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Discussione: il cambiamento

  1. #1
    L'avatar di crissangel
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    il cambiamento

    Non vorrei essere acusato di monopolizzare il forum, ma, se mi è concesso, ci tenevo ad aprire un ultimo 3d, poi giuro che mi do una calmata e comincio a studiare per il mio concorso (questo forum sta diventando una droga ).
    Volevo introdurre il tema del cambiamento: cambiamento come sfida, come possibilità, come scoperta oppure conferma di qualcosa. Che definizione dareste al cambiamento? E quale potrebe essere il suo contrario?

    Inizio questa riflessione, delinenando il cambiamento anche come occasione per "uscire dagli schemi", proponendovi un indovinello.Spero non sia troppo di dominio pubblico, in tal caso, cerchi di dare la risposta chi non lo ha mai sentito prima:

    Un giorno un uomo e suo figlio stanno percorrendo una strada in auto e durante il tragitto vengono coinvolti in un grave incidente, tanto che il padre muore, mentre il figlio rimane ferito gravemente. Il ragazzo viene portato nell'ospedale vicino per essere operato d'urgenza. Quando il chirurgo incaricato giunge in sala operatoria e vede il ragazzo disteso sul lettino pronto per l'intervento afferma di non poter eseguire l'operazione in quanto "non me la sento di operare mio figlio".......

    chi mi da la soluzione?
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    Innanzitutto, l'uomo normale è solo un'astrazione

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    Lo so! Lo so!
    E non lo dico, ma questo indovinello è mooolto conosciuto, quindi...

    Il cambiamento è una cosa che mi destabilizza, mi fa paura, e infatti quando nella mia vita ci sono grossi cambiamenti vado sempre in crisi. A volte anche troppo profonda. Non dico che voglio una vita monotona, ma almeno che i cambiamenti mi li possa "scegliere" e non che mi vengano imposti dall'esterno.

    Poi a dire la verità non ho cpaito bene che tipo di discussione vorresti...ok, è mttina presto...

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

    Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa

  3. #3
    L'avatar di crissangel
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    Proprio quella che hai iniziato, esperienze in cui hai dovuto o hai voluto cambiare qualcosa di te, del tuo, mondo, anche del tuo modo di pensare.
    Io ad esempio ritengo che cambiaento possa essere anche liberarsi dai paraocchi, perchè chi ce li ha, perde un bel po' del paesaggio circostante e ha un metro di giudizio ristretto, il che può innescare incomprensioni e liti. A volte però siamo costretti al cambiamento e liberarsi comunque dei pregiudizi è difficilissimo, ma forse ciò che più è richiesto ad uno psicologo....
    L'indovinello in realtà non lo sapeva nessuno di quelli che conosco, speriamo che anche qui ci sia qualcuno che non lo conosce e di poterne stimolare la curiosità
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    Innanzitutto, l'uomo normale è solo un'astrazione

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di Andalucia
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    mmm..il chirurgo è una donna? (sarebbe una coferma dell'esistenza degli stereotipi di genere)
    Lucia


  5. #5
    Postatore Epico L'avatar di Andalucia
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    Cacchio scusate..come si fa a mettere quella linea nera....scusate...mi inginocchio sui ceci per chiedere scusa..dovevo esporvi la mia idea in pm...scusate..non lo sapevo e quando ci sono arrivata era troppa la foga di rispondere..scusate..
    Lucia


  6. #6
    L'avatar di crissangel
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    Oddio, farmi mettere le mani da un chirurgo donna.... sapete che le capacità attentive hanno delle fluttuazioni in base alla fase del ciclo....SCHERZO!
    Uscire dagli stereotipi sarebbe già un cambiamento, anche se macro, nel nostro piccolo dobbiamo sempre cambiare, la questione è secondo me cosa siamo disposti a cambiare, sacrificare, mettere in gioco di noi stessi e cosa no
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    Innanzitutto, l'uomo normale è solo un'astrazione

  7. #7
    Ghiotto patato ಠ_ಠ L'avatar di Biz
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    Topadilegnopoli
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    Originariamente postato da Andalucia
    Cacchio scusate..come si fa a mettere quella linea nera....scusate...mi inginocchio sui ceci per chiedere scusa..dovevo esporvi la mia idea in pm...scusate..non lo sapevo e quando ci sono arrivata era troppa la foga di rispondere..scusate..
    Per lo "spoiler" devi inserire il testo tra le tag [spoiler] ]/spoiler]
    Ovviamente con la seconda parentesi quadra girata
    "Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
    This is a blog
    This is not a link.

