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Visualizzazione risultati 1 fino 13 di 13
  1. #1
    Partecipante Assiduo
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    09-05-2005
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    Ovunque ma altrove
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    232

    Aiuto per un progetto per un gruppo-classe

    Ciao a tutti! Spero che qualcuno possa darmi un consiglio! Una Dirigente mi ha contattato oggi chiedendomi la collaborazione per un gruppo-classe di 15 bambini di prima elementare. E' una bella classe, tranne che per un bambino che a parere di tutti gli insegnanti è "borderline", il quale però non ha una diagnosi funzionale, quindi nemmeno un sostegno. Se da un punto di vista cognitivo appare quasi nella norma, il bambino risulta problematico a livello comportamentale, creando un clima in classe di notevole tensione. Alcuni genitori hanno cominciato a lamentarsi. Il bambino, così come i suoi due fratelli un po' più grandi, ma sempre in età scolare, hanno cambiato scuola tre o quattro volte, perchè i genitori, se viene denunciato un problema, fanno che iscriverli da un'altra parte. La Dirigente vorrebbe quindi intervenire a livello di gruppo classe per ovviare al problema dei genitori che non offrono compliance. A metà febbraio mi contatterà per incontrarla e per parlare del progetto. Io lavoro con adulti con insufficienza mentale e/o psicotici, non ho esperienza con i bambini. Potrei rifiutare e inviarle qualche mia conoscente, ma onestamente, questa situazione mi sembra un'opportunità per confrontarmi con il mondo della scuola, dove peraltro mi sembra anche difficile entrare. Non so nemmeno come abbia fatto ad avere il mio nome... Comunque: volevo chiedervi che tipo di progetto si può proporre ad un gruppo-classe, in una situazione come questa dove, almeno apparentemente, il "problema" parte da un bambino solo ed è soprattutto di tipo comportamentale. Grazie tante!!!
    Memento augere semper

  2. #2
    Picciurina L'avatar di peperina
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    08-09-2002
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    Bologna
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    1,246
    Quello che di primo acchitto mi viene in mente è qualcosa sull'educazione alle emozioni...
    Io penso che per un bambino di 6 anni non si possa ancora parlare di disturbo borderline, ma più che altro di disturbo della condotta, magari oppositivo-provocatorio.
    Per questo io penso che sarebbe interessante lavorare sulla percezione delle emozioni proprie e dell'altro con tutto il gruppo classe in modo che gli altri bambini imparino ad essere maggiormente empatici e a capire come rapportarsi anche ad un bambino più "complesso" e dall'altra parte si offre una possibilità anche a lui di modificare almeno in parte il suo comportamento influenzando positivamente le sue modalità distorte di percezione/azione.
    Prova a leggere qualcosa sulla REBT (Rational Emotive Behavior Therapy).
    Se vuoi che approfondiamo insieme i contenutise preferisci puoi contattarmi in privato, io mi sono specializzata in psicologia dello sviluppo e della formazione
    Qual è la cosa più difficile a questo mondo?
    Vivere!
    Molta gente esiste, ecco tutto.
    (Oscar Wilde)

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    07-02-2005
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    Monza
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    anch'io ti direi di un lavoro sulle emozioni
    ma anche un'altra cosa: attenzione alle "diagnosi" fatte dalle maestre. ormai le azzardano spesso, ma sono un po' eccessive, del tipo: bambino timido= ha tratti autistici... (giuro, l'han detto a me O_o). quindi chiedi se è possibile fare un'osservazione, magari nei momenti meno strutturati come gli intervalli in modo da vedere tu in prima persona che tipo di comportamento mette in atto il bambino e dove si può intervenire.
    e a quel punto si può poi pensare se fare o meno una segnalazione alla NPI. in quel caso, anche se il bambino viene iscritto in un'altra scuola, sarà fatta la valutazione.
    in bocca al lupo!
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  4. #4
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    04-08-2003
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    Latina-Roma
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    3,140
    ciao El, la tua richiesta mi ha fatto venire in mente i libri di carli, ad esempio "Analisi della domanda", dove sono sono descritti e commentati vari casi simili al tuo e in cui si crea questo triangolo maestra-alunno "disfuznionale"(non è il termine esatto, ma famo a capisse)-psicologo. L'approccio è quello dell'analisi della domanda, per cui l'mportante è non colludere con la richiesta della dirigente o della maestra, ma analizzarla, per individuare il fallimento della collusione che ha originato la domanda di intervento da parte di questa maestra e della dirigente, e anche perché potrebbero aspettarsi da te un intervento ortopedico-riparativo, che azzittisca il bambino "disturbatore" e lo riconduca sulla presunta retta via, quando il problema, più che dentro il singolo bambino, potrebbe risiedere nella relazione stessa (infatti nel libro di Carli si invita a trattare la relazione più che il capro espiatorio). Siccome però non sono molto edotta su questo procedimento e lo sto ancora approfondendo, mi fermo qui!

