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  1. #1
    ANCIADOPPIA
    Ospite non registrato

    Psicologi-musicoterapeuti

    C'è qualcuno che oltre alla psicologia si occupa di musicoterapia?

  2. #2
    Ciao!
    io sono laureata in psicologia e da quest'anno mi sono iscritta ad un corso triennale di musicoterapia; mi sembra molto interessante e mi permette di coniugare i 2 ambiti che mi hanno sempre appassionato: psicologia e musica.
    E tu?

  3. #3
    ANCIADOPPIA
    Ospite non registrato
    Sono laureato in Psicologia e Discipline musicali, musicoterapista dal '97.
    Non posso che farti i complimenti per la tua scelta che sicuramente non ti deluderà poichè sono pienamente convinto (e non sono solo) che l'utilizzo della musicoterapia nei vari ambiti (riabilitazione, prevenzione, terapia...), offre allo psicologo una ulteriore valida metodologia che arricchisce il suo bagaglio culturale e applicativo. Attualmente stò lavorando (guarda caso) come musicoterapista. Ho iniziato questa discussione nel tentativo di scambiare opinioni, idee, associazioni, informazioni, ecc. con colleghi psicologi-musicoterapeuti.

  4. #4
    Attualmente sto lavorando ad un progetto di musicoterapia prenatale; è un ambito che mi sembra particolarmente affascinante e sto raccogliendo molto materiale, insieme ad una mia amica che frequenta il corso con me.
    Tu di che cosa ti occupi in particolare?
    Scusa un'altra curiosità: cosa significa "laureato in psicologia e discipline musicali?" Quale/i strumento/i suoni?
    Ciao!

  5. #5
    michela1980_1
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da rosarosae
    Attualmente sto lavorando ad un progetto di musicoterapia prenatale; è un ambito che mi sembra particolarmente affascinante e sto raccogliendo molto materiale, insieme ad una mia amica che frequenta il corso con me.
    Tu di che cosa ti occupi in particolare?
    Scusa un'altra curiosità: cosa significa "laureato in psicologia e discipline musicali?" Quale/i strumento/i suoni?
    Ciao!

    Ciao,
    io mi sono appena laureata in psicologia (vecchio ordinamento) e sto cercando di trovare la mia strada lavorativa e professionale..
    Ho studiato pianoforte 10 anni, frequentando anche il conservatorio (a Milano) per qualche anno.. L'idea della musicoterapia mi era spesso ritornata alla mente durante l'università.
    Volevo chiederti informazioni riguardo al corso che stai seguendo e soprattutto riguardo al progetto di musicoterapia prenatale che mi sembra interessantissimo.. Che tu sappia esistono corsi specifici in merito?
    Grazie millle.

    Giulia.

  6. #6
    Originariamente postato da michela1980_1
    Volevo chiederti informazioni riguardo al corso che stai seguendo e soprattutto riguardo al progetto di musicoterapia prenatale che mi sembra interessantissimo.. Che tu sappia esistono corsi specifici in merito?
    Grazie millle.

    Giulia.
    Per quanto riguarda i corsi di musicoterapia, so che ce ne sono tantissimi, di durata e qualità variabile, anche perchè attualmente non esiste una regolamentazione a livello nazionale. Io seguo un corso triennale organizzato dal CESFOR di Bolzano, di cui ho sentito parlare molto bene, e anche personalmente, dopo questi primi mesi, lo giudico in modo positivo.
    Per la musicoterapia prenatale ho visto di recente in internet un corso organizzato da "La culla musicale" di Genova (le iscrizioni chiudono a novembre 2006, trovi info su www.lacullamusicale.it)che io purtroppo non potrò frequentare visti gli impegni con il corso di MT (e con la scuola di specializzazione in psicoterapia, che conto di cominciare in gennaio)... quindi mi sto dando da fare da sola, leggendo libri e (da ottobre) partecipando come "osservatrice" ad un corso tenuto da una musicoterapista che conosco.
    Ciao!

