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  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Le competenze dello Psicologo

    Apro questo nuovo 3d per provare a capire quali siano o dovrebbero essere le competenze di uno Psicologo. Partiamo da un carteggio già in essere (chi è interessato lo trova qui) che abbiamo deciso di spostare in questa stanza poiché sembrava più appropriata.

    Prendo spunto in particolare dai post di nico e psicosarix. Avete ragione: parliamo dell'Italia. Io credo che la questione andrebbe inquadrata non tanto in riferimento al counseling (rischia di essere fuorviante poiché sembra una battaglia ad personam), quanto in riferimento alla competenze dello psicologo.

    Mi spiego: se non definiamo prima le competenze dello psicologo difficilmente potremo fare paragoni e confronti con altre professioni/professionalità che che potrebbero confliggere con lo stesso psicologo.

    Punto 1
    Il nostro punto di partenza dovrebbe essere l'articolo 1 della Legge di ordinamento (56/89):

    La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.

    A tal proposito la mia domanda è: che vuol dire?


    Punto 2
    Poiché nel corso degli anni sembra che non sia stato il solo a non capire bene l'articolo 1... è intervenuta la Giurisprudenza spesso chiamata in causa (mi si perdoni il gioco di parole....).

    Rispetto a questo mi vengono in mente:
    • molte cause perse (dall'Ordine o chi per esso) contro presunti abusivi
    • una sola causa vinta rispetto al tema dell'esercizio abusivo della professione (sentenza Platè)
    Tra le tante cause perse ce n'è una che mi viene in mente per la motivazione. Sentenza del Tribunale di Messina depositata intorno alla fine degli anni '90. Consulente del Tribunale non psicologo che faceva perizie psicologiche, a quanto sosteneva l'accusa. Proscioglimento completo. Nella motivazione si legge, tra l'altro (il grassetto è mio):

    Peraltro, se è vero, come riferisce il teste dell'accusa omissis, che l'elemento caratterizzante la professione di psicologo è proprio l'atto diagnostico che talora si associa al profilo terapeutico talora ne prescinde (come nel campo della psicologia del lavoro o dello sport), non può certo farsi rientrare l'accertamento peritale svolto da omissis tra gli atti, neanche in senso lato, diagnostici. Ciò che manca nell'attività svolta dal consulente è l'essenza dell'accertamento diagnostico, cioè il giudizio clinico che consiste nel riconoscere la condizione morbosa del malato.

    Questo potrebbe essere un primo tassellino per discutere: se manca l'atto diagnostico, manca l'abuso (secondo il Giudice).

    Se la discussione impostata così vi piace potremmo aprire un nuovo 3d.

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
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    717
    Aggiungo che la c.d. sentenza Platè (unica vittoria che io conosca da parte dell'ordine per esercizio abusivo della professione) riporta nelle motivazioni:

    "[...] la diagnosi psicologica attraverso l’uso dei relativi strumenti conoscitivi, è attività riservata agli psicologi iscritti al relativo albo, a norma dell’articolo 1 L. 18.02.1989 n. 56".

    Ecco di nuovo che, in una sentenza, ritorna la discriminante del concetto di diagnosi (vedi post precedente).

  3. #3
    Partecipante Esperto
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    19-09-2005
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    380

    Il Counselor: una Professione vera!

    Per tutti,

    Mi piace molto la piega di una discuss. circostanziata e che riporta documenti reali come l'ultimo intervento di 4stracci che ha definito molto bene alcune "caratteristiche identificative" della Professione dello Psicologo in Italia: quindi tutte le attività che non le configurano sono ammesse dalla giurisprudenza citata.
    Addirittura nel caso-Platè, la persona condannata, mi sembra, si era dichiarata "Psicologo" pur non essendolo.

    Mi piacerebbe, però, anche molta più chiarezza su ciò che il Counselor in Italia può fare e per questo, nei limiti della legge italiana, bisogna cmq partire dall'esempio estero. Perchè in Italia al momento il Counseling è una "libera professione" non regolamentata.