    C'è anche un alto libro, sempre di carli, con dei progetti per la promozione del gruppo-classe come risorsa per l'apprendimento, si intitola "Culture giovanili"...

    secondo me possono essere utili, perché sono davvero pieni di casi come il tuo quindi puoi confrontarti con come hanno impostato l'intervento, sono davvero dei mostri di bravura

  5. #5
    Partecipante Assiduo
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    09-05-2005
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    232
    Ste203xx, Peperina, LuisaMiao siete veramente gentili e i Vostri consigli preziosissimi.
    Memento augere semper

  6. #6
    Partecipante Assiduo
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    25-07-2006
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    vasto
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    116
    ciao...anch'io suggerisco le tecniche della ret per un intervento a scuola...lo sto facendo anch'io in 2 seconde e in una terza elementare...quello ke mi premeva dirvi è proprio questo aspetto "diagnostico" delle maestre o delle dirigenti...figuratevi ke a me in 2 incontri mi hanno descritto situazioni devastanti (iperattivo, disturbo di apprendimento, ritardo mentale, sociopatico, delinquente)...io sono un pò contrario già alle diagnosi di per sè, figuriamoci se sono date da persone nn competenti...cercherò di insistere sul rispetto dei ruoli e sull'usufruire delle proprie competenze...
    scusate la confusione, ma è una cosa a cui tengo tanto e ke mi fa molto riflettere...cmq se continuerete il discorso farò qlk altro intervento!!!

  7. #7
    Partecipante Assiduo
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    09-05-2005
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    Originariamente postato da carlgustav
    ciao...anch'io suggerisco le tecniche della ret per un intervento a scuola...lo sto facendo anch'io in 2 seconde e in una terza elementare...quello ke mi premeva dirvi è proprio questo aspetto "diagnostico" delle maestre o delle dirigenti...figuratevi ke a me in 2 incontri mi hanno descritto situazioni devastanti (iperattivo, disturbo di apprendimento, ritardo mentale, sociopatico, delinquente)...io sono un pò contrario già alle diagnosi di per sè, figuriamoci se sono date da persone nn competenti...cercherò di insistere sul rispetto dei ruoli e sull'usufruire delle proprie competenze...
    scusate la confusione, ma è una cosa a cui tengo tanto e ke mi fa molto riflettere...cmq se continuerete il discorso farò qlk altro intervento!!!
    Grazie CarlGustav del tuo intervento. Ti capisco benissimo rispetto al discorso sui ruoli: io, per l'ambito in cui opero maggiormente, ho lo stesso problema con assistenti sociali ed educatori, che per quanto siano anche molto bravi nelle loro competenze, a volte "sforano" facendo proprio dei danni.
    Ora mi è successa una cosa simile, ma alquanto più difficile da gestire... in una scuola elementare : : si tratta di una classe prima dove sto attuando un progetto che coniuga elementi didattici ed elementi di psicomotricità in collaborazione con le insegnanti (non si tratta del progetto per cui ho richiesto l'aiuto sul forum). Un'insegnante ha richiesto il mio intervento con i genitori di un bambino molto dotato cognitivamente, ma con difficoltà ad accettare le comuni norme di convivenza sociale e soprattutto i tempi di attivazione del programma scolastico. Comunque io l'ho stoppata, perchè ho ritenuto prematuro un intervento di questo genere, con un progetto nemmeno terminato. Senonchè proprio oggi ho ricevuto la telefonata della mamma di questo bimbo, tutta allarmata dopo essere stata chiamata dalla maestra che le ha "vomitato addosso" tutta la sua frustrazione, dicendosi che rimaneva solo la psicologa a salvare la situazione e che io desideravo parlare repentinamente con la famiglia (COSA NON VERA! ). Così ho dovuto calmare la madre, cercando di temporeggiare rispetto alla richiesta di un mio intervento tempestivo e specifico sul suo bambino e su lei e il marito.
    Come mi consigli di comportarmi rispetto alla famiglia e rispetto all'insegnante? Vorrei che mi dicessi qualcosa, se hai voglia... poi Ti dico cosa avevo pensato... sembra una lotta tra adulti... e il bimbo è lì in mezzo...
    Oltre a questo, volevo anche chiederTi se conosci qualche libro con un taglio pratico sulla REBT.
    Grazie tante di tutto in anticipo!
    Ultima modifica di El hanen : 14-02-2007 alle ore 19.35.28
    Memento augere semper

