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  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di psicofreud
    Data registrazione
    13-05-2005
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    emilia romagna
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    110

    il volontariato è uno scandalo

    Salve a tutti, sono un abilitato che a gennaio farà l'iscrizione all'albo, sono del vecchio ordinamento, e mi sto guardando attorno x un lavoro...risultato, porte in faccia sbattute perchè mi manca l'esperienza, in case famiglia,comunità e centri vari. Sottolineo come il fatto che non ho esperienza non sia una mia pecca, sfido chiunque dopo l'università, tirocinio, ed esame ad avere abilità pratiche in un settore come quello della psicologia...ma tutto questo scompare se invece di una domanda di assunzione( anche a cifre minime) uno si propone come volontario...allora si' che si aprono le porte.
    Ora vorrei fare una considerazione...possibile che quando si parli di tirocinio o volontariato( tutte attività non retribuite) ci siano enti e strutture a iosa disposte a prendermi, quando cerco lavoro neanche una?Perchè c'è bisogno di psicologi solo quando si ha la certezza che non debbano essere pagati? La mia idea è che non è vero o lo è in minima parte che in questi settori serva esperienza sul campo, secondo me molti giocano su questo fatto...pur di fare esperienza uno è disposto a lavorare gratis, almeno inizialmente...le strutture lo sanno che noi psicologi siamo polli da spennare, e cosi' ne approfittano per avere personale non retribuito. Anche perchè mi devono spiegare perchè in una comunità, solo per fare un esempio, prima devo fare il volontario, e soldi non ce ne sono, poi dopo aver fatto la gavetta la stessa comunità mi offre un posto, sia pure a tempo determinato e part time...e che è passato Babbo Natale a darti i soldi? Ripeto, è impossibile che non ci siano fondi per noi, credo proprio che la tendenza è quella di spremerci a più non posso, approfittando del nostro precariato.

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    07-02-2005
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    3,204
    attenzione, quello che le strutture ci chiedono non è volontariato (che è tutta un'altra cosa) ma lavoro non retribuito. e come tale va chiamato!

    sono ben d'accordo che in fondo è una bella situazione di comodo, ma per loro!
    anhce perchè, nella mia esperienza, non c'è mai stata una vera "promessa" di un contratto, di qualunque tipo, dopo. c'è solo un vago odore di possibilità...
    una struttura mi ha anche detto che era 1 mese di prova non retribuito: ci son rimasti male quando gli ho fatto notare che i periodi di prova si pagano!

    la domanda è: cosa fare? Se si accetta, perchè c'è il "bisogno" di fare esperienza e il "sogno" poi di essere pagati, si fa esattamente il loro gioco e lo si farà perpetrare all'infinito. Se non si accetta, si rischia di rimanere senza nulla di scriver sul CV, a casa x un periodo indefinito,... Quale può essere la soluzione?!
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  3. #3
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Penelope
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    01-10-2002
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    592
    ........ke dramma......nemmeno io so più come uscire da questa situazione...

    ...abilitata da 2 anni e x un anno e mezzo ho lavorato gratis in diverse strutture sottoforma di tirocinio stage volontariato.....o semplicemente sfruttamento.....(questo per poter fare la famosa peatica che tutti ti richiedono)poi un bel giorno dopo l'ennesima delusione dovuta al fatto che dopo lo sfruttamento e le promesse non si arriva mai ad uno stipendio minimo....mi sono detta: ora basta non accetto più niente gratis........e così ho fatto........RISULTATO??...sono 6 mesi che sono a casa a guardare il muro!!....

    e spesso penso....beh almeno lavoravo gratis ma lavoravo...xò non demordo non voglio più essere un limone da spremere.....
    Ciambellana dei Film del mese di Settembre

    ...Non smettere di cercare ciò che ami o finirai per amare ciò che trovi....


  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di psicofreud
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    13-05-2005
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    emilia romagna
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    110
    Appunto, come volevasi dimostrare...onestamente la soluzione non ce l'ho, ma ho una spiegazione...secondo me approfittano anche del fatto che lo psicologo è una figura ibrida, che può far tutto e niente, e ce lo piazzano qui e li' senza mai darci un soldo, perchè tanto ci manca l'esperienza...e dopo un tot di tempo, l'esperienza ce l'abbiamo ma poi allora non ci sono fondi...che poi fare pratica in una struttura significa avere a che fare con una certa utenza, tipo tossici, bambini, anziani...se faccio volontariato presso un centro di tossici, avrò esperienza nel campo della tossicodipendenza, e se faro' domanda poi presso una struttura di neuropsichiatria inafantile mi diranno che coi bambini non ho esperienza...e si apre un circolo vizioso...e chi ci rimette siamo noi