    Ho già scritto che se il legislatore se ne frega delle "Nuove professioni legate alla Psicologia" è anche x mantenere tutto com'è...l'adozione del 3+2 non è stata una curiosa invenzione italiana, ma è stato un adeguamento al sistema universitario europeo.
    Ora in Europa (l'Italia fa parte dell'Unione Europea!) con tre anni, proprio come scriveva Psicosarix in altro 3D, si può acquisire la Laurea breve in Counseling e i Counselor in Inghilterra convivono addirittura nella stessa Associazione(!) con gli Psicoterapeuti.
    Quindi, se c'era la volonta di chiarire il quadro normativo, sarebbe bastato creare tale Laurea triennale. Ma tutto, volontariamente, è stato lasciato com'è.
    Forse x evitare "concorrenza" tra Laureati quinquennali e nuovi Laureati triennali, ma il casino si è creato lo stesso, visto che ne stiamo discutendo...

    Il Counseling è nato ai primi del Novecento negli USA nell'Orientamento professionale nella scuola e nel "Social work" e poi si è esteso a tantissimi altri ambiti.
    Carl Rogers in "Counseling and Psychotherapy" (Non a caso il titolo in Italiano è stato tradotto con "Psicoterapia di Consultazione"!) parla della sua pratica di Counseling nel 1942!!
    Evidentemente lo riteneva uno strumento utile...basta leggere il libro!

    Mi sembra che questi siano fatti...!
    La pratica andrebbe "regolata" questo sì...ma nel rispetto prima di tutto del "cliente" del Counselor. Se qualche "ignorante" (cioè o gli/le hanno insegnato male o ha appreso male) scimmiotta lo Psicoterapeuta non significa che il Counseling sia in sè pericoloso, casomai in alcune Scuole come sono organizzate ora è insegnato in modo approssimativo(!).

    Per il resto le Tecniche da sole non sono sufficienti, ma sono necessarie e con molta pratica successiva. Per questo andrebbero incluse nella Laurea triennale oppure in Corsi esterni com'è ora (magari dove i docenti siano Counselor effettivi, però).
    La terapia personale, poi, sempre a mio modesto parere, dovrebbere essere considerata indispensabile.

    Ciao e a presto,

    __________________
    LG
    psi_net

  4. #4
    psicosarix
    Ospite non registrato

    Re: Le competenze dello Psicologo

    Originariamente postato da quattrostracci
    [i][...]
    Prendo spunto in particolare dai post di nico e psicosarix. Avete ragione: parliamo dell'Italia. Io credo che la questione andrebbe inquadrata non tanto in riferimento al counseling (rischia di essere fuorviante poiché sembra una battaglia ad personam), quanto in riferimento alla competenze dello psicologo.
    [...]
    concordo totalmente!!!
    credo infatti che se questa figura fosse una volta per tutte chiarita, ed emergesse in tutti gli ambiti di pertinenza, si risolverebbero i problemi di tutti, anche quelli dei counselor sollevati da IT_Modeler.

    prendendo spunto da quattrostracci ... quando lessi per la prima volta l'articolo 1 della 56/89 restai stupita ... ho sempre pensato che il lavoro di una persona lo si capisce solo quando si sa quello che fa ... e quell'articolo è piuttosto vago ... però nel tempo mi sono fatta l'idea che fosse necessario scrivelo così. per motivi pratici: bisognava metter dentro un variegatissimo panorama di gente che faceva "lo psicologo", ma che poteva anche non aver affatto mai studiato la psicologia! e che per la maggior parte praticava nel S.S.N. in qualità di psicoterapeuta.

    analizzando al storia della professione di psicologo in Italia, secondo me, non stupisce che la psicologia, tutta la psicologia, non abbia mai preso, davvero, piede in Italia ...

    ... nel mondo del lavoro per anni hanno lavorato, nella stragrande maggioranza, gli psicoterapeuti al posto degli psicologi e questo ha avuto enormi conseguenze sullo sviluppo della psicologia non clinica e sulla creazione di posti di lavoro e sul mercato ...

