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  1. #1
    psicosarix
    Ospite non registrato

    xchè il counseling viene scambiata per una formazione post lauream in Psicologia!?!

    ... lo so ... di counseling si è parlato ... riparlato e straparlato ... ma più se ne parla più emerge un unico elemento sicuro: la confusione !!! ...

    in Itlalia ... (altra cosa è l'estero) nonostante le varie definizioni e scuole è difficile capire cosa realmente "fa" un counselor e troppo spesso sembra scimmiottare il lavoro dello psicologo ...

    la confusione è tale e tanta che sempre più sento di laureati e laureandi in psicologia che frequentano o vogliono frequentare un corso di counseling: " per acquisire quelle conoscenze pratiche ed esperienze che l'università non fornisce" ... come se il counseling fosse diventata una sorta di formazione pratica e post lauream in psicologia ... ... quando invece l'unica cosa chiara è che non è assolutamente necessario essere laureati in psicologia per diventare counselor!!! proprio perchè non fornisce strumenti psicologici (intesi come peculiari al lavoro di psicologo) tanto è vero che che se domani un ingegnere meccanico volesse iscriversi ad un corso di counseling potrebbe farlo tranquillamente!!!

    e un sacco di doamnde affollano la mia mente ... :

    *c'è forse in atto una nuova tendenza??? prima tutti a scuola di specializzazione (in particolare psicoterpia) ora tutti a scuola di counseling???

    *andando avanti così quando acquisiremo davvero solo ed esclusivamente degli strumenti psicologici, così da poter realmente affermare e praticare solo la nostra professione???

    * e continuando a "studiare e lavorare" per qualcosa di diverso dalla psicologia cosa succederà alla psicolgia e agli psicologi? diventeremo una specie a rischio di estinzione???

    ciao a tutti !!!
    Ultima modifica di psicosarix : 13-12-2006 alle ore 11.06.34

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
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    717
    Presente! Eccomi sul nuovo 3d... finalmente qui c'è un posto dove si può parlare di counseling senza inciampare nei soliti maniaci...

    Il counseling prima ancora che essere una professione è un insieme di competenze che, trasversalmente, possono essere adottate da varie professionalità (tra cui lo psicologo).

    Gestione della relazione, ascolto attivo, intervento non direttivo, etc. queste sono solo alcune delle così dette abilità di counseling.

    Va da sé che il così detto counseling psicologico (ovvero intervento psicologico che mutua le sue tecniche dall'epistemologia del counseling) può essere svolto solo da chi è psicologo. Lo stesso dicasi per il counseling medico, quello giuridico, etc.

    Poi esiste la professione di counselor che, utilizzata in molteplici contesti, ha finalità e modalità di intervento diverse dall'intervento psicologico o psicoterapeutico.

    Quali sono queste differenze? Principalmente: approccio, finalità e modalità di intervento.

    Esempio pratico n° 1: io sono depresso. Bene, laddove la mia sia una depressione maggiore andrò dallo psichiatra. Altrimenti (depressione minore) dallo psicologo psicoterapeuta se l'intervento è finalizzato alla cura. Altrimenti dallo psicologo se l'intervento è finalizzato al sostegno, alla diagnosi, etc..

    Esempio pratico n° 2: ho perso il lavoro a 50 anni e mi si offrono due strade, ma io non so proprio quale scegliere (problema specifico e ben contestualizzato nello spazio e nel tempo). Bene, in questo caso posso andare dal counselor.

    Ora mi si potrebbe obiettare che per l'esempio n° 2 potrei comunque andare dallo psicologo. Certo che potrei, ma si tratta semplicemente di scegliere una strada diversa che, con modalità diverse, professionalità diverse e strumenti diversi, mi potrebbe condurre alla risoluzione del problema.

    Lo stesso vale per la medizione familiare, sempre per fare un esempio. Per separarmi potrei...:
    • uccidere la mia dolce consorte e risolvere il problema alla radice...
    • scappare all'estero con una brasiliana e fregarmene di eventuali pargoli che lascio in Italia
    • andare da un Avvocato e scazzarmi alla grande in Tribunale
    • scegliere un percorso di mediazione familiare
    Strade diverse, approcci diversi, scelte diverse che mi conducono alla medesima destinazione.

    Io continuo a non vedere (non me ne vorrete per questo...) tutta questa confusione. Spesso la confusione regna laddove qualcuno ha interesse a farla regnare... perché questo viene a proprio vantaggio.

