viaggi aveva fatto in quei luoghi e che nell’intervista ci aveva ricordato la necessità di «costruire dei ponti di preghiera che ci permettano di far sentire la nostra amicizia e solidarietà alla gente che vive in quei luoghi di dolore». La scoperta della sua morte sconvolge e addolora la Chiesa orobica proprio nel giorno in cui più di 500 sacerdoti bergamaschi si ritrovano nella chiesa ipogea del seminario per rinnovare le promesse sacerdotali durante la Messa del Crisma. Il Vescovo, colpito dalla perdita di uno dei suoi più stretti e fidati collaboratori, ha annullato il pranzo che era previsto per oggi dopo la celebrazione, in cui monsignor Amadei avrebbe festeggiato con i sacerdoti il cinquantesimo anniversario della sua ordinazione. Nei prossimi giorni don Silvio Agazzi verrà riportato a Villa D’Adda, suo luogo d’origine, per i funerali, la cui data non è ancora stata resa nota.



    Sono stato in forse per alcuni giorni, prima di decidere di aprire un thread su questo avvenimento.
    Credetemi, mi ha colpito questa decisione di Don Agazzi di togliersi la vita. Mi chiedo cosa sia accaduto nella sua mente in lui. Come abbia sentito il bisogno di prendere questa decisione. Come nemmeno la fede possa essere una garanzia di fronte alla tentazione. E, in fondo, sempre la stessa domanda: ma è sempre davvero sbagliato fuggire dal mondo?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  2. #2
    Partecipante Assiduo
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    Anche io e la mia famiglia siamo rimasti stupiti di questo avvenimento.
    Non conoscevamo personalmente Don Silvio..solo di "fama" se così si può dire...per le sue opere,le sue idee portate avanti con la sua determinazione,la sua fede,il suo carisma...si sono "propagate" per tutta la bergamasca.
    Credo che la sua sia stata una scelta sofferta...ancor di più se fatta da lui,una persona che ha in sè la fede.
    Quella stessa fede che a volte in noi vacilla e a volte rimane l'unico appiglio a cui aggrapparsi per non sprofondare.
    Non credo sia giusto stabilire cosa è bene e cosa è male...cosa è giusto o sbagliato...la sua è stata una scelta...e come tale la rispetto.
    Rispetto per i motivi che l'hanno condotto a "fuggire",rispetto per il dolore interiore che deve aver vissuto, rispetto per la sua fragilità umana...che tocca ognuno di noi.
    Grazie per la riflessione.

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di maryflower
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    Willy, la fede non è una garanzia contro questa tentazione, nè contro altre. è un baluardo in più semmai, un qualcosa di indefinibile che ti consente di restare saldo su molte cose. ma se la tentazione c'è stata per Cristo, figurarsi per noi. Da credente, e da partecipante assidua di chiese e co. ti posso garantire che di casi umani se ne vedono tanti, molti più di quanto si creda. A volte il semplice fatto di essere cattolici ti pone in una condizione di, come dire, "combattimento interiore": esempio pratico può essere una coppia di giovani cattolici che da una parte sente il bisogno spirituale di restare vergine fino al matrimonio e dall'altra, come è anche naturale che sia, sente il bisogno dell'amore fisico. e non è una decisione da poco......c'è chi vive entrambe le cose cercando di ignorare i sensi di colpa, chi sceglie di conservarsi fino al matrimonio ignorando i bisogni fisici, chi la vive senza colpevolizzarsi e chi si allontana dalla chiesa perchè i precetti sono troppo rigidi.
    ho solo voluto fare un esempio di come la chiesa, considerata non come istituzione ma come assemblea di tutti i fedeli battezzati, sia molto più soggetta a dilemmmi interiori di quanto non possa pensare uno che non ne fa parte e la vede da fuori, pensando che quei fedeli sono una sorta di carterpiller che ragionano solo in termini di "peccato veniale, peccato capitale".certo, ci sono valori, come la sacralità della vita, che non sono negoziabili e la cui inosservanza può a volte determinare l'esclusione dall'istituzione ecclesiale, in casi particolari. ma ce ne sono tanti altri che, dato che nessun umano può leggerci il pensiero, che sono rimessi unicamente alla nostra coscienza ed è lì che nascono i dubbi, le incertezze, e le "tentazioni".
    non pensare mai che un credente, ancora più se sacerdote, sia immune dal mondo e da ciò che avviene nel mondo. il discorso è molto complesso e va oltre le mie capacità, temo, ma spero di essermi spiegata.
    Ultima modifica di maryflower : 09-04-2007 alle ore 22.00.02