    ... quando la laurea è stata istituita è stata appannaggio di facoltà diverse ... quindi non c'era nemmeno un vero corpus comune ... una vera identità professionale ... infatti i primi laureati in psicologia negli anni '70 lavoravano quasi tutti per la scuola, per l'handycapp infantile, per l'inserimento di bambini disadattati ... perchè tantissime facoltà di psicologia erano a magistero-pedagogia ... naturale che avessero quel percorso ...

    ...poi dopo (tanto tanto tanto dopo!) hanno istituito finalmente le facoltà di psicologia ... ma ancora oggi quante sono ??? poche rispetto ai corsi di laurea!!! che continuano a spuntare come funghi dovunque ... quasi a voler dimostrare che la psicologia la possono fare tutti come e dove vogliono ... l'ultimo in ordine di tempo? una triennale in "psicologia della salute" istituita a medicina (corso di psicologia si fa per dire, leggetevi il programma:
    http://www.unipi.it/php/corsilaurea/...rso.php?id=390)...

    infine ... l'esame di stato ... nessuno ti chiede la 56/89 ... (almeno io non l'ho visto fare) ... nessuno ti chiede di rifletterci, di pensarci, di esprimerti sulla legge che determina la tua professione ... eppure almeno all'orale potrebbero chiedertelo ...

    non stupisce che lo psicologo non sappia chi è , che scambi il couseling, la psicoterapia e chissà cos'altro per formazione in psicologia , non stupisce che "certa gente" ne approfitti per farci un"bel mercato" ... che poi nascano tanta confusione e si faccia la caccia alle streghe ...

    ... continua ...
    Ultima modifica di psicosarix : 15-12-2006 alle ore 12.57.43

  5. #5
    psicosarix
    Ospite non registrato

    Re: Re: Le competenze dello Psicologo

    ... continua ...

    io alcune idee ce le ho:

    *aggiungere articoli specifici alla 56/89 ... come si è fatto per determinare il percorso degli psicoterapeuti ... fornendo le informazioni necessarie a determinare la figura degli psicologi (ci sono davvero molti ambiti) e coglierei l'occasione anche per citare e regolare le figure che rientrano nel contesto "psi": "il counseling e i suoi fratelli"

    *riorganizzare la facoltà di psicologia:
    a) inserendo tutti i corsi di psicologia solo ed esclusivamente in facoltà di psicologia ... se la facoltà non c'è si chiude il corso e basta!!! oppure semplicemente (finchè c'è usiamolo) impedendo a coloro che non vengono da una facoltà di psicologia di fare l'esame di stato e iscriversi all'albo ... tieniti il titolo ma non avrai la professione!!!

    b) riorganizzando la facoltà didatticamente
    ... inserendo il "counseling e i suoi fratelli" come lauree triennali ... i corsi privati restano solo per gli utenti che vogliono fare un percorso personale o per quei professionisti che hanno bisogno del "counseling e i suoi fratelli" per il loro lavoro, ma senza diventare counselor ecc. e restano solo per aggiornamento professionale e storie tipo E.C.M. (... visto? non lascio nessuno senza lavoro!!!)
    ... percorso quinquennale per diventare psicologo ... ripristinando l'ultimo ordianmento: biennio comune + triennio specialistico! ... sempre 3 + 2 è !, ... e se uno si vuole fermare a tre prende il titolo in "scienze e tecniche della storia della psicologia" così si rende conto che è un titolo che non gli dà lavoro e si fa i 5!!!
    ... test motivazionale e valutazione psicoogica per chi entra a psicologia (non vincolante ... abbiamo gli strumenti ... mostriamoli subito ... ) e sospensione dagli studi per chi si parcheggia (cioè non ha un numero ragionevole di esami ... non sono nazista alla normale di Pisa se non sei in pari con gli esami e non tieni una certa media te ne torni a casa! meritocrazia! ed è molto più democratico del numero chiuso a priori! ... questo sarebbe vincolante!)

    c) inserimento e controllo della qualità di tirocinii seri e professionalizzanti all'ultimo anno di studi!!! non post lauream ... quando sei fuori devi già essere competitivo ... esami di stato dopo ogni sessione di laurea, da concludere entro max 3 mesi!!!

