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Discussione: Riforma Mussi

  1. #1
    Postatore OGM L'avatar di antonellina81
    Data registrazione
    27-10-2006
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    4,574

    Riforma Mussi

    Ciao, apro questa discussione per parlare della nuova riforma Mussi..

    Ho trovato questo articolo su unica ora ve lo posto:

    L’INCHIESTA. Sono i docenti titolari di corsi ma ingaggiati a contratto, spesso con compensi minimi
    L’Università dei prof "esterni"
    in molti atenei sono più della metà
    Il boom degli ultimi anni. Ma il decreto Mussi li ridurrà drasticamente: reggerà il sistema?
    L’Università dei prof "esterni"
    in molti atenei sono più della metà
    di Massimiliano Papasso

    Il ministro Mussi qualche settimana fa li ha definiti come "lo zoccolo duro dell’università". Senza di loro molti rettori sarebbero costretti a chiudere bottega e alcuni studenti molto probabilmente non potrebbero nemmeno laurearsi. Eppure dal prossimo anno accademico, quella dei docenti a contratto, sarà una figura destinata a ridimensionarsi radicalmente nel panorama accademico italiano. Lo prevede il decreto approvato in questi giorni e che fissa un tetto molto rigido all’utilizzo dei cosiddetti "contrattisti": in pratica per ogni corso di laurea, vecchio o nuovo che sia, le università dovranno garantire che almeno il 50% del personale docente utilizzato per la didattica sia di ruolo.
    Stop quindi ad insegnamenti appaltati a personale esterno, esperti e professionisti di vario genere che le università ingaggiavano con contratti di diritto privato per poche centinaia di euro all’anno. Un fenomeno che negli ultimi tempi ha fatto registrare un vero e proprio boom dato che i docenti a contratto sono arrivati ad avvicinarsi pericolosamente alla somma dei professori ordinari, associati e ricercatori, a cui normalmente dovrebbe essere affidato il settore della didattica nelle università italiane.

    I dati. Secondo di le cifre raccolte dall’ufficio di statistica del Ministero dell’Università, nello scorso anno accademico sono stati 48.797 i docenti a contratto reclutati dagli atenei. Di questi a ben 33.008 è stata affidata la titolarità di un insegnamento ufficiale. Ovvero per 12 mesi esperti di un determinato settore, liberi professionisti o semplici laureati dal curriculum accattivante hanno svolto in tutto e per tutto le funzioni di un docente universitario tenendo lezioni, presenziando alle sessioni d’esame, ricevendo gli studenti e assegnando tesi di laurea. Un lavoro che normalmente ai docenti di ruolo frutta migliaia di euro l’anno e che invece ad un "contrattista" viene riconosciuto con una retribuzione, nella migliore delle ipotesi, di appena mille euro ad incarico. Un fenomeno in continua ascesa visto che negli ultimi cinque anni il numero dei docenti a contratto si è moltiplicato del 126%, passando da quota 21.536 del 2000 ai quasi 50 mila del 2005 (ultimo dato disponibile).

    Gli atenei a contratto. La moda di affidare a non accademici moduli didattici o un intero corso universitario ha contagiato quasi tutti, senza molte differenze tra atenei pubblici e privati. In testa a questa speciale classifica c’è l’Università di Bologna con 2.744 docenti messi sotto contratto nel 2005, di cui 1148 erano titolari di insegnamenti ufficiali. Seguono la Cattolica di Milano con 2706, l’Università di Padova con 2124 e quella di Pavia con 2124 contrattisti. Ma se per alcuni di questi atenei la proporzione tra docenti di ruolo e a contratto è ancora a favore dei primi (la somma dei professori ordinari, associati e ricercatori dell’Alma Mater bolognese è di 3092) per altre università, soprattutto quelle più piccole, la realtà è completamente ribaltata. E’ il caso, tra gli altri, dell’ateneo di Ferrara dove a fronte di 678 docenti di ruolo quelli a contratto sono 1400, di cui quasi il 90% è titolare di insegnamenti ufficiali. Oppure di alcune facoltà della Sapienza di Roma (Architettura, Psicologia, Scienze della comunicazione, Sociologia) dove il numero di docenti a contratto supera quello di tutti i docenti di ruolo messi insieme, inclusi i ricercatori.

