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  1. #1

    iniziamo...personalità borderline

    LA PERSONALITA' BORDERLINE
    Prima di tutto facciamo una breve introduzione...le mie fonti in questa momento saranno principalmente
    *P. Fonagy, M. Target, Attaccamento e funzione riflessiva, Raffaello Cortina Editore
    *A. Lis, S. Stella, G.C. Zavattini, Manuale di Psicologia Dinamica, Il Mulino
    *DSM IV

    Iniziamo col dire che la psicoanalisi e la psichiatria definiscono in maniera differente il paziente borderline.
    Per la psichiatria la patologia borderline è una sindrome clinica..pensiamo ad esempio ai criteri diagnostici del DSM (per esempio il IV)

    A. Una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell' immagine di sè e dell'umore ed una marcata impulsività comparse nella prima età adulta e presenti in vari contesti, come indicato da uno o più dei seguenti elementi:

    1 sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono.
    2 un quadro di relazioni interpresonali instabili ed intense, caratterizzate dall'alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione o svalutazione
    3 alterazione dell'identità: immagine di sè e percezione di sé, marcatamente e persistentemente instabili
    4 impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto, quali spendere, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata e abbuffate)
    5 ricorrenti minacce, gesti o comportamenti suicidari, o comportamento auto-mutilante
    6 instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell'umore (es. episodica intensa disforia, 7 irritabilità, ansia, durano da poche ore ad alcuni giorni)
    7 sentimenti cronici di vuoto
    8 rabbia immotivata ed intensa, o difficiloltà a controllare la rabbia.
    9 Ideazione paranoide o gravi disturbi dissociativi transitori, legati allo stress

    per questo tipo di approccio delle letture interessanti sarebbero Gunderson e la Linehan - ideatrice della Dialectical Behavior Therapy)

    Per quanto riguarda la psicoanalisi, tale patologia è vista piuttosto come un livello di funzionamento psichico caratterizzato da manifestazioni non specifiche di debolezza dell'io, tendenza al processo primario del pensiero, diffusione dell'identità e specifiche operazioni difensive.
    Possiamo quindi parlare di un'organizzazione di personalità borderline...questa espressione è stata coniata da Otto Kernberg per definire quei pazienti che si collocano al limite tra nevrosi e psicosi e sono caratterizzati da un'organizzazione patologica specifica e stabile di personalità. Quello che avvicina i pazienti borderline alle psicosi è l'utilizzazione di meccanismi di difesa primitivi. Quello che li separa è il permanere del test di realtà.
    Secondo questo punto di vista, il paziente borderline potrebbe sembrare a prima vista nevrotico, ma un'analisi più approfondita mostrerà delle peculiarità che ci faranno sospettare una sottostante organizzazione di personalità borderline.
    La diagnosi definitiva dipenderà dalla patologia dell'Io e non da sintomi descrittivi!!!

    Un ulteriore approccio è quello di Peter Fonagy, che cerca di coniugare psicoanalisi e cognitivismo, infant research e teoria dell'attaccamento (cfr Peter Fonagy, La teoria dell'attaccamento è proprio diversa da quella psicoanalitica? Punti di contatto e divergenze tra i due paradigmi).

    Vorrei quindi proporvi al riguardo la lettura di un lavoro di Fonagy su cui discutere poi insieme...fermo restando che per qualsiasi dubbio o perplessità sono a vostra disposizione (ci provo ) E' un po' lunghetto...ma pensavo che potremmo spezzarlo e discuterne una parte alla volta...che ne dite?Iniziamo?
    L'articolo si trova QUI<<
    potremmo iniziare con le prime tre sezioni:
    Attaccamento e processi di mentalizzazione
    Monitoraggio metacognitivo e sviluppo del Sé
    Note sullo sviluppo patologico basate sul modello dialettico

    Ultima modifica di Mia_Wallace : 29-03-2003 alle ore 00.47.43
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  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di fla_vietta
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    [color=violet:520e4056d4]I miai testi di riferimento sono:
    1-....anche x me Lis,Stella,Zavattini;Manuale di psicologia Dinamica;Il Mulino;
    2-A.Mitchell,J.Black;L'esperienza della psicoanalisi;Bollati Boringhieri;