    Tutto ciò che ho esposto in teoria deve poi trovare una sua reificazione... il counselor non deve scimmiottare lo psicologo, lo psicologo deve smettere di credere che per diritto divino può fare counseling, le scuole devono formare seriamente professionisti e, infine, l'utenza deve essere agevolata nella comprensione delle differenze che intercorrono tra le varie professionalità.

  3. #3
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    08-09-2005
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    535
    Psicosarix ti riquoto in pieno!

    Quattrostracci scrive:

    "...lo psicologo deve smettere di credere che per diritto divino può fare counseling..."

    Non direi per diritto divino, quanto per 5 anni di studio e 1 di tirocinio. Ma vabeh, in fondo un biologo con un anno di corso di counselling può fare molto meglio di me.
    Potresti spiegarmi quali ambiti spetterebbero allo psicologo?
    La cura di una depressione maggiore con farmaci no, perchè spetta agli psichiatri.
    La cura di una depressione minore no, perchè spetta allo psicoterapeuta.
    La consulenza per risolvere un problema della vita quotidiana, come può essere la scelta di una strada da percorrere dopo un licenziamento, no, perchè spetta al counsellor, che è formato apposta e ci mette meno tempo.
    Ma noi psicologi che fine facciamo? Prendiamo il posto del panda nel logo del WWF???

  4. #4
    Partecipante Assiduo
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    25-07-2006
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    116
    io do ragione a quattrostracci...la confusione c'è quando viene creata ad hoc...ma aggiungo che a crearla sono proprio quelle professionalità che prendono un pò e un pò là (altro concetto espresso più o meno in questi termini)non hanno una certa definizione e quindi si mescolano a tante altre cose!!!
    lo scandalo è ke molti counseler (tutti quelli che mi sono capitati, quindi parlo per una mia esperienza limitata) tendono a definirsi come psicoterapeuti!!!
    se ci si limitasse alle proprie competenze (e scusate ma in confronto ad uno psicologo nn ne sono così tante) non avrei nulla da obiettare, ma un counseler, dal mio punto di vista, non può fare consulenza, non può fare sostegno (sempre psicologico), non può fare diagnosi, ne tantomeno terapia...e allora al poveraccio di mezza età ke ha perso il lavoro, cosa può fare?dare consigli???ma per quelli non ci sono amici, parenti, preti, ecc ecc.
    e se davvero dovesse avere la necessità di riorganizzare la sua vita, ki è il professionista ke lo può sostenere, aiutare, e portare a questo?
    scusate la mia durezza e crudezza, ma visto il nostro già non semplice percorso univeristario, l'anno obbligatorio di tirocinio, l'esame di stato, l'analisi formativa, la scuola di psicoterapia, ecc ecc ecc mi sono scocciato di dovermi arrabbattare anche a causa di queste ingerenze da parte di troppe figure!!!
    cmq buona serata a tutti e grazie per lo spazio datomi per lo sfogo!!!
    luigi

  5. #5
    Partecipante Figo L'avatar di joel barish
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    27-01-2005
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    789
    per me queste nuove scuole biennali sono una perdita di tempo...per chi davvero vuol fare lo psicologo...e l'ho già detto in altri T., solo starei attento a parlare di epistemologia del counselling che mi sembra esagerato per la connotazione che do io alla parola epistemologia..
    E cmounque credo che di base ci sia anche un'ignoranza nei riguardi dello "psi-"
    e per questo dobbiamo ringraziare i programmini da cerebrolesi(con tutto rispetto per quest'ultimi),le figure professionali,se così si posson chiamare,che si prestano al gioco "ti do la soluzione in 2minuti", le rivistine etc. etc. perchè ben venga la sensibilizzazione ma non quella da quattro soldi..ma anche qui la categoria che dovrebbe farsi promotrice..ahimè..langue (se ne frega..)..e poi comunque da una persona che sa che mi son laureato in psicologia e che mi chiede:"allora quand'è che mi psicoanalizzi?" non posso pretendere che sappia anche intraprendere il percorso psi- giusto per lei...l'unica è aver fiducia nelle persone che incontri..e io che tra laurea,tirocinio,serv civile, da un po' ci bazzico ne ho sempre meno perchè ormai anche qui,in un ambito così delicato, vige il "mors tua vita mea" ...così che tutto si risolve nello sperare d'avere una botta di c***..altrimenti a pagare è il cliente,paziente,utente..o come lo volete chiamare...
    io comunque inizio seriamente a pensare che la soluzione per noi sarà l'estinzione di certe categorie di persone....e sottolineo estinzione ..

    buone giornata a todos
    luuuucaaaaà!


