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Visualizzazione risultati 1 fino 5 di 5
  1. #1
    abigaille
    Ospite non registrato

    orientamento:quali strumenti

    un amico deve fare consulenza in una scuola mi sembra superiore x attività di orientamento scolastico-profsessionale.

    Quali strumenti si possono utilizzare, quali test?grazie

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140
    l'approccio testistico è un po' superato, nel senso che l'orientamento si sta delineando sempre di più come un processo di educazione alle scelte , quindi più che trovare quali test usare, sarebbe opportuno preparare esercitazioni su temi come il decision-making, il problem-solving, ecc. Nella collana Iter della OS-Giunti ci sono molti manuali su orientamento formativo e bilancio di competenze, con schede e progetti già realizzati.
    Preliminarmente però, sarebbe opportuno per il tuo amico fare un'accurata "analisi della domanda" rispetto alla scuola committente, perché insegnanti e presidi potrebbero avere una concezione stereotipata o aspettative banalizzanti sull'orientamento, potrebbero vederlo come mera illustrazione delle varie facoltà universitarie e relativi presunti "sbocchi professionali" (espressioni che in sede di orientamento dovranno essere chiarite e sulla cui ri-definizione si dovrà lavorare e faticare molto !), cosa che potrebbe provocare contrasti al tuo amico (sui metodi, sui tempi, e pure sul compenso monetario dell'intervento). Altrettanto opportuno sarebbe consultare, anche indirettamente, i genitori degli studenti, per lo stesso motivo di cui sopra e anche per un altro motivo, cioè perché l'orientamento promuove una scelta autonoma nello studente, e questo, sembra strano, ma a molti genitori non piace affatto...
    E' la prima volta che il tuo amico ha a che fare con questo tipo di interventi?

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di dario14
    Data registrazione
    02-12-2004
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    307
    Sì, in linea con quello che, a mio avviso giustamente, dice ste203xx, credo sia opportuno, per una buona riuscita del progetto, stipulare un vero e proprio "patto" tra studenti, docenti e genitori. Ciò al fine di intendersi bene fin dall'inizio sugli obiettivi di un percorso di orientamento. I metodi e gli strumenti, poi, andrebbero calibrati sugli obiettivi definiti.
    Parlare di orientamento spesso ingenera delle aspettative che, se non adeguatamente considerate ed elaborate, potrebbero rivelarsi dei boomerang.
    Non sarebbe poi male, ma non so se è questo il caso, ipotizzare un intervento complesso (sicuramente...) che accompagni gli stessi docenti a valorizzare la loro costante presenza in classe, al fine di diventare dei punti di riferimento per i ragazzi, per le famiglie e per chi si occupa specificamente di orientamento.
    Per quanto riguarda il mercato del lavoro, secondo me non è un male in sè considerare le tendenze attuali, anche a livello locale, ma questo aspetto va appunto inscritto nella finalità generale condivisa. In altre parole, io parlerei di mercato del lavoro quando le tendenze e le scelte dei ragazzi sono state espresse, e da lì partirei per affrontare insieme a loro difficoltà e/o opportunità. Altrimenti, le scelte individuali rischiano di essere schiacciate dalle scelte di altri.

    Buon lavoro!!
    Ciao.
    Dario

  4. #4
    abigaille
    Ospite non registrato
    grazie siete stati molto gentili!
    ...per il compenso invece come ci si regola indicativamente? Piu o meno quanto sarebbe?grazie ancora

  5. #5
    Postatore Epico L'avatar di Andalucia
    Data registrazione
    31-05-2005
    Residenza
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    7,678
    c'è un tariffario per gli orientatori (www.orientamento.it)

    Ma se è uno psicologo, nel tariffario per gli psicologi, è annoverata anche l'attività di orientatore
    Lucia


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