    Io ho avuto modo di studiare,x ciò che riguarda la personalità borderline,qualcosa di Kernberg:
    x lui una personalità borderline è un paziente che si colloca in un'area limite tra psicosi e nevrosi e che manifesta un'organizzazione patologica specifica e stabiledella personalità. Tale termine spetta solo a pazienti che presentano un'organizzazione caratteriologica cronica,nè nevrotica nè psicotica,ma che si caratterizza x.
    1-tipiche costellazioni sintomatiche;
    2-meccanismi di difesa dell'Io specifici;
    3-tipica patologia di relazioni oggettuali interiorizzate;
    4-partocolari tratti genetico-dinamici.
    Nessun sintomo è paragnostico,ma la presenza di alcuni di tali sintomi insieme può far pensare a una personalità borderline,e sono:
    1-angoscia cronica diffusa;
    2-nevrosi polisintomatica(fobie multiple,reazioni dissociative,sintomi ossessivo-coatti e di conversione multipli,ipocondrie);
    3-tendenze sessuali perverse;
    4-rabbia furiosa e ostacolazione nella formazione del Super-Io(reazione più comune).
    Così nell'Io convivono immagini del Sè primitive,contraddittorie e non realistiche;e la mancanza di formazione del Super-Io non permette l'interiorizzazione delle richieste della realtà soprattutto quella sociale.
    Il paziente non è in grado di valutare l'altro ed ha scarsa empatia e scarso interesse x gli altri. Ha paura di un eccessivo coinvolgimento e x manipolare le sue paure manipola gli altri senza nessun rispetto x loro.[/color:520e4056d4]
    Punta sempre verso la luna,male che vada avrai vagabondato tra le stelle.......

  3. #3
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    complimenti a entrambe!!! i vostri spunti sono molto interessanti, vorrei ora avere il tempo di contribuire alla discussione, ma purtroppo non è così.... spero di farlo al + presto!
    nel frattempo grazie a tutt'e due e a quelli che animeranno a discussione

    ps: mia, non mi deludi mai!

  4. #4
    grazie Sunny e grazie fla_vietta
    stavo riflettendo su una cosa...pensate che sia meglio chiarirci prima le idee in generale sulla personalità borderline e sul background teorico dell'articolo che ho scelto per discutere? Mi è venuto il dubbio che sia un pochino ostico come inzio magari potremmo semplicemente iniziare discutendo sulle differenze tra i due approcci...aspetto i vostri feedback
    che ne dite? Qualcuno ha iniziato a leggerlo? Accetto più che volentieri consigli e suggerimenti sugli argomenti che vi interessano e sul "modo" in cui affrontarli...anzi, adesso apro un topic apposta
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 29-03-2003 alle ore 00.14.38
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  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di fla_vietta
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    [color=violet:fe5dc73508]Secondo me sì ,sarebbe meglio chiarire un pò il concetto....anchè xkè magari x me alcuni termini diciamo "tecnici" sono scontati,ma x chi nn ha ancora avuto niente a che fare con la dinamica e la clinica potrebbero essere complicati o poco chiari.E poi sarebbe meglio chiarire,x esempio,in generale cosa si intende x personalità bordeline,e poi entrare nello specifico di autori,testi ed articoli.Siete d'accordo? [/color:fe5dc73508]
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  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
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    buona idea!!!! soprattutto per me, ma vi chiedo ancora scusa se sarò latitante, ho pochissimo tempo... :cry: , ma leggerò tutto e se sarò in grado parteciperò

  7. #7
    ok
    adesso mi metto a scrivere qualche riga di spiegazione
    mi potreste indicare quali sono i punti o i termini o quant'altro che trovate ostici?
    grazie
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 29-03-2003 alle ore 00.15.01
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  8. #8
    scusate se ci ho messo un po'...ma ho tanti tanti problemi col pc, e soprattutto speravo in qualche feedback che mi aiutasse a capire di cosa discutere
    Ci provo da sola...però intervenite per favore!!! :o

