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  1. #1

    scelte di vita e di specializzazione

    cari psicologi, rileggendo un po' di cose scritte e qua e là, mi sono venute in mente un po' di cose.
    Innanzitutto la scelta della specializzazione. Ormai è normale per tutti i laureati cercare direttamente la specializzazione anche perchè si spera così di avere qualche chanche in più. Effettivamente i lavori che ti propongono sono quasi un insulto allo statuto dei lavoratori: occupazioni da educatore in cui il compenso orario è da paesi dell'est, magari in situazioni che a chiamarle logoranti si rischa di essere gentili!
    Nemmeno i laureati in scienze dell'educazione dovrebbero accettare certe situazioni. Meglio fare la commessa all'iper sotto casa, anzichè farsi mettere nel sacco sempre con la mission.
    Tuttavia ritengo sia rischioso pensare di arrivare a fare gli psicoterapeuti così giovani. per esperienza personale quando mi sono trovata nello studio con il rpimo paziente che seguivo per il tirocino, mi sono accorta di quanto fossi sprovvista di strumenti "umani" diciamo così. Quindi la mia carriera nella specialià che avevo scelto(la IIPG di MIlano) è stato un flop clamoroso, lavoravo full time e vi assicuro che tra tirocinio supervisioni analisi e lezioni (oltre ovviamente a un lavoro che mi consentissse di pagare tutto ciò e di sopravvivere) la vita era davvero dura. Morale: ho interrotto la scuola e mi ono presa del tempo per pensare e per vivere. Dopo due anni ho deciso che la mia esperienza di vita (e ilmio conto in banca) era un po' più consistente ed ho deciso di ricominciare ma non più in una specializzazione privata ma pubblica. Allora luoghi comuni da sfatare:non ero raccomandata da nesssuno,mi sono messa semplicemente a studiare e sono arrivata prima!
    Altra questione, la specializzazione pubblica è generica? Non ti obbliga all'analisi? Ma meno male! Non c'è il divieto, se vuoi fai l'analisi e poi volete mettere la possibilità di fare tirocini VERI in reparto e non in situazioni assurde come quelle che propongono le private?
    Altra questione le tasse, ma ragazzi, se mettevamo in un un fondo pensionistico privato tutti i soldi spesi, si poteva vivere di rendita!
    Unica beffa:nelmio cors c'è anche un medico che pur facendo la stessa mia scuola percepisce la borsa di studio di 850 euro al mese. Alla faccia nostra.

  2. #2
    Partecipante Super Esperto
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    Anche io ho aspettato di sentirmi più "matura" sia come età ed esperienza di vita (appena laureata dimostravo 20 anni e qualcuno mi ha chiesto se fossi veramente laureata...), sia soprattutto come esperienza professionale.
    Ho lavoricchiato un pò nell'ambito della psicologia facendo esperienze diverse che mi hanno permesso di modificare alcuni progetti che avevo dall'università (lavorare con adulti e patologie gravi: poi ho scelto di lavorare con bambini e patologie non gravi).

    Per me è stato meglio così: ho potuto in parte pagare la scuola con alcuni risparmi del lavoro fatto fino a quel momento e, cosa ancora più importante, quando ho cominciato la scuola avevo già una rete di contatti lavorativi che mi hanno permesso di proseguire il mio lavoro facendo una sorta di tirocinio ininterrotto pagato.
    Invece delle 150 ore classiche (che si riducono in 3 o 4 ore a settimana in cui ti alleni ad "esercitare"), ho infatti la possibilità di lavorare come psicologa in altri contesti, avendo altri casi oltre a quelli del tirocinio.
    Ho quindi la possibilità di applicare quotidianamente i concetti appresi (e questo rende meno "doloroso" pagare la retta perchè so che è qualcosa che realmente mi serve) e di approfondire alcune cose (perchè magari ci sto lavorando in quel momento).

    I contro sono che la maturità cronologica corrisponde anche ad un periodo della vita in cui ci sono altre cose oltre al lavoro e allo studio, e quindi "senti" molto di più alcuni sacrifici connessi al lavorare e studiare contemporaneamente.
    Vedi le tue coetanee che si sposano e hanno figli e tu torni a casa alle 9 di sera e fatichi a pensare a te stessa, figuriamoci dei bambini.
    Vedi che vorresti comprare la casa e invece la stai probabilmente comprando a qualche docente di specializzazione.

