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  1. #1
    Banned L'avatar di jenny_blu
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    Uno psicologo può essere cattolico o deve per forza essere ateo?

    Ciao

    Sono credente, e spero presto di diventare psicologa, leggendo i vari post nei vari 3d aperti, notavo una certa ostilità verso la chiesa cattolica, per cui mi è esorto un dubbio, ben evidenziato nel titolo di questo 3d.

    Io sono contraria

    All'eutanasia
    All'aborto
    Alle coppie dello stesso sesso

    Le mie idee sono date non dalla morale cattolica ma bensì da mie scelte ed opinioni personali.

    Chiarisco subito che non ho alcuna intolleranza verso chi è a favore degli argomenti da me citati è solo che cerco di capire, sembra che un ateismo ed una forte idea basata sui cosidetti valori del 2006 siano le basi per poter diventare dei buoni psicologi


    Quale sono le vostre idee in proposito?

  2. #2
    Partecipante Super Figo L'avatar di Anandamyde
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    io credo che per essere dei "buoni psicologi" serva innanzi tutto una buona preparazione...tanta esperienza...voglia di imparare sempre...modestia (non volersi imporre sugli altri...di conseguenza una "superorità" rispetto alle opinioni personali)...

    il fatto di essere cattolico o meno...testimone di geova...buddista...musulmano...o qualsiasi altra cosa non autorizza un "professionista serio" a imporre le proprie idee e convinzioni personali agli altri...

    se ti si presenta un paziente in "crisi mistica" non devi per forza inculcargli che la chiesa è "il cammino verso la libertà eterna" o la "via per la dannazione"...devi aiutarlo a capire qual'è il suo orientamento...a prescindere dal tuo...

    così è come la vedo io...spero di essere riuscita a farmi capire
    baciuz'