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di larapull
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    ciao El a mio parere o meglio la cosa che farei io è conoscere meglio la situazione ( con la diagnosi introduttiva da parte delle maestre rischi di "cadere " nel pregiudizio ) e solo succesivamente trarre le conclusioni del caso.
    ps . come si fa a fare diagnosi se non si hanno gli strumenti x farla?

  9. #9
    Partecipante Assiduo
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    Hai ragione Larapull!
    Infatti gli obiettivi del progetto non comprendono la diagnosi. Si tratta sostanzialmente di un lavoro volto a esperire la cooperazione, attraverso l'espressione di sè in termini di competenze psico-motorie.
    Io penso che dovrò ricevere questa madre, perchè non posso darle una restituzione, dal momento che comunque mi ha cercata.
    E poi pensavo di segnalare alla Dirigente la necessità delle insegnanti di ricevere delle indicazioni pragmatiche sulla gestione di alcuni casi; magari condividendo prima questa cosa con le maestre, che mi sembrano un po' tutte permalose. Se la Dirigente acconsente alla variazione finale del progetto, allora parlerò con le insegnanti. Comunque io non posso fare una diagnosi, perchè al di là della mancanza di strumenti, non ho ancora l'abilitazione come psicologa. Questo lo devo dichiarare in modo specifico, perchè sono un po' tutti confusi.
    Cosa ne pensi?
    Se hai dei consigli, Ti leggo volentieri. Grazie!!!
    Memento augere semper

  10. #10
    Partecipante Esperto L'avatar di larapull
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    alcune volte le insegnanti si sentono "comandate" nelle azioni da noi psicologi e ciò rende ostile un rapporto di collaborazione con loro.
    a mio parere il rapporto deve essere basato su un reciproco rispetto dei ruoli quindi tu sei li non per dire loro come comportarsi ma per lavorare insieme a loro per un obiettivo comune.
    attraverso loro diventerei indispensabile x il progetto e quindi per la dirigente. se loro non capiscono che sei li per un determinato motivo sarà tutto inutile, potrai andare pure dalla dirigente ma le loro azioni e comportamenti non serviranno a raggiungere il famoso obiettivo!
    questo è ciò che io penso cosi come penso che prima di intraprendere qualunque strada bisogna far chiarezza riguardo ai ruoli.
    in bocca al lupo!

  11. #11
    Partecipante Assiduo
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    Potete dirmi i titoli precisi dei testi sulla REBT?
    Grazie tante.
    Memento augere semper

  12. #12
    Partecipante Esperto L'avatar di larapull
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    439
    La terapia scolastica dell'ansia
    io conosco questo!

  13. #13
    Partecipante Assiduo
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    Grazie Larapull.
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