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Discussione: il solito dilemma

  1. #1
    rougealevres
    Ospite non registrato

    il solito dilemma

    qualcuno già avrà capito di che cosa sto parlando. A monte, l'unica osservazione che posso fare è che se noi giovani psicologi abbiamo così tante incertezze e paure in merito alla scelta della scuola di specializzazione è segno che diverse cose non vanno. Non mi riferisco tanto alla qualità delle scuole (quelle private rispondono più o meno tutte agli stessi criteri), quanto piuttosto al fatto che molti di noi si sentono letteralmente costretti a scegliere questo ulteriore percorso. Per carità, io non credo che con la sola laurea si possa essere un minimo "efficaci" nella professione. E' necessaria tanta esperienza e formazione, ma allora perché non si fa in modo che sin dalla formazione universitaria si possano acquisire delle tecniche minime, delle competenze basialri da approfondire successivamente? Insomma io ho l'impressione che siamo di fronte ad un tipo di percorso per il quale più si va per approfondimenti successivi, più la famosa carotina si allontana. Francamente mi sono stancata di fare il solito discorso finalizzato: io vorrei fare una scuola quando e come mi pare non perché se non la faccio non sono credibile, non posso presentarmi a nessun concorso, non posso mettere su uno studio e quant'altro. Per non parlare poi del fattore economico: tutte le scuole sono un vero salasso, senza considerare l'analisi personale. Ma non vi sembra decisamente "anti terapeutico" il modo in cui la società costringe noi giovani psicologi a immetterci in un circuito in un certo modo? Noi impariamo anche da questo e non possiamo far finta di credere che le preoccupèazioni materiali non peseranno sul nostro modo di lavorare.

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di shiningwitch
    Data registrazione
    24-04-2005
    Messaggi
    145
    Premetto che sono d'accordo sul fatto che in molti casi, per uno psicologo clinico, la scelta della scuola di psicoterapia sia quasi obbligata.

    Allo stesso tempo però credo che la formazione universitaria non sia sufficiente a fornire la preparazione adeguata per fare terapia, è troppo generale, troppo poco specifica.
    Non penso che questo sia scorretto: la facoltà di psicologia accoglie anche altri indirizzi rispetto al clinico, ed anche nell'indirizzo clinico trovo giusto che offra un panorama piuttosto eclettico e, di conseguenza, una formazione teorica piuttosto ampia.

    Non è detto che tutti i clinici vogliano fare i terapeuti, alcuni fanno i conselor, gli psicodiagnosti, piuttosto che gli esperti in diversi ambiti della psicologia offerti dai vari master.
    Per quelli che invece vogliono fare i terapeuti penso che questa scelta debba necessariamente avvenire in un momento successivo rispetto all'università, di maggiore conoscenza ed anche di maturità (anche anagrafica), in un momento in cui possa essere deciso con discreta certezza il tipo di modello da seguire e, soprattutto, nel momento in cui ci sente pronti a fare un lavoro così delicato.

    Le scuole di specilità prevedono la supervisione, l'analisi personale, il seguire un paziente durante gli ultimi anni del tirocinio, tutte esperienze delle quali non penso che un futuro terapeuta possa fare a meno e che non credo possano essere "inserite" nel percorso universitario.

    E' come per i medici, dopo i cinque anni di medicina, in cui hai conosciuto un panorama medico ampio, prendi la tua strada e ti specializzi in uno dei settori in particolare (e magari quando ti sei iscritto a medicina non avevi idea che avresti potuto desiderare poi di prendere proprio quella specializzazione).

    E' vero che le scuole sono care e rappresentano un grande impegno non solo dal punto di vista economico, sicuramente è un grosso sacrificio.

    Non è vero che se non fai una scuola non sei credibile (perchè non dovresti esserlo?) e non puoi aprire uno studio. Non può fare terapia, questo è chiaro, ma nessuno ti vieta di fare il consulente, i colloqui di sostegno, le valutazioni, i test e tutto quello che è legalmente previsto che uno psicologo faccia.
    Nessuno dice che sia facile, ma è assolutamente possibile.

    Devi avere chiaro a che livello vuoi occuparti del paziente, se il tuo desiderio è quello di un lavoro profondo, di un percorso di trattamento e cura allora hai scelto che nella vita vuoi fare il terapeuta, non solo lo psicologo.
    Questo è un passo successivo che richiede degli sforzi ulteriori, ma è una scelta.

  3. #3
    Partecipante Affezionato L'avatar di lunaluna
    Data registrazione
    03-12-2005
    Residenza
    Gran Burrone
    Messaggi
    69
    Ciao ragazzi!
    Sapete che vi dico....concordo pienamente con entrambi....ma se tutte queste belle cose le avessi sapute prima di iscrivermi a psicologia forse non avrei scelto il clinico...o forse non avrei fatto psicologia....Avevo scartato psichiatria proprio perchè il percorso di studi era troppo lungo..
    Sono momentaneamente (....a pensarci bene anzi da quattro anni, cioè da quando mi sono laureata!) ...e chi più ne ha più ne metta...Non ne posso più di elemosinare un lavoro decente e purtroppo non ho i soldi per potermi pagare una specializzazione, visti i prezzi assurdi .
    Per ora ho sempre lavorato come educatrice, ma ora pare che nemmeno più gli educatori si possa fare, inoltre come psicologo se non hai esperienza non ti assumono e ora mi chiedo...ma se nessuno mi assume come posso farmi esperienza????? Per carità, ora faccio la volontaria con mansioni educative ai Servizi Sociali dell'età evolutiva e pare che fra un pò inizino a darmi incarichi da psicologa... ....Certo che è veramente dura...uno ci mette il massimo e vede solo porte che si chiudono....
    Scusate lo sfogo....