  4. #4
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    Chi ha Fede non arriva al suicidio, in nessun caso...
    Qualora capiti bé, evidentemente fede non ce n'era... ricordo che è possibile essere sacerdoti/vescovi e quant'altro senza "avere" né "aver mai avuto Fede". E - se mi si obiettasse - che comunque "ci sono state delle grandi opere da parte di quella persona" ok! Possibilissimo Opere che - magari - sono state fatte più per "ideale" che per "fede".
    Ci sono solo due possibilità che giustificano un atto simile da parte di un prelato:
    1) Mancanza di fede (o perdita della medesima... che comunque è spia di una fede che è, probabilmente, sempre mancata o è stata vacillante oltremodo)
    2) Problemi legati alla sfera psichica...
    Nel caso specifico, credo proprio che si tratti della seconda motivazione.
    Poi ognuno fa le sue scelte... la deliberazione ed il giudizio precedono ogni scelta della persona adulta, chiunque tal persona sia
    Origene (sacerdote alessandrino del primo secolo dopo Cristo) - ad esempio - decise di "evirarsi", scrisse comunque delle Opere ancora apprezzate e di altissimo valore teologico. Per tal motivo però non è stato proclamato santo, benché - appunto - ancora apprezzato, tanto che le sue opere sono nel breviario di ogni sacerdote.
    Ognuno delibera, giudica e sceglie liberamente
    Gli uomini di Fede, come Giovanni Paolo II (ad esempio) non arretrano di fronte alla sofferenza, ma ne fanno ragione stessa di Fede, e con coraggio (in nome di quella fede) lottano.
    Come ho detto - però - occorre tener d'occhio quei due fattori che ho riportato
    Ultima modifica di marcheseblu : 10-04-2007 alle ore 14.57.27
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  5. #5
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Chi ha Fede non arriva al suicidio, in nessun caso...
    Cavoli, mio Divino Marchese, come fai in fretta a decidere tu di ciò che appartiene ad altri!
    I moderatori mi scusino, se possono, mi bannino se non possono. Ma veramente qui siamo, secondo me, ai limiti della stupidità. Una persona che sceglie il suicidio pone una domanda forte a tutti. Risponderle in questo modo a me sembra una totale mancanza di rispetto.

    Nel caso specifico, credo proprio che si tratti della seconda motivazione.
    Chissà in base a quali considerazioni? E perché la decisione di suicidarsi dev'essere accompagnata da una diagnosi psichiatrica? Perché la decisione di vivere un'altra giornata NON viene MAI accompagnata dalla stessa diagnosi? Eppure, si tratta di due comportamenti entrambi possibili e, in fondo, che riguardano solo se stessi.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  6. #6
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    Willy io messo quelle due condizioni per giustificare la drammaticità di quell'atto...
    Chi ha fede non si suicida questo è quanto poi, appunto:
    1) La si può perdere, o non averla mai avuta
    2) Problemi legati alla sfera psichica...
    Non lo dico io questo, ma il diritto canonico
    Non rispondo agli insulti velati se vuoi ci sono i Pm e lo sai... quindi ti invito a moderare i toni
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  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di maryflower
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    Oddio che brutta piega stiamo prendendo. Marchese, sono pienamente d'accordo con te quando dici che certe cose possono essere dovute alla mancanza di fede o alla perdita della stessa. Ma ci dimentichiamo di aggiungere che se avessimo anche noi la fede che aveva Giovanni Paolo II° probabilmente a quest'ora avremmo un processo di beatificazione pure noi. Voglio dire: perfino San Pietro ha vacillato. molti santi e beati hanno vacillato. Figurarsi se non può succedere a uno di noi...anche se questo "uno di noi" è sacerdote. Sto pensando ai casi della vita in cui uno veramente si sente abbandonato da tutti, Provvidenza compresa. non dico che siamo autorizzati a pensarlo, dico solo che succede perchè il senso di solitudine talvolta fa parte della natura umana. e se perfino Gesù in un momento drammatico ha detto a voce alta "Padre, perchè mi hai abbandonato?" , credi davvero che non possa pensarlo un uomo qualunque?