  3. #3
    L'avatar di crissangel
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    Uno psicologo con una sufficiente consapevolezza di sè e della propria professione questi quesiti non ha bisogno di porseli. Lo psicologo a differenza del prete o del giudice non è chiamato a giudicare, a distinguere tra il bene e il male tra ciò che è morale e ciò che non lo è tra salvezza e dannazione.
    Lo dico come psicologo, neuropsicologo e psicoterapeuta in formazione.
    Io a differenza tua sono ateo e sono a favore dei tre punti cui tu sei contraria ma non è affatto rilevante, nel senso che i miei "pregiudizi" li devo tenere fuori dallo spazio terapeutico e non è accettabile una imposizione di un punto di vista solo perchè noi ci crediamo; di contro se io vedo un cattolico in studio non gli vado a dire "valà scemo che siamo nel 2006...", questo non c'entra nulla non è etico e nemmeno permesso dal codice deontologico. Io in neuropsicologia ho trattato da un punto di vista cognitivo-riabilitativo molti anziani e spesso ho pensato che se invece di andare in chiesa a pregare perchè sono salvi passassero più tempo a svolgere gli esercizi che assegno loro per allenare le funzioni cognitive sarebbe meglio.
    Tuttavia, io devo partire dal dato oggettivo che è l'attribuzione di senso e significato che il paziente da alla realtà che lo circonda e dargli la possibilità di rivedere e ristrutturare, al limite, in base ad un altro punto di vista, ma senza direttive di tipo religioso o ideologico.
    Poi tu nella vita non chiederai mai di staccare a spina della macchina che ti tiene in vita, non abortirai mai e non ti metterai mai con una donna, se ne sei convinta...nessuno ti chiede di cambiare e nemmeno è giusto che tu riveda le tue posizioni perchè sennò non sarai una brava psicologa! Ci mancherebbe, siamo pur sempre persone con opinioni proprie.
    Io prima di ammalarmi seriamente e di vedere un amico tetraplegico a 22 anni non credevo che l'eutanasia fosse una soluzione concepibile, poi ho cambiato idea anche per lo schifo che ho provato nel vedere questo mio amico attorniato dal prete e dai suoi parenti più bigotti che lo stressavano coi discrosi del tipo che dio vuole così e la chiesa colà...è stato terribile per me.
    Poi ti dico anche che in consultorio dove faccio tirocinio c'è il servizio di mediazione familiare, dove bisogna accompagnare le coppie nel percorso della separazione e in un centro mi è capitato di vedere psicologi all'opera con pedofili....gli sforzi per trattenere la rabbia te li puoi anche immaginare!!
    Ma, le nostre ideologie è bene che rimangano fuori dalla porta dello studio e che focalizziamo i nostri interessi sul benessere del paziente, che non è la stessa cosa che dire guarigione
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  4. #4
    L'avatar di Duccio
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    In poche parole.... Secondo me non e' assolutamente vero che uno psicologo debba essere ateo.... Anche perche' non credo proprio che la religione e lavere fede sia sinonimo di bigottismo o di mentalita' ottusa... assolutamente no... C'e' una differenza sostanziale inoltre fra la chiesa e i suoi dettami e il credo religioso e la fede che e' una cosa non istituzionalizzata e intima e personale. Credo invece che uno psicologo non debba avere pregiudizi, o una visione estremamente moralista e bigotta... questo si...ma questo non c'entra (spesso) con la religione. O almeno se uno ha dei forti pregiudizi o una morale pittosto bacchettona....non dovrebbe incidere sulla professione... Mi spiego...mettiamo che io sia contrarissimo all'aborto, senza ma e senza se... in ogni caso... e ad un consultorio mi arriva una ragazzina magari che e' stata violentata... oppure che abbia agito con leggerezza, rimane incinta e cmq in ogni caso abbia la volonta' ferma di porre fine alla gravidanza.... Dovrei in ogni caso mettere da parte i miei principi e le mie convinzioni e cercare di far fare chiarezza alla ragazza, capire le sue motivazioni se sono reali oppure se sono spinte da fattori esterni o contingenti...e cercare di rispettare la sua scelta se veramente sua....
    Oppure mettiamo che io sia contrario all'eutanasia e in Italia c'e' la legge per l'eutanasia..... viene nel consultorio (oggi mi piace molto sta parola.. ) un malato terminale che mi parla delle sue sofferenza, di essere costretto ad essere intubato due volte al giorni, di continue iniezioni, di continui dolori ecc ecc... e di volerla fare finita.... io non dovrei nonostante le mie convinzioni cercare di fermarlo... ma cercare di ascoltarlo, capire le sue motivazioni, il suo vissato...e aiutarlo a fare la cosa piu' giusta PER LUi... ma in maniera autonoma e ragionata....
    Insomma... alla fine non credo che avro' questi problemi essendo sia a favore dell'eutanasia che a favore dell'aborto (o almeno della possibilita' di scegliere da parte della donna).... Fra l'altro... avevo detto che sarei stato breve eh???? eh beh....

  5. #5
    Banned L'avatar di jenny_blu
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    Essendo contraria a quelle 3 cose non significa avere dei pregiudizi, troppo comodo asserire in maniera indiretta, sei contro le coppie dello stesso sesso? allora hai un pregiudizio, discrimini, non è cosi, se contro l'eutanasia, allora non sei sensibile davanti alle sofferenze altrui. Ragazzi credetemi non è cosi essere consapevoli è giusto avere empatia anche, ma non concepisco il fatto che per capire alcune situazioni devi viverle in 1 persona, poi certo ognuno di noi ha le sue idee e non devono certamente influire sul rapporto terapeutico col paziente.