    Per iniziare, su consiglio di Fla_vietta (grazie ) provo a chiarire meglio, per chi nn lo sapesse, cosa si intende per personalità borderline: se avete tempo e voglia, potete leggere >>QUESTO<< articolo intitolato "Evoluzione storica del concetto di borderline"...penso sia molto utile per capire ciò di cui stiamo parlando .
    Se invece nn ne avete voglia...poco male, perchè è da lì che prenderò spunto nella mia spiegazione
    Premessa: se proviamo a tradurre il termine "borderline", possiamo vedere come il suo significato sia "linea di confine"...vediamo che significa con un po' di storia
    La nascita del concetto di "borderline" si può far risalire alla fine dell'800 (quindi prima della nascita della psicoanalisi...) per indicare quei soggetti che oscillavano tra ragione e follia...teniamo presente che in quel periodo l'attenzione degli addetti ai lavori era focalizzata principalmente su schizofrenia e psicosi maniaco-depressiva...ma l'osservazione del decorso dei vari pazienti, inizia ora a far pensare che ci siano delle forme patologiche "al bordo" della psicosi.
    Con l'avvento della psicoanalisi, il problema si sposta dalla ragione/follia alla capacità dei pazienti di sviluppare un transfert...il termine borderline passò quindi (siamo negli anni 30) ad indicare quei pazienti al limite tra nevrosi e psicosi che per questo erano difficilmente analizzabili...e generalmente veniva vista in rapporto con la schizofrenia, più che con la psicosi maniaco-depressiva.
    L'uso del termine borderline divenne comune verso circa la metà del '900, e veniva usato in genere con due significati:
    1) disturbi non manifestamente psicotici e a prima vista analizzabili, ma in seguito trovati refrattari alla psicoanalisi;
    2) disturbi in un qualche modo collegati con la schizofrenia.
    Alcuni autori iniziarono invece ad utilizzare la definizione borderline senza specificazioni: possiamo ricordare Stern, Knight e Grinker, che cercarono di definirne le caratteristiche.
    Adolph Stern descrive i borderline come persone ipersensibili, "narcisistiche" (nel senso di idealizzare e svalutare alternativamente il terapeuta), con spiccato senso di inferiorità, propense ad usare meccanismi proiettivi. Robert Knight nota come questi pazienti nascondano, dietro un apparente funzionamento tipicamente nevrotico, una "regressione" e una severa debolezza dell'Io; Roy Grinker Sr. et al. sistematizzano la diagnosi di disturbo borderline come entità autonoma.
    A questo punto...arriviamo a Kernberg che come abbiamo visto concepisce il disturbo borderline come "organizzazione borderline di personalità", che si colloca tra le nevrosi e le psicosi, non da intendersi come un preciso quadro sintomatologico, ma come una modalità di funzionamento essenzialmente intrapsichica, specifica e stabile nel tempo. I suoi "criteri diagnostici" infatti nn sono di tipo descrittivo ma psicodinamico. Questo modello presenta però degli svantaggi, cioè il fatto di richiedere un alto livello di inferenza nel processo diagnostico, e il fatto di includere più diagnosi se comparato al DSM.
    Oltre al modello di Kernberg, ricordo di nuovo il lavoro di Gunderson, che ideò una intervista diagnostica per i borderline e se ne servi per delinerare dei criteri diagnostici. Anche qui abbiamo dei pro e dei contro...se da una parte questo sistema è più attendibile, dall'altra esclude dalla diagnosi un gran numero di pazienti tradizionalmente considerati borderline.

    Spero che adesso sia più chiaro...cmq sto preparando anche una breve riflessione sulla teoria dell'attaccamento per comprendere meglio l'articolo di Fonagy e sulle diverse ipotesi eziopatogeniche del disturbo borderline....
    Passo la palla
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 29-03-2003 alle ore 00.16.09
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  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di fla_vietta
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    [color=violet:dcbbd4b16a]...devo aggiungere altro?!?!?!?![/color:dcbbd4b16a]
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  10. #10
    ...ok, passiamo alla fase 2...così dovreste avere "in mano" tutto quello che serve per discutere sull'articolo che ho proposto all'inizio...al solito vi consiglio >>QUESTO<<articolo...in ogni caso..via con la fase 2
    Do per scontato che qualcosina su Bowlby e la sua teoria dell'attaccamento la conosciate...così come penso che tutti abbiamo studiato la classificazione dei diversi tipi di attaccamento ideata dalla Ainsworth grazie alla Strange Situation Procedure da lei ideata (se così nn fosse...basta dirlo!).
    I pattern d'attaccamento da lei descritti sono tre (più i diversi sottotipi):
    * sicuro;
    * insicuro-evitante;
    * insicuro-resistente.
    In aggiunta a queste tre categorie, Main e Solomon hanno introdotto la categoria "insicuro-disorganizzato": anche se questa classificazione può essere presente in campioni "normali", molti dati collegano questo tipo di attaccamento all'esperienza di abuso e alla depressione materna, rappresentando quindi un indicatore diagnostico per identificare bambini ad alto rischio.

