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Discussione: Psicologo e basta!!!

  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di Dottoressina
    Data registrazione
    31-10-2006
    Residenza
    Caserta
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    218

    Psicologo e basta!!!

    Anch'io, X ORA, ho intenzione di lavorare come PSICOLOGA e non come psicoterapeuta. Oramai sembra che la specializzazione sia diventata quasi un obbligo x gli psicologi. Io non sono d'accordo. Dobbiamo rivalutare la figura dello psicologo.

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di nena2003
    Data registrazione
    25-10-2004
    Residenza
    Firenze
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    632

    Re: Psicologo e basta!!!

    Originariamente postato da Dottoressina
    Anch'io, X ORA, ho intenzione di lavorare come PSICOLOGA e non come psicoterapeuta. Oramai sembra che la specializzazione sia diventata quasi un obbligo x gli psicologi. Io non sono d'accordo. Dobbiamo rivalutare la figura dello psicologo.


    Grande, la penso esattamente come te!!
    A parte che lo psicologo e lo psicoterapeuta sono due cose diverse, poi non è vero che lo psicologo non può fare nulla...come ci fanno credere dal primo anno di università!
    Lo psicologo è un professionista che può fare diagnosi, colloqui e un sacco di altre cose!!!

  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
    Data registrazione
    07-03-2006
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    1,618
    Proprio così! Io mi sono laureata nel 2001 e mi sono iscritta alla specializzazione solo quest'anno. E ho sempre lavorato! Come psicologa puoi (e cito la Legge dello psicologo n56/89): usare strumenti conoscitivi (test), e di intervento (alcune tecniche) per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione e riabilitazione, sostegno. Tutto questo si può fare in sedute individuali, di gruppo, negli enti, scuole ecc. ecc. Inltre possiamo anche fare attività di sperimentazione, ricerca e didattica. Questo significa che possiamo anche organizzare ricerche e corsi di formazione.

  4. #4
    *Saretta*
    Ospite non registrato
    Già! concordo in pieno anche io.. l'importante è non abbattersi. Alla fine abbiamo una laurea.. direi che a qualcosa ancora serve... per quanto se ne possa dire..psicologo e psicoterapeuta sono due lavori diversi esattamente come medico di base e chirurgo plastico.

  5. #5
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743
    Parte del problema sta nel fatto, secondo me, che spesso le due professioni si confondono perchè in fondo in fondo nemmeno noi sappiamo bene cosa è psicoterapia e cosa psicologia, contibuendo a confondere ulteriormente le acque...

    Inoltre la sproporzione fra offerta (di psicologi e aspiranti) e domanda (effettivo bisogno) ha fatto partire una specie di corsa al titolo (che è più facile da acquisire rispetto all'esperienza, dato che quella non te la fanno fare...): perciò visto che intanto non posso fare lo psicologo mi iscrivo ad una specializzazione così ho più possibilità di ottenere lavoro.
    Ma quale? Come psicologo o come psicoterapeuta?
    Si pensa che la scuola di psicoterapia dia più strumenti... è vero, ma dovrebbero essere strumenti diversi rispetto a quelli dello psicologo, non "ripetizioni" per diventare psicologi più bravi.
    Anche perchè poi psicologi "semplici" non riescono più a lavorare dato che ci sono psicologi-psicoterapeuti che, dato che poi come terapeuti non è che si lavori tanto di più, ritornano a fare gli psicologi pensando di essere diventati più bravi.