    Solo che a volte mi è parso l'idea che chi ostentasse un posizione pro cristianesimo venisse criticato e di seguito osteggiatto, io ho aperto questa discussione perchè penso che il confronto tra persone che la pensino in maniera diversa sia costruttivo, certo forse ci saranno dei conflitti, ma ci sono anche delle conoscenze che si possono acquisire

    Le idee e le opinioni sono di tutti e vanno rispettate

  6. #6
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    Mi trovo d'accordo coi pareri espressi: lo psicologo deve facilitare un processo decisionale, non sostituirsi con le proprie idee, quindi non è un problema avere idee personali, sempre che si riesca a tenerle nel confine del personale...
    Ad esempio, a me capita che i pazienti chiedano se ho figli, se credo che questa tal cosa sia normale o no, cosa avrei fatto al posto loro e simili. A queste domande non bisogna rispondere, non perchè lo psicologo deve stare sulle sue, ma perchè sono trappole che il paziente inconsapevolmente ci tende. E allora se io sono contro l'aborto e arriva una donna adulta che chiede di poter fare il suo terzo aborto (OT in un consultorio è facile una situazione del genere, tanto quanto la ragazzina che è stata incosciente, purtroppo! FINE OT), posso accompagnarla in un percorso di ricerca di senso dei gesti che compie, ma non posso in alcun modo dissuaderla o ancor peggio giudicarla.
    Ma non credo proprio che nè jenny_blu nè altri psicologi cattolici abbiano intenzione di farlo!

  7. #7
    L'avatar di crissangel
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    Il termine pregiudizio non è negativo, significa avere delle convinzioni e delle credenze e nessuno di noi ne è immune; vivere le esperienze ti può inserire in una nuova dimensione e in un nuovo modo di vedere la cose, non sempre accade e non sempre è necessario, ma di sicuro è un aspetto determinante. Ognuno ha le proprie opinioni e vanno rispettate, questo da entrambi i lati, a me pare anche che qui accada anche il contrario ossia che chi osteggia le posizioni forti dell'istituzione chiesa venga osteggiato e comunque come dice Duccio i dettami dell'istituzione e la fede sono due cose ben diverse.
    Allo psicologo è riechiesto di gestire i propri vissuti e modularli in base alla persona che ha di fronte che deve essere ascoltata col minor numero di filtri possibile.
    Ognuno ha le sue convinzioni, lo ho ripetuto più volte, ma siccome certe questioni sono state approvate dal parlamento dello stato laico io non posso imporle al mio paziente; se sono in difficoltà lo invio ad un collega
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  8. #8
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    Originariamente postato da jenny_blu
    a volte mi è parso l'idea che chi ostentasse un posizione pro cristianesimo venisse criticato e di seguito osteggiatto, io ho aperto questa discussione perchè penso che il confronto tra persone che la pensino in maniera diversa sia costruttivo, certo forse ci saranno dei conflitti, ma ci sono anche delle conoscenze che si possono acquisire

    Le idee e le opinioni sono di tutti e vanno rispettate
    Sinceramente anche a me alcune volte è sembrato. Credo anch'io che il confronto sia sempre positivo

  9. #9
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    E' già il secondo messaggio che mando in contemporanea con altri, sorry!!!

  10. #10
    L'avatar di crissangel
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    Originariamente postato da tata_moni
    E' già il secondo messaggio che mando in contemporanea con altri, sorry!!!
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  11. #11
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di el loco
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    Non fa alcuna differenza se si è cattolici, credenti o no.. praticanti etc.. o atei...
    l'importante è non discriminare.
    O almeno essere consapevoli dei propri limiti, dei propri pregiudizi.
    Avere l'onestà di ammetterli e passare la mano magari quando si ha a che fare con qualcosa che ci turba. Ammettere. Tollerare la non onnipotenza se volete.
    Onnipotenza che è di uno solo se non erro.. (e dei maniacali)

    invece
    è questo: "Le mie idee sono date non dalla morale cattolica ma bensì da mie scelte ed opinioni personali", che mi fa paura.