    In quanto alla scuola pubblica/privata... io ne frequento una privata: è costosa ma ha lezioni una volta a settimana e il sabato, mentre il tirocinio è di 150 ore: questo significa che mi porta via un paio di giorni a settimana e me ne rimangono almeno 3 per lavorare.
    Avendo già un lavoro nell'ambito psicologico per me è stato meglio così perchè mi ha permesso di mantenerlo ed espanderlo (in senso qualititativo, non quantitativo dato il ridotto tempo a disposizione).
    Per l'analisi la scuola è stata flessibile e mi ha lasciato la possibilità di scegliere DOVE, QUANDO e QUANTO.

    Per il tirocinio mi sono trovata benissimo: è una struttura pubblica e mi sembra di ottimo livello (nonchè vicina casa mia).
    Certo c'erano anche strutture private più flessibili in termini di orari e luoghi, ma ho visto una collega che ha scelto una struttura del genere per mantenere il suo lavoro dalle 9,00 alle 18,30 come segretaria (la scuola era il sabato e la domenica): al 3° anno si era ritrovata con sì e no 50 ore di tirocinio (accumulate nei 3 anni), consistenti nell'assistere a riunioni di equipe o seguire una psicologa che gestiva gruppi di mutuo aiuto.
    Nessun paziente, nessuna autonomia, nessuna responsabilità, nessuna fatica: ma anche nessuna esperienza.
    Vimae

  3. #3
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    Ragazze vi ringrazio per aver riporteto le vostre esperienze!

    Vincenza posso chiederti che scuola pubbblica stai facendo? Quindi ti trovi bene?

    Io sono indecisa su tre scuole: centro berne, humanitas e la scuola pubblica.
    Sono sempre stata orientata verso una privata perchè mi sembra meno difficile incastrare un lavoro e perchè sento dire in molti che forma meglio. Ma costa troppo! E siceramente lavorare per pagare solo la scuola e non avere soldi per altro mi rattrista alquanto e sono molto indecisa. Pensavo di provarle tutte e tre e se mi prenderanno solo in una scuola andrò in quella...

    Vimae ti faccio molti complimenti per aver trovato un lavoro da psicologa, vista la precarietà e le difficoltà che si incontrano nel realizzzare tale obiettivo. Posso chiederti che lavoro fai?

    Capisco la frustrazione nel vedere le coetanee già "sistemate"... a me capità già adesso perchè ho molti amici/che diplomati che hanno iniziato a lavorare subito e quindi li vedo più realizzati economicamnete: hanno una stabilità.
    Ma come dice il mio ragzzo: noi laureati (anche lui è diplomato) vedremo i frutti dopo e saremo più realizzati.
    Lo spero... perchè vista la precarietà mi rattristo ancora di più se penso che i nostri sacrifici non saranno ripagati nel futuro.

  4. #4
    Partecipante Esperto
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    Dimenticavo: una curiosità. Ma allora TUTTI i medici che fanno una scuola di specialità prendono la borsa?
    ma tu che sei arrivata prima non percepisci la borsa per merito?
    (pretendo troppo dalla vita, eh?)