    * pubblicità e aumento del numero delle specializzazioni pubbliche in psicologia !!! e ovviamente recupero totale e incondizionato della specializzazione in psicologia clinica!!!

    secondo me con queste misure dovremmo avere un bel cambiamento ...


    ... progetto mastodontico??? impossibile da realizzare??? impensabile??? ... se non fossimo psicologi si potrebbe fare ... e anche in un lasso di tempo ragionevole, secondo me!!! ne sono sicura ... ... se fossimo ingegneri o medici lo avremmo già fatto ...

    questo il mio pensiero ... scusate la lunghezza e la noia!
    Ultima modifica di psicosarix : 15-12-2006 alle ore 13.24.49

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di sportgirl
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    Re: Re: Le competenze dello Psicologo

    Originariamente postato da psicosarix
    [FONT=courier new]infine ... l'esame di stato ... nessuno ti chiede la 56/89 ... (almeno io non l'ho visto fare) ... nessuno ti chiede di rifletterci, di pensarci, di esprimerti sulla legge che determina la tua professione ... eppure almeno all'orale potrebbero chiedertelo ...
    a trieste il C.D e la legge 56/89 viene chiesto spesso, e x questo eds è capitata proprio la traccia sulle problematiche deontologiche.
    concordo inoltre sul fatto che il nostro albo ha poco potere in confronto a quello dei medici, e che ci vorrebbe proprio una bella riorganizzazione sia delle facoltà sia dell'ordine.
    "chi la dura la vince"

    "non c'è niente di più comune che il desiderio di essere importanti"

    "la vita è come una battaglia navale...oggi ci sei...domani effe otto"

  7. #7
    psicosarix
    Ospite non registrato

    Re: Re: Re: Le competenze dello Psicologo

    Originariamente postato da sportgirl
    a trieste il C.D e la legge 56/89 viene chiesto spesso, e x questo eds è capitata proprio la traccia sulle problematiche deontologiche[...]
    lietissima di sentirlo!!! bravi i triestini ,
    mi piacerebbe sentire le risposte degli esaminandi

    a tutti ci sentiamo lunedì!!!

  8. #8
    Partecipante Figo L'avatar di pisola00
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    ho letto con molta attenzione e molto interesse quello che avete scritto in questo 3d non solo per l'argomento ima anche perchè mi sento chiamata in causa visto che ho fatto una tesi partendo dalla sentenza Platè, la mia esperienza nel scrivere questa tesi è stata poco rassicurante, ho fatto cento interviste in cento medie e grandi imprese, ho parlato con i responsabili delle risorse umane chiedendo quali fossero gli strumenti utilizzati per la selezione e molte altre domande ovviamente, i test sono gettonatissimi inoltre fanno moltissimi assessment center, non si rivolgono a società di consulenza, io ho parlato con 100 responsabili ed ho trovato un solo psicologo oltretutto privo dell'abilitazione visto che non ha mai sostenuto l'esame di stato!

  9. #9
    psicosarix
    Ospite non registrato
    ciao pisola00
    ... correggimi se sbaglio ...
    in sostanza gli strumenti sono riconosciuti come validi ... ma non lo è il professionista che li utilizza ... infatti si è fatto a meno di lui ... ... ho interpretato male??? ... e io che pensavo che fossimo messi male noi del clinico ... mi pare che l'unica differenza sia che magari lo psicologo riesce a lavorare risparmiando i soldi dell'esame di stato e dell'albo ...

    ma questa sentenza platè ha veramente messo i puntini sulle "i" !?! almeno per gli psicologi del lavoro?!? o è un'arma a doppio taglio per cui finirà (come nel clinico spesso accade) che gli psicologi saranno utilizzati solo come testisti, invece che come professionisti del settore??? ... tanto per restare in tema ... che non si sanno quali sono le competenze dello psicologo!?!


