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  1. #1
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di el loco
    Data registrazione
    24-08-2004
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    Lecce - Milano - Parma- Figline
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    ANCONA 31 MARZO libro comelli cerabolini

    SABATO 31 marzo ad Ancona, o In Ancona...
    gran incontro con Comelli e Cerabolini oragnizzato dall'Ordine Psicologi Marche.
    Si presenta l'ultimo testo a loro cura.
    Saluti. Allego.
    Immagini allegate Immagini allegate
    "... per favore Dio, per favore Knut Hamsun, non abbandonatemi adesso." (J. Fante)



    http://youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY

  2. #2
    Neofita
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    28-01-2007
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    Ancona
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    Ottimo !

    E' stato un incontro di qualità. Soprattuto per chi intravede la necessità di un "modellamento nel sociale" della psicologia e del suo approccio al disagio psichico . Ma che cosa intendiamo quando diciamo "nel sociale"?. Significa guardare un fenomeno da più punti di vista, da più prospettive, l'attenzione alla persona nel suo spazio di vita, le peculiarità qualitatitive delle possibili relazioni che tra individuo e ambiente si instaurano.... In questa era che chiamiamo post modernismo è da considerare inevitabile una attenzione alle pluralità dei punti di vista, alla pluralità delle esperienze, al valore e alle potenzialità insite anche nelle diversità. Nella prospettiva dell'incontro è stato possibile capire come l'esperienza di aiuto e di sostegno psicologico si trovi oggi ancora in una sorta di empasse istituzionale e relazionale e come il giovane laureato , tenda, per ignoranza data da uno scarsa sensibilizzazione universitaria, ad adeguarvisi implicitamente. Allora l'esperienza di volontariato (per chi non conosce) diventa un'esperienza di "serie b" perchè non fornisce subito quelle sicurezze di cui ha bisogno chi si appresta a voler intraprendere un percorso che porti alla pratica clinica.
    Ma lo psicologo in giacca e cravatta è morto! Come Elvis, del resto.
    Oggi è evidente la presenza di contesti e luoghi d'esperienza nascosti dove la supporto psicologico serve ma... non riesce ad accedervi.... se non con il volontariato e le unità di strada, per esempio. Non avendo un' identità e un valore istituzionale abbastanza riconosciuto se non da chi le pratica.... queste attività sono oggi molto sottovalutate.. soprattutto dagli studenti e dai corsi di laurea. Ma dall valore umano, esperienziale e formativo grande.
    La psicologia è stretta in un formalismo istituzionale limitante, sia per chi "cerca", sia inconsapevolmente, per chi "ha già trovato".
    Creatività, eclettismo terapeutico, nuove sensibilità, attivismo personale, percorsi collettivi e di gruppo, passione e impegno civile, "ruoli altri", centralità al valore della persona e della socialità, sono paletti che dovrebbero essere messi per creare una prosettiva curativa di ampio respiro.
    Energie alternative spendibili. Nuovi carburanti per la psicologia. Attenzione all'ambiente, appunto..... Ecologia !
    L'incontro profondo con l'alterità ci richiede oggi di anche la capacità di saper svestire i panni del "medico in giacca e cravatta un po sulle sue", e la consapevolezza che la rigenerazione e la "ristrutturazione sensata di un'esperienza di sofferenza", dipende anche dalla nostra elasticità personale in quanto futuri operatori, dipende anche da quanto siamo disposti a mettere in gioco costantementenoi stessi, nel sociale... per conoscere... per osservare...per sviluppare sensibilità verso i nuovi bisogni. Bisogni di un individuo che cambia nella società, e di una società che fa cambiare gli individui..... non sempre....
    Per esempio il fatto che gli stessi studenti fruiscano passivamente il sapere, bloccandosi davanti a "OK... c'è qualche domanda?" deve essere cominciato a vedere con atteggiamento critico.... verso noi stessi studenti.... a cui è richiesto un punto di vista....

    Riflessioni post- aperitivo:
    purtroppo e per fortuna il nostro impegno culturale ci mette di fronte a realtà foriere di cambiamento. Ciascun uomo teme il cambiamento. Allora sostanzialmente siamo fatti per raggiungere un equilibrio, e finchè non esistono nuovi bisogni, vogliamo mantenere quell'equilibrio. La diversità, il permettersi di non essere secondo la norma... evidentemente ci provoca e provoca l'altro contemporaneamente. Quello che stimola un cambiamento e la percezione di un bisogno. Domande nuove, bisogni nuovi. Mi chiedo "io dove sono?" A parole siamo tutti bravi ad accogliere e gestire il non-previsto, ... ma conoscerlo e venire a patti con la sua diversità e limitatezza significa avere capacità di ascolto, un proprio centro.........
    ......Sono capace, mi chiedo, di farmi arricchire dall'altro senza che egli mi sventri o mi metta in crisi ? Che la mente abbia taciuto.... è gia una buona cosa....

    Davide
    Ultima modifica di The Libertines : 01-04-2007 alle ore 23.19.07

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di el loco
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    non ho capito molto ma va bene, la qualità.
    un saluto
    thanks
    "... per favore Dio, per favore Knut Hamsun, non abbandonatemi adesso." (J. Fante)



    http://youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY

  4. #4
    Neofita
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    Il concetto di qualità della relazione o il giudizio sulla qualità del convegno ?
    Che cosa hai apprezzato?
    Forse sì, di "carne al fuoco" ne ho messa abbastanza.... ma il convegno è stato denso di questi pensieri e foriero di altrettante riflessioni...
    io ho cercato di riassumerne il senso...


    Ciao
    Ultima modifica di The Libertines : 14-04-2007 alle ore 16.02.24

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