  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    ciao ragazzi
    io sono una giovane psiocologa, con abilitazione appena avuto. avevo pensato di fare subito la scuola di specializzazione e così quest'estate ho mandato i CV e le domande per fare i colloqui di ammissione. Ne ho fatto uno solo e mi son venuti mille dubbi. L'altra sett mi hanno chiamato dalla Scuola a cui tenevo di + (è l'indirizzo che preferisco e mi convince proprio tanto!) e mi sono ritrovata a dire alla sig.ina che per ora ho deciso di aspettare e che nel caso rifarò domanda l'anno prossimo.
    da una parte il costo mi pesa. dall'altra il nuovo lavoro mi inpegna tutti i gg, con orari assurdi, ma nn c'è modo di chiedere ed ottenere 2 gg al mese liberi per andare a lezione. ma c'è anche qualcos'altro: nn sono sicura che voglio fare la terapeuta. nel senso che nn ho nemmeno iniziato e provato a fare la psicologa (infatti lavoro come educatrice), come posso decidere di fare qualcosa di così impegnativo se nn sono ancora in grado di affrontare il lavoro da psicologa da sola?
    per ora xciò faccio l'educatrice, cerco di apprendere al max dalle occasioni che ho in quest'ambito (cmq seguo 2 bambini con prob psicologici, quindi un pochino mi avvicino anche se il taglio è totalmente diverso) e nel volontariato che faccio per passione. poi l'anno prossimo vedrò cosa sarà meglio.
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  6. #6
    Partecipante Super Esperto
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    Anche a me è capitata una cosa del genere: ho sempre pensato che avrei frequentato una scuola con un orientamento cognitivo-comportamentale e sia mentre facevo l'università, sia soprattutto durante il tirocinio e in seguito ho approfondito con molti testi quest'orientamento, provando anche ad applicarlo nel mio contesto lavorativo (mi occupo di psicologia dell'età evolutiva: collaboro con un'associazione dove faccio sostegno a bambini e genitori e con alcune scuole dove faccio formazione e sportelli genitori).
    Quando ho iniziato a maturare l'idea di una scuola perchè leggere il libro e poi provare ad applicarne qualche contenuto non mi bastava più e volevo "andare oltre" ho mandato il curriculum ad alcune scuole di Milano ad orientamento cognitivo-comportamentale.
    Ho fatto i colloqui, li ho superati senza problemi e nel momento in cui mi dicevano "Ok, può passare nei prossimi giorni a formalizzare l'iscrizione" venivo presa da uno stato di panico e rispondevo "guardi facciamo che magari io quest'anno ci penso e ci risentiamo l'anno prossimo!".

    Così mi sono presa un anno ulteriore in cui mi sono avvicinata ad un orientamento psicodinamico (!) ma nell'ambito infantile.
    Ho letto qualche libro e mi sono resa conto che capivo un terzo di quello che c'era, però mi incuriosiva ad andare avanti mentre con l'approccio cognitivo-comportamentale mi capitava sempre più spesso di sentirmi annoiata o di dire "è tutto qui?".
    Alla fine ho fatto il colloquio con una scuola ad orientamento psicodinamico per l'età evolutiva e per la prima volta non mi hanno detto subito "Sì va bene" (hanno aspettato due giorni perchè l'accettazione viene decisa in gruppo e chi mi ha fatto il colloquio non poteva dirmi nulla senza consultare i colleghi).
    Quando è arrivata non ho avuto quasi nessun dubbio (avevo fissato i colloqui anche con un altra scuola e mi chiedevo se fosse il caso di farli prima di formalizzare l'iscrizione).
    Dopo 3 giorni mi ero iscritta, avevo annullato i colloqui all'altra scuola e l'opzione di iscrizione alle due che mi avevano accettata l'anno prima.
    Continuo a mantenere un forte interesse per questo orientamento, ma mi rendo conto che il quadro che avevo appena uscita dall'università era incompleto.
    Con la pratica professionale e con qualche buona lettura mi sono accorta che la mia strada era un'altra, ma ho avuto bisogno di tempo ed esperienze per farlo.
    Vimae

  7. #7
    Matricola L'avatar di piccina80c
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    L'esperienza di Vimae un pò appartiene anche a me, anche se mi sono laureata da poco e farò a breve l'esame di stato. Durante i 5 anni di università mi sentivo molto vicina all'approccio sistemico-relazionale ed il mio intento era quello di iscrivermi ad una scuola di psicoterapia familiare, dopo la laurea. Oggi, dopo due semestri di tirocinio, ho cambiato idea...il mio tutor ha un indirizzo psicodinamico e il suo approccio col paziente mi affascina..Quindi sarei orientata verso una scuola di psicoterapia ad indirizzo psicodinamico, che si interessi soprattutto di bambini ed adolescenti. I dubbi comunque ci sono e questi sono, in particolar modo, relativi ai tempi in cui ci si specializza (ho sentito persone che hanno preso il titolo di Psicoteraputa ad indirizzo psicoanalitico dopo 6 anni dall'iscrizione, per l'accumulo di ore per il tirocinio e per le supervisioni), e ai costi (visto che queste sono tra le scuole più costose!).
    Vimae, posso chiederti che scuola stai frequentando?!Inoltre vorrei sapere se i miei dubbi sono stati (o sono ancora) anche i tuoi... Grazie!
    Buona domenica a tutti!

