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  1. #1
    Partecipante L'avatar di robertar
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    30-03-2005
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    assegni di ricerca in università

    Ciao a tutti,

    volevo una delucidazione in merito alla possibilità di partecipare alle collaborazioni (assegni di ricerca) nelle università.

    Qualcuno di voi sa se questi incarichi sono diretti in particolare a coloro che frequentano una scuola di dottorato oppure anche agli esterni?
    Mi chiedevo se uno psicologo che si sta specializzando in psicoterapia (il mio caso, quindi un'esterna all'università...) può avere le stesse opportunità di un dottorando (quindi un interno..) per accedere a questi assegni.

    Grazie tante a chi vorrà rispondermi!

    Roberta

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di paky
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    25-06-2002
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    che io sappia ai bandi universitari per gli assegni di ricerca possono accedere solo i dottori di ricerca, quindi non i dottorandi ma chi ha già completato il dottorato.
    Di solito è così, poi non so
    ...love is passion, obsession, someone you can't live without.
    I say fall head over heels.
    Find someone you can love like crazy and who'll love you the same way back.
    How do you find him? Well, forget your head and listen to your heart.
    'Cause the truth is that there's no sense living your life without this.
    To make the journey and not fall deeply in love... well, you haven't lived a life at all.
    But you have to try, because if you haven't tried, you haven't lived.

    Meet Joe Black

  3. #3
    Partecipante L'avatar di robertar
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    30-03-2005
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    In effetti anch'io pensavo cosi'..

    Però mi è capitato di leggere un decreto di un bando universitario in cui i requisiti richiesti erano oltre la laurea, master, corsi di perfezionamento e scuole di specializzazione. Inoltre possono parteciparvi anche i dottorandi (anche se non hanno concluso l'iter) perchè, da quello che ho capito, l'assegno di ricerca è ben diverso da un concorso per ricercatori a cui possono accedere solo i dottorandi che hanno concluso l'iter formativo.
    Forse ti riferivi a quest'ultimo caso?

  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di stegg
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    13-10-2003
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    l'assegno di ricerca è soltanto un modo che un docente ha per stipendiare un suo collaboratore.
    la posizione di "assegnista" sta in mezzo tra quella di dottorando e di ricercatore.
    in pratica, la carriera universitaria è segnata dai seguenti passaggi:

    1) fai il dottorando per 3 o 4 anni a 800 euro al mese
    2) se il tuo docente di dottorato ha sufficienti fondi di ricerca, fai l'assegnista per qualche anno, a colpi di bandi annuali o biennali, per circa 15.000 o 18.000 euro l'anno.
    2 bis) se il tuo docente non ha fondi, lavori per lui gratis sperando in un bando per assegno di ricerca, prima o poi.
    3) dopo tot anni (5? 10? 15?) di assegni di ricerca, se il tuo docente è abbastanza potente, riesce a farti bandire un concorso per ricercatore.

    quel che vorrei dirvi è: non partecipate a bandi per assegni di ricerca o borse di studio o peggio ancora da ricercatore se non ve lo propone un docente. questi bandi sono costruiti su misura per il collaboratore da retribuire, non c'è alcuna speranza di vincerlo se non siete la persona che deve vincerlo!
    Ultima modifica di stegg : 17-02-2007 alle ore 22.05.18

  5. #5
    Partecipante L'avatar di robertar
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    30-03-2005
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    Ok, stegg, grazie per la tua lucida e utilissima sintesi.

    L'unica perplessità che mi rimane è il laborioso meccanismo che l'università deve mettere in moto per pagare un interno..

    Non sarebbe molto più funzionale (per tutti, università compresa) stipendiare i propri collaboratori piuttosto che mettere in moto un bando pubblico (quindi teoricamente rivolto a tutti..) fasullo...?

  6. #6
    Partecipante Affezionato L'avatar di stegg
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    Originariamente postato da robertar
    Non sarebbe molto più funzionale (per tutti, università compresa) stipendiare i propri collaboratori piuttosto che mettere in moto un bando pubblico (quindi teoricamente rivolto a tutti..) fasullo...?
    beh le università sono pubbliche, e l'unico modo legale per assumere (o meglio stipendiare) in una struttura pubblica è tramite bandi di concorso.

    cosa sarebbe meglio? regolarizzare la situazione attuale, lasciando liberi i docenti di assumere chi vogliono senza procedure valutative, oppure irrigidire il sistema dei concorsi e far sì che solo effettivamente i più preparati vengano assunti tramite selezioni corrette ed anonime?