  8. #8
    Partecipante Super Esperto L'avatar di m3logr4no
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    dentro e fuori dal cuore
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    il cambiamento è la mia linfa vitale...mi terrorizza, ma come tutte le cose che mi terrorizzano, mi affascina e lo ricerco sempre, ovunque!
    devo ammettere però che nn sempre di fronte al bivio scelgo il cambiamento...e questo mi fa sentire così pavida...

  9. #9
    L'avatar di crissangel
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    Anche per me è lo stesso, non so mai dosare il cognitivo e l'emotivo quando sono di fronte ad una scelta e alla necessità di analizzare tutti gli aspetti con relative soluzioni e obiettivi.
    Tutt le volte che ho cambiato scuola, nel senso di passaggio ai diversi gradi di istruzione c'è sempre stato un dislivello enorme e non so se sia per il fatto che volevo io stesso cambiare ma in realtà rimanevo ancorato agli schemi passati e all'opinione che gli altri avevano di me in un determinato ciclo scolastico
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    Innanzitutto, l'uomo normale è solo un'astrazione

  10. #10
    lialy
    Ospite non registrato
    Per me il cambiamento è frutto di un percorso che ognuno di noi fa...non mi riferisco ai cambiamenti esteriori e fisici, ma a quella molla che scatta dentro di noi ad un certo punto, in un certo giorno nella nostra vita...
    tutto sembrava andare x il meglio e puff... tutto inizia a starci stretto....ci sono cambiamenti costruttivi ed altri distruttivi, ci sono dei cambiamenti veritieri ed altri che camuffano paure...o chissà cos'altro!

    Posso parlarti di me...io sono una persona molto statica, o almeno è quello che credevo...adesso sono in una fase di cambiamento, lo sento... la cosa brutta di questo percorso è che ci si sente confusi: si perdono le certezze rispetto al passato, a quello che eri, ma è ancora troppo presto x vedere ciò che sarai...
    la cosa negativa del cambiamento è data dal fatto che i cambiamenti che avvengono in te stesso non li noti in itinere, ma solo alla fine del percorso. E' solo a questo punto che puoi capire chi sei divenuto...è a quel punto la confusione svanisce....

    Credo che il cambiamento possa essere visto come sfida...ma contro se stessi....gli altri non c'entrano....io sto cambiando x me...cambiare x adeguarsi agli altri, per diventare il modello ideale di qualcuno non serve, non è utile...così si diventa solo una brutta copia dell'originale, la brutta copia di qualcun'altro....ma l'originale dov'è...chi è....

    Parlavi di cambiamento come conferma di qualcosa..... che intendi??