  8. #8
    Partecipante Affezionato
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    Roma - Napoli
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    Ciao a tutti!
    Non potete capire che sollievo si prova a leggere che siamo tutti nella stessa barca e che non sono la sola a dover riflettere su questa scelta lunga e tempestosa!
    vi racconto la mia esperienza:
    Ho sempre cercato di rimandare questa scelta sxando ke potesse venire da sè!in un promo momento volevo seguire le mie amiche, ma poi loro si sono iscritte alla scuola lacaniana, ed avendo profondamente odiato Lacan ai tempi dell'università, ho kapito ke x l'ennesima volta nella mia vita dovevo cavarmela da sola.
    Ho iniziato a telefonare ed a sostenere i colloqui.
    io sono di napoli ma preferirei frequentare una scuola a Roma visto che ho possibilità di andare a dormire li damio padre e poichè roma permette di valutare + approcci rispetto a napoli ke a mio parere è specializzata solo a livello sistemico - relazionale.
    Ho incominciato andando a fare la prova di ammissione alla scuola ad approccio integrato Spss(salesiana - analitico transazionale)e nn l'ho superata. quando ho telefonato mi hasnno detto che la linea di demarcazione era il voto di laurea 105, ed io con il mio 104 era inutile che tentassi di entrare anche all'ifrep(uguale ma privata).
    ad ogni modo,senza perdermi d'animo, ho effettuato alcuni colloqui a napoli con le scuole sitemico- relazionali, sia alla scuola di Baldascini,l'I.P.R., il quale dopo una chiacchierata molto accogliente ed istruttiva mi ha ritenuto idonea, soltanto che aveva terminato i posti!
    poi ho fatto un secondo tentativo all'Ecopsis, sono stata accolta anche li dal titolare in persona, il dr. Gritti, il quale oltre ad essere una persona dalla profondissima cultura, mi ha fatto capire che la loro scuola segue un doppio modello, psicoanalitico e sistemico e che per frequentarla bisognava studiare tanto ,ma davvero tanto. per fortuna anche lui mi ha ritenuto idonea, ma si è anche accorto del profondissimo grado di confusione in cui mi trovo in questo momento.
    Poi sono andata a Roma ed ho effettuato un colloquio presso la S.F.P.I.D., e mi è piaciuta davvero tantissimo. io credo che sia una questione di pelle, la titolare, la dr.ssa Russo è stata molto gentile e disponibile, finalmente mi ha detto che la loro scuola si frequenta solo per un week end al mese, venerdi sabato e domenica ( a diferenza delle scuole precedenti che si frequentano infrasettimanalmente, cosa impossibile x me), bisogna effettuare 150 ore di tirocinio al'anno che si possono effettuare in moltissime strutture convenzionate. insomma credo che mi iscirverò li, xò adesso ho bisogno di una mano da parte vostra, c'è qualkuno ke la frequenta?
    inoltre questa stessa scuola ha sede a Messina e a Canicatti, anche chi è iscritto li mi sa dire qualkosa? ho anche bisogno di notizie su quali strutture sono migliori per effettuare tirocini, anche solo una differenza tra napoli e roma mi va bene.
    vi prego datemi notizie, in questo modo ce l'ho quasi fatta.
    Resto a disposizione per qualsiasi persona che avesse bisogno di consigli sulle scuole precedenti. un bacio a tutti e grazie

  9. #9
    jung
    Ospite non registrato
    Guardate, la mia esperienza forse è un pò diversa dalla vostra in quanto ho scelto con sicurezza la mia scuola di specializzazione, e da quando l'ho iniziata ho capito che prima non sapevo cosa volesse dire fare davvero lo psicologo. Io credo che si scelga l'orientamento in base alle proprie caratteristiche, a ciò che cerchiamo e in fondo un pò a come siamo. Mi rattrista sentire le solite questioni su indirizzi diversi (questo è migliore . . . no, è migliore quest'altro) che sento spesso, per fortuna non in questo forum. Tu hai un indirizzo diverso dal mio, e allora? Si vede che il tuo modo di "essere" psicologo non è come il mio, che il tuo approccio ai pazienti è differente. Personalmente per concludere dal mio orientamento sto imparando molto e col tirocinio accumulo una buona esperienza. So che i primi casi sono complessi perché è proprio l'esperienza che manca, ma le altre figure professionali come credete che imparino? Alla prossima.