    (mi spiace di esser stato così spietato nel cassare i tuoi sogni ma credimi è meglio così)

  7. #7
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    Originariamente postato da robertar
    Non sarebbe molto più funzionale (per tutti, università compresa) stipendiare i propri collaboratori piuttosto che mettere in moto un bando pubblico (quindi teoricamente rivolto a tutti..) fasullo...?
    sono assolutamente d'accordo con te per il dottorato. c'è gente che si prepara sodo per mesi per fare il concorso e poi viene superata da gente che non sa neanche cos'è una scala likert (cosa accaduta realmente, eh? potrei raccontarti tante cose...).
    da un lato è giusto che un docente faccia affidamento su un proprio collaboratore che non su di uno sconosciuto, ma dall'altro allora è meglio non illudere centinaia di laureati che si presentano al concorso con il 90% di probabilità di non passarlo e di strappargli 30 euro per rimpinguare le tasche all'università. o, almeno, fai un bando quando hai un necessario bisogno di dottrandi e non li trovi tra i tuoi collaboratori perchè ne hai pochi.
    lo stesso vale per l'assegno di ricerca.

    cosa sarebbe meglio? regolarizzare la situazione attuale, lasciando liberi i docenti di assumere chi vogliono senza procedure valutative
    si, decisamente perchè attualmente è così, anche se è celato in un finto bando di concorso. non ci sarebbe nulla di male ad assumere i propri collaboratori, il male è creare bandi dove già si conosce il vincitore.

    oppure irrigidire il sistema dei concorsi e far sì che solo effettivamente i più preparati vengano assunti tramite selezioni corrette ed anonime?
    non funzionerebbe perchè già fanno un inutile traccheggio con buste con nomi dentro ad altre buste, come se non si potesse aprire prima la busta col nome
    se vogliamo, potremmo inserire una commissione di controllo, ma basterebbe avere un amiconzolo in tale commissione e il gioco per loro sarebbe fatto.
    poi, la valutazione del compito è sempre soggettiva, quindi questo permette di sviare qualunque controllo. basta trovare ogni cavillo al malcapitato e lodare amorevolmente il compito dei propri favoriti.
    Ultima modifica di pinga : 19-02-2007 alle ore 01.15.02

  8. #8
    Partecipante L'avatar di robertar
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    Ciao stegg, non preoccuparti, non hai cassato i miei sogni... perchè il mio interesse non è la ricerca in università, ma ben altro.

    Semplicemente, essendo un soggetto curioso, volevo capire qualcosa in più del contesto universitario.

    Aggiungo un ultimo pensiero:
    molte strutture pubbliche bandiscono concorsi riservati per gli interni (l'esempio dei professori supplenti decennali dei licei che aspettano il loro concorso riservato) e concorsi pubblici rivolti anche agli esterni...
    Il mio discorso non si riferiva al libero arbitrio dei docenti universitari semmai ad una certa trasparenza nel bandire un concorso riservato..... (almeno nel decreto!)

  9. #9
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    eh sappi che più che altro non è questione di sogni. è questione di un lungo lavorìo sui prof che ti interessano. spesso infatti è questione di faccia tosta oltre che di bravura. nel senso che amiche mie sono completamente immolate per il proprio prof preferito, fino al leccaculaggio, alla completa spersonalizzazione, fino ad accollarsi situazioni extra molto difficili da sopportare. molte non hanno più vita sociale. il tutto per continuare a stare nell'ambiente protettivo dell'università.
    è una carriera lunga e complicata, spesso purtroppo non commisurata agli sforzi che fai.

  10. #10
    Partecipante L'avatar di robertar
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    Continuo a pensare che sia una questione di sogni, di interessi, di caratteristiche personali.

    Nel mio intervento precedente volevo puntualizzare che non ho mai considerato l'idea di permanere in università.

    Quando mi sono laureata un mio prof mi ha chiesto di collaborare a titolo gratuito con lui, ma ho rifiutato perchè non era un mio interesse fare la gavetta in università...

    Penso che se scegli un percorso di questo tipo, probabilmente è funzionale alla tua storia di vita...

  11. #11
    Matricola L'avatar di brillina
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    speriamo che tutto vada per il meglio in campo di ricerca....i tagli continuano inesorabili....resistiamo e non fuggiamo in inghilterra!!Ciao a tutti
    Ultima modifica di brillina : 18-03-2007 alle ore 01.37.22

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