    Cosa sono le scelte ed opinioni personali se non frutto di una vita, di esperienze, letture, e sentimenti da questi derivati... come si fa a dire che non "sono date non dalla morale cattolica ma bensì da mie scelte ed opinioni personali"?? Dove inizia il personale in questo caso.
    Che poi ognuno le applichi o meno, le convinzioni, gli agiti lo so.. siamo diversi, adulti circa tutti, siamo consapevoli ed il codice deontologico dell'ordine è li appunto come baluardo da seguire.. non si discrimina, tutti uguali e tante altre cose belle. Un pò la costituzione mi sembra.Siamo tutti tenuti a rispettarla, di tutte le fedi.
    per questo parlo, fatto salvo il codice, le idee e le fedi.. parlo di limiti personali.
    Non dico ammettere, o forse si, ma credo che ci sia una certa linea continua tra le idee della chiesa alle quali tutti siamo stati educati e pensieri attuali di chi oggi si trova a fare un lavoro come il nostro. Come si può negarlo.
    Ma parlo di limiti e di essere onesti con sè stessi.
    Questo. L
    La negazione mi fa paura. La negazione delle derivazioni, dei pericoli e dei limiti, questo mi fa paura.
    "... per favore Dio, per favore Knut Hamsun, non abbandonatemi adesso." (J. Fante)



    http://youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY

  12. #12
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Lepre*marzolina
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    nei peggiori bar di caracas...
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    per me lo psicologo non deve essere "ottuso".......punto e basta...
    esistono atei ottusi, cristiani ottusi , buddisti ottusi ed esistono atei intelligenti e cattolici intelligenti....quello che conta è l'apertura mentale....la propria fede (se c'è o non c'è ) è un fatto privato che non deve intaccare il rapporto con il paziente...
    se arriva in terapia o ad un consulto una donna che , ad esempio, non ha superato l'esperienza dell'aborto e tu, psicologo cattolico, stai li e la tratti neanche avesse chissà quale colpa....questo è essere ottusi....
    la fede (o la non fede) è tua , non del paziente...come anche i valori che si afferma di avere...
    dove c'è gusto non c'è perdenza

    ho sempre amato il mio prossimo...finchè era poco....



    Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà
    C.P.



    E' cosi' difficile divertirsi di questi tempi, anche sorridere fa male alla faccia

  13. #13
    psicologiaela
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Anandamyde
    io credo che per essere dei "buoni psicologi" serva innanzi tutto una buona preparazione...tanta esperienza...voglia di imparare sempre...modestia (non volersi imporre sugli altri...di conseguenza una "superorità" rispetto alle opinioni personali)...

    il fatto di essere cattolico o meno...testimone di geova...buddista...musulmano...o qualsiasi altra cosa non autorizza un "professionista serio" a imporre le proprie idee e convinzioni personali agli altri...

    se ti si presenta un paziente in "crisi mistica" non devi per forza inculcargli che la chiesa è "il cammino verso la libertà eterna" o la "via per la dannazione"...devi aiutarlo a capire qual'è il suo orientamento...a prescindere dal tuo...

    così è come la vedo io...spero di essere riuscita a farmi capire
    anche io la penso esattamente cosi'.
    Jenny blu, non voglio assolutamente criticarti , ma perchè sei contraria alle coppie dello stesso sesso?
    è cosi' per capire..

  14. #14
    Banned L'avatar di jenny_blu
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    sono perfettamente d'accordo che le idee del terapeuta non devono influire in alcun modo sul paziente, è molto difficile rimanere sul personale quando io mi esprimo ed interagisco conteporaneamente trasmetto i miei valori in quanto essere umano, se dicessi ad una tipa fai quello che vuoi, senza farle capire l'esistenza di altre vie oltre l'aborto, mi sentirei in colpa con me stessa in primis, e poi deontologicamente mi sembra scorretto non illustrare tutte le possibili alternative all'aborto, sempre essendo conscia che la scelta finale spetta solo ed esclusivamente al paziente.
    Ultima modifica di jenny_blu : 06-12-2006 alle ore 22.23.19

  15. #15
    Banned L'avatar di jenny_blu
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    Esistono varie tipologie di coppie io preferisco quelle etero, e rispetto quelle omo

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