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  1. #1
    Partecipante
    Data registrazione
    14-02-2005
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    54

    proposta: SUPERVISIONE TRA PARI SU OPS

    Ho portato alcuni dei miei casi su OPS, ho chiesto dei pareri, l'ho trovato utile e ho pensato... non sarebbe una gran bella cosa una supervisione on line tra pari, magari con un'area del sito dedicato proprio a questo?
    Potrebbe essere un modo per crescere, aiutarci, lavorare in rete, senza dover pagare salatissima una supervisione e avere un parere magari un mese dopo di qundo sarebbe utile...
    Ditemi cosa ne pensate, a me piacerebbe molto... e poi come potremmo fare a dedicare un'area del sito a questo?

    Aspetto i vostri pareri

  2. #2
    Lilagrace
    Ospite non registrato
    bella l'idea!|
    anche se mi sembra un po' difficile presentare un caso ed i nostri interventi con un post.......

    ci si può provare però!

    .......anche se credo che questo non possa essere una sostituzione della supervisione vera e propria!

  3. #3
    Partecipante
    Data registrazione
    14-02-2005
    Messaggi
    54
    Bè sì, non sostituirà una vera supervisione e forse ci vorranno molti post per presentare un caso, però è veloce, gratis e si possono avere pareri di tante persone diverse!

    Sul come fare ci dovremmo pensare...

  4. #4
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
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    2,536
    ciao la proposta è parecchio interessante, però secondo me, questo contesto è anche troppo pupplico. Nelle supervisioni possono emergere molte informazioni personali del cliente/paziente/utente e dei familiari e in questo forum non passano solo psicologi. Differentemente, vedo possibile un tipo di supervisione costruita attraverso domande rivolte sulla figura dello psicologo come professionista e persona in relazione al caso brevemente descritto che presenta. In questo caso è il professionista/persona che si racconta in relazione a, piuttosto che raccontare su altri attraverso la propria esperienza.
    Per fare un esempio, mi riferisco alla storia del ragazzino riportata da Capasanta . Io "supervisore" leggendo il tuo primo post, potrò domandarti: "Solitamente come ti comporti con persone che sono provocatorie?"; "racconti che il ragazzino ha difficoltà ad esprimere le emozioni, su quale emozione lavoreresti per prima.. e come mai?", "qual è la tua idea di un dodicenne? Cosa dovrebbe fare e non fare?"
    Scrivendo mi è venuta anche l'idea che i "supervisori" potrebbero fare delle domande sulla relazione psicologo/cliente o su cliente/famiglia ma senza che ci sia risposta pubblica da parte del "supervisionato", cioè una serie di domande e/o riflessioni che vengono prese per poi essere utilizzate o meno nello studio privato. Per esempio: "questo ragazzino da chi ha imparato ad essere provocatorio?" "a chi dice di somigliare di più?", "secondo te, i suoi genitori come mai hanno scelto di inviarlo da uno psicologo piuttosto che mandarlo per esempio a lezioni di mini golf?"
    Cosa ne pensate?
    ciaociao

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di moon2007
    Data registrazione
    09-10-2006
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    315
    L'idea di Accadueo non è male, si potrebbe provare e potrebbe essere davvero molto utile!
    Mi piacerebbe se questa proposta divenisse concreta!

  6. #6
    Partecipante
    Data registrazione
    14-02-2005
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    54
    bè, SICURAMENTE DOMANDE SULLA RELAZIONE PAZIENTE - PSICOLOGO POSSONO ESSERE UTILI, MA HO FIDUCIA CHE COMUNQUE NESSUNO ANDREBBE A SPIATTELLARE AI 4 VENTI NOMI E COGNOMI O DATI DEI PAZIENTI CHE IN QUALCHE MODO POSSANO RENDERLI IDENTIFICABILI...
    POI CREDO CHE NON SIA MALE UNA RISPOSTA "PUBBLICA", PROPRIO PER LASCIARE A MOLTI LA POSSIBILITA' DI INTERVENIRE...