    So I'll walk the plank
    And I'll jump with a smile
    If I'm gonna go down
    I'm gonna do it with style
    And you won't see me surrender
    You won't hear me confess
    'Cuz you've left me with nothing
    But I've worked with less


    ..Dimenticarsi di ricordare..per non ricordarsi di dimenticare..

  6. #6
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da dott.ssaConfusa
    [...]Ma noi psicologi che fine facciamo? Prendiamo il posto del panda nel logo del WWF???
    MITICAAAAAA!!!!


    .-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

    comprendo benissimo gli sfoghi e sono con voi ...
    però, penso anche, che dobbiamo guardare alla realtà dei fatti.

    il counseling (non quello psicologico che come illustra quattrostracci ... mitico amico informatissimo!!! è appannaggio dello psicologo) esiste e continuerà ad esistere:

    a) perchè il counseling risponde ad una richiesta degli utenti e quindi c'è un mercato che pone una domanda e un professionista che risponde ...
    b) perchè il counselor non fa lo stesso lavoro dello psicologo ...
    ... e questi sono fatti incontrovertibili ... qualunque cosa pensiamo e diciamo le cose stanno così ...

    ... continua ...

  7. #7
    psicosarix
    Ospite non registrato


    ... continua ...

    per non far arenare la conversazione vorrei analizzare con voi alcuni punti, intanto pongo il primo:

    a) … pur essendo due professioni diverse e con le loro caratteristiche peculiari, lo psicologo, se chiamato a farlo, può benissimo risolvere anche i problemi che possono essere proposti al counselor . intendo dire che se vai da uno psicologo perchè hai perso il lavoro a 50 anni il problema lo risolvi!!! e su questo credo tutti concordiamo … anche se lo psicologo lavora con i suoi strumenti e con i tempi della sua professione e fa un lavoro diverso da quello del counselor … alla fine il “problema” è in grado di risolverlo ... è questo quello che voglio dire ...
    penso che questo debba essere riconosciuto … per correttezza, per chiarezza e per non tacciare gli psicologi di “ottusità e non volontà di comunicare”.

    è anche vero, però, che gli psicologi devono riconoscere la figura del counselor e i suoi strumenti e la sua professionalità ... e riconoscere che non fanno lo stesso lavoro ... (certamente quando il counselor fa il counselor e non scimmiotta lo psicologo, ma vale anche per lo psicologo che non deve scimmiottare il counselor!!!)

    secondo me se ci troviamo d'accordo su questo è già un grosso passo avanti! per una serena e civile convivenza ... che è l'unica strada praticabile ... perchè anche se fosse giusto (e non lo è) comunque noi psicologi non avremmo la forza per opporci al "counseling e i suoi fratelli" ... questo lo sappiamo tutti ... ormai ...

    ... continua ...
    Ultima modifica di psicosarix : 13-12-2006 alle ore 12.00.48

  8. #8
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    In effetti se la sono studiata bene:
    * innanzitutto "counselling" non utilizza la radice "psico", che rimanda la mentalità comune a qualcosa di MATTO
    * poi sembra promettere un consiglio, e sappiamo benissimo quanto le persone amino delegare le decisioni ai cosiddetti esperti
    Dunque sono d'accordo anch'io che i counsellor rispondono a una domanda di mercato. Ora sta a noi rimboccarci le maniche affinchè venga riconosciuto il nostro valore professionale e non possiamo pretendere di meritarcelo per diritto, occorre guadagnarselo. Come? Intanto partecipando attivamente alla politica che riguarda la nostra professione (es. quanti di noi votano alle elezioni dell'Ordine?). Poi acquisendo quelle competenze pratiche che l'università non fornisce, ma che fornisce solo l'esperienza sul campo a finco di un bravo psicologo.

  9. #9
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da tata_moni
    [...]Ora sta a noi rimboccarci le maniche affinchè venga riconosciuto il nostro valore professionale e non possiamo pretendere di meritarcelo per diritto, occorre guadagnarselo. [...]
    Poi acquisendo quelle competenze pratiche che l'università non fornisce, ma che fornisce solo l'esperienza sul campo a finco di un bravo psicologo.
    quoto in pieno!!!! assolutamente splendide queste tue frasi !



  10. #10
    psicosarix
    Ospite non registrato
    vorrei, però, che questo thread servisse soprattutto per guardare alla realtà, ragionare e cercare soluzioni praticabili per ottenere veramente la separazione tra psicologo e counselor ... che in Italia pare non esserci e che è il grande problema che molti lamentano ...

    allora mi chiedo ... perchè c'è tanto conflitto e confusione sui counselor??? ... sono solo mie supposizioni ... ma ...