  7. #7
    ANCIADOPPIA
    Ospite non registrato
    Ciao rosarosae, scusa l'inesattezza, sono sia laureato in psicologia sia in discipline musicali (conservatorio di musica). Suono uno strumento ad ancia doppia (l'oboe) e la chitarra jazz. Dopo una lunga gavetta come musicoterapista in centri di recupero psicomotorio per soggetti con handicap, autistici, progetti per le scuole, sono approdato in un settore un pò snobbato: riabilitazione cognitiva nell'anziano. In particolare, collaboro con alcune R.S.A in Toscana per la progettazione e definizione di protocolli d' intervento musicoterapico nell'ambito delle malattie neurodegenerative (demenze). A mio avviso, è un settore nel quale lavorando in equipe si possono trarre parecchie soddisfazioni. Interessante il tuo progetto. Credo di aver letto in qualche parte che esistono delle tecniche musicoterapeutiche , che utilizzano la voce della gestante, di induzione al rilassamento (una sorta di traning autogeno per indenderci) utili alla preparazione al parto e nello stesso tempo producono effetti biologici e psicologici positivi al futuro nascituro. Vorrei dire a Michela 80 che sono molti i campi di applicazione della musicoterapia. Ecco alcuni:
    ) Disturbi emotivi del bambino e dell'adulto (ansia, depressione, disturbi da attacchi di panico, insonnia)
    2) Disturbi relazionali del bambino e dell'adulto
    3) Corso di preparazione al parto
    4) Disturbi mentali (nevrosi, psicosi ed altre malattie psicosomatiche del bambino e dell'adulto, anoressia).
    5) Handicap psichico, fisico e sensoriale
    6) Disturbi del linguaggio e deficit uditivi
    7) Esiti di coma
    8) Patologie neurologiche (ictus, morbo di Parkinson etc...)
    9) Senescenza
    10) Senescenza patologica (demenza senile, morbo di Alzhaimer, disturbi relazionali dell'anziano
    Interessante per lo psicologo. Cosa ne pensate?

  8. #8
    piumealvento
    Ospite non registrato
    l'unica cosa che in ambito neurologico, il resto non so, (quindi patologie degenerative) è provato che la musicoterapia non ha alcun effetto, o se preferite, non è provato che la musicoterapia abbia effetti.

  9. #9
    Per ANCIADOPPIA: anch'io credo che la musicoterapia sia un ambito molto interessante per uno psicologo, perchè permette di utilizzare un linguaggio che travalica i confini del verbale e va dritto alle emozioni. Questo credo che sia molto utile soprattutto in particolari situazioni in cui un intervento psicologico "tradizionale" potrebbe essere difficile o non accettato; penso ad esempio a bambini sordi, disabili, pazienti in coma, anziani... Durante il corso di MT ho visto delle registrazioni di sedute con bambini diagnosticati ipoacusici che mi hanno scosso profondamente per la loro capacità di sentire ed entrare in comunicazione attraverso le vibrazioni sonore (intese come fenomeno acustico); anche il lavoro di uno dei miei docenti con malati terminali (i cui risultati sono documentat da referti medici) mi è sembrato stupefacente.

    Per PIUMEALVENTO: il discorso da te introdotto è secondo me importantissimo, ma non può essere liquidato in due righe; inoltre c'è un abisso tra affermare che "è provato che la MT non ha effetti su..." oppure dire che "non è provato che la MT ha effetti su...". Mi piacerebbe sentire in merito l'opinione di Anciadoppia che lavora con anziani.
    Ultima modifica di rosarosae : 07-09-2006 alle ore 13.27.42

  10. #10
    piumealvento
    Ospite non registrato
    ciao rosa! la musicoterpia sebbene i dati sono limitati dalla scarsa numerosità del campione mostra risultati positivi sul piano socio-relazionale e nell'attenuazione dei disturbi comportamentali. Da un punto di vista cognitivo non ci sono risultati provati