  8. #8
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    L'unica "mancanza di fede" se cosi si puo' dire, che spinge al suicidio e' quella in se stessi...
    Un dolore cosi grande da perdere ogni speranza...
    Lasciamo fuori i discorsi legati al "se credi in Dio allora sei immune", non penso proprio che accada questo.
    Nessuno e' immune dalla fatica di vivere.
    E a volte succede che questa fatica non veda altra via d'uscita....
    Mi spiace per questa persona, come per tutte le persone che se ne sono andata cosi, conosciute e sconosciute.
    Mi spiace per la grande angoscia che hanno vissuto, mi spiace perche' si sono giocati le altre infinite possibilita' che potevano avere per una sola, tragica e irrevocabile, mi spiace perche' sarebbe forse bastata una mano tesa, invece che chiusa a pugno, perche' potessero almeno intravederle...
    Ma la morte non e' la parola fine.
    E se a noi che restiamo rimane come unica possibilita' la riflessione sull'accaduto, per chi se n'e' andato inizia un percorso di comprensione e di revisione...
    Un gabbiano di Nessundove io sono, nessun lido considero mia patria, nessun luogo, nessun posto a se mi lega; è di onda in onda invece che io volo


    Trova pace in cio’ che sei e dove ti trovi.
    Le persone spesso sanno gia’ cosa fare; a te spetta il compito di mostrare loro il modo......ecco la vera saggezza.
    (Eragon – C.Paolini)



  9. #9
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    Originariamente postato da maryflower
    e se perfino Gesù in un momento drammatico ha detto a voce alta "Padre, perchè mi hai abbandonato?" , credi davvero che non possa pensarlo un uomo qualunque?
    Non facciamo confusione però
    Eli Eli lamma sabactani (dall'aramaico: Dio mio perché mi hai abbandonato)... Gesù non lo disse per mancanza di fede altrimenti sarebbe un calcio all'esegesi biblica ma, lo dice perché in quel momento erano forti e pulsanti tanto l'umanità che la divinità del Cristo.
    Avere Fede... significa Fidarsi di Dio ed attendere la Vita Eterna... quindi, a rigor di logica ed esegesi bé, suicidarsi significa negare questo per la Chiesa, infatti la Chiesa non mi pare che si sia mai sognata di legittimare un suicidio né mai potrebbe farlo questo è il punto
    Che poi ognuno "abbia i suoi problemi" e che "siamo umani" e bla bla... insomma, sarebbe retorica seguitare a sottolinearlo no? Queste sono cose ovvie.
    Ora... la Fede, se la si vuol chiamare come pare a noi è un conto ma dal punto di vista teologico ci sono definizioni che tali sono e non sono soggette ad opinione o interpretazione.
    La questione è la medesima sempre ognuno è libero di suicidarsi e fare ciò che vuole. Ci sono motivazioni per ogni atto e nessuno condanna nessuno.
    Ma dire "aveva fede e si è suicidato" è contraddittorio... in caso è possibile dire "aveva fede e problemi psichici", oppure "perse la fede", questo sì ma "Fede e suicidio" insieme no...
    e questo non secondo opinioni ma secondo La Chiesa stessa ed il Diritto Canonico. Poi può stare bene o meno ma così è
    Ultima modifica di marcheseblu : 10-04-2007 alle ore 16.09.56
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  10. #10
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    e questo non secondo opinioni ma secondo La Chiesa stessa ede il Diritto Canonico. Poi può stare bene o meno ma così è
    Chissà perché il diritto canonico (spiacente, riserviamo le maiuscole per qualcosa di importante, per cortesia) non è un'opinione come le altre?

