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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di robypsycho
    Data registrazione
    18-10-2004
    Residenza
    Torino
    Messaggi
    140

    consiglio su caso clinico

    Ciao a tutti,
    mi trovo in una situazione che non so bene come affrontare: il mio medico di base mi ha segnalato una paziente che soffre di attacchi di panico accompagnati da episodi di depersonalizzazione e talvolta da allucinazioni visive chiedendomi di incontrarla e di iniziare con lei una serie di colloqui. Io l'ho incontrata una sola volta e devo ammettere che mi sono trovata di fronte ad una serie di problemi e cioè:
    - sono laureata in psicologia clinica V.O. e sono regolarmente iscritta all'albo ma sono alla mia prima esperienza (se si esclude il tirocinio che ho però svolto in un servizio di neuropsicologia)
    - non sono una psicoterapeuta e quindi non credo di avere gli strumenti per affrontare un caso così problematico
    - il mio medico mi ha chiesto di vedere la paziente al suo domicilio perchè gli attacchi di panico non le consentono di uscire di casa.

    Ho quindi pensato di incontrarla ancora una volta e di proporle una psicoterapia cognitivo-comportamentale segnalande un/uno psicoterapeuta della zona: questo ovviamente cercando di non farla sentire "rifiutata"....

    Cosa ne pensate?

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
    Data registrazione
    21-10-2004
    Residenza
    Firenze
    Messaggi
    497
    come psicologa non specializzata (non ancora almeno) penso proprio che tu non possa effettuare nessun tipo di terapia ma, eventualmente, consigliare a questa persona a chi rivolgersi, come appunto stai pensando di fare...
    io non credo che, spiegandole la situazione (ovvero che non puoi prenderla in cura perchè non sei una terapeuta) non si sentirà affatto rifiutata.
    Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
    Keats

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di Angelsea
    Data registrazione
    24-03-2006
    Residenza
    torino
    Messaggi
    208

    Re: consiglio su caso clinico

    Originariamente postato da robypsycho
    Ciao a tutti,
    mi trovo in una situazione che non so bene come affrontare: il mio medico di base mi ha segnalato una paziente che soffre di attacchi di panico accompagnati da episodi di depersonalizzazione e talvolta da allucinazioni visive chiedendomi di incontrarla e di iniziare con lei una serie di colloqui. Io l'ho incontrata una sola volta e devo ammettere che mi sono trovata di fronte ad una serie di problemi e cioè:
    - sono laureata in psicologia clinica V.O. e sono regolarmente iscritta all'albo ma sono alla mia prima esperienza (se si esclude il tirocinio che ho però svolto in un servizio di neuropsicologia)
    - non sono una psicoterapeuta e quindi non credo di avere gli strumenti per affrontare un caso così problematico
    - il mio medico mi ha chiesto di vedere la paziente al suo domicilio perchè gli attacchi di panico non le consentono di uscire di casa.

    Ho quindi pensato di incontrarla ancora una volta e di proporle una psicoterapia cognitivo-comporta
    mentale segnalande un/uno psicoterapeuta della zona: questo ovviamente cercando di non farla sentire "rifiutata"....

    Cosa ne pensate?
    ciao robypsycho, leggendo il tuo messaggio mi è tornato alla mente quelle che sono le leggittime paure relative alle prime "prese in carico". tuttavia, credo che prima di inviare la persona in questione a uno psicoterapeuta potresti fare qualche altro colloquio con lei per "sondare" se si tratta realmente di attacchi di panico (un mio pz riferiva di soffrirne ma nel corso delle sedute arrivammo a capire che non si trattava di attachi di panico veri e propri), se è disponibile a intraprendere un percorso, se tu puoi esserle comunque di aiuto (per es. nella capacità di instaurare una relazione di fiducia) etc...
    inoltre, ti consiglio di far attenzione a vedere la pz al proprio domicilio perchè potrebbe essere controproducente ai fini della stessa cura. Potresti, per esempio, dirle che può farsi accompagnare in studio da un familiare, un amica, etc
    scusa la brevità del post, ma sono di fretta...se hai bisogno di qualche aiuto e/o di confrontarti scrivimi pure privatamente, perchè è più facile che io legga la posta piuttosto che trovi il tempo di venire nel forum. ciao!
    p.s. dove hai fatto il tirocinio in neuropsic? anch'io sono di torino e l'ho fatto in neuropsic al san camillo.
    Angelsea

    "Cinque sensi; un intelletto inguaribilmente astratto; una memoria che seleziona alla rinfusa; un bagaglio di preconcetti e di assunti così numerosi che non posso mai esaminarne se non un piccolo numero e mai avere coscienza di tutti. Quanta parte della realtà totale può lasciare passare una macchina simile?"