    Non so, io ci vedo solo una gran confusione, senza più confini, con il rischio che poi psicologi neo-laureati si improvvisano terapeuti perchè tanto sembra che non ci sia differenza fra una professione e l'altra...
    Vimae

  6. #6
    *Saretta*
    Ospite non registrato
    Esatto, concordo in pieno. Bisognerebbe avere un idea chiara di cosa è lo psicologo e cosa è lo psicoterapeuta. Sono due professioni diverse ma complementari. Io sono neolaureata quindi dico ciò che penso ma magari sbaglio.. secondo me, per esempio, uno psicoterapeuta può essere il più bravo a fare terapia perchè ha studiato molto e fatto un sacco di esperienze. Però, magari, non avendo molta esperienza nel campo più specifico dello psicologo perchè si è sempre buttato nella terapia, non è così bravo a fare "solamente" lo psicologo: stendere un progetto, lavorare nel sociale con soggetti che non hanno bisogno di terapia ma solo di supporto, somministrare test... una persona che fa la scuola di psicoterapia può non essere brava in un determinato campo quanto magari uno psicologo che ha fatto un master iperspecializzato in quel campo.. però, la persona che ha fatto la scuola sarà sicuramente in grado di fare una terapia e fornirà sicuramente un grossissimo supporto a chi ne ha bisogno. Sono due cose complementari.

  7. #7
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
    Data registrazione
    07-03-2006
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    1,618
    Quello che dite è vero, ma in parte. Da un lato è vero perché spesso la specializzazione la si frequenta e la si supera così come abbiamo fatto l'università (molto superficialmente - non dipende da noi, ma penso sia così, il fatto che non sappiamo la differenza tra psicologo e psicoterapeuta ne è un esempio ), quindi lo psicologo che nel frattempo si è fatto le ossa con il lavoro è "più bravo" dello psicoterapeuta che non ha mai lavorato. Ma, se la specializzazione viene fatta bene, se il tirocinio è fatto bene, se ci si mette alla prova durante la specialità, allora è diverso, allora ci sono specializzazioni che insegnano a somministrare test e a fare psicodiagnosi, allora si approfondiscono in modo pratico tecniche lette solo sui libri...Credo che sia sempre molto importante il COME si fanno le cose più che il titolo in quanto tale.

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
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    471
    Esprimo la mia opinione, sapendo di essere in controtendenza.
    Mettiamo che una persona vi contatti per un disturbo psicopatologico. La sua richiesta più o meno esplicita è quella di stare meglio. Se noi psicologi decidiamo di inoltrarci in questo percorso con la suddetta ci troveremmo in un percorso di terapia, almeno dal punto di vista del paziente. D'altra parte gli psicologi non psicoterapeuti (compresi quelli in formazione anche se non solo) che lavorano nel clinico non dicono al paziente "guardi che sono ancora uno specializzando oppure guardi che io non posso fare terapia, posso solo somministrarle test (che poi bisogna capire a che cosa servono se non per impostare un lavoro successivo che se non è di terapia bisogna capire che cos'è) farle da sostegno (il paziente penso che a questo punto si rivolgerebbe ad altri)"... poi nel migliore dei casi se realizzerà di sentirsi incompetente lo invierà ad altri, magari psicoterapeuti esperti, propri tutor o professori....
    In sintesi dal punto di vista del paziente la differenza, quando è percepita, è labile, e dal punto di vista della pratica credo che lo psicoterapeuta sia effettivamente uno psicologo clinico più formato e quindi il più delle volte più competente e che potrebbe avere più esperienza alle spalle (questo per dire non sarà vero per uno psicologo quarantenne e uno psicoterapeuta trentenne)... Ma credo che la differenza fra una seduta psicologica e una psicoterapeutica stia solo "dentro lo psicoterapeuta".

    Santiago
    Ultima modifica di Santiago : 22-03-2007 alle ore 12.52.35
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  9. #9
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
    Data registrazione
    07-03-2006
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    1,618
    Concordo, alla fine la differenza la deve "sentire" il professionista (sempre sperando che lo sia, nel lavoro ho sentito cose raccapriccianti! E bisogna stare attenti: la nostra professione è poco "riconosciuta" e poco "capita" per l'orrore che c'è in giro!!!).