    In base a quale teorema della logica formale "avere fede e si è suicidato" è contraddittorio?

    Mi pare di tornare a rileggere un certo "dialogo sopra i massimi sistemi del mondo". Un certo Simplicius Simplicissimus rimaneva sconcertato delle sicurezze dei teologi. Io faccio lo stesso.

    Buona vita

    Guglielmo

    P.S.: E dici a ME di moderare i toni? Curioso!
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  11. #11
    Postatore Compulsivo
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    Discutere di tale questioni senza rispettare il punto di vista altrui e leggere/intendere gli interlocutori senza la capacità/disponibilità di porsi dal loro punto di vista porta di sicuro ad alzare i toni ed alla possibile chiusura del 3d

    Vi riporto una FAQ a mio avviso molto utile in tal senso e conto sull'intelligenza e collaborazione di tutti voi

    Sarebbe carino se ognuno rileggesse i propri interventi e tutto il 3d cercando di riflettere su quanti bias sono avvenuti... ovviamente evitando di aprire poi un altro fronte di sterile discussione sul "chi ha fatto più bias"

    Gli errori di comunicazione che possono portare al conflitto

    Il conflitto è spesso alimentato da pregiudizi e stereotipi che irrigidiscono le persone nelle rispettive posizioni. Vediamo gli errori su cui solitamente si basa:

    Errori logici di comunicazione:

    * visione a tunnel: il partecipante coglie solo gli elementi della discussione che appartengono al suo punto di vista;
    * generalizzazione: il partecipante effettua generalizzazioni su parti di un tutto, su fenomeni parziali o irrilevanti;
    * ragionamento dicotomico: il partecipante vede la realtà o bianca o nera, e non si mostra capace di alcuna mediazione;
    * esasperazione: lo stile comunicativo del partecipante tende al perfezionismo, al rigido dogmatismo ed alla ricerca della risposta

    Discrepanze comunicative:

    * cognitiva: è provocata da mancanza di informazioni o da difformità di conoscenza tra i vari interlocutori;
    * nei fini: quando i partecipanti alla discussione hanno obiettivi e fini diversi;
    * nelle attribuzioni: un partecipante dà delle spiegazioni che l’altro non condivide;
    * strumentale: quando si cerca di imporre comportamenti che l’altro partecipante non è disposto ad accettare;
    * culturale: differenze di schemi, di gusti, di ideologie

    Questi bias comunicativi sono validi off line ed a maggior ragione on line.
    Cerchiamo di evitare questi errori quando ci confrontiamo con altri partecipanti, ed altrettanto cerchiamo di capire se i nostri interlocutori li stanno mettendo in atto.
    Lo sviluppo di questa "sensibilità" ci aiuterà nella comunicazione on line, ma potrà risultare preziosa anche nelle relazioni della real-life.

    Queste potenziali situazioni di conflitto si possono gestire attraverso diversi atteggiamenti:

    * Approccio di tipo competitivo: persuasione, intimidazione, ricatto, ecc...
    * Approccio di tipo accomodante: acquiescenza, attamento passivo, ecc...
    * Approccio di tipo evitante: negazione del conflitto, ritiro, ecc...
    * Approccio di tipo collaborativo: argomentazioni logiche, stile assertivo, valore di relazione, Io vinco /Tu vinci

    Ovviamente l'approccio di tipo collaborativo è quello auspicabile. Permetterà una gestione ottimale di conflitti e frizioni, ed il massimo del vantaggio per tutti gli interlocutori.
    L'approccio accomodante ed evitante, alla lunga, porteranno il partecipante ad un senso di frustrazione, alienazione ed impotenza.
    L'approccio competitivo può - soprattutto on line - degenerare in flame war, ovvero litigi ben più accesi e deleteri.