  11. #11
    L'avatar di crissangel
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    Secondo me, la cosa più difficile è quando devi cambiare contesti in cui tu ti sei inserito e in cui avevi iniziato ad investire, ad un qualche livello: un gruppo di lavoro, una classe, un contesto insomma fatto di unità che interagiscono e si influenzano. In questi casi sei costretto a mettere in gioco una parte di te e a riconoscerti come una parte di quel gruppo. Un cambiamento in questo senso, un licenziamento magari, può effettivamente creare una crisi però, nel momento in cui per sopravvivere devi rielaborare e superare il tutto, il cambiamento imposto può anche divenire qualcosa di attivo e può servire anche da conferma di qualcosa che poteva essere latente e a cui rinunciavi proprio perchè per un senso di affiliazione. Tu hai esattamente colto ciò che intendevo (senza saperlo!): mi sono trovato spesso a stare male per un distacco e a mettermi in discussione sul perchè è successo, peccato che molte volte i dubbi e le sofferenze che ne derivano sono solo tuoi, mentre la controparte mangia, dorme e vive tranquilamente..... un giorno ho pensato che sarebbe bene che iniziassi a lavorare di più sullo sviluppo dell'assertività e sul controllo dell'emotività, dopo un po' ho pensato che questo cambiamento però lo dovevo fare per me, non per gli altri. A volte questi difficili cambi di punti di vista, che a descriverli sembrerebbero essere banali, servono a ritrovare una conferma di te e dei tuoi aspetti di cui suppongo bisogna riappropriarsi e che servano come molla per un cambiamento che non sia un salto nel buio
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  12. #12
    Postatore Epico L'avatar di Megghina
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    negli ultimi due mesi ho praticamnete rivoluzionato la mia vita. ho preso la laurea, da una convivenza (per volonta' sua) ci siamo presi un periodo di riflessione e (in seguito a questa riflessione) io da domani andro' a vivere da sola. per me il cambiamento e' tutto quello che hai detto "cambiamento come sfida, come possibilità, come scoperta oppure conferma di qualcosa." Per me questa scelta di andare a vivere da sola (nonostante la storia con lui non sia finita) e' una sfida con me stessa siruramente, ma anche una grandissima possibilita' a cui la vita mi ha messo davanti e a cui non ho saputo dire di no. So che ritrovero' una persona diversa, una me diversa tra qualche mese e lo accetto, in questo momento sono apertissima ai cambiamenti,.
    E' proprio questo il fatto, bisogna avere la mente predisposta ai cambiamenti, a volte non riusciamo a coglierli perche' non siamo in una condizione adatta a tale scopo.
    e concordo con Lialy quando dice che il cambiamento e' solo per noi stesso... ti esplode dentro e lo devi seguire perche', in un certo punto della tua vita, senti che e' l'unica cosa da fare per te stesso. per me, almeno, ora e' cosi'!
    Ultima modifica di Megghina : 30-09-2006 alle ore 01.06.05
    Se non puoi esser strada, sii sentiero,
    se non puoi esser sole, sii una stella;
    vincere o perdere
    non ha a che vedere con la grandezza
    ma bisogna essere al meglio quello che si è




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    attendiamo iscritte

  13. #13
    L'avatar di crissangel
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    Caspita la tua vita è davvero in una fase di evoluzione, spero davvero che tutto si risolva in un nuovo saldo equilibrio. Sentendo di te a me viene anche in mente che il cambiamento è anche angosciante perchè non sai cosa ti aspetta dopo e dunque io ad esempio che sono un po' statico non saprei quanto di me vale la pena cambiare perchè talvolta si fa l'analogia, secondo me sbagliata cambiare qualcosa=perdere qualcosa. Un'altra cosa che mi agita un po' è che raggiunto un cambiamento credo che, se anche il cambiamento è positivo, vorrei sapere che cosa ha determinato il cambiamento in modo da avere sotto controllo la situazione e magari evitare "ricadute" se appunto il cambiamento ha determinato un miglioramento
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  14. #14
    Postatore Epico L'avatar di Megghina
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    io di solito sono una persona molto razionale. ma, in questa occasione ho deciso in 3 giorni di andare a vivere da sola e dopo 2giorni avevo gia' trovato casa. E' questa la predisposizione mantale di cui parlavo prima. Fino a che, come dici tu crissangel valutiamo il cambiamento razionalmente in termini di costi e benefici non arriveremo mai a un cambiamento vero e proprio. Ad un certo punto scatta qualcosa che non ti fa chiedere come sara', perche' non ti importa se la tua vita sara' migliore o peggiore, ti importa solo che sia diversa da come e' stata fino ad ora.
    Io penso che non ci siano ricadute da cambiamento. di solito il cambiamento e' una cosa stabile, che si ottiene dopo un po' di tempo e non e' sempre per forza positivo o negativo, ha dei lati buoni e dei lati meno buoni, ma in certi casi vale la pena accettarli entrambi.
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  15. #15
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    io in genere cerco difare la razionale ma, di fatto, di fronte ad un cambiamento - anche voluto da me - sclero. nel senso che mi destabilizza molto, a volte mi crea tutta una serie di manifestazioni psicosomatiche, tipo herpes e gastrite.
    parlo di cambiamenti particolarmente stressanti come traslochi, cambi di città, cosa che vivo continuamente da otto anni a questa parte.

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