  4. #4
    simo3
    Ospite non registrato

    scusate


    Ciao !Tutto quello che si dice è vero "si può fare di qua e si può fare di là" ma io credo PERSONALMENTE che una facoltà come quella di Psicologia sia solo per persone che hanno principalmente due cose: _una bella disponibilità economica
    _ tanta voglia e costanza di studiare.
    Anch'io sono laureata in Psicologia e sinceramente ho notato in questi anni che la realtà è questa.
    Ormai è diventata (o è sempre stata:ma nessuno me lo aveva detto!) una facoltà come medicina :10 anni di studio se vuoi fare un lavoro decente.
    E' bello dire fai consulenza ,test etc. ma dove?Le asl prendono solo VOLONTARI, uno studio privato sì se hai soldi x aprirlo e poi senza esperienza ne tutor?Sì può "provare" a fare valutazioni così solo avendo studiato sui libri per anni?....ma dai! E poi parliamo delle cooperative...certo ci puoi lavorare ma come EDUCATORE...ma vi sembra la stessa cosa?Va beh ci sono i master e corsi di ogni genere sì certo per chi può ancora farseli pagari dai genitori.
    "Non mettiamo la testa sotto la sabbia"!Questa è la realtà!

    Scusate se forse mi sono sfogata un po' ma "non si può più far finta che tutto va bene".
    SCUSATEEEEE!

  5. #5
    Ospite non registrato
    Concordo pienamente, e dico che un tirocinio serio dovrebbe essere fatto fin dall'università. Non importa se gli indirizzi sono tanti, dovrebbe essere possibile seguire dei colloqui se uno vuole fare il clinico (certo con diverse cautele verso il paziente), magari aiutando lo studente-tirocinante a selezionare per area di interesse: vuoi lavorare nella scuola, allora ti mando a scuola, vuoi lavorare nei servizi sociali, ti inserisco lì, vuoi seguire i percorsi di selezione del personale? Idem. Gli Epg che io ho fatto erano ridicoli, troppo corti e con esperienze più qualificanti come educatore che altro. Che differenza vuoi che abbia per un paziente se è un tirocinante post o pre laurea che assiste ad alcuni colloqui iniziali? Volendo ci sono gli specchi unidirezionali ... Insomma ci sono tutti i mezzi per proteggere la privacy, è che non c'è la volontà ... chi lavora già è talvolta geloso del suo lavoro ... le università non hanno interesse a fare queste cose. Se invece esistesse un metodo di "controllo qualità" reale della formazione, basato sulla chiarezza del percorso che uno assume negli anni dopo un certo tipo di tirocinio, sulla mole di lavoro del professionista dopo pochi anni (andiamo a guardare le entrate, con la PI è possibile ...), ecc. Per legge le università che formano poco e male dovrebbero avere punteggi bassi e costare poco oltre ad avere meno introiti dalle aziende private ... così vedrai che o volere o volare si metterebbero al passo coi tempi!

    Ragazzi se sapevo così .... mi iscrivevo a ingegneria anche io!

  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di shiningwitch
    Data registrazione
    24-04-2005
    Messaggi
    145

    Re: scusate

    Originariamente postato da simo3

    E' bello dire fai consulenza ,test etc. ma dove?Le asl prendono solo VOLONTARI, uno studio privato sì se hai soldi x aprirlo e poi senza esperienza ne tutor?Sì può "provare" a fare valutazioni così solo avendo studiato sui libri per anni?....ma dai!
    No scusa, io non intendevo che si possono fare tutte queste cose dopo la laurea senza esperienza, ma che si possono fare in quanto psicologi anche senza essere psicoterapeuti.

    Quale professione si piò fare senza un minimo di esperienza? E' dura, impegnativa e richiede un sacco di sacrifici, questo è vero.

    Personalmente io ho fatto ( e faccio) la commessa per potermi permettere la scuola di specializzazione e parallelamente ho fatto due anni di stage (non retribuito) in una clinica psichiatrica pubblica di fama che ha arricchito il mio curriculum ma che soprattutto mi ha arricchito tantissimo a livello di esperienza.
    Ho imparato a fare i test,ad interpretarli, a fare le consulenze nei reparti e negli ambulatori ecc.
    Ho fatto altre esperienze (alcune retribuite, molte retribuite male), ma almeno sono esperienze.

    Ci sono master, corsi riconosciuti, aggiornamenti continui che ti consentono di specializzarti come psicologo senza diventare psicoterapeuta (che sono più brevi e molto più economici).

    Il mio discorso riguardava unicamente il fatto che è possibile fare lo psicologo anche senza essere necessariamente uno psicoterapeuta, non che ci si possa improvvisare psicologo appena conseguita la laurea e senza nessuna esperienza.

  7. #7
    agosnapo
    Ospite non registrato
    La difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro spinge molti di noi a prolungare di qualche anno la propria preparazione nella speranza di esercitare la professione. E' un'amara constatazione ma allo stato attuale non esistono molte possibilità....Le strutture pubbliche sono sature, aprire uno studio comporta delle spese che non tutti possono permettersi...

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