    C.C. Lewis, Diario di un dolore

  4. #4
    Io ho 20 anni di esperienza clinica come analista e dai sintomi che mi descrivi non ti consiglio proprio di prendere la paziente in carico, in questi casi si lavora con un Terapeuta mlto esperto, affiancato da uno psichiatra che faccia un'eventuale copertura farmacologica, quasi indispensabile in questi casi. Altrimenti corri il rischio di ritrovarti con uno scoppio psicotico in mano che tu non sapresti assolutamente come gestire, passa urgentemente la paziente ad un collega esperto, possibilmente di formazione psicodinamica, se non li conosci, mandala alla Soc. di Psicoanalisi della sua città
    Gianna Porri

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di valeria_cen
    Data registrazione
    18-10-2004
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    monza
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    410
    potresti farle un supporto alla terapia.
    iniziando a parlare con lei e magari comnciando ada ccompagnarla tu dal terapeuta, e poi facendole un pò di sostegno. in qs caso lo puoi fare anche a casa.
    potrebbe anche essere molto formativo se potessi avere degli incontri di raccordo con il terapeuta.
    io con i miei primi casi ho fatto così e ho imparato molto senza rischiare di far male a nessuno!
    ogni volta che sputi per aria ti ricasca sempre...

    S.M.

    visitate il sito www.borgocometa.it

  6. #6
    Partecipante Assiduo
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    23-11-2004
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    129
    Anch'io penso che puoi prenderti il tuo spazio.
    Qualche competenza ce l'hai, il tuo medico ti ha fatto un invio. Chiaramente non si tratta di prenderla in carico ma di qualche seduta finalizzata alla valutazione diagnostica!
    Puoi stabilire con lei: tu hai qualcosa da offrirle (sei pur sempre un clinico), forse servirà solo a renderla più consapevole della sua specifica domanda d'aiuto ma una volta che tu le hai specificato fin dove arriva la tua competeneza sarà lei a decidere.
    Raffaele

  7. #7
    Partecipante Assiduo L'avatar di angelocollev
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    07-02-2005
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    io ti consiglio vivamente di inviare la pz ad un terapeuta, l'attacco di panico, sempre se lo è, può essere l'inizio di qualcosa di più complesso(parli di depersonalizzazione e allucinazioni. visto un possibile nucleo psicotico è il caso che la pz si faccia aiutare anche farmacologicamente. secondo m , un terapeuta cognitivo-comportamentale se può essere utile per alleviare nel minor tempo possibile i problemi.
    Nuovo blog di psicologia...attendo consigli per migliorarlo www.psicopub.blogspot.com

  8. #8
    Partecipante Assiduo L'avatar di angelocollev
    Data registrazione
    07-02-2005
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    chieti
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    il modo per fare l'invio?
    parla sinceramente con la pz, dille che non sei una terapeuta, che forse ha bisogno di un aiuto un pò più tecnico del semplice sostegno.
    dopo l'invio, secondo me, non è il caso di farsi invischiare troppo. che ruolo avresti? come ti inseriresti nel rapporto pz-terapeuta?
    Nuovo blog di psicologia...attendo consigli per migliorarlo www.psicopub.blogspot.com

  9. #9
    Partecipante Assiduo L'avatar di robypsycho
    Data registrazione
    18-10-2004
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    140
    alla fine ho fatto proprio così...ho detto alla paziente che io non sono una psicoterapeuta e l'ho indirizzata verso una persona più esperta di me. ad un'iniziale entusiasmo all'idea di intraprendere una psicoterapia (ha infatti contattato subito telefonicamente la persona che le ho segnalato), è poi subentrato nella paziente un forte dubbio perchè un suo conoscente con cui pratica una cosa che si chiama Vivation (che non so assolutamente cos'è...) le ha detto che in fondo lei sta bene, che i suoi sintomi sono temporanei e che non ha bisogno di una psicoterapia...e così ha deciso per ora di soprassedere....
    indipendentemente da come andrà a finire, vi ringrazio per i preziosi consigli che mi avete dato! vi terrò aggiornati!

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