  5. #5
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    21-02-2006
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    Bologna
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    974
    Non entro nel merito del volontariato, giusto o no, cosa fare, ecc. La mia opinione è che occorra scegliersi un obiettivo e lottare per raggiungerlo. Occorre alzarsi in punta di piedi e guardare nel fondo del nostro cammino cosa c'è. Poi si agisce di conseguenza e tutto quello che viene durante il cammino ci avvicina all'obiettivo. Poi che ognuno scelga le strategie più adatte.
    Al contrario, non mi sembra molto produttivo fare cento domande a destra e a manca, in questo modo è vero che si favorisce unicamente chi vuole sfruttare la nostra ansia e la nostra incertezza. La determinazione aiuta molto, quindi aiuta scegliersi un percorso preciso e in questo modo si ribalta la frittata: siamo noi che ci apriamo delle possibilità per il nostro futuro.

    In bocca al lupo a tutti!

  6. #6
    Lilagrace
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da tata_moni
    Non entro nel merito del volontariato, giusto o no, cosa fare, ecc. La mia opinione è che occorra scegliersi un obiettivo e lottare per raggiungerlo. Occorre alzarsi in punta di piedi e guardare nel fondo del nostro cammino cosa c'è. Poi si agisce di conseguenza e tutto quello che viene durante il cammino ci avvicina all'obiettivo. Poi che ognuno scelga le strategie più adatte.
    Al contrario, non mi sembra molto produttivo fare cento domande a destra e a manca, in questo modo è vero che si favorisce unicamente chi vuole sfruttare la nostra ansia e la nostra incertezza. La determinazione aiuta molto, quindi aiuta scegliersi un percorso preciso e in questo modo si ribalta la frittata: siamo noi che ci apriamo delle possibilità per il nostro futuro.

    In bocca al lupo a tutti!


    concordo!

  7. #7
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
    Data registrazione
    07-02-2005
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    Monza
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    3,204
    Originariamente postato da psicofreud
    Appunto, come volevasi dimostrare...onestamente la soluzione non ce l'ho, ma ho una spiegazione...secondo me approfittano anche del fatto che lo psicologo è una figura ibrida, che può far tutto e niente, e ce lo piazzano qui e li' senza mai darci un soldo, perchè tanto ci manca l'esperienza...
    non concordo con questa idea: se così fosse, sarebbe uguale anche in altri Stati (o almeno dove la psicologia è al livello di "ruolo sociale" allo stesso livello dell'Italia). Ma ti posso assicurare, per quello che mi raccontano miei amici in altri Stati, che da loro questo non accade. Se sei laureato in psicologia e cerchi lavoro in quell'ambito, lì lo trovi. Ok il primo non sarà il lavoro dei tuoi sogni, ma fai sempre lo psicologo e non altre mille cose... La baggianata della "mancanza di esperienza" non vale ovunque: come mai?!

  8. #8
    atenanike
    Ospite non registrato
    Ciao,una mia amica è stata in Spagna con Erasmus e li il lavoro c'è!Un'altra laureata in veterinaria ha detto che il lavoro retribuito c'è,qui la pagano a percentuale,più cani e gatti moribondi entrano in ambulatorio più guadagna.Tornando agli psicologi,penso sia una questione di fondi,per il sociale lo Stato non investe una lira,quindi se si fa un progetto per una scuola supponiamo per restare sotto un prezzo accettabile lo psicologo deve necessariamente utilizzare tirocinanti.Questo l'ha spiegato il docente di un master che sto seguendo,lui con i tirocinanti può proporre un progetto a 5000 euro,se dovesse utilizzare psicologi con esperienza non gli basterebbero 20000 euro e il progetto andrebbe in fumo!Quindi è una questione di soldi,e poi i tirocini non sono esperienza?Loro vogliono guadagnare il massimo,tanto sanno che i tirocinanti si trovano sempre.Per chi inizia la vita è dura,purtroppo!