  10. #10
    cara Eliseaaa,io sono iscritta alla specializzazione del SanRaffaeleein quanto alla borsa, ebbene sì tutti i medici percepiscono la borsa quando si specializzano ed ebbene sì è chiedere troppo per uno psicologo chiedere una borsa. Per quanto riguarda ciò che dice il tuo ragazzo circa i laureati...mah, non ci credo più molto anche se lo spero sempre.
    Vimae, tutta la comprensione da parte di chi come te viaggia con un ritardo storico che il PCI degli anni d'oro le fa un baffo.

  11. #11
    mommedue
    Ospite non registrato
    ciao a tutti.. anche per me nn è stato facile scegliere la scuola di specializazione, ho fatto diversi colloqui lo scorso anno presso delle scuole cognitive- comportamentali, accettata da tutte.. ma nn ero ancora decisa perchè anche l'approccio sistemico mi interessava molto. due approcci diversi ma credo entrambi molto validi! alla fine ora mi trovo a fare il corso di sensibilizzazione all' I.P.R. di Roma per poter iniziare il training, corso che si paga e anche molto e che ti da delle informazioni sull' approccio sistemico e che prevede un'ulteriore colloquio di seezione per l'idoneità.
    qualcuno di voi ha frequentato questa scuola o la sta frequentando? un saluto

  12. #12
    Ospite non registrato
    Ragazz ... anche io sono indecisa se la scuola sia la mia vita ... mi interessa quella che hanno aperto da poco a Parma, che rilascia il titolo di neuropsicologo a indirizzo evolutivo (oltre che psicoterapeuta) ed è di impronta sistemica e cognitivo-comportamentale (un pout-purry!).
    Il problema è che non ho ancora iniziato a fare la psicologa. Da 6 mesi vivo con il mio moroso, e sono ormai 2 anni che lavoro come educatrice di sostegno all'handicap. Quest'anno ho trovato una cooperativa che mi ha dato 30 ore la settimana, e inoltre faccio lezioni private per integrare ... dove trovo il tempo per frequentare una scuola come quella di Parma, che richiede frequenza ogni sabato? Una mia amica la fa ed è molto stanca, perchè sì le piace, ma è pesante ...
    E poi i costi, 4000 euri all'anno, ma chi ce la può fare? Oggi la vita è troppo cara, e da quando vivo da sola con lui, mi accorgo di quanto è dura, con tutte le spese che ci sono.
    Vorrei aprire lo studio, ma a parte due tirocini, la mia esperienza di diagnosi dei disturbi dello sviluppo non è cospicua, perchè durante il tirocinio ho fatto non solo la psy, ma anche molto l'educatrice ... forse quest'anno parteciperò a una ricerca come volontaria, cercando in questo modo di farmi più esperienza come diagnosta ...

    Sono stata sfortunata, perchè quando mi sono proposta come tirocinante nelle strutture che più mi piacevano (e dove avrei potuto farmi conoscere) non avevano posto, e dopo è dura fare esperienza ... Però tutto sommato non posso lamentarmi ...

  13. #13
    Partecipante Esperto
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    16-10-2004
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    Originariamente postato da vincenza
    cara Eliseaaa,io sono iscritta alla specializzazione del SanRaffaeleein quanto alla borsa, ebbene sì tutti i medici percepiscono la borsa quando si specializzano ed ebbene sì è chiedere troppo per uno psicologo chiedere una borsa. Per quanto riguarda ciò che dice il tuo ragazzo circa i laureati...mah, non ci credo più molto anche se lo spero sempre.
    Vimae, tutta la comprensione da parte di chi come te viaggia con un ritardo storico che il PCI degli anni d'oro le fa un baffo.
    Come ti trovi al san raffaele? Quali giorni dela settimana ti impegnano? è impensabile conciliare un alvoro? Che impostazione ha? Ti piace? Grazie mille!