    ... non sarà perchè la maggior parte delle scuole di counseling è stata aperta in scuole di psicoterapia da psicologi e psicoterapeuti che insegnano in pratica a tutti le stesse cose??? senza realmente creare delle differenti professionalità???

    .... non sarà perchè gli psicologi in cerca di strumenti pratici che l'università non offre sono i migliori clienti di queste scuole per cui i contenuti dei corsi di counseling scimmiottano troppo la psicoterapia e psicologia??? ed essendo aperti a tutti, questi corsi finiscono per creare strane figure???

    ... non sarà perchè si è voluta creare confusione tra counseling* e consulenza psicologica, per avere più opportunità di lavoro e di guadagno???

    in Italia
    ... la maggior parte delle persone non sa distinguere tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra ...
    ... troppe persone ci scambiano ancora per il "medico dei matti"...
    ... la psicologia non strettamente clinica, non è riuscita a svilupparsi come avrebbe potuto ... lasciando un enorme vuoto sul mercato ...

    ... il panorama sembra variegato e complesso ... mi fermo a meditarci su

    p.s.(* per counseling non intendo la "consulenza psicologica" che è appannaggio dello psicologo)

    Ultima modifica di psicosarix : 13-12-2006 alle ore 13.53.27

  11. #11
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Io, scusate, ma continuo a non capire bene di cosa state parlando. Una cosa è parlare di counseling, altra cosa è parlare di come -eventualmente in maniera distorta- il counseling sia stato importato in Italia.

    Una cosa è parlare di metodo, altra cosa è parlare di come normare quel metodo in un certo paese in una certa epoca storica. In America è solo da alcuni anni che anche i non-medici possono esercitare la psicoanalisi. Ma questa è una questione di scelta politica, non di metodo.

    Da un punto di vista di orientamento generale credo si possa sostenere che, per tutta una serie di ragioni, il counseling dovrebbe essere una competenza esercitabile solo dagli psicologi. Io non sono daccordo, ma è un punto di vista.

    Ma non continuare a sostenere che il counseling sia la stessa cosa dell'intervento psicologico e che 5 anni di facoltà di psicologia ti insegnano ad esercitare il counseling. Questa è una bufala.

    Non capisco perché joel barish si scandalizza a sentir parlare di epistemologia del counseling: studiosi come Rogers e May hanno applicato un rigoroso metodo scientifico nel definire il modello del counseling. Con enorme successo, direi, visti i rsultati. Quindi non comprendo cosa si stia contestando. Ma soprattutto in nome di cosa.

    Se poi mi si dice che il tentativo di importare il counseling in Italia fa acqua da tutte le parti, questo è un altro discorso. Ma francamente una boutade aprioristica contro il counseling mi pare non reggere sotto nessun profilo.

    Nelle facoltà di psicologia fino a qualche anno fa non si parlava di counseling. Ora se ne parla perché, giustamente, ognuno tira l'acqua al suo mulino. E siccome il counseling "piace" ecco che l'università ti rifila corsi, corsettini e master. Peccato che di counseling abbiano solo il titolo. Se ne parla in maniera sbagliata. Dire di far studiare il counseling senza parlare degli studi di Rogers e May (che l'hanno teorizzato) è come dire di far studiare la psicoanalisi senza mai nominare Freud. Potranno essere teorie obsolete: ma da lì bisogna partire.

    Oppure mi è capitato di vedere dei corsi di aggiornamento per insegnanti di 32 ore accreditati dal ministero dell'istruzione con il nome di... counseling!

    Ora, tutto questo non è un problema del counseling, ma dei cialtroni che cavalcano l'onda.

    Per quanto riguarda noi psicologi: il problema dell'identità è una questione importante... ma non si può affermare la propria identità calpestando quella altrui. Il fatto che la laurea in psicologia valga sempre meno, il fatto che lo psicologo sia considerato sempre meno di un medico (mentre dovrebbe essere considerato altro), il fatto che l'ordine in 20 anni non abbia fatto nulla per promuovere questa professionalità tra la società, tutto questo è un problema degli psicologi le cui radici vanno ricercate nel come la psicologia si sia sviluppata in Italia. La colpa non è del counseling, ma dell'incapacità degli psicologi di promuovere se stessi.