    Ultima modifica di psicosarix : 18-12-2006 alle ore 20.20.52

  10. #10
    Partecipante Figo L'avatar di pisola00
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    Originariamente postato da psicosarix
    ciao pisola00
    ... correggimi se sbaglio ...
    in sostanza gli strumenti sono riconosciuti come validi ... ma non lo è il professionista che li utilizza ... infatti si è fatto a meno di lui ... ... ho interpretato male??? ... e io che pensavo che fossimo messi male noi del clinico ... mi pare che l'unica differenza sia che magari lo psicologo riesce a lavorare risparmiando i soldi dell'esame di stato e dell'albo ...

    ma questa sentenza platè ha veramente messo i puntini sulle "i" !?! almeno per gli psicologi del lavoro?!? o è un'arma a doppio taglio per cui finirà (come nel clinico spesso accade) che gli psicologi saranno utilizzati solo come testisti, invece che come professionisti del settore??? ... tanto per restare in tema ... che non si sanno quali sono le competenze dello psicologo!?!


    ciao psicosarix, la sentenza riconosce sia gli strumenti che il professionista, in un certo senso la sentenza platè ha messo i puntini sulle i per "tutti" gli psicologi indipendentemente dalla loro specializzazione ma purtroppo le cose non sono molto cambiate.
    IO mi chiedo come mai se faccio l'infermiera ferrista per 20 anni non posso aprire nessuno, se faccio la segretaria da un avvocato non posso andare a discutere una causa in tribunale e invece tutti possono fare gli psicologi!!
    L'altra cosa paradossale è che tutti possono fare selezioni ma se prova a farla un laureato in psicologia o un abilitatoma non iscritto all'albo rischia penalmente!

    bah speriamo cambino un pò le cose

  11. #11
    Postatore Epico L'avatar di sportgirl
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    Le competenze dello Psicologo

    Originariamente postato da psicosarix
    lietissima di sentirlo!!! bravi i triestini ,
    mi piacerebbe sentire le risposte degli esaminandi
    guarda in linea teorica tutti hanno scritto qualcosa quest'anno, pochi sono stati bocciati. a me è andata bene, sapevo cosa scrivere da noi spesso capita la domanda sul codice o sulle competenze, i nostri prof danno importanza al codice e alla legge 56/89...giustamente!!
    in effetti cè molta confusione riguardo alle competenze dello psicologo, o meglio cosa può fare uno psicologo. inoltre da sottolineare quanto non siamo tutelati adeguatamente dal nostro ordine, il quale dovrebbe supervisionare anche su attività svolte da figure non ben definite e intervenire in modo mooooolto serio.
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  12. #12
    psicosarix
    Ospite non registrato

    Re: Le competenze dello Psicologo

    Originariamente postato da pisola00
    [...] L'altra cosa paradossale è che tutti possono fare selezioni ma se prova a farla un laureato in psicologia o un abilitato ma non iscritto all'albo rischia penalmente! [...]
    Originariamente postato da sportgirl
    [...] inoltre da sottolineare quanto non siamo tutelati adeguatamente dal nostro ordine, il quale dovrebbe supervisionare anche su attività svolte da figure non ben definite e intervenire in modo mooooolto serio.

    ma siamo solo noi ad essere in questa situazione paradossale??? è solo il nostro ordine che fa acqua in modo così clamoroso e drammatico??? non che creda nel "mal comune mezzo gaudio" ... ma se è il sistema ordinistico che non funziona è una cosa ... se è solo il nostro ... un'altra ...

  13. #13
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Secondo me è giusto che, all'interno della selezione del personale, sia normato l'utilizzo di test, ma non l'atto selettivo di per sé.

    Mi spiego: l'utilizzo di un reattivo psicodiagnostico prevede a monte delle conoscenze finalizzate alla sua somministrazione e successiva elaborazione. Tali conoscenze si è ritenuto di riservarle per Legge agli iscritti all'Ordine degli Psicologi.