  14. #14
    Partecipante
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    29-03-2005
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    Rgazzi, sapete qualcosa del "Centro Siciliano di Terapia della Famiglia" - sede di Palermo - o dello "Istituto Italiano di Psicoterapia Relazionale" - sede di Messina?
    A giudirare dai rispettivci siti, il primo sembra molto bene organizzato, offre molte notizie chiare e precise sulla Scuola, la retta è di 3900 €/anno pagabile in due rate (+ 155 € una tantum all'atto dell'iscrizione al primo anno), il tutto per 4 o 5 incontri mensili; il sito del secondo è, invece, molto scarno, la Scuola è ospitata presso la sede di una associazione scientifico-culturale di Messina, e se si vuol sapere qualcosa di più preciso, si deve parlare direttamente col direttore. La retta è di 3300 €/anno, pagabile in tre rate (+ 400 € una tantum all'atto dell'iscrizione al primo anno, il tutto per sole due incontri al mese. Che ne dite?
    Spero di ricevere qualche "dritta" da qualche collega che conosce qualcosa più di me in merito.
    Grazie

  15. #15
    [QUOTE]Originariamente postato da Vimae
    [B]Anche a me è capitata una cosa del genere: ho sempre pensato che avrei frequentato una scuola con un orientamento cognitivo-comportamentale e sia mentre facevo l'università, sia soprattutto durante il tirocinio e in seguito ho approfondito con molti testi quest'orientamento, provando anche ad applicarlo nel mio contesto lavorativo (mi occupo di psicologia dell'età evolutiva: collaboro con un'associazione dove faccio sostegno a bambini e genitori e con alcune scuole dove faccio formazione e sportelli genitori).
    Quando ho iniziato a maturare l'idea di una scuola perchè leggere il libro e poi provare ad applicarne qualche contenuto non mi bastava più e volevo "andare oltre" ho mandato il curriculum ad alcune scuole di Milano ad orientamento cognitivo-comportamentale.
    Ho fatto i colloqui, li ho superati senza problemi e nel momento in cui mi dicevano "Ok, può passare nei prossimi giorni a formalizzare l'iscrizione" venivo presa da uno stato di panico e rispondevo "guardi facciamo che magari io quest'anno ci penso e ci risentiamo l'anno prossimo!".

    Così mi sono presa un anno ulteriore in cui mi sono avvicinata ad un orientamento psicodinamico (!) ma nell'ambito infantile.
    Ho letto qualche libro e mi sono resa conto che capivo un terzo di quello che c'era, però mi incuriosiva ad andare avanti mentre con l'approccio cognitivo-comportamentale mi capitava sempre più spesso di sentirmi annoiata o di dire "è tutto qui?".
    Alla fine ho fatto il colloquio con una scuola ad orientamento psicodinamico per l'età evolutiva e per la prima volta non mi hanno detto subito "Sì va bene" (hanno aspettato due giorni perchè l'accettazione viene decisa in gruppo e chi mi ha fatto il colloquio non poteva dirmi nulla senza consultare i colleghi).
    Quando è arrivata non ho avuto quasi nessun dubbio (avevo fissato i colloqui anche con un altra scuola e mi chiedevo se fosse il caso di farli prima di formalizzare l'iscrizione).
    Dopo 3 giorni mi ero iscritta, avevo annullato i colloqui all'altra scuola e l'opzione di iscrizione alle due che mi avevano accettata l'anno prima.



    Ciao Vimae, mi sembra di leggere quello che sta succedendo a me: io sono in confusione totale, nn vorrei perdere anche questo anno per iscrivermi ma nn riesco a decidere Potresti indicarmi la scuola che stai frequentando, anche io ero indirizzata verso la cognitivo-comp. ma ho mille dubbi Per di più ero orientata verso gli adulti ed ora invece preferirei indirizzarmi verso l'infanzia.
    Grazie
    Francesca

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