  10. #10
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743
    Io credo che a volte si possa dire semplicemente "cerchiamo di capire cosa sta succedendo incontrandoci un tot di volte (3 o 4) e poi vedremo cosa fare".
    Se poi ci accorgiamo che la persona ha bisogno di un aiuto che noi non siamo in grado di dare si può dire "credo che per questa situazione che abbiamo visto (e qui è fondamentale il nostro ruolo anche nell'aiutare la persona a capire cosa sta succedendo), ci sia bisogno di un aiuto più specialistico: posso indirizzarla a questa persona/struttura/ente che potrà aiutarla avendo una specifica formazione in questo senso".

    Se però noi per primi non sappiamo quando dire questa cosa (questa situazione è da psicologo o da psicoterapeuta?) o abbiamo paura di "perdere" il paziente (prima che ne arrivi uno passa del tempo e quando arriva si vorrebbe tenerselo), ecco che la confusione aumenta.

    Comunque lo psicoterapeuta non fa terapia meglio dello psicologo: fa terapia e basta.
    Lo psicologo fa sostegno psicologico, che è proprio un'altra cosa.
    Non è questione di essere più o meno bravi, è questione di ambiti diversi.
    E, come giustamente sottolineava qualcuno, non è detto che lo psicoterapeuta sappia fare lo psicologo se non l'ha mai fatto...
    Vimae

  11. #11
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
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    Il discorso, vimae, non credo regga.
    Io quantomeno restringo il discorso allo psicologo clinico. Nel forum recentemente qualcuno si è domandato se uno psicologo può prendere in carico un paziente che soffre di attacchi di panico. Ti giro la domanda.
    Se uno psicologo può arrivare fino a un certo punto perchè questo fantomatico paziente non dovrebbe andare subito da uno psicoterapeuta? E' etico da parte dello psicologo che ha in cura un paziente con una sindrome di interesse clinico tenerlo per pochi incontri per poi, nel rendersi conto che non ha una competenza sufficiente, inviarlo all'esperto?
    E nel caso gli incontri stiano andando a buon fine ma ci sende ronto conto che il processo sta prendendo forma di una terapia bisogna inviarlo all'esperto comunque? questo è etico?
    Cosa fa uno psicologo clinico nella pratica?
    Non fa domande? Non stimola la conversazione? Non cerca di instaurare un rapporto col cliente? Non studia il caso? Non promuove il cambiamento?

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  12. #12
    Partecipante Super Esperto
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    Ed è etico se non si hanno strumenti per curare una persona (perchè l'attacco di panico va curato) non orientarla verso una strada in cui può avere una cura per tenerlo lì?
    Io credo che se una persona con attacchi di panico si rivolgesse ad uno psicologo sarebbe inutile fare una diagnosi (c'è già dal primo incontro) e che quindi si possa, dopo il primo colloquio, fare quel discorso.
    Diverso è avere una persona che si sta separando e chiede un sostegno per affrontare il momento di transizione, che ha appena avuto un lutto e ha bisogno di uno spazio per rielaborarlo o altre situazioni in cui il tipo di lavoro che si fa è diverso e in cui si hanno gli strumenti per fare.
    La cura è cura, il sostegno è altro.
    Vimae

  13. #13
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
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    27-03-2004
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    471
    Quindi lo psicologo clinico non è clinico? nel senso che non si interessa di problematiche psicopatologiche? e il suo campo è limitato all'assenza della sofferenza sintomatologica?
    Stai dicendo che uno psicologo (nè uno specializzando) non può fare "colloqui" con un paziente che è già "marcato" da una diagnosi? Le cose non vanno proprio così...
    a meno che lo psicologo venga visto come il prete di turno che dà "sostegno e compagnia" a chi non ce le ha....

    Separazioni, lutti, difficoltà di transizione non generano sofferenza e "sintomi"? Interi corsi post specializzazione di psicoterapia si interessano di elaborazione del lutto... Questo per dire se sei così convinta che uno psicologo abbia questi strumenti... nella mia facoltà non c'è mai stato un corso specifico su questi temi a differenza di quelli clinici... Per dirla tutta io sarei più competente in problemi psicoaptologici che non in quelli che hai menzionato tu...

    Se ti va mi piacerebbe riflettere insieme anche su questa parte del mio post:

    E nel caso gli incontri stiano andando a buon fine ma ci sende ronto conto che il processo sta prendendo forma di una terapia bisogna inviarlo all'esperto comunque? questo è etico?
    Cosa fa uno psicologo clinico nella pratica?
    Non fa domande? Non stimola la conversazione? Non cerca di instaurare un rapporto col cliente? Non studia il caso? Non promuove il cambiamento?

    Santiago
    Ultima modifica di Santiago : 22-03-2007 alle ore 14.28.25
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  14. #14
    *Saretta*
    Ospite non registrato
    condivido in pieno il pensiero di vimae. la cura è cura ed il sostegno è altro.. perchè mandare da uno psicoteraeuta una persona che sta soffrendo per una separazione? E' vero che questa persona può mostrare dei sintomi ma che sono dovuti ad una fase della sua vita e non da una psicopatologia.. mandarla a fare terapia potrebbe forse fare più male che bene..sarebbe un po' come ricoverare in ospedale una persona con l'influenza tipica da autunno.. secondo me lo psicologo è colui che cura dei sintomi dovuti ad un particolare evento della vita normale di ognuno.. dei sintomi creati da un periodo in cui qualcosa cambia è crea nella persona un senso di disagio. Lo psicoterapeuta invece è colui che cura dei sintomi dovuti ad una psicopatolgia o ad un evento traumatico che destabilizza le strutture più profonde della persona. provo a rispondere alle domande qui sopra:
    nel caso gli incontri stiano andando a buon fine ma ci sende ronto conto che il processo sta prendendo forma di una terapia bisogna inviarlo all'esperto comunque? questo è etico? Se gli incontri stanno andando a buon fine significa che il "paziente" sta cominciando a stare bene senza aver avuto bisogno di una terapia (perchè lo psicologo non fa terapia).. io valuterei: se secondo me tramite dei semplici colloqui di sostegno vedo che il paziente riesce a star bene continuo con i miei colloqui e non li faccio diventare terapia!!!!, se vedo che sta meglio ma reputo che ha bisogno di un intervento che vada più nel profondo per stare davvero bene posso proporgli un invio spiegando le mie motivazioni.
    Cosa fa uno psicologo clinico nella pratica?
    Non fa domande? Non stimola la conversazione? Non cerca di instaurare un rapporto col cliente? Non studia il caso? Non promuove il cambiamento? si, lo psicologo fa tutto questo!! Il suo intervento, però, è focalizzato su una precisa problematica che non va a toccare le strutture più profonde dell'individuo. esempio: il bambino che soffre per la morte del genitore. Lo psicologo tramite colloqui, allenza terapeutica e tutti gli strumenti a sua disposizione cerca di aiutare il bambino ad elaborare il lutto e a stare meglio MA non va a cercare di modificare le strutture e la persnalità del bambino poichè lui, se non ci fosse stato questo lutto, sarebbe "funzionato" (passatemela.. sono stanca ) benissimo.

  15. #15
    Partecipante Super Esperto
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    26-07-2003
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    "Se gli incontri stanno andando a buon fine ma ci si rende conto che il processo sta prendendo forma di una terapia"... secondo me gli incontri non stanno andando a buon fine!
    Perchè se eravamo partiti col presupposto di non fare una terapia perchè non la sapevamo fare e ora la stiamo facendo (pur continuando a non saperla fare)... forse c'è qualcosa che non va!
    Oltre al rischio di entrare in collusione con alcune aree scambiando per benessere un momento di stasi o addirittura un peggioramento: ad es. il bambino che ci viene inviato perchè aggressivo a scuola e che, dopo una serie di colloqui simil-tarapia ma che non sono terapia, smette di esserlo.
    Poi magari scopriamo che ha solo spostato il sintomo ma su quella che era la causa del disagio che lo faceva essere aggressivo in realtà non abbiamo lavorato per niente...
    Vimae

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