    Ma l'atto selettivo di per sé è corretto che non sia normato se non nei suoi elementi basilari (discriminazioni sessiste, razziali, etc.). Ovvero: io nella mia azienda (a meno che non abbia vincoli imposti dalla Legge) assumo chi mi pare e lo seleziono come mi pare. Nel momento in cui volessi adottare come metodo di selezione un test attitudinale, allora saprei di dovermi avvalere di un psicologo.

    Il passaggio credo sia delicato: non si può normare una competenza tout court. Infatti il punto problematico, secondo me, è che molti degli psicologi rischiano che il proprio "malumore" assuma una deriva ai limiti del delirante ovvero pensare che tutto ciò che comincia per "psi" sia di loro unica competenza.

    Fermo restando (e su questo ci siamo trovati tutti daccordo) che la 56/89 non risolve il problema, allora vuol dire che le competenze andranno costruite piano piano e, solo dopo, potranno avere riscontro in un articolo di legge. Si sta semplicemente usando il procedimento al contrario.

    Ci sono delle competenze che per loro stessa natura sono da intendersi trasversali a più professioni e a più corsi di studi. Quello che differenzia una professione è come la stessa viene finalizzata all'atto pratico, ovvero nel suo esercizio ultimo.

    Il mio geometra è ferratissimo nelle leggi che regolano le attività condominiali e io, infatti, mi servo di lui e non dell'avvocato (per consulenze legali). Ma se qualcuno del condominio mi fa causa e devo andare in tribunale, allora sarò costretto a chiamare l'avvocato perché le conoscenze legali finalizzate all'esercizio di una prestazione professionale coincidono con l'esercizio della professione di avvocato.

    L'ascolto attivo non è una competenza dello psicologo, ma di moltissime professioni tra cui, ad esempio, anche lo psicologo. Ecco che allora si potrà regolamentare l'esercizio della professione di psicologo, ma non l'acquisizione delle tecniche e delle competenze necessarie per ascoltare attivamente (nel senso rogersiano del termine) qualcuno.

    Se un prete confessore volesse farsi un bel corso sull'ascolto attivo che ci sarebbe di male? Gli psicologi non certo ne sarebbero squalificati professionalmente e i fedeli di quel prete ne trarrebbero giovamento... o forse pensate che allora, d'ora in avanti, tutti andranno dal prete invece che dallo psicologo?

    Se una maestra elementare si facesse un bel corso sull'analisi del disegno infantile che ci sarebbe di male? Non pensate che potrebbe svolgere al meglio il suo lavoro di educatrice?

    Capite qual è per me la differenza? Una cosa è lo psicologo che, occupandosi di bambini, acquisisce competenze in analisi del disegno infantile come strumento in più per esercitare la professione di psicologo. Altra cosa è la maestra che fa altrettanto, ma per esercitare la professione di maestra.

    Nella riforma delle professioni presentata in consiglio dei ministri c'è un punto importante ovvero capire quali siano i criteri per definire una professione normabile.

    Lo psicologo ritiene che la sua professione debba essere normata. Perché non dovrebbe pensarlo anche il sistemista informatico? E perché no anche il tipo dell'impresa di pulizie che si è fatto il suo bel corso di formazione per sapere quale cera va usata su un certo tipo di mobile?

    Ognuno cerca di arrogarsi dei diritti, delle peculiarità, delle "riserve". Non solo gli psicologi...

    Noi riteniamo che la nostra professione debba essere normata e riservata? Bene: lo dobbiamo però dimostrare sul campo a tutta la società. Non come il bambino che urla fino a quando la mamma non gli compra il giocattolo.

    Bene, a me sembra che siamo nella fase del bambino che urla... vediamo di passare alla fase dove ci caliamo nel mondo del reale e ci confrontiamo con gli altri!