  12. #12
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    Originariamente postato da quattrostracci
    Per quanto riguarda noi psicologi: il problema dell'identità è una questione importante... ma non si può affermare la propria identità calpestando quella altrui. Il fatto che la laurea in psicologia valga sempre meno, il fatto che lo psicologo sia considerato sempre meno di un medico (mentre dovrebbe essere considerato altro), il fatto che l'ordine in 20 anni non abbia fatto nulla per promuovere questa professionalità tra la società, tutto questo è un problema degli psicologi le cui radici vanno ricercate nel come la psicologia si sia sviluppata in Italia. La colpa non è del counseling, ma dell'incapacità degli psicologi di promuovere se stessi.
    Io mi trovo d'accordo con questa affermazione, anche se può sembrare dura, però guardiamo in faccia alla realtà, noi cosa facciamo per cambiare le cose?? E non basta dare la colpa all'Ordine, perchè l'Ordine lo eleggiamo noi, o meglio lo eleggono i 4 gatti che vanno a votare, che sono sempre gli stessi e quindi le persone a capo dell'Ordine sono sempre le stesse!!!!!!
    Non trovo sbagliato che persone come insegnanti, assistenti sociali, medici (e perchè no, anche parrucchiere!) imparino le basi del counselling, perchè lavorano con le persone e i loro problemi, non può esistere una separazione così netta di competenze. Provate ad aprire una partita iva, sarete costretti a imparare qualcosa di economia e commercio, ma questo lo dovete fare per il vostro lavoro e rimanete psicologi e i commercialisti micca si incazzano se frequentiamo dei corsi per imparare a gestire le nostre finanze. E allora cerchiamo anche noi di lavorare al meglio e il tempo non ci vedrà estinguere ma rinforzarci.

  13. #13
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    Psicosarix, me la mandi la tua foto che sto componendo il collage per il logo del WWF???

    Cmq, per me la discussione non arriverà mai da nessuna parte.
    Io dico solo una cosa: ma che poteri hanno questi counsellor che risolvono i problemi in 1-2 sedute?
    Il problema, come spesso ho detto, è che ci sono purtroppo interessi dietro che traggono solo benefici dalla confusione.
    Ditemi se per fare il counsellor, occorrono 3 anni post-lauream, a circa 3000 euro l'anno, con 50 ore di analisi personale. No, ditemelo, perchè a me sembra una grossa fregatura e presa in giro, eppure c'è gente (eccome) che si iscrive a questi corsi e si fa spennare illudendosi che solo così potrà avere le competenze necessarie.
    Non parlo di fantascienza, eh, ma di scuole private più che famose. E qui si torna agli interessi: ormai è vero, ogni scuola privata di specializzazione offre anche corsi di counselling. Però ci sono quelle oneste che organizzano corsi di 1 anno e quelle invece di cui parlavo prima, che propongono corsi triennali.
    Ragà, non so voi, ma una volta laureata quinquennale, farmi 3 anni di counselling mi sembra una gran assurdità.
    Ma il problema, e qui chiudo questo mio delirio, è cosa possiamo noi fare per cambiare le cose. Mi rispondo da sola: niente.

  14. #14
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Ale_è_Ale
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    io sono al secondo anno triennale, e al secondo anno paro-paro di una scuola di counseling, fatta in concomitanza con la terapia personale (nello stesso centro)... al terzo anno avrò l'attestato, che sarà in realtà inglobato nella laurea in psicologia (3+2 penso, non solo triennale)...

    Però non me ne intendo di burocrazia... solo che so che c'è gente che non è laureata che fa la scuola, è come una cosa a parte, non credo c'entri la laurea... ma non sono sicura........

    Ale
    Alessandra -------<---<---@


    "(...) I riflettori chiudono gli occhi, le lampade contemporaneamente chiudono le palpebre, e la folla spalanca la sua enorme bocca per l'applauso (...)" F. Depero; Notturno Metropolitano; da Prose Futuriste


    "Great Karen Walker!" - "Honey, what's going on with your hair?" - "Give me a Martini, and don't waste room with those olives!"

  15. #15
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    Originariamente postato da Ale_è_Ale
    io sono al secondo anno triennale, e al secondo anno paro-paro di una scuola di counseling, fatta in concomitanza con la terapia personale (nello stesso centro)... al terzo anno avrò l'attestato, che sarà in realtà inglobato nella laurea in psicologia (3+2 penso, non solo triennale)...

    Però non me ne intendo di burocrazia... solo che so che c'è gente che non è laureata che fa la scuola, è come una cosa a parte, non credo c'entri la laurea... ma non sono sicura........

    Ale

    Ecco, che vogliamo dire di fronte a casi del genere?
    Niente contro di te Ale_è_Ale, solo che l'idea di una scuola di counselling triennale che prende persone non ancora laureate mi fa incavolare abbestia.

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