    Torniamo alla nostra patologia borderline...sul piano eziopatogenetico troviamo diverse ipotesi:
    1. ambito psicoanalitico:
    *Kernberg la considera come il risultato di rappresentazioni scisse di sé e degli altri (attraverso un processo di splitting o scissione ) accompagnate da una dotazione aggressiva di base:
    *altre teorie psicoanalitiche sostengono che il disturbo centrale della personalità borderline non è un conflitto ma un deficit nella rappresentazione interna del caregiver, causata da un'incapacità del caregiver stesso di entrare in sintonia con i bisogni del bambino, deficit che porta ad un'estrema vulnerabilità in situazioni dolorose.
    *Altre teorie in campo psicoanalitico si focalizzano su un deficit nelle capacità metacognitive (volete una spiegazione su teoria della mente, capacità di mentalizzazione, ecc? ).
    *Un ulteriore "gruppo" di teorie cerca di mediare tra le ipotesi di conflitto e quelle di deficit, postulando un deficit di accoglimento da parte materna dei bisogni di autonomia ed individuazione del bambino e un conseguente conflitto tra bisogni di autonomia e protezione.
    2. ambito delle psicoterapie cognitive:
    * ipotesi di un grave deficit nella capacità di regolazione delle emozioni;
    * ipotesi della compresenza/concatenazione di tre assunti su di sé e sul mondo che portano a convinzioni patogene (il mondo è pericoloso e malevolo; sensazione di fragilità/vulnerabilità; convinzione di essere intrinsecamente inaccettabili/destinati all'abbandono).
    * modelli (simili a quelli psicoanalitici) che sottolineano l'importanza del deficit metacognitivo.

    Vista la quantità di modelli/ipotesi, si capisce come sia importante arrivare ad un'integrazione...E se il processo unitario sottostante a questi conflitti/deficit fosse la disorganizzazione dell'attaccamento??
    ed è qui che ritorna l'articolo proposto all'inizio

    E' un po' più chiaro ora?
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 29-03-2003 alle ore 00.19.35
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  11. #11
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    il mio grande Prof. del Seminario di Psicodiagnostica, Psichiatra convertito alla Psicoanalisi da un altro grande Prof. si è affidato nel tratteggiarci il quadro Borderline alla teoria di Kernberg e Gunderson però le sue lezioni erano fantastiche quando partiva con i resoconti su CASI CLINICI (Guido ci sei ??) Aveva avuto in trattamento pazienti (donne, maggior incidenza del disturbo) e di loro, con i dovuti riguardi e accortezze quando anche a scopo didattico si espongono casi clinici, ci parlava. Parlandoci di difese primitive (soprattutto scissione) che essi mettevano in atto, della loro Aggressività (della violenza dei loro agiti), degli agiti soprattutto autodiretti con gravissimi rischi suicidari, ci parlava dei bambini che erano stati e di quanto profondo fosse il loro vissuto di abbandono (molte volte nel caso di giovani pazienti donne di traumi da abuso) il senso di Vuoto , che per i pazienti Borderline fa anche parlare di angoscia bianca (choc e siglature Dbl -alla francese nei protocolli Rorscharch), un vuoto interiore per caregiver inesistenti. Ci parlava di pazienti che ad opera della scissione vedevano/vivevano il terapeuta Gigante/nano. Di quanto fossero manipolativ, seducentii e in grado, per affinatissima sensibilità, di saper cogliere segnali di debolezza di volta in volta nel terapeuta , nel partner ecc per poterli usare come punti su cui attaccare e sfogare aggressività e rabbia.

    Io personalmente pensavo alla struttura difensiva tenacemente attaccata alla realtà dei Soggetti con Organizzazione Borderline di personalità legandola in chiave teorica al Falso Sè di Winnicott in entrambi i casi , sfaldare queste difese (prematuramente, senza una regressione benigna ed un nuovo inizio cercato, perseguito, preparato e accolto da un terapeuta capace di vera rispondenza emotiva) possa dar luogo ad esiti nefasti promuovendo una caduta vorticosa terribile e catastrofica verso la Psicosi.

    a presto
    Pat
    "Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè cela, ma accenna" Eraclito

  12. #12
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    pat finalmente tra noi!!!!

    comunque chia hai rahione, io userò spesso la stanza clinica, per approfondire le mie scarse conoscenze!

  13. #13
    Pat!!! interessante il tuo contributo e mi interessa molto il legame tra Falso Sé e Organizzazione Borderline di personalità...hai voglia di allargare un po' il discorso? Oviamente se hai tempo e voglia...io magari intanto butto giù qualcosa sul punto di vista che ho fatto mio che ne dici?
    Magari cercando di collegare vissuti e comportamenti alla loro spiegazione teorica...ah, provo anche a cercare qualche articolo interessante di cui postare il link sulla tua "teoria"!!!
    Buon lavoro a noi
    e bentornata qui a Sunny parola d'ordine: contirbuire!!!Abbiamo bisogno di idee!!
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 29-03-2003 alle ore 00.20.23
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  14. #14
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
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    dovrò alzare le mani allora, io ho poco da dire.... me ne vò :cry:

  15. #15
    Nadia, no!!!Quello che intendo è che se nn ti senti abbastanza "pronta" per discutere di questi argomenti, puoi iniziare a stare qui leggendo, ma contribuendo cmq portando idee su argomenti che ti interesserebbe approfondire facendo domande su cose che nn ti sono chiare ecc, ecc ok?
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 29-03-2003 alle ore 00.20.47
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