• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 7 di 7

Discussione: morte

  1. #1
    abigaille
    Ospite non registrato

    morte

    come affrontare il tema della morte con un pz in fase teriminale?

  2. #2
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    28-05-2004
    Messaggi
    329
    Dipende molto dal contesto, dalla situazione, dal paziente, dalla tua esperienza... da cosa è successo e da cosa sta succedendo.
    Non esiste, non esisterà mai una "frase magica", le "parole giuste" che possano "risolvere" la situazione, o che possano aiutarti a ridurre la tua ansia per il "non sapere cosa dire"...
    Questa è la prima consapevolezza da avere, da dover assolutamente ammettere a sè stessi (anche se, comprensibilmente, spaventa un pò). Ma è una tappa necessaria, preliminare prima di poter lavorare con chi sta morendo. Altrimenti, rischi di rimanere "intrappolata" anche tu nell'empasse della ricerca della "parola giusta", della "frase perfetta da dire"... mentre quelle che siamo chiamati a "mettere in circolo" con il paziente, i parenti, il personale sanitario sono invece delle "parole ed azioni sufficientemente buone", non "perfette" (e impossibili)....

    Dopo che hai riconosciuto che non esiste una frase "magica", e che è normale ed umanissimo sentirsi in difficoltà in una situazione del genere (ed anzi, sarebbe preoccupante il contrario...), puoi cercare di portare un tuo contributo in vari modi. Non solo con parole o dialoghi (che pure ci possono e devono essere, e sono importanti), ma appunto anche con "silenzi", con "azioni parlanti", con la presenza, il sostegno alla famiglia...

    Se non hai mai lavorato in ambito tanatologico, ti consiglio due testi per iniziare ad orientarti. Il primo è un grande classico, ed è sempre una lettura importantissima (ha "inaugurato" il settore della psicologia tanatologica), anche se ormai il suo "modello delle fasi" è leggermente superato:

    - "La Morte ed il Morire", di Elizabeth Kubler-Ross, Cittadella Editore. La prima edizione italiana è del 1976, ma la trovi continuamente ristampata. E' davvero una lettura delicata ed importante.

    Il secondo che mi viene da consigliarti è un testo recente, italiano, che ho trovato utile per chi si avvicina per la prima volta al tema, e vuole una "riflessione utile":

    - "Imparare a dirsi addio.
    Quando una vita volge al termine: guida per familiari, operatori sanitari, volontari".
    Eliana Adler Segre, Proedi Editore, 2005.
    E' meno orientato alla teoria, e più orientato ai problemi psicologici dell'accompagnamento al decesso.

    C'e' poi una rivista scientifica, Omega (Journal of Death and Dying Studies), che pubblica letteratura scientifica di ottimo livello, in inglese, su questo tema... ma non so quanto questo ti possa essere utile in questo momento.

    Ricordati che l'accompagnamento psicologico dei pazienti terminali non è facile nemmeno per lo psicologo, e se ti senti in difficoltà è naturale ed importante rivolgersi al tuo supervisore (o a dei colleghi), per condividere e rielaborare un pò insieme quanto avvenuto.

    In bocca al lupo
    Lpd
    Ultima modifica di Lpd : 12-08-2006 alle ore 14.03.06

  3. #3
    abigaille
    Ospite non registrato
    grazie mille

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di el loco
    Data registrazione
    24-08-2004
    Residenza
    Lecce - Milano - Parma- Figline
    Messaggi
    1,032
    Blog Entries
    8
    una lettura...
    'Una morte dolcissima' di Simone de Beauvoir
    consigliabile per genere di argomento..
    state vè.
    "... per favore Dio, per favore Knut Hamsun, non abbandonatemi adesso." (J. Fante)



    http://youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY

  5. #5
    Super Postatore Spaziale L'avatar di simoncino
    Data registrazione
    07-09-2005
    Messaggi
    2,672
    bè siete tutti in vena di testi.......io sto studiando pedagogia della morte......

    tu chiedi come affrontare il tema della morte con un pz in fase teriminale?

    è un percorso che occorre fare...certo non è che in 2 giorni lo si può affrontare....ma occorre preparare il paziente(morente) al congedo.....non bisogna aver paura nè tantomeno soffrire.....MA a vivere questo momento come parte della nostra vita.....

    per questo ti consiglio come libro

    LA SOLITUDINE DEL MORENTE di elias......

    se poi vuoi fare qualche discorso mandami un pm
    SE impedirò ad un cuore di spezzarsi....allora potrò dire di non essere vissuto invano

    Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
    però non la sopporto la gente che non sogna

    la paura è il coraggio di dire io ho sempre tentato

    fare un altro round quando pensi di non farcela...è una cosa che può cambiarti al vita


    Cameron: Che ne pensi del sesso?
    House: Beh, potrebbe essere complicato, lavoriamo insieme, io sono più vecchio, però magari ti piace...
    Cameron: Dicevo che forse ha la neurosifilide!
    House: Eh! Bella copertura

  6. #6
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di el loco
    Data registrazione
    24-08-2004
    Residenza
    Lecce - Milano - Parma- Figline
    Messaggi
    1,032
    Blog Entries
    8
    pensavo anche con la mia lettura al parente clinico...
    state ve.
    "... per favore Dio, per favore Knut Hamsun, non abbandonatemi adesso." (J. Fante)



    http://youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY

  7. #7
    Partecipante L'avatar di vilma
    Data registrazione
    25-03-2003
    Residenza
    FIRENZE
    Messaggi
    39
    se chi sa di morire è anche in grado di scrivere,(parlo di chi sa che deve morire e deve elaborare il distacco), col la terapia strategica si consiglia di scrivere la propria rabbia sulla sentenza emessa,un modo per farla defluire....

Privacy Policy