  9. #9
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    21-02-2006
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    974
    Originariamente postato da LuisaMiao
    se così fosse, sarebbe uguale anche in altri Stati (o almeno dove la psicologia è al livello di "ruolo sociale" allo stesso livello dell'Italia). Ma ti posso assicurare, per quello che mi raccontano miei amici in altri Stati, che da loro questo non accade. Se sei laureato in psicologia e cerchi lavoro in quell'ambito, lì lo trovi.
    Questo non accade solo per la psicologia. Prendiamo l'esempio della famosa "fuga dei cervelli": in America fanno ricerca anche su quanti peli mediamente una donna ha nelle gambe se si rade col rasoio o se si fa la ceretta... Qua in Italia stanziano pochi soldi persino per la ricerca sul cancro!! Se parliamo di queste cose entriamo in un vortice senza fine, in cui c'entra non solo il "ruolo sociale" dello psicologo, ma le scete che il governo fa nell'investire i fondi, l'abitudine tutta nostra di non pagare le tasse, la classe medica che lotta per primeggiare in tutto, anche in campo psicologico, la classe degli psicologi che invece non mastica neanche le basi più elementari della politica... Potremmo continuare ancora per molto. Il fatto è che noi viviamo qui e ora e da qui dobbiamo partire. Secondo me rifiutare singolarmente un modo di fare non porta molti risultati. Come si è già detto, ci sono orde di persone che lavorano gratis e se non accettiamo noi arrivano loro e a rimetterci siamo noi. Se siamo convinti delle nostre idee, ma tutto quello che facciamo è stare a casa e al massimo parlarne tra noi su ops, per quanto questo sia interessante (non fraintendete!), non andiamo molto lontano. L'Ordine degli psicologi è l'organo politico che ci rappresenta, quanti di voi lo hanno eletto? Quanti sanno il loro programma politico? Quanti di voi hanno chiesto un loro impegno per cambiare la situazione?

  10. #10
    Partecipante Assiduo L'avatar di marianna5
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    ragusa
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    L'Ordine degli psicologi è l'organo politico che ci rappresenta, quanti di voi lo hanno eletto? Quanti sanno il loro programma politico? Quanti di voi hanno chiesto un loro impegno per cambiare la situazione? [/B][/QUOTE]


    sono pienamente daccordo.
    ma nel nostro piccolo secondo te che cosa possiamo fare?
    secondo te se io scrivo una lettera di protesta all'ordine che cosa diavolo cambia? pensi che la considererebbero? la realtà mi sembra una sola e cioè quella di arrangiarci!
    purtroppo sto vivendo un periodo di pessimismo cosmico!

  11. #11
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    Bhè, non è detto che non considerino una tua lettera, io una volta ho segnalato un problema e loro prontamente mi hanno risposto ed in effetti ho avuto modo di verificare che si erano mossi.
    In ogni caso meglio se è firmata da più persone. Ho buone ragioni di ritenere che se tu scrivessi una lettera indirizzata all'Ordine Nazionale e la mettessi a disposizione su Ops, molti la firmerebbere e allora non saresti più da sola e soprattutto si farebbe una mossa sensata. Stare a casa a piangere ha poco senso direi...
    Scusa anch'io se sembro un po' dura, il fatto è che sono molto combattiva e cerco di spronare anche gli altri.

  12. #12
    Partecipante Assiduo L'avatar di marianna5
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    ragusa
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    credo ci sia un pò di differenza tra il segnalare un problema circoscritto e lamentarsi perchè ci sfruttano e perchè è difficile trovare lavoro.....

  13. #13
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
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    é da un po' che penso -leggendo vari post sui problemi degli psicologi, sulle loro competenze, sui confini violati, sul volontariato etc. - che in effetti dovremmo fare qualcosa di concreto per fronteggiare le difficoltà che stiamo incontrando.
    So di non essere la prima ad avere questo stra- ordinario pensiero e so di aver pensato a cose piuttosto banali, forse irrealizzabili, inutili o non so cos'altro, però ve le dirò lo stesso:
    In considerazione del fatto che questo sito rappresenta a quanto vien detto in effetti la più grande comunità di psicologi in italia, o quanto meno quella che comprenda più di altri le voci inascoltate, perchè non utilizzare questo luogo virtuale in una chiave politica?
    Mi spiego: so che sono nate delle associazioni di psicologi (es. altrapsicologia) con questo fine, come altre ne esitevano già, suppongo.
    Però forse per il pigro psicologo la fatica del passaggio da questa comoda nicchia ed un'altra di natura diversa, costa troppo

    perchè non usare questo spazio in un modo più concreto, per pensare seriamente a cosa fare per cambiare le cose e a come farlo?
    ad esempio, per il volontariato, perchè non tentare una sorta di petizione da presentare all'Ordine, affinchè venga regolamentata o magari impedita questa attività?
    magari una cosa del genere non è possibile ed io sono un'ingenua.
    Però forse dovremmo davvero aprire una discussione su questo e organizzarci, scrivendo lettere ai giornali, facendo miliardi di manifestazioni.
    Nel nostro piccolo infatti, poco possiamo fare a mio avviso: se decido di negare la mia professionalità come volontaria, infatti, sarò certamente coraggiosa, ma sarò anche l'unica strxxxx a farlo e a rimanere senza uno straccio d'esperienza.
    Sapete che penso? che per cambiare le cose l'unica arma sia la sottrazione dell nostro lavoro.
    Lo sciopero insomma! ......lo sciopero dei volontari.