  14. #14
    Partecipante Figo L'avatar di pisola00
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    ciao quattrostracci,
    io sono assolutamente d'accordo con te quando dici che è impossibile identificare la selezione del personale come intervento ad appannaggio unico dello psicologo, nel mio intervento precedente io mi riferivo esclusivamente all'utilizzo di test o di assessment center, leggendo quello che hai scritto mi hai fatto sorgere un legittimo sospetto e per questo ti ringrazio, mi sono chiesta se effettivamente abbiamo coscienza di quelli che possono e devono essere i nostri interventi.
    Nell'ambito della selezione a mio avviso servono delle regole che permettano una maggior tutela e onestamente ti dico non tanto per lo psicologo quanto per il candidato che per sua sfortuna può trovarsi (e avendo fatto 100 interviste posso assicurarti che è così) a farsi somministrare una batteria di test magari da un laureato in lettere con un master in gestione delle risorse umane.
    Il mio campo è la psicologia del lavoro quindi mi attengo a quelle che possono essere le mie conoscenze e le mie competenze, facendo una panoramica del settore gestione delle risorse umane ci rendiamo conto che quest'area occupazionale è rappresentata da professionalità "trasversali" e sicuramente lo psicologo rientra tra queste ma ovviamente non è l'unico.
    Credo tu abbia letto la sentenza Platè e la cosa sconcertante è la risposta che lo stesso ha dato nel momento in cui gli è stato chiesto perchè avesse mentito nel curriculum scrivendo di essere uno psicologo, la risposta è stata....“…È vero che il mio curriculum riporta un titolo di studio che non ho, ma, a mia parziale discolpa, quel titolo non serviva per gli incarichi che mi sono stati affidati.Mentre credo che fossero utili la competenza e le capacità acquisite con un corso, quadriennale, di psicologia del profondo e con un percorso formativo in psicoanalisi, conclusosi, nel 1990, con la discussione di una tesi dal titolo “Il narcisismo: uso ed abuso del termine” e con l’acquisizione di un diploma di Psicoterapeuta psicoanalitico, rilasciato dalla Società Italiana di Psicoanalisi Relazionale” (lettera 28 febbraio 2000).
    Questa affermazione è molto forte perché sembra quasi che un’attività di tipo psicologico possa essere svolta da chiunque abbia acquisito esperienza nel corso degli anni pur non avendo studiato la materia di cui tratta.
    Questa affermazione sottolinea ancora di più quell che è la poca conoscenza che si ha della nostra materia e delle nostre competenze e come dici tu è qui che dobbiamo farci valere, dimostrando cosa sappiamo fare e non dicendo cosa potremmo fare.
    Come dicevi tu prima è difficilissimo andare ad individuare e a definire la nostra professione, io ho provato a leggere la proposta di legge del Senatore Duva sullo psicologo del lavoro e devo dire che a me, che sono una psicologa del lavoro ha messo una gran confusione, a questo punto dovrei dire che per fortuna l'art.53 del Dpr 328/01 elenca quelli che sono gli atti tipici dello psicologo del lavoro!

    dopo essermi dilungata così a lungo e aver rotto le scatole vorrei chiudere con le parole di Majer

    “Anch’io ho un sogno”
    “…anch’io ho un sogno, quello di vedere organizzazioni dove efficacia ed efficienza si coniughino veramente, dove la valorizzazione delle risorse umane sia una politica concreta e quotidiana.
    Sogno una società nella quale i laureati in giurisprudenza si occupino di diritto, i laureati in economia e commercio si occupino di questioni amministrative e finanziarie, i laureati in lettere si dedichino allo studio e/o all’insegnamento…e così via per tutti gli altri.
    Sogno di vedere gli psicologi del lavoro e delle organizzazioni e non altri, occuparsi di orientamento scolastico/professionale, di selezione, formazione e valorizzazione delle competenze, di valutazione delle posizioni, delle prestazioni e del potenziale, di sviluppo, di piani di carriera e di interventi finalizzati alla rilevazione dei bisogni e alla motivazione e incentivazione delle risorse umane.
    E ancora li immagino occuparsi dell’ottimizzazione degli ambienti di lavoro, della qualità dei servizi, dell’analisi del clima, di prevenzione/gestione dello stress…Sogno un mondo dove ciascuno faccia il lavoro per il quale ha studiato, verso il quale è motivato e adeguatamente preparato.
    Forse sogno troppo, ma sono fermamente convinto che senza ideali, valori, sogni o fantasie, non ci possono essere progettualità, stimoli, crescita e sviluppo”.