  11. #11
    ANCIADOPPIA
    Ospite non registrato
    Ciao piumealvento, il tuo punto di vista buttato cosi mi sembra che sia stato superficiale, visto la complessità e vastità dell'argomento, e un tantino provocatorio. Premetto che la ricerca in questo ambito (parallelemente alle tecniche di neuroimmagine) è in rapida evoluzione. Per farti un'idea una ricerca effettuata nel '98 sarebbe già obsoleta per cui sarei curioso sapere a quale ricerca sperimentale ti riferisci, quando è stata fatta e con quale modello musicoterapico è stata svolta poichè non esiste un solo modello di musicoterapia ma ne esistono diversi:
    Nel 1999 in occasione del IX Congresso Mondiale
    di musicoterapia la World Federation of Music
    Therapy ha enucleato e accreditato i modelli musicoterapici
    più diffusi e consolidati:
    – approccio basato sull’improvvisazione creativa
    (Nordoff-Robbins);
    – approccio comportamentista (Madsen);
    – approccio recettivo, Immaginario Guidato e
    Musica (Bonny);
    – approccio psicanalitico (Priestley);
    – approccio attivo relazionale, libera improvvisazione
    (Benenzon).
    Come si può ben intuire un determinato modello può andare bene per un determinato disturbo ma risultare inefficace per un altro. Sappiamo che lo stesso discorso vale per i modelli di psicoterapia.......
    Naturalmente nessuno ha la pretesa di "guarire" le malattie neurodegenerative (altrimenti non si chiamerebbero così). Le cure disponibili (farmacologiche e non)al momento non sono in grado di bloccare i processi degenerativi. E' quindi necessario ridurre, contrastare, rallentare gli effetti negativi del decadimento cognitivo non solo con farmaci ma anche con approcci terapeutici non farmacologici. La musicoterapia è ( tra le tante) una delle tecniche privilegiate di attivazione cognitiva. Suggerirei a pimealvento di ripassarsi l'argomento "neuroplasticità" e di leggere il libro "musica e cervello" (studi sulla neurologia della musica) ed. piccin.
    A rosarosae vorrei segnalare un libro: "le musiche che guariscono" di Sophie Humeau ed. ipsa, dove all'interno è dedicato un intero capitolo sulla percezione e memoria prenatale e la musica come sostegno durante il parto.
    Ciao a tutti

  12. #12
    ANCIADOPPIA
    Ospite non registrato
    MA DOVE SIETE FINITI?

  13. #13
    Ciao.
    Scusa anciadoppia, ieri sono stata a Milano per l'esame di stato, e ora sto partendo per un weekend in montagna... ci vediamo lunedì, buon fine settimana a tutti

  14. #14
    ANCIADOPPIA
    Ospite non registrato
    Ma...possibile che non c'è più nessuno?

  15. #15
    Rieccomi qua. Venerdì ho fatto l'esame di stato (credo sia andata, ora sono finalmente abilitata!!) ed ho festeggiato con un bel weekend in montagna.

    Noto che purtroppo questo thread non è molto frequentato, e mi dispiace sia perchè si tratta di un argomento che a me interessa e su cui io ho deciso di puntare per la mia formazione, sia perchè mi piacerebbe sentire l'opinione di psicologi/laureandi in psicologia che frequentano OPS in merito alla MT; per me sarebbe interessante ad esempio scoprire qual è la percezione di coloro che frequentano OPS (quindi non necessariamente musicoterapisti/euti o musicisti)su MT e musicoterapeuti in genere: ne conoscete qualcuno? Vi sembra un approccio valido? Cosa vi aspettereste da una seduta di MT?

    Per anciadoppia: grazie per il libro che mi hai consigliato. Vorrei chiederti una cosa: tu nelle sedute di MT quali strumenti utilizzi?
    Te lo chiedo perchè sono in un momento in cui sono convinta che senza saper suonare il pianoforte (io sono diplomata in flauto traverso) non sia possibile fare MT... a scuola ci hanno detto che non è assolutamente così, ma documentandomi per il progetto di MT prenatale noto che l'utilizzo di questo strumento (per l'improvvisazione clinica, la possibilità di far sedere la mamma sopra il pf e quindi trasmettere le vibrazioni attraverso la sua cassa armonica) sia pressochè imprescindibile. Non solo: tutti i musicoterapisti che conosco sono pianisti!!!
    Poco male, mi sto ritagliando del tempo per prendere confidenza con la tastiera, ma vorrei sapere una tua opinione, visto che anche tu suoni uno strumento a fiato (oltre alla chitarra, ovviamente).

    Ciao!

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