  14. #14
    saradreams
    Ospite non registrato
    ciao psicofreud.
    io ho cercato di risolvere il problema alla radice. Mi sono fatta forza, ho guardato alle attuali prospettive di lavoro per gli psicologi e senza farmi troppe illusioni ho capito che senza accosti ,aggangi o semplicemente qualcuno che ti dia un minimo di fiducia ed abbia sufficiente potere da inserirti, non si va proprio da nessuna parte. Ti pare che in Italia esista ancora la meritocrazia? Un tempo, essere laureati e giovani era visto come un privilegio, un vanto e degno di alto rispetto.
    Oggi non è più così.
    Sono pochi gli psicologi, tra l'altro giovani, che ce la fanno a portarsi a casa uno stipendio decente.
    E' sotto gli occhi di tutti che ci sono pochi concorsi e ogni morte di papa, magari per 1 solo posto che è stato già assegnato.
    Certo si può lavorare su progetti, come attualmente sto facendo....ma i progetti passano, i fondi pure e per il domani nessuna garanzia.
    Così, ho racimolato un pò di soldi e ho preso una decisione: iscrivermi a scienze della formazione primaria per diventare insegnante di sostegno alle elementari. Sempre di professione di aiuto si tratta, perchè si sta vicino a bambini in difficoltà e in verità si è molto di più che insegnanti perchè si lavora sull'incremento delle loro abilità, sull'integrazione scolastica e sui disturbi di apprendimento.
    Ho dovuto fare questa scelta perchè così avrò uno stipendio mensile e nelle ore libere potrò fare la psicologa...perchè insegnamento e libera professione sono compatibilissimi.
    Con l'incarico statale se hai un dato punteggio nessuno ti può passare avanti, nessuno può soffiarti il posto e nessuno ti può far lavorare gratis...grazie anche ai sindacati che con gli insegnanti hanno uno stretto legame.
    E' stato difficile rimettersi a studiare, rientrare nel circuito delle file in segreteria e dei ricevimenti di professori che non ci sono mai, però sono talmente incazz...a e determinata che mi sto dando 4-5 esami alla volta come se niente fosse, con una grinta che non pensavo neppure di avere.
    Già sto lavoricchiando in una scuola con un bambino iperattivo che mi sta dando il suo bel da fare. Parallelamente faccio un paio di progetti e un corso di formazione, dopo aver sudato le sette camicie e bussato a tremila porte.
    A chi mi chiede di lavorare gratis, francamente me lo fulmino con lo sguardo. La mia dolcezza la metto da parte e faccio emergere una volta tanto la mia dignità.
    Dato che anch'io, per un motivo o per un altro, mi trovo a conoscere persone subdole (che dovrebbero VERGOGNARSI) che vedendomi ancora col faccino giovane (anche se ho 30 anni suonati ormai), mi propongono di fare la psicologa volontaria da loro...ho imparato che si viene più rispettati se si tirano un pò fuori le "palle" e si risponde semplicemente (pacca sulle spalle, sguardo diretto e voce ferma): "Lo ha letto il mio curriculum? Se lo legga e poi magari provi a rifarmi la domanda".

    Non nego con questo che in certi casi il volontariato serve davvero a farsi le ossa. Io lo sono dal 2002 in un'associazione di donne operate al seno, faccio consulenza psicologica ma lo faccio per una questione umanitaria in cui credo molto.

  15. #15
    Partecipante Affezionato L'avatar di psicofreud
    Data registrazione
    13-05-2005
    Residenza
    emilia romagna
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    110
    Forse la discussione si sta tramutando in qualcosa di troppo politico e rivoluzionario...ottima l'idea di scrivere all'ordine segnalando il problema, ma sono dell'avviso che se non muovono un dito per tutelare la nostra professione dalle figure ibride che nascono via via e che si spacciano per pseudo-psicologi e che sono al limite dell'abuso della professione, figuriamoci se questi tutelano un neo psicologo che non trova lavoro. La mia era una considerazione amara e purtroppo rassegnata, addirittura mi hanno detto che pure per fare volontariato ora ci vuole uno che ti raccomandi. Un'altra idiozia che ho sentito dire da gente del settore è che il volontariato è un'attività di autopromozione e che mi serve per creare le conoscenze e per entrare nei giri....e siamo punto e daccapo...ma pure se entro nel giro e poi non ci sono fondi io che ci guadagno?A me sembra che più che farci entrare nel giro ci vogliano prendere in giro!!!!!

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