    Altre risorse utili le trovate qui: http://www.opsonline.it/help/idx/5/0/
    Buona lettura

  12. #12
    Johnny
    Ospite non registrato
    secondo me è azzardato dire "chi ha fede non si suicida mai".
    Dipende dall'interpretazione: potrebbe anche essere che uno ha talmente tanta fede che vuole andare a vedere com'è il Paradiso

  13. #13
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Chiaraaaaaa
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    la fede non è oppio, con tutto il rispetto per il mio amato Karl Marx

    anzi, come mi disse un frate una volta, pensate ad una droga che faccia l'effetto opposto rispetto all'oppio (parliamo però di fede bella spessa, vissuta etc., anche se mai mi permetterei di giudicare il vissuto e i sentimenti delle persone)

    quindi, chi ha fede non è immune da nulla, nemmeno dalla disperazione. vale anche per chi è addirittura guida di altra gente

    e poi la vita delle persone non è mai un blocco monolitico

    certe cose coincidono con attimi volanti ma, come in questo caso, un attimo vale una vita

    non conosco il sacerdote in questione, ma spero che in questo momento sia al cospetto dell'Amore della sua vita

  14. #14
    Postatore Compulsivo
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    Originariamente postato da willy61
    Cavoli, mio Divino Marchese, come fai in fretta a decidere tu di ciò che appartiene ad altri!
    I moderatori mi scusino, se possono, mi bannino se non possono. Ma veramente qui siamo, secondo me, ai limiti della stupidità.
    Ed a willy in particolare: caso mai si arrivi al ban non sarà certo per mancanza di "scuse", ma perché quel partecipante avrà messo in atto, più o meno frequentemente, modalità somiglianti a quelle che tu metti in pratica in questo 3d

    In altre parole, l'invito è ad usare meno sarcasmo, meno accenni offensivi, e più contenuti e dibattito

    A me pare che in questa discussione si sia ecceduto in generalizzazioni e assolutizzazioni... immagino pure che pregressi scambi non aiutano a rendere flessibili queste modalità - invece - oltremodo rigide

    In più, c'è qualcuno che ha esagerato in termini e sarcasmi fuori luogo. A lui va un'ulteriore invito a rivedere toni e modalità.

    A poco serve, una volta arrivati al ban, dare la colpa a questo e a quello

    Le "scuse" stanno a zero



    PS: e tengo a precisare che come posizioni sono più vicino alle tue che ad altre, così come trovavo interessante lo spunto di dibattito che hai proposto. Detto ciò... sul resto (che riguarda le modalità) non condivido affatto!

  15. #15
    Partecipante Assiduo
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    Originariamente postato da rasputin
    Dipende dall'interpretazione: potrebbe anche essere che uno ha talmente tanta fede che vuole andare a vedere com'è il Paradiso [/B]
    Secondo me non c'è nulla da interpretare...anche perchè secondo me facendo in questo modo si ridicolizza una situazione che prima di tutto è umana.

    Riprendendendo i concetti espressi da marcheseblu...
    non credo...che nè la logica nè l'esegesi sottolinei una disgiunzione tra suicidio e fede.
    Se è così (visto che traspare la sicureza e la convinzione nelle tue parole)...cita alcuni documenti o comunque delle fonti dalle quali hai attinto queste certezze.
    Legittimare un suicidio? Perchè mai lo si dovrebbe fare?La questione è un altra a mio avviso...ed è quella riportata da Willy all'inizio:"Come nemmeno la fede possa essere una garanzia di fronte alla tentazione. E, in fondo, sempre la stessa domanda: ma è sempre davvero sbagliato fuggire dal mondo?"

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