  15. #15
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da pisola00
    [...] dopo essermi dilungata così a lungo e aver rotto le scatole vorrei chiudere con le parole di Majer [...] Sogno una società nella quale i laureati in giurisprudenza si occupino di diritto, i laureati in economia e commercio si occupino di questioni amministrative e finanziarie, i laureati in lettere si dedichino allo studio e/o all’insegnamento…e così via per tutti gli altri.[...]

    che sogno meraviglioso!!! e giustissimo!!!

    ho deciso di essere, per una volta un po' intollerante verso gli altri ... di difendermi!!!

    le competenze si dimostrano soprattutto sul campo, io sono d'accordo ... ma bisogna riconoscere che per gli psicologi (e non lo dico per partito preso! ) le cose non sono così facili. anche se dimostrano le loro competenze non è detto che vengano ricionosciuti!!! è probabile che ci sia, ugualmente, qualcuno che fa il loro lavoro, senza averne i titoli e gli strumenti!

    bisogna anche considerare che in troppi credono che le competenze psicologiche siano appannaggio di chiunque solo perchè appartiene al genere umano ... quante volte avete sentito dire "anche io sono un po' psicologo" ... come se essere psicologi significasse "solo" ascoltare le persone ...
    secondo me, le competenze dello psicologo, ma anche la psicologia stessa, sono troppo spesso trafugate e utilizzate in modo totalmente decontestualizzato.

    ecco allora che bastano poche ore di un qualsiasi corso e chiunque si trasforma in uno psicologo!!!

    anche i test ... soprattutto quelli psicometrici ... attenzione che non diventino un'arma a doppio taglio ... finiranno per diventare l'unico strumento riconosciuto allo psicologo e finiremo a somministrare solo ed esclusivamente test ... già accade ... come se somministrare test fosse un lavoro e il test non fosse solo uno strumento da utilizzare al fine di compiere il lavoro dello psicologo

    per riprendere un esempio (scusate, ma non ricordo di chi) ...
    ... il prete, per me, può fare tutti i "corsi" di psicologia e strategie psicologiche che vuole ... basta che poi non si metta in testa di andare oltre ... ma invece lui va oltre ... perchè non utilizza quello che ha imparato per se stesso!!! che dovrebbe essere la prima cosa che gli insegnano ... lo usa sugli altri:

    attenzione ... dico proprio sugli altri!!! e senza le adeguate competenze!!!
    chi studia qualche teoria psicologica troppo spesso si mette a fare lo psicologo!!!

    è questo il panorama italiano.

    e si può solo giustificare con il fatto che in questo paese non c'è più rispetto per le competenze altrui, per lo studio altrui, per la validità del lavoro altrui ... tutti credono di poter fare tutto solo perchè hanno raccolto i bollini del supermercato ed hanno vinto un bel "diploma" !!!

    gli psicologi esistono e hanno delle competenze proprie, sanno utilizzarle e hanno precisi ambiti di lavoro ... sono gli altri, però, che non le rispettano. sono arrivata alla conclusione che non è solo lo psicologo che deve dimostrare le sue competenze, ma anche gli altri che devono riconoscerle e rispettarle, ma non lo fanno se non a forza di sentenze!!!

    è un po' come il diplomato cameriere alla scuola alberghiera ... lui studia ... però siccome anche i non diplomati hanno le mani e camminano, allora tutti possono fare i camerieri!!! ma vi assicuro che quelli che hanno il diploma alberghiero hanno conquistato delle competenze studiando e lavorando sodo!!!
    sono anche gli altri che devono rispettare le competenze altrui!!! e se non hanno un'adeguata cultura per sapere quale sia il mio lavoro il problema non è mio, ma è LORO!!!!!!!!!! che si informino!!!

    ciao a tutti!!!



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