  7. #7
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743
    Attenzione, è vero che la risposta pubblica lascia a molti la possibilità di intervenire ma è anche vero che la supervisione bisogna saperla fare... altrimenti il rischio è solo quello di creare confusione con una massa di consigli/domande/orientamenti teorici/modelli che rischiano di portare fuori strada...
    Inoltre, pur senza pubblicare nomi e cognomi, alcuni dati possono essere riconoscibili: molti utenti hanno segnato sotto l'avatar il luogo di provenienza, le storie di vita raccontate possono essere riconoscibili per fatti, luoghi o date.
    Quando scrivi articoli o libri, infatti, spesso modifichi qualche dato.

    E non tutti gli utenti sono professionisti: a parte gli studenti di psicologia, ci sono anche studenti di altre facoltà.
    Quando fai supervisione di solito la fai con un altro psicologo, quindi il rispetto della privacy è obbligatorio per entrambi... ma se le "vignette" vengono divulgate anche ad altre persone che non sono tenute, per professione, a questo rispetto cosa succede?

    Credo che la supervisione sia una cosa seria e, se ben fatta, molto utile.
    In questo modo però rischiamo che la sua utilità (essere guidati e stimolati da una persona esperta) si perda a favore di una serie di associazioni libere e non sempre pertinenti...
    Vimae

  8. #8
    Partecipante
    Data registrazione
    14-02-2005
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    54
    CHISSà SE SAREBBE POSSIBILWE RISERVARE UN'AREA DEL SITO ALLA SUPERVISIONE E RENDERLA ACCESSIBILE SOLO A PSICOLOGI E PSICOTERAPEUTI, METTENDO MAGARI ANCHE REGOLE PRECISE RISPETTO AI DATI IDENTIFICATIVI DEI PAZIENTI (NIENTE CITTA', NE' NOMI...)...
    E' UNA PROPOSTA, ANCHE SE FORSE NON COSI' REALIZZABILE...

  9. #9
    piumealvento
    Ospite non registrato
    sono assolutamente d'accordo con viame, credo sia molto rischioso perchè si correrebbe il rischio di fare piu confusione che chiarezza, e tutto si trasformerebbe non in una supervisione ma in uno scambio di pareri dove ognuno dal professionista piu affermato all'ultimo studente del primo anno avrebbe la possibilità di dire la sua creando inevitabile impasse

  10. #10
    Postatore Epico L'avatar di paky
    Data registrazione
    25-06-2002
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    Napoli
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    6,026
    capasanta, la tua idea potrebbe essere iteressante se organizzata con metodo e rigore... forse non si potrà intednere come "supervisione", ma uno spazio di confronto tra psicoterapeuti/psicologi professionisti su alcun casi particolari potrebbe essere utile! prova a parlarne con nico, casomai con un pm, lui sicuramente saprà dirti se è il caso e, soprattutto, se è tecnicamente fattibile!
    ...love is passion, obsession, someone you can't live without.
    I say fall head over heels.
    Find someone you can love like crazy and who'll love you the same way back.
    How do you find him? Well, forget your head and listen to your heart.
    'Cause the truth is that there's no sense living your life without this.
    To make the journey and not fall deeply in love... well, you haven't lived a life at all.
    But you have to try, because if you haven't tried, you haven't lived.

    Meet Joe Black

  11. #11
    Partecipante
    Data registrazione
    14-02-2005
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    54
    Per paky: chi è nico? e un pm?
    Non ne so granché del funzionamento del sito...

  12. #12
    Partecipante Affezionato L'avatar di zibboooo
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    14-09-2005
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    roma
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    101
    credo che una supervisione in questo contesto sia del tutto inopportuna.
    per supervisione non si intende solamente chiedere un parere professionale ai colleghi, in quanto in ogni supervisione è il terapeuta che porta i suoi vissuti rispetto a quel paziente. ciò che si supervisiona è soprattutto il controtranfert del terapeuta, il che comporterebbe un setting totalmente diverso da questo.
    "Chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere si convince che ai mortali non è possibile celare nessun segreto. Chi tace con le labbra chiacchiera con la punta delle dita, si tradisce attraverso tutti i pori.."(S. Freud, 1905)

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