    Questione di budget. Le cause che hanno spinto gli atenei a ricorrere ad un così massiccio utilizzo di docenti a contratto sono soprattutto di natura economica. Visto che molto spesso chi accetta di insegnare all’università, svolgendo molto spesso un altro lavoro, si accontenta anche di poche centinaia di euro. Facendo risparmiare così alle università cifre considerevoli. "Non tutti i docenti a contratto vengono sottopagati - spiega Alessandro Perfetto, dirigente dell’area amministrativa dell’ateneo emiliano - . Soprattutto nelle facoltà di nuova istituzione, le retribuzioni possono anche adeguarsi attorno ai 10/15 mila euro l’anno. Dipende dai singoli casi. Più in generale, poiché la stragrande maggioranza di questi docenti sono dei professionisti o esperti che svolgono anche un altro lavoro, gli stipendi possono essere anche al di sotto dei mille euro. Certo in linea generale i docenti a contratto per le università italiane rappresentano sicuramente un vantaggio in termini economici, visto che il loro stipendio incide diversamente sulle casse dell’ateneo rispetto a quello di un professore di ruolo. Ma non dimentichiamo che le università negli ultimi cinque anni hanno dovuto fare i conti con una crescita senza freni dell’offerta formativa. E quella dei docenti a contratto era l’unica strada percorribile per tenere i bilanci sotto controllo".

    Tutta colpa del "3+2". In effetti se il decreto del 21 maggio del 1998 parlava di docenza a contratto solo nel caso in cui le università dovessero "sopperire a particolari e motivate esigenze didattiche", lasciando quindi intendere la straordinarietà della norma, gli atenei nella realtà si sono fatti prendere un po’ la mano facendo ricorso ai contrattisti senza pensarci su due volte. Soprattutto perché con l’entrata in vigore del sistema del "3+2" la priorità era diventata quella di assicurare l’insegnamento di migliaia di nuovi corsi di laurea senza pesare eccessivamente sulle casse dell’ateneo. "La volontà del ministro Mussi di mettere un freno a questo fenomeno ci trova abbastanza d’accordo - dice Silvano Focardi, rettore dell’Università di Siena, che lo scorso anno aveva poco più di mille docenti a contratto - Già da quest’anno nel nostro ateneo abbiamo previsto un taglio del 20% alle supplenze e ai singoli contratti. Sicuramente le università in questi anni hanno abusato di questo istituto ma è tutto collegato all’entrata in vigore del "3+2", visto che con il ricorso ai docenti a contratto si poteva facilmente far fronte a qualche carenza dal punto di vista organico. A mio avviso però considerare tutti le tipologie di docenti a contratto come dei precari dell’università è sbagliato. Tra di loro, è vero, ci sono molti professionisti che tengono degli interi corsi universitari e seguono i ragazzi anche durante le tesi, ma ce ne sono anche altri che entrano in aula solo per qualche ora".

    "Più ore ai prof". Ma adesso che il decreto varato dal ministro Mussi riporterà la situazione alla normalità, il vero rischio per gli atenei è che il taglio dei contrattisti finisca con il compromettere del tutto i già traballanti bilanci delle università. "Soldi in più soprattutto in questo particolare momento non ce ne sono - assicura il rettore Focardi - Come faranno gli atenei a sostituire i contrattisti non lo so. Un’idea potrebbe essere quella individuata dalla legge 230 sullo status giuridico della docenza che prevedeva un aumento delle ore di insegnamento dei professori universitari fino a 120 ore, contro le 60 attuali. La priorità adesso è non incidere ulteriormente sui bilanci".


    Ieri sono andata a parlare con la Dottoressa Carbone, per saperne di più, e ha detto che non si sa ancora se la nostra facoltà si adatterà dal nuovo anno accademico o più avanti, dal momento che hanno tempo fino al 2010/11... Poi ha anche detto che, cmq sia, la facoltà di Cagliari dovrebbe organizzarsi bene e non sapeva ancora se dal nuovo anno accademico la riforma partiva come "sperimentazione"....

    .. speriamo che si decidano presto!

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di Tiessina
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    16-04-2003
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    6,239
    Questo thread è stato spostato dalla stanza della facoltà di Cagliari. E' stato messo qui perchè è un argomento interessantissimo per tutti.

    Che ne pensate? Beh, io vi dico solo che alla triennale ho dato 40 esami... traete voi le conclusioni
    .

    Il forum dei pazzi cinefili... >>> <<<


    Tutti vogliono volare ma pochi sono disposti a farlo perchè rischiano di cadere... così preferiscono appendersi da qualche parte, per avere la sensazione di volare in alto ma nello stesso tempo non correre il rischio di farsi male... quello in realtà non è volare, ma loro preferiscono crederci così si sentono bene...

