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Visualizzazione risultati 1 fino 5 di 5
  1. #1
    Dopidato
    Ospite non registrato

    Triennale ed iscrizione ordine

    Scrutavo la figura del "dottore in tecniche psicologiche"...e mi domandavo una cosa.
    Suppongo sia riferito a chi consegue una laurea triennale.

    I laureati "triennali" che volessero iscriversi ad una laurea specialistica devono prima iscriversi all'ordine ?

    Immagino che la risposta sarà "NO"...però non essendo uno studente di psico non so a chi altro chiedere.

    Grazie

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
    Data registrazione
    18-02-2005
    Residenza
    provincia di Latina
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    8,320
    infatti..la risposta è no! il termine dottore proclamato alla lurrea triennale è solo un titolo fittizio..tant'è vero che ad alcune facoltà (psi 2 per esempio..) usano il termine laureato e non dottore x la triennale.... per il termine dottore bisogna sostenere o l'esame di satto triennale (e quindi iscriversi all'ordine..) oppure alla specialistica ed otteneere la laurea di 2 anni...allora si..che si diventa dottori!!!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
    .................

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  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di tinyparanoika
    Data registrazione
    23-06-2006
    Residenza
    benevento
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    we, ma se eve???? o no ?????

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di manuela22
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    29-09-2006
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    193
    penso di aver sbagliato ad inviare il topic nella sezione sbagliata, spero che clq mi risponda qui, memolememole è esperto
    volevo sapere QUALI ERANO GLI SBOCCHI PROFESSIONALI PER LA LAUREA TRIENNALE... TUTTI DICONO AH NN SEI NULLA, CIN I CINQUE.. IO CREDO CHE, VEDENDO CON I MIEI OCCHI, GENTE LAUREATA CN I CINQUE PER ANNI FA L EDUCATORE TRAMITE COOPERATIVA LO STESSO
    GRAZIE

  5. #5
    Partecipante Figo L'avatar di Aimi_Summers
    Data registrazione
    23-02-2003
    Residenza
    Prato
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    780
    Originariamente postato da manuela22
    penso di aver sbagliato ad inviare il topic nella sezione sbagliata, spero che clq mi risponda qui, memolememole è esperto
    volevo sapere QUALI ERANO GLI SBOCCHI PROFESSIONALI PER LA LAUREA TRIENNALE... TUTTI DICONO AH NN SEI NULLA, CIN I CINQUE.. IO CREDO CHE, VEDENDO CON I MIEI OCCHI, GENTE LAUREATA CN I CINQUE PER ANNI FA L EDUCATORE TRAMITE COOPERATIVA LO STESSO
    GRAZIE
    Ci sono parecchi 3d a questo riguardo, ti consiglierei di fare una ricerca, intanto ti copio il testo della legge che dice cosa possono fare i triennalisti (ovviamente iscritti all'ordine):


    SENATO DELLA REPUBBLICA
    XIV
    2325

    Attesto che il Senato della Repubblica,
    il 9 luglio 2003, ha approvato il seguente disegno di legge, d’iniziativa del Governo, già approvato dalla Camera dei deputati:
    Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105, recante disposizioni urgenti per le università e gli enti di ricerca
    [cut]
    1-ter. Al fine di consentire lo svolgimento degli esami di Stato per l’accesso ai settori previsti nella sezione B dell’albo professionale degli psicologi dall’articolo 53, comma 3, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328, nella predetta sezione B sono individuati i seguenti settori:
    a) settore delle tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro;
    b) settore delle tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità.
    1-quater. Agli iscritti nei settori di cui alle lettere a) e b) del comma 1-ter spettano, rispettivamente, i titoli professionali di “dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro“ e di “dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità“, in luogo del titolo di “psicologo iunior“ previsto dall’articolo 50, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328.
    1-quinquies. Le attività professionali che formano oggetto delle professioni di cui ai commi 1-ter e 1-quater sono individuate nel modo seguente:
    a) per il settore delle tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro:
    1. realizzazione di progetti formativi diretti a promuovere lo sviluppo delle potenzialità di crescita individuale e di integrazione sociale, a facilitare i processi di comunicazione, a migliorare la gestione dello stress e la qualità della vita;
    2. applicazione di protocolli per l’orientamento professionale, per l’analisi dei bisogni formativi, per la selezione e la valorizzazione delle risorse umane;
    3. applicazione di conoscenze ergonomiche alla progettazione di tecnologie e al miglioramento dell’interazione fra individui e specifici contesti di attività;
    4. esecuzione di progetti di prevenzione e formazione sulle tematiche del rischio e della sicurezza;
    5. utilizzo di test e di altri strumenti standardizzati per l’analisi del comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni, dell’interazione sociale, dell’idoneità psicologica a specifici compiti e condizioni;
    6. elaborazione di dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;
    7. collaborazione con lo psicologo nella costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;
    8. attività didattica nell’ambito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore;
    b) per il settore delle tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità:
    1. partecipazione all’èquipe multidisciplinare nella stesura del bilancio delle disabilità, delle risorse, dei bisogni e delle aspettative del soggetto, nonchè delle richieste e delle risorse dell’ambiente;
    2. attuazione di interventi per la riabilitazione, rieducazione funzionale e integrazione sociale di soggetti con disabilità pratiche, con deficit neuropsicologici, con disturbi psichiatrici o con dipendenza da sostanze;
    3. collaborazione con lo psicologo nella realizzazione di interventi diretti a sostenere la relazione genitore-figlio, a ridurre il carico familiare, a sviluppare reti di sostegno e di aiuto nelle situazioni di disabilità;
    4. collaborazione con lo psicologo negli interventi psico-educativi e nelle attività di promozione della salute, di modifica dei comportamenti a rischio, di inserimento e partecipazione sociale;
    5. utilizzo di test e di altri strumenti standardizzati per l’analisi del comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni, dell’interazione sociale, dell’idoneità psicologica a specifici compiti e condizioni;
    6. elaborazione di dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;
    7. collaborazione con lo psicologo nella costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;
    8. attività didattica nell’ambito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore.

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