  3. #3
    Partecipante Figo L'avatar di marchitiello
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    Beh, il problema dei ricercatori non è semplice. Del resto è fuor di dubbio che l'università sia un buco nero senza fondo per lo Stato, che non può permettersi di elargire troppi soldi che, quasi sicuramente, non andranno in ricerca ma in onorari per i docenti. E ovviamente quanto più è alta la posizione del docente tanto più cresce lo stipendio, senza dimenticare i docenti-fantasma e quelli che hanno anche nove cattedre e piazzano pure tutta la famiglia in ateneo. sarebbe opportuno fare controlli con più serietà, tagliando docenze superflue e facendo rispettare gli impegni individuali, di tutti...
    La psicologia è quella cosa con la quale o senza la quale si vive tale e quale!

  4. #4
    Klaper81
    Ospite non registrato
    scusate, non ho ben capito. Con questa riforma cosa cambia con gli esami??? aumentano dimuniscono?? sarebbe la mia seconda riforma universitaria. non ne posso più!!

  5. #5
    Postatore OGM L'avatar di MellyMemy
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    cagliari
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    ad esempio per noi di cagliari diminuiscono notevolmente...

  6. #6
    Postatore OGM L'avatar di antonellina81
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    la riforma prevede che il numero massimo degli esami per la triennale sia di 20 per un totale di 180 crediti, mentre x la specialistica il numero degli esami dovrebbe essere al massimo di 12 x un totale di 120 crediti....

    Io mi auguro che anche Cagliari si adegui nel 2007-08... perchè sinceramente dopo tutti i passaggi fatti nella triennale, e i rispettivi casini, non ne posso più di fare trasferimenti ....

  7. #7
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di ynpianos
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    Originariamente postato da antonellina81
    Io mi auguro che anche Cagliari si adegui nel 2007-08... perchè sinceramente dopo tutti i passaggi fatti nella triennale, e i rispettivi casini, non ne posso più di fare trasferimenti ....
    eh si a chi lo dici!

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di lisetta83
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    cagliari
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    speriamo che si sveglino..tra l'altro se non sbaglio sono previsti dei compensi per le facolta' che si adeguano al piu' presto..speriamo bene!anche se secondo me non faranno altro che unire esami ..

  9. #9
    Klaper81
    Ospite non registrato
    io sono di roma e ancora non dicono molto. visto che anche io mi sono gia fatta l'altra riforma.. credo che impazzisco se mo mi ricambiano tutto. dovranno di nuovo rifare i programmi e sarà un casino con il rischio di perdere esami. che palle!

  10. #10
    Postatore OGM L'avatar di antonellina81
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    x quanto riguarda Cagliari, io ho chiesto... se verrà attivata da quest'anno, quelli che sono già iscritti possono scegliere se continuare il loro percorso o cambiare.... che palle però... non fanno mai le cose bene...

  11. #11
    nicolosa sarda
    Ospite non registrato
    Ma voi cosa ne dite, è meglio cambiare oppure no? Cioè, ma se uno si laurea alla triennale poi alla specialistica automaticamente rientra nella nuova riforma? Che caoooooossssss

  12. #12
    Klaper81
    Ospite non registrato
    come al solito è il panico assoluto. inoltre.. se uno sceglie di cambiare.. cosa succede agli esami e ai crediti. magari gli esami che uniscono uno si trova ad averli fatti a metà.. e quindi sarebbe il caos totale. non trovano proprio pace con queste riforme.

  13. #13
    L'avatar di Duccio
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    Beh sicuramente uniranno gli esami...Alla fine il computo dei crediti deve rimanere lo stesso e uniranno esami affini fra loro di sicuro... E ovviamente snelliranno un attimo i programmi e il materiale.... A firenze e' gia' stato detto che partira' non dal 2007-8 ma dall'anno successivo.... Ma mi chiedevo... Stanno diverse facolta' di psicologia tornando ai vecchi ordinamenti quinquennali.... Che succedera' quindi?? Da un lato c'e' questa riforma dall'altra la riforma della riforma.... Almeno dei docenti da noi ci hanno detto che Firenze tornera' al vecchio senza prove finali ecc ecc ma solo la tesi alla fine dei 5 con un percorso chiaramente rivisto e piu' articolato rispetto al vecchio ordinamento... Staremo a vedere

  14. #14
    Klaper81
    Ospite non registrato
    guarda da una parte quasi lo spero che si ritorni alla vecchia modalità. io ho iniziato l'università con il vecchio ordinamento, poi mi hanno obbligato a passare al nuovo. tornassi indietro non lo farei mai. a roma il mio corso è di 54 esami in 3 anni, tra l'altro un sacco di esami più che esseri simili sono delle vere e proprie ripetizioni ma con libri diversi, quindi immaginati il tempo perso. speriamo bene!

  15. #15
    Partecipante Esperto L'avatar di mandi
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    ma quando verrà